Cassino, maltrattamenti all’asilo: sospese due maestre

CASSINO (FR) – La polizia di Cassino (Frosinone) ha eseguito un’ordinanza di misure cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Cassino nei confronti 2 maestre, di 54 e 63 anni, di una scuola dell’infanzia per maltrattamenti continuati nei confronti di bambini. Nei loro confronti è scattata la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio di insegnante.

La polizia ha cominciato a indagare dopo il racconto dei genitori di un bambino. Gli accertamenti hanno fatto emergere elementi ritenuti di “rilevante gravità”.

Le due maestre avrebbero avuto, quasi quotidianamente, comportamenti violenti, spintonando, strattonando, trascinando con forza gli alunni e, in alcuni casi, percuotendoli con schiaffi alla testa e costringendoli anche a rimanere con il capo riverso sul banco. Punizioni umilianti e pericolose, come è emerso dalle indagini, per la loro incolumità. Ci sarebbero state anche minacce verbali come “Ti faccio cadere tutti i denti”.




Marsala, lungomare Florio: parte il progetto di riqualificazione

MARSALA (TP) – “Si porrà fine ad un contesto ambientale attualmente in stato di degrado, recuperando parte della costa che conduce ai lidi. Un progetto che inciderà fortemente sull’aspetto urbanistico del territorio, facendo riscoprire la bellezza paesaggistica di quei luoghi. Si chiude, positivamente, il lungo iter burocratico anche di questa opera pubblica”. È quanto afferma il sindaco Alberto Di Girolamo, cui è stato notificato il Decreto regionale che assegna al Comune di Marsala un finanziamento di oltre 1 milione e 200 mila euro per la “Riqualificazione urbanistica ed ambientale dell’area di colmata, waterfront, adiacente al Porto di Marsala” (1° stralcio).

L’area interessata è di quasi 12 mila mq, estendendosi dal tratto del lungomare subito dopo il Porticciolo turistico fino ad arrivare a quello immediatamente precedente la zona dei frangiflutti. All’avvio dell’opera – nel 2010, Amministrazione Carini, l’incarico per la progettazione definitiva – ha fatto poi seguito la redazione del 1° stralcio funzionale. Ma è nel 2015, con la sindacatura Di Girolamo, che si giunge all’approvazione del progetto esecutivo, quello che ora – dopo una lunga procedura di verifica e validazione – ha ottenuto il finanziamento dalla Regione.

Dalla relazione tecnica del progettista incaricato, arch. Pietro Di Maria, si evince che le opere previste riguardano due aspetti. Il primo è quello della messa in sicurezza della sede viaria, attualmente soggetta a smottamenti e cedimenti a causa delle forti mareggiate, con gravi ripercussioni sul fronte della viabilità e della sicurezza dei cittadini. I lavori, pertanto, consisteranno nella realizzazione di una scogliera-mantellata di protezione. L’altro intervento programmato è il restauro degli antichi moli “Florio” e “Ingham”, antistanti gli omonimi bagli. Entrambi versano in pessimo stato di conservazione, con una manutenzione completamente assente negli anni.

Il progetto interverrà sia per proteggere che rendere fruibili i moli, nonché per valorizzarli tenuto conto del loro legame alla storia antica della città di Marsala. A tal fine, come richiesto dalla stessa Soprintendenza del Mare, l’Amministrazione comunale ha previsto le somme per effettuare prospezioni archeologiche e saggi subacquei in tutta l’area oggetto dei lavori.

Il prossimo passo, ora, sarà l’avvio delle procedure di gara per l’affidamento dei lavori, il cui importo a base asta di quasi 900 mila euro.




“Luci nella città”, ecco il nuovo singolo di Raissa

Finalmente on-line , l’unidici gennaio, il nuovo singolo di
Raissa questa volta in una strettissima collaborazione con il rapper salentino
Mad Dopa.

Dopo L’Amore in un attimo e Rosa Nera , i suoi due primi
singoli firmati dall’autore e cantante Tony Maiello e prodotti da Kikko Palmosi
per Rosso al Tramonto, Raissa torna sulla scena musicale in una veste
nuova al fianco di uno degli artisti più forti della scena hip-hop salentina e
nazionale.

Il Rapper Mad Dopa , fondatore della crew RapPirata al
fianco di Inoki-Ness è uno degli artisti più presenti nella scena salentina e
nazionale. Mente geniale e brillante, introverso ed astratto, Mad Dopa vanta
una penna dalle mille sfaccettature, in grado di toccare ogni genere musicale.

La collaborazione con Raissa nasce nel Giugno 2018 quando è
bastata una panchina ed una manciata di racconti per intrecciare due vite
completamente differenti ma che hanno messo al mondo nuova luce.

Il nuovo singolo di Raissa, dal titolo – Luci nella città – rivela
l’importanza della verità.
La verità che ognuno di noi dovrebbe dire prima a se stesso e poi agli altri.
Un testo che abbraccia le tematiche importanti della vita come l’idea di poter
morire ogni giorno e rinascere ogni mattino. Un testo pieno di “luce” parola
ricorrente e rafforzativa che vuole innalzare la nostra anima e posarla al di
sopra di ogni gesto materiale che inquina le nostre vite.

Luci nella città sarà l’inizio di un “concept-album”
dedicato ai super-eroi di ogni giorno.
Dedicato alla gente che lotta per trovare il giusto senso di appartenenza.
Dedicato a quei genitori che vivono battaglie per mantenere in vita i propri
figli. Dedicato alla gente che lotta contro ogni male più grande di noi.
Luci nella città è una rinascita, è l’abbattimento dei pregiudizi che giorno
per giorno offuscano la luce che invece abita nei nostri occhi e che potrebbe
mostrarci l’essenziale racchiuso nel cuore di ognuno di noi.  

-Luci nella città- firmato Mad Dopa e cantato da Raissa Del
Prete vanta una produzione con alle spalle eccellenti musicisti del panorama
musicale salentino e internazionale come il Maestro Tony Tarantino alle
tastiere , Giacomo Spedicato alle chitarre, Donato Costa al Basso e Gianmarco
Serra alla batteria.
Mix e Master di -Davide Mixa Toriano- presso lo “Street Recordz Studio” di  Campi Salentina.

Finalmente on-line, su tutti i digital stores e in rotazione
radiofonica da Venerdi’ 11 Gennaio 2019.




Emoticon, selfie e fake news: fermiamoci un attimo!

Tutto cambia troppo in fretta, le relazioni tra persone
corrono sui social e vengono raccontate attraverso una valanga di selfie, “mi
piace” ed emoticon.

I rapporti interpersonali, i sorrisi, le strette di mano, le
passeggiate senza dispositivi elettronici fanno ormai parte di vecchi capitoli
di una società che si è trasformata da reale in virtuale e solo in alcuni casi
ne rappresenta una utile e costruttiva fusione.

Alle poste si vedono tanti anziani e pochi ragazzi. Nei
parchi, giocano i bambini più piccoli perché i “quasi adolescenti” sono
incollati a giocare alla PlayStation e divorare snack mentre i genitori sono
fuori per lavoro o alla ricerca di se stessi perché con la crisi dei valori è
sempre più frequente la crisi delle coppie.

C’è anche la categoria dei bambini dai mille impegni che si barcamenano tra infiniti solleciti che rischiano di generare ancora più confusione e poca capacità di perseguire obiettivi mirati, avere dei gusti precisi, esprimere delle opinioni.  Ciò che preoccupa è che spesso sono convinti che il loro futuro economico e lavorativo dipenda dal successo di un proprio canale su Youtube.

In questo caotico quadro sono presenti anche le “mamme
multitasking” la cui stragrande maggioranza è da ammirare per tutto ciò che
riescono a fare nell’arco della giornata.

Sia ben inteso, le eccezioni si trovano ovunque. E allora ci
s’imbatte in donne che lavorano con lo sguardo compulsivo sullo smatphone, accudiscono
i figli con l’attenzione puntata ai tutorial di Youtube che spiegano come
applicare in poche semplici mosse il gel sulle unghie, fanno le rappresentanti
di classe con l’unica missione di bombardare i genitori di messaggi vocali,
emoticon e video. Vanno in palestra, fanno tango o zumba per svagarsi e poi
arrivano ad un certo punto con la consapevolezza di doversi fermare e rimettere
in ordine la propria vita.

A quel punto, probabilmente, ci si accorge che qualcosa è
sfuggito di mano ma non certo l’unico strumento da cui non ci si separa mai. Chi
non ha letto la notizia della rissa scoppiata tra due mamme che si contendevano
il posto migliore per girare il video della recita cui partecipavano i propri
figli?

Poi ci sono gli uomini e le donne in carriera che ingrassano
i “take away” di sushi, scaricano le app più per le consegne più rapide di cibo
a domicilio, camminano con il contapassi, prenotano i viaggi a seconda delle
offerte bombardate: “Vado a Praga”, “perché?”, “perché c’è un last minute per
questo week end”.

Gli anziani tornano ad essere genitori in un vortice di
impegni che annulla il proprio meritato periodo di pensione: “Niente viaggi,
devo seguire i miei nipoti ”.

Alcuni pubblicano tutte le foto dei nipotini dal momento del bagnetto fino a quando non vanno a dormire.

Nell’arco di una giornata si visualizzano migliaia di
immagini, si scattano palate di selfie persino quando si è di fronte a un
semplice caffè.

La smania di fare parte di una comunità virtuale può
arrivare ad azzerare il dovere di mantenere una certa privacy.

Ma gli scatti sono virali: un po’ per protagonismo e
compiacimento, un po’ per  semplice piacere
o per ricerca di approvazione ma anche per lasciare una positiva testimonianza
di partecipazione a fatti o eventi che interessano la collettività.

E poi ci sono anche persone che affrontano il mondo virtuale
come un’occasione di rinascita: viaggiano,  visitano mostre prenotando comodomente dal loro
tablet, prendono il thé con le amiche ritrovate su Facebook dopo una ventina
d’anni e si dedicano a tutto ciò che gli passa per la testa.

Siamo in un momento storico in cui contano i followers (chi
ti segue), i fashon blog e ci si lascia suggerire da non meglio improvvasati
“influencer”, coloro che dovrebbero dettare moda e tendenze del momento.

Per non parlare delle chat su WhatsApp: c’è quella di
lavoro, della palestra, dell’hobby, delle classi scolastiche, dei ristoranti,
del dietologo.

L’album delle fotografie è un cimelio che la nuova
generazione conosce a stento così come “telefonare” è un’azione sempre più rara.

 Non parliamo poi
dell’azione di prendere un libro tra le mani e leggerlo o addirittura possedere
in casa una libreria o una collezione di videocassette e dvd. Tutto questo
imgombro ha messo le ali ed è volato sul web: un infinito spazio dove il
territorio geografico non conta ma c’è un linguaggio universale, un mondo che
sarà eternamente inesplorato, uno strumento talmente potente da rivoluzionare
usi, costumi, comportamenti. Un universo misterioso, pericoloso, affascinante
che o lo cogli come un’opportunità o ti fagocita.   

L’immediatezza cavalca il palinsesto delle nostre ore,
giorni, settimane. A Ferragosto ci si affretta a programmare Capodanno e a
dicembre si acquista su Amazon la tuta da sci più conveniente.

Gli alberi di Natale vengono addobbati già a metà Novembre e
per una strana combinazione di algoritmi si trovano sempre le “offerte giuste”
a portata di mouse: piovono i banner luminosi che, guarda caso, hanno le
promozioni che interessano.

 Il grosso problema è quando
ci si imbatte nella disinformazione. Ciò che si trova sui social network non
sempre rappresenta fedelmente la realtà. A volte si riportano notizie
totalmente prive di fondamento e spesso lo si fa non senza un secondo fine.

Certe “bufale” sono prive di “buona fede” da parte del
mittente. Ma chi le mette in circolo approfitta della distrazione, la fretta,
la mancanza di verifica e altre caratteristiche in seno al destinatario.  

La nostra vita viaggia alla velocità di un click e così,
quello che si legge, anche se il più delle volte è palesemente falso, arriva lo
stesso, colpisce ugualmente e rimane impresso. Qualcuno, nonostante tutto,
ritiene sia vero ed è difficile poi smentire la “fake news” messa in
circolazione perché si rischia di amplificarne l’effetto.

Ma non c’è tempo e spesso quello che si assimila tocca la pancia delle persone e imbastisce una sorta di reazione che dilaga nel fenomeno devastante della condivisione. E chi è in rete può cavalcare l’onda o venirne travolto. Fermiamoci un attimo per riflettere e chiediamoci dove vogliamo andare.

Chiara Rai




Anguillara Sabazia, mozione di sfiducia per Anselmo: la parola ora al Consiglio comunale

ANGUILLARA SABAZIA (RM) – I consiglieri comunali di opposizione ad Anguillara Sabazia – Fioroni, Catarci, Bianchini, Flenghi, Calabrese, Guiducci e Pizzigallo – hanno presentato questa mattina una mozione di sfiducia per il sindaco Sabrina Anselmo. Scattano dunque da oggi i canonici 30 giorni entro i quali l’atto di sfiducia dovrà essere discusso e votato dalla massima assise cittadina autoconvocata.

La mozione

La motivazione introduttiva al testo della mozione recita: “Consideriamo fallimentare l’operato di questa amministrazione che tra errori amministrativi, abusi, svilimento del volontariato e completa chiusura nei confronti della cittadinanza, sta portando il nostro Comune in un degrado senza precedenti”.