Roma, aggredisce straniero con collo di bottiglia per rapinarlo

ROMA – La scorsa notte, in via di Santa Croce in Gerusalemme un cittadino del Marocco di 40 anni, senza fissa dimora e con precedenti, ha aggredito un cittadino di 22 anni del Gambia, da cui pretendeva di farsi consegnare una non meglio indicata somma di denaro e il cellulare.

I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma, in transito nella zona proprio in quel momento, hanno notato quello che stava accadendo e sono intervenuti subito. L’aggressore alla vista della gazzella dell’Arma è subito fuggito, ma poco dopo è stato raggiunto ed immobilizzato. La vittima è stata invece soccorsa e portata all’Ospedale San Giovanni dove è stata medicata e trattenuta in osservazione con riserva di fornire la prognosi.

Il 40enne è stato ammanettato e portato in caserma, trattenuto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa del rito direttissimo. Dovrà rispondere dei rati di tentata estorsione aggravata e lesioni personali.




Casilina (calcio, I cat.), mister Piccirilli: “Comunque vada, onoreremo le ultime due partite”

Roma – Due partite alla fine del campionato di Prima categoria e la salvezza del Casilina è sempre più un’impresa disperata. Per una serie di calcoli, se il Real Montelanico (attualmente 14esimo) dovesse conquistare un punto per i capitolini non ci sarebbe nulla da fare nemmeno facendo bottino pieno. “Ma al di là dei calcoli, dobbiamo cercare di dare il massimo nelle ultime due partite – dice mister Marco Piccirilli – Lo abbiamo ripetuto più volte nel corso della stagione: questa squadra avrebbe meritato di più per quanto prodotto, ma gli errori di inesperienza da parte di un gruppo dall’età media davvero bassa sono stati decisivi. Quante volte sarebbe bastato accontentarsi di un punto invece che andare alla ricerca della vittoria: probabilmente a questo punto saremmo stati in lotta quantomeno per il play out. Ma ripeto, al di là di tutto, sono sicuro che il Casilina cercherà di chiudere al meglio questo campionato molto difficoltoso”. Domenica scorsa la sconfitta per 5-2 di Bellegra è stata l’ennesima “spinta” verso la Seconda categoria, anche se il risultato non racconta esattamente la verità di come sono andate le cose. “Siamo andati in vantaggio nel primo tempo col gol di Furfaro, poi il Bellegra ha ribaltato il risultato prima dell’intervallo e il nostro Crescenzi ha pure parato un rigore. Nella ripresa siamo rimasti presto in dieci per l’espulsione di Di Buò, abbiamo subito il terzo gol, ma siamo comunque tornati in partita con la rete di Zimbru. Solo nei minuti di recupero e con la squadra sbilanciata in avanti alla ricerca del pari, sono arrivate le altre due reti del Bellegra”. In un post scritto “a caldo” dopo la sfida sul suo profilo Facebook, Piccirilli ha sottolineato l’età media molto “verde” del suo gruppo, ma ha anche affermato che risceglierebbe di nuovo questi ragazzi. “Sì, perché sono convinto delle loro potenzialità. Questa squadra ha segnato tanto, ma è stata spesso punita per disattenzioni e letture individuali su cui potevo lavorare davvero poco. Comunque ora la testa è alla sfida di domenica con lo Scalambra Serrone, che all’andata battemmo fuori casa in una delle nostre migliori partite. Vogliamo ripetere quella prestazione e poi chiudere con un’altra bella gara sul campo del Semprevisa”.




Rocca Priora (calcio, I cat.), Rocchi: “Avremmo firmato per stare in questa posizione…»

Rocca Priora (Rm) – Il Rocca Priora si lecca le ferite dopo il k.o. interno di domenica scorsa contro lo Sporting San Cesareo. L’1-2 subito dai ragazzi di mister Paolo Lunardini ha causato l’aggancio in vetta alla classifica del girone F da parte della Novauto, capace di imporsi sul campo del Valle Martella (ora a -2 dalla coppia di testa con l’Atletico Monteporzio quarto a -3). “Ma una sconfitta non può certamente inficiare il cammino straordinario di questo gruppo – dice il presidente Marco Rocchi – A inizio stagione avremmo firmato per trovarci a due giornate dalla fine in testa a pari merito con un’altra squadra e questo testimonia il grande campionato che stiamo facendo. E’ chiaro che rimane del rammarico per il k.o. interno di domenica scorsa, ma ora dobbiamo solo guardare avanti: sarebbe veramente un peccato che questo gruppo, dopo tutto il lavoro fatto in quest’annata, non riuscisse ad arrivare nelle primissime posizioni del girone”. Il massimo dirigente, tra l’altro, non era presente al “Montefiore” per il match con lo Sporting San Cesareo anche se si è fatto relazionare con minuzia di dettagli sull’andamento della sfida: dopo l’iniziale vantaggio degli ospiti, i roccaprioresi avevano anche trovato il pari con Szeker a inizio ripresa, poi poco dopo è arrivato il cartellino rosso ad Ansini e il gol del 2-1 dello Sporting San Cesareo che ha condannato i castellani al secondo k.o. interno stagionale. “Evidentemente abbiamo sottovalutato le motivazioni della squadra avversaria, ancora in cerca di una qualificazione alla prossima Coppa Lazio. Le stesse che animeranno anche il Città di Valmontone nella sfida esterna che ci attende domenica prossima”. Un match che, inevitabilmente, metterà in palio una posta molto alta. “Il Città di Valmontone è una squadra di valore che tra l’altro per noi è sempre stata molto ostica da affrontare sul suo campo – rimarca Rocchi – Chi ha il calendario migliore tra quelle davanti? In questo finale non si può dare nulla per scontato, è inutile fare questo genere di discorsi. Noi dobbiamo solo provare a dare il massimo e conquistare sei punti nelle ultime due partite”.




3T Frascati Sporting Village (nuoto): Tincani e Zoppi campioni regionali, Mencarelli di bronzo

Frascati (Rm) – I piccoli talenti natatori del 3T Frascati Sporting Village continuano a ottenere risultati importanti. Stavolta le soddisfazioni arrivano dai ragazzi che si allenano al “Time Out” di Formello (che assieme al 3T di Roma e allo Sporting Village di Frascati rappresenta uno dei tre centri della famiglia sportiva del club del presidente Massimiliano Pavia), guidati dal responsabile tecnico Emanuele Tincani. Nelle finali dei campionati primaverili regionali delle categorie Giovanissimi e Allievi che si sono disputati domenica scorsa a Frosinone sono arrivate ben cinque medaglie: Asia Tincani (la figlia di Emanuele) ha riconfermato il primo posto ottenuto nei campionati invernali sui 25 delfino, migliorando anche il riscontro cronometrico, e si è piazzata seconda nel dorso, “frenata” da una scivolata in partenza. Enrico Zoppi si è laureato campione regionale sui 25 dorso e poi si è piazzato quinto nei 25 delfino, mentre Jennifer Mencarelli è arrivata terza nei 25 dorso e quarta nella rana. Infine Matteo Logli ha migliorato il proprio personale ed ha concluso settimo nei 25 stile libero, poi tutti i quattro atleti citati hanno ottenuto un ottimo terzo posto nella staffetta Allievi mista nella specialità dei 4×25 misti. “Siamo molto contenti di questi risultati – dice Emanuele Tincani – Zoppi lavora con me da qualche mese e ne ho notato subito le importanti qualità, per ciò che concerne Asia aveva vinto pure nei 25 rana, ma è stata squalificata per una nuotata irregolare a causa di un tipo di allenamento “avanzato” che stiamo portando avanti assieme nell’ultimo periodo. Molto bene anche Mencarelli e Logli che hanno dato un pesante contributo ad una staffetta che tra l’altro nuotava con due ragazze del 2012 e quindi sotto età. Inoltre all’appuntamento di Frosinone non hanno potuto partecipare per impegni personali Gabriele Gamba e Tommaso Sabbatini, altrimenti il bottino sarebbe potuto essere ancora più ricco. Comunque questa era una sorta di test in vista dei campionati italiani di categoria che si disputeranno dal 13 al 15 giugno a Pietralata e a cui parteciperemo con tutti i nostri ragazzi: l’obiettivo è quello di conquistare più finali possibili e di provare a migliorare un record nazionale… Inoltre a inizio luglio faremo con questi ragazzi un ritiro a Lignano Sabbiadoro a scopo prettamente formativo per partecipare al camp di Roberto Calcaterra alla presenza di Massimiliano Rosolino”. Tincani conclude parlando della modalità di insegnamento che viene utilizzata nella grande famiglia sportiva del 3T Frascati Sporting Village. “Siamo convinti che il lavoro dettagliato che si fa durante il periodo giovanile, al di là del risultato, sarà utile a questi ragazzini in futuro: se si è lavorato poco sulla tecnica pensando solo al risultato, da grandi faranno fatica. Le basi tecniche ed i valori che insegna lo sport vanno trasmessi sin da piccoli per non costruire alibi quando saranno più grandi. Nello sport si vince e si perde, ma la cosa fondamentale è far capire loro che senza il sacrificio non si ottiene nulla. Lasciamo agli altri le chiacchiere da bar: bisogna costruire atleti con la giusta mentalità senza l’utilizzo di fattori esterni o scorciatoie, lo sport è meritocrazia e questo nel nostro Paese spesso è una cosa mal vista. Concludo ringraziando gli altri componenti dello staff tecnico, vale a dire Ginevra Ferronetti, Mirko Fainelli e Michela Proietti che mi sostituiscono in caso di assenza e danno un contributo importante alla crescita di questi ragazzini”.




Anno Leonardiano, Francesco Guadagnuolo presenta due sculture

L’artista italiano Francesco Guadagnuolo rievoca Leonardo Da Vinci con due sculture “Leonardo adolescente: dal volo degli uccelli all’aeroplano” e l’altra “Il vero ritratto di Leonardo da vecchio”.

Per la prima scultura di Guadagnuolo “Leonardo adolescente: dal volo degli uccelli all’aeroplano” è ispirata all’adolescenza di Leonardo vissuto a Vinci (FI), attendo all’osservazione della natura della campagna circostante dove egli trova straordinario il creato delle piante, delle rocce, degli animali e degli uccelli, con questo si comprende, la tanta importanza che ciò ha avuto nella formazione di Leonardo.

La parola “conoscere” dall’adolescenza in poi è stato il suo interesse principale. Leonardo scriveva sui suoi quaderni: “Io domando”, investigare sul mistero del mondo era la sua priorità. Da sempre attratto dal volo degli uccelli cui si è dedicato a lungo, fabbricò una macchina a loro immagine e somiglianza, anticipando genialmente quello che secoli dopo hanno chiamato “aeroplano”. Leonardo, ricorderà, come segno premonitore, che un uccello gli batté il becco sulle labbra. Volare, è stato da sempre il sogno dell’uomo e Leonardo apprese del volo concetto e meccanica, natura e ingegneria; la contaminazione delle arti e delle scienze sono state da sempre nello spirito di Leonardo tanto da far scrivere al Vasari “Dovunque, l’animo volse alle cose difficili”.

L’installazione-scultura transrealista “Leonardo adolescente: dal volo degli uccelli all’aeroplano” di Francesco Guadagnuolo realizzata per l’Anniversario dei Cinquecento anni dalla morte di Leonardo, unisce e fonde tempi diversi che dialogano tra loro e vuole indicare la strada di Leonardo come sin dall’adolescenza si era impegnato nell’osservare la natura ed era affascinato dal volo degli uccelli premonizione dell’aereo futuro. Questo vuole dirci Guadagnuolo del genio leonardesco: essere riuscito a pensare una macchina che potesse volare imitando sia nell’aspetto sia nella funzionalità i volatili. Tramite l’esperienza, Leonardo arrivò alla comunicazione della legge della meccanica, come a qualunque azione ne coincide una contraria. Leonardo sosteneva essere necessaria una parte trainante (di un motore) che aiutasse alla sua invenzione la sua macchina volante per giungere alla concretizzazione di un volo lungo e duraturo.

Nell’installazione di Guadagnuolo l’aeroplano viene inserito addirittura sopra la testa come geniale intuizione, mentre il volatile nell’attimo che vola sul torso andando a colpire Leonardo sulle labbra, come narra lui stesso. In basso è installato un libro Enciclopedia del sapere, simbolo della genialità leonardesca. Sopra il libro, una provetta che prende la sembianza della Terra con all’interno un veliero come viaggio simbolico di colui che si è interessato su tutto ciò che comprende lo scibile umano. Le predilezioni di Leonardo erano: comprendere l’anatomia Umana e le energie disciplinanti le leggi dell’Universo. Nella scultura-installazione di Guadagnuolo si nota la Terra disegnata sull’ampolla, simbolo di osservazione e sperimentazione, “Non è vera scientia se non addimandata alle matematiche dimostrazioni” ebbe a scrivere Leonardo, interrogandosi su tutto, preannunciando Galileo e Bacone. Da siffatto livello intellettivo scaturisce l’importanza dei suoi studi, dei suoi progetti e dei calcoli matematici. L’opera di Guadagnuolo, è tutta posta su tre simboli: il volo degli uccelli, l’aeroplano e la provetta delle sperimentazioni è su queste caratteristiche che l’artista fa concentrare lo sguardo; dunque passato e presente si fondono per creare un nuovo transreale connubio artistico.

Descrivendo la seconda scultura di Guadagnuolo “Il vero ritratto di Leonardo da vecchio”, l’artista vorrebbe mostrare il vero ritratto da vecchio di Leonardo Da Vinci. Dopo un’attenta analisi, il Mº Guadagnuolo è arrivato a questo ritratto avendo percorso diverse strade di studio che sono state portate avanti, da alti esperti con diverse interpretazioni del suo vero ritratto. Guadagnuolo lo concepisce all’interno di una valigia custode della memoria della vita di Leonardo, sopra la valigia, il ritrovamento ipotetico del suo teschio. Come detto, diversi studi sono stati compiuti per rilevare il vero aspetto di Leonardo Da Vinci e sono pubbliche poche opere ritraenti un uomo con barba che viene visto da alcuni studiosi come Leonardo Da Vinci.

Il ritratto più noto è quello custodito nella Biblioteca Reale di Torino, ed è stato realizzato attorno al 1500, quando Leonardo aveva più di 60 anni. Secondo taluni esperti, il disegno a sanguigna non raffigura Leonardo Da Vinci ma il volto di un vecchio, calvo sulla fronte, con barba e lunghi capelli, certamente disegnato da Leonardo ma pare che non è il suo autoritratto. Infatti, secondo testimonianze dell’epoca, la sembianza reale di Leonardo era differente.

Nella scultura che ritrae Leonardo Da Vinci del Mº Guadagnuolo, la testa non è calva, ma mostra capelli lunghi che partono dal capo, secondo le testimonianze dell’epoca, ed un viso di un uomo anziano con barba lunga. Lo sguardo è disteso, dall’espressione seria, i particolari del volto indicano un atteggiamento forte e deciso. Le linee del volto, sono evidenti e quindi segnano il tempo trascorso che esibisce rugosità sulla faccia, vicino agli occhi, sopra la bocca e sulle guance. Lo sguardo è particolare, sembra che osservi ed appare mutevole, enigmatico. L’artista ha trasfuso uno stato d’animo malinconico, chiuso in un certo mistero. I contorni del volto non sono perfettamente rappresentati, ma consentono la forma, come se sparisse nell’ombra. Questo riporta una certa vitalità alla configurazione: come solerte ad avanzare, quasi a parlare. Per la realizzazione della capigliatura di Leonardo l’artista ha seguito e si è avvalso della collaborazione professionale dell’acconciatrice Lucia Coppola.

L’opera di Guadagnuolo respira un’aria metafisica, osservandola si rimane impressionati, il ritratto di Leonardo sembra uscire da una dimensione impenetrabile nonostante si tratta di un’opera transrealista, che dialoga con il suo teschio idealmente ritrovato. La pelle del volto biancastra, segnata dal tempo, come rinvenuta da un utopistico sepolcro il cui volto di Leonardo da Vinci prende vita nella scultura di Guadagnuolo. La valigia è stata in questi cinquecento anni custode del suo testamento e della memoria leonardesca, grazie alla conservazione del suo amico allievo Francesco Melzi. Infatti, ereditate tutte le opere e i manoscritti artistici e scientifici di Leonardo Da Vinci, li traslocò a Vaprio d’Adda nell’abitazione famigliare e furono custoditi fino alla sua morte.

Leonardo è morto in Francia ad Amboise, il 2 maggio del 1519. Qualche settimana prima della morte, compilò il suo testamento, firmandolo di fronte al notaio Guglielmo Boreau, alcuni testimoni e al suo amico Francesco Melzi. Nella dichiarazione desiderava dopo la morte essere sepolto nella Chiesa di Saint-Florentin. Infatti, dopo la sua morte, fu seppellito nella Chiesa che purtroppo, dopo qualche tempo, fu demolita. La sepoltura venne dispersa negli scontri tra ugonotti (protestanti francesi) e cattolici. Anche se nel 1874 alcuni resti trovati vennero sepolti nella Cappella del Castello di Saint-Hubert ad Amboise, nessuno può dire che quei resti presenti nella Chiesa di Saint-Florentin appartengano a Leonardo Da Vinci, permane l’enigma della sua sepoltura.




Taranto, bambina violentata (più volte) dal domestico 54 enne

TARANTO – Avrebbe abusato, in più occasioni, di una bambina di 10 anni. A finire in manette, con l’accusa di violenza sessuale su minore, è stato un 54enne cingalese, domestico presso la famiglia della bimba.

Le indagini, portate avanti dagli uomini della Squadra Mobile di Taranto si sono concluse con l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale ionico.

Lo scorso ottobre la mamma della bambina, che aveva raccolto le confidenze della figlia sugli abusi subiti dall’uomo che godeva della massima fiducia della famiglia, aveva esposto i fatti ai poliziotti del commissariato che si sono attivati immediatamente.