Giochi Olimpici Milano -Cortina 2026, Tagliente su pianificazione e gestione sicurezza: “Necessaria sinergia tra tutti i rappresentanti delle Istituzioni governative e sportive italiane ed estere”

Mancano ancora sette anni, ma le istituzioni chiamate ad organizzare i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, già si interrogano su quelle che potrebbero essere le criticità di un evento di tale portata.
Questo lo spirito con il quale l’Associazione Consiglieri regionali lombardi, in collaborazione con l’Ufficio di Presidenza di Palazzo Pirelli e Aiccre, ha organizzato al Pirellone sede del Consiglio regionale della Lombardia, il forum “Criticità e punti di forza di un’Olimpiade invernale”, con il supporto e la collaborazione di Forum Security e Itstime
Gli interventi, moderati magistralmente da Maria Grazia Santini presidente del Forum Security sono stati preceduti dai saluti del Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Alessandro Fermi e del Alessandro Patelli, segretario generale dell’Associazione consiglieri.
Dopo la relazione introduttiva del Prefetto Francesco Tagliente, già direttore dell’Ufficio Ordine Pubblico del Ministero e Responsabile della sicurezza generale per le Olimpiadi invernali di Torino 2006, sono intervenuti Riccardo De Corato, Assessore alla Sicurezza della Regione Lombardia; Anna Scavuzzo, Vicesindaco e Assessore alla Sicurezza del Comune di Milano; Luigi Alverà, Vicesindaco del Comune di Cortina d’Ampezzo; Marco Lombardi, Direttore del Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica di Milano; Edoardo Cavalieri d’Oro dei Vigili del fuoco di Milano; Andrea Zaccone, Responsabile della Protezione Civile in Regione Lombardia e il Primo dirigente della Polizia di Stato Fabrizio Fucili, dell’Ufficio Ordine Pubblico.
Al grande evento di Milano-Cortina, ha osservato Alessandro Patelli, “mancano ancora molti anni, ma un tema complesso come quello della gestione del rischio va affrontato per tempo e soprattutto non in una situazione di emergenza”.

Un incontro, quello di oggi, che “segna l’inizio di un percorso”, ha sottolineato Alessandro Fermi, perché, “vogliamo cogliere la grande sfida rappresentata dalle Olimpiadi invernali del 2026, partendo dalle esperienze del recente passato: i giochi di Torino del 2006 e l’Expo di Milano del 2015”. Sotto il profilo della sicurezza, ha ricordato il numero uno del Pirellone, “partiamo da successi straordinari, cui siamo arrivati grazie a una forte collaborazione fra Enti pubblici e Forze dell’Ordine e grazie all’ottimo lavoro dell’intelligence italiana, che pure in anni difficili, soprattutto a
causa del pericolo terrorismo, ha dato prova di grande efficienza e capacità nel saper prevenire e intervenire per tempo nei confronti di tutti i pericoli del caso”.
Secondo Fermi, è particolarmente utile iniziare già oggi a porre certe questioni, perché Milano-Cortina, “ha una peculiarità rispetto sia a Torino 2006 che ad Expo 2015, come ad esempio il fatto di svolgersi in un territorio particolarmente ampio, che prevede città di diverse dimensioni, montagne, ecc. In Italia – ha osservato – le grandi sfide le abbiamo sempre vinte. E pure questa volta – ha affermato – sapremo farlo, anche mettendo a frutto un modello virtuoso in materia di sicurezza. La Regione Lombardia – ha concluso Fermi – sarà un partner affidabile e come in passato, farà la sua parte mettendo a disposizione di questo grande obiettivo tutte le sue capacità.
Tra i modelli ai quali bisognerà ispirarsi nell’organizzazione della sicurezza dei Giochi del 2026, ci sono le Olimpiadi Invernali di Torino e soprattutto l’Esposizione Universale di Milano del 2015. “Expo è sicuramente uno dei nostri benchmark di riferimento, ma non solo perché il mondo è cambiato e con esso anche tutte le strategie per la sicurezza integrata – ha spiegato il vice sindaco di Milano Anna Scavuzzo –L’esperienza di Expo però ci dice che eventi che coinvolgono un territorio
così vasto e hanno un tasso di attenzione molto alto, hanno bisogno di tavoli integrati e l’alleanza è lo strumento con il quale dobbiamo affrontare situazioni così complesse”.
Parte dall’esperienza di Expo per cercare di capire quali saranno le spese necessarie alla sicurezza, anche l’assessore alla Sicurezza della Regione Lombardia Riccardo De Corato: “Ancora non abbiamo quantificato una spesa per la gestione, ma guardando i dati del passato e prendendo spunto da Expo 2015, la cifra non potrà essere inferiore ai 6-7 milioni di euro. Oltre a pensare alle risorse però, bisognerà lavorare al più presto nella valutazione dei rischi, studiare una strategia di pianificazione e
creare una struttura organizzativa”.

Per Marco Lombardi, direttore del dipartimento di Sociologia e del centro di ricerca Itstime, Italian Team for Security, Terroristic Issues & Managing Emergencies, dell’Università Cattolica di Milano, è giusto “muoversi sulla linea degli eventi pregressi, sapendo però che i pericoli e le criticità non saranno mai gli stessi” e con la consapevolezza che “appuntamenti di questo tipo attirano il crimine”.

All’interno della rete della sicurezza “serve una pluralità di competenze e di idee nuove. Ed è importante pianificare subito con chiarezza la rete di comando e controllo”. E anche i cittadini, ha aggiunto, “vanno coinvolti perché sono consapevoli della minaccia e vanno messi al centro della risposta”.
Maria Grazia Santini, presidente di Forum Security e coordinatrice del forum, ha sottolineato che “il dispositivo di sicurezza deve essere implementato, perché si tratta di un evento veramente importante” e deve trattarsi di un “dispositivo integrato a cui partecipino soggetti pubblici e privati. Richiediamo inoltre la migliore tecnologia possibile, perché nel crescendo di complessità questa è necessari”.
Il primo dirigente delle Polizia di Stato Fabrizio Fucili dell’Ufficio Ordine pubblico ha fatto un apprezzatissimo intervento sull’attuale sistema di sicurezza per la gestione degli eventi di particolare rilievo in Italia.
Il Prefetto Francesco Tagliente ha sottolineato che “Il successo di un evento, grande o piccolo che sia, è strettamente legato alla capacità dell’organizzatore di mettere in campo una accurata pianificazione. La “buona organizzazione” si fonda su un “metodo” ben strutturato. Va da se che il primo step della fase di pianificazione è l’analisi: conoscenza dei luoghi, valutazione del contesto ambientale, dettagli organizzativi, obiettivi dell’iniziativa, percezione della comunità dell’evento ecc.
Messa a punto la pianificazione – ovvero la fase del governo all’evento – si guarda alla gestione. Anche qui il “metodo” rappresenta la via maestra: certezza della catena di comando, flusso delle informazioni verso la struttura organizzativa e capacità di prendere decisioni immediate diventa determinante.
Il concetto però non è quello di “un uomo solo al comando”; all’interno del processo decisionale va inserito il momento di condivisione, di analisi congiunta. Questo può accadere all’interno del centro per gestione dell’evento dove siedono tutti i rappresentanti delle varie funzioni in campo”.
Per Tagliente “eventi del genere sono talmente complessi che bisogna partire per tempo. E’ importante per ridurre le criticità che comunque ci saranno nella fase della gestione dell’evento”.

A Torino i Giochi, ha ricordato, “si sono svolti su 37 siti olimpici dislocati in 7 comuni, 80 delegazioni protette provenienti da 90 Paesi, 10 milioni di presenze con 40.000 ospiti stranieri di cui 2.300 rappresentanti CIO, Comitati Olimpici Nazionali e Federazioni, 2.500 atleti e 2.500 tecnici ed accompagnatori, 9.400 giornalisti tra carta stampata e televisione. E ancora 127 dignitari esteri tra Capi di Stato, Sovrani, Primi Ministri, ministri ed Alti Dignitari.
Un evento che per la gestione delle misure organizzative e di sicurezza ha richiesto l’impegno di 18.000 volontari, 15.000 operatori di polizia e 1.740 unita del Comitato organizzatore Toroc.
Complessivamente circa 35 mila operatori, chiamati ad operare su una vasta estensione territoriale in condizioni climatiche critiche con la conseguente esigenza di un equipaggiamento speciale da montagna, mezzi di trasporto idonei ai percorsi alpini, selezione del personale e addestramento specifico. Un teatro vasto con collegamenti stradali di lunga percorrenza e comunicazioni difficoltose”.
“La gestione nel lungo periodo – ha proseguito – ha comportato anche l’esigenza di mantenere alto il livello di attenzione per i 17 giorni consecutivi di attività e la rimodulazione continua dei servizi di vigilanza per la sicurezza dei circa 3.000 obiettivi sensibili sulla base della valutazione della minaccia.
Ed ancora la gestione di circa 400 pubbliche manifestazioni di rilievo che si sono tenute dal 10 al 26 febbraio 2006 compresa la partita di calcio ad elevato rischio giocata a Torino in concomitanza con la cerimonia di chiusura dei Giochi”.
“Lo scenario critico che si presentava alla vigilia dell’evento- ha detto ancora
Tagliente con un patrimonio di conoscenze nella gestione di grandi eventi anche da Questore di Firenze e di Roma e Prefetto di Pisa – spaziava dalla iniziale incertezza sulla catena di comando in tema di gestione della sicurezza, alla costituzione di differenti tavoli tecnici per la pianificazione dei dispositivi di sicurezza; dalla proliferazione di offerte tecnologiche da parte di società presentate da altri Paesi, al rischio della presenza di un numero eccessivo di addetti alla sicurezza armati al seguito dei dignitari esteri compreso il pericolo di alimentare allarme terrorismo da
parte di soggetti non informati, desiderosi di apparire a tutti i costi.
Uno scenario che ha richiesto una pianificazione finalizzata anche a provare a trasformare le potenziali criticità in punti di forza, alimentando lo spirito di squadra, creando le migliori condizioni per la sinergia e l’armonia tra tutti i rappresentanti delle Istituzioni governative e sportive italiane ed estere a vario titolo interessate alla pianificazione e gestione della sicurezza dell’evento”.

Per ribadire il pericolo dell’incertezza della catena di comando e mettere l’accento sul valore della squadra Tagliente ha voluto sottolineare che “Proprio per alimentare il concetto di “analisi e condivisione delle decisioni” espresso in premessa, è stato istituito un organo collegiale, il Centro Nazionale di Informazione sulle Olimpiadi (CNIO) anche per la raccolta di tutte le informazioni sulla valutazione della minaccia
c.d. criminale non solo terroristica, in perfetta armonia con le strutture esistenti; prevedere un triplo filtro – Servizi di Intelligence, CASA (Comitato di analisi strategica antiterrorismo) e CNIO – per la verifica della attendibilità delle informazioni concernenti possibili minacce di attentati terroristici; esaltare il ruolo delle istituzioni governative italiane nella gestione della sicurezza con il concorso, informativo e non operativo, delle forze di polizia di altri Paesi; ed ancora rendere protagonisti i gruppi di operatori specializzati nella pianificazione di differenti settori di attività: coordinamento centrale, pianificazione territoriale, logistica, operatività,
ecc.
Al Centro Nazionale di Informazione sulle Olimpiadi invernali di Torino 2006, è stato tra l’altro affidato il compito di rafforzare la catena di comando attraverso il supporto informativo al Questore (anello tecnico deputato al coordinamento delle risorse) e a rendere chiara la suddivisione delle responsabilità del Comitato organizzatore (TOROC) e degli organismi centrali e periferici del Ministero dell’Interno, senza sovrapposizioni con gli apparati dipartimentali ed i Centri di responsabilità territoriali”.
Passando poi a parlare della gestione della minaccia terroristica sempre attuale sui grandi eventi il prefetto ha messo in evidenza l’importanza del CNIO. “Una struttura idonea, se non a eliminare, almeno a ridurre al minimo, possibili allarmi sull’evento, generati da informazioni inserite nel circuito da soggetti estranei.
Un obiettivo raggiunto – ha detto – non solo grazie al continuo interscambio
informativo con il C.A.S.A e i Servizi di Intelligence dei paesi partecipanti attraverso la trasmissione in tempo reale di notizie fornite dagli ufficiali di Collegamento circa possibili progettualità terroristiche. Al CNIO arrivavano tutte le notizie ritenute d’interesse da parte di tutti gli ufficiali di collegamento appositamente designati per ciascuna componente (Dignitari, famiglie olimpiche, media e sponsor. Questo flusso continuo di informazioni consentiva focus informativi nel corso dell’evento calibrati
alle criticità emergenti e l’immediata trasmissione delle informazioni al Questore, Autorità responsabile della gestione dei servizi di ordine e sicurezza pubblica; Uno scambio continuo di informazioni che alimentava la finestra di dialogo continuo tra le Autorità di sicurezza e il Comitato organizzatore al fine di rilevare e immediatamente e risolvere, anche le criticità di natura organizzativa”.

Per evidenziare l’importanza del CNIO nelle relazioni con gli altri Paesi Tagliente ha ricordato che “Per le relazioni internazionali, i punti di forza erano rappresentati dalla esaltazione della cooperazione internazionale di polizia allargata agli Ufficiali di collegamento di 25 Paesi (UE – G8 – Paesi a rischio); dalla completa apertura con i partner internazionali nello scambio di informazioni; della fermezza nella gestione delle offerte di tecnologie da parte di società presentate da altri Paesi e nel rigetto di ogni tentativo di interferenza da parte di potenziali candidati a sentirsi protagonisti; nel rigoroso divieto di portare armi sul territorio nazionale da parte di
operatori di polizia interessati alla cooperazione di polizia e nella limitazione a sole due persone armate da parte degli addetti alla sicurezza delle delegazioni istituzionali estere compresi Capi di Stato e di Governo.
“In conclusione – ha detto il prefetto Tagliente con una punta di orgoglio – il CNIO è risultato uno strumento importante anche per gli ufficiali di collegamento dei paesi partecipanti e per il Comitato organizzatore. Un grande punto di forza che ha
contribuito a consentire all’Italia di riscuotere il plauso dei vertici delle istituzioni governative e sportive italiani e internazionali.
Non posso dimenticare – ha aggiunto – le parole dette alle agenzie di stampa dall’allora Ministro dell’Interno Pisanu: “Il modello italiano di gestione dei grandi eventi è stato all’altezza, suscitando l’ammirazione del direttore dell’Interpol, dell’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani e di altri osservatori internazionali.
Rudolph Giuliani infatti per esprimere il suo appezzamento per il lavoro compiuto affermò che: L’Italia e Torino hanno avuto un grande successo, per quel che riguarda la sicurezza olimpica che “è un esempio perfetto di quello che dobbiamo fare in altre occasioni in cui esistono minacce anche di tipo terroristico”.
Il Prefetto Tagliente ha concluso mettendo l’accento sul valore della “SQUADRA” vero motore della gestione di situazioni complesse: “Il mio riconoscimento convinto – ha detto – va al mio vice e soprattutto amico, ora Questore, Roberto Massucci; all’allora Questore di Torino Rodolfo Poli; all’allora Prefetto Goffredo Sottile e vicario Giuseppe Forlani; all’allora Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri Angelo Agovino; al Colonnello Giuseppe Della Gala a tanti dirigenti della Polizia di
Stato come Giuseppe Petronzi, Silvia Burdese, Salvatore Sanna, Massimo Passariello, Fabio Germani
e a tutti gli altri preziosi protagonisti della riuscita dell’evento come l’allora sottosegretario Mario Pescante e Giovanni Pulice del Comitato organizzatore TOROC.




Renzi lascia il Pd e Conte nicchia: “Scelta dei tempi è singolare”

Renzi ha calato giù le sue carte, in tempi e modi per lui più congeniali. qualcuno lo ha chiamato “paravento”, a ragion veduta perché peserà sulle scelte del nuovo governo e sarà la spina nel fianco di Zingaretti che si è affrettato a dire che l’uscita dal Pd dell’ex premier è un errore.

Ma Renzi ha tirato dritto perché forse, in fondo ma non troppo, non riesce a giocare in una squadra dove non è leader.

Lasciare il Pd sarà un bene per tutti, anche per Conte, il partito è diventato un insieme di correnti, manca una visione sul futuro. Intervistato da Repubblica, Matteo Renzi spiega la sua decisione di lasciare i dem, fa sapere che saranno con lui una trentina di parlamentari e i gruppi autonomi nasceranno questa settimana.



E afferma di voler passare i prossimi mesi a combattere Salvini non a difendersi dal fuoco amico. Alla Leopolda sarà presentato il simbolo: il primo impegno elettorale le politiche, ‘sperando che siano nel 2023’, e le Europee 2024.

“Il presidente Conte, nel corso della telefonata ricevuta ieri sera da Matteo Renzi, ha chiarito di non volere entrare nelle dinamiche interne a un partito. Ha però espresso le proprie perplessità su una iniziativa che introduce negli equilibri parlamentari elementi di novità, non anticipati al momento della formazione del governo. A tacer del merito dell’iniziativa, infatti, rimane singolare la scelta dei tempi di questa operazione, annunciata subito dopo il completamento della squadra di governo”, sottolineano fonti di Palazzo Chigi.

Amaro il commento del segretario Dem Nicola Zingaretti: ‘Ci dispiace, è un errore’.





Immigrati, la guardia costiera italiana ne va soccorrere 90 a Malta. E Ocean Viking altri 48

La scorsa notte, su richiesta delle autorità maltesi, unità della Guardia costiera italiana hanno soccorso un barchino con a bordo 90 migranti in acque di responsabilità di Malta. Successivamente, la Guardia Costiera ha chiesto a La Valletta di inviare un pattugliatore per il trasbordo delle persone recuperate, ma Malta per ora ha risposto negativamente. Le navi italiane stanno comunque dirigendosi verso l’isola.

Dieci migranti tunisini sono arrivati autonomamente nel porto di Lampedusa alle 2 circa di questa notte, a bordo di un piccolo barchino. Sono scesi dall’imbarcazione seguendo le direttive degli uomini della Capitaneria di porto e successivamente sono stati accompagnati all’interno del centro di accoglienza hot spot dell’isola. Ieri mattina sono stati trasferiti 70 migranti che erano ospitati nel centro di accoglienza con la nave di linea che collega giornalmente Lampedusa con il resto della Sicilia. Anche per oggi sono previsti trasferimenti per cercare di riportare il numero dei migranti a quanti ne possono essere ospitati in sicurezza.

Intanto la Ocean Viking, nave di Sos Mediterranee e Medici senza frontiere, ha soccorso 48 migranti su una barca in difficoltà a 53 miglia dalle coste libiche. Ci sono donne, bambini molto piccoli ed un neonato: ora sono tutti a bordo della Ocean Viking che è diretta a verificare un altro possibile intervento di soccorso in mare, informa Msf.




Orrore a Messina, due ragazzi di 17 e 14 anni rapinano una 90enne e poi la violentano

Erano partiti per compiere una rapina e alla fine hanno anche abusato di una donna di 90 anni che aveva tentato di resistere all’aggressione di due minorenni. Ridotta in gravi condizioni, la donna è stata salvata dalla polizia avvertita dalla figlia e ora è in ospedale per ferite, escoriazioni e fratture multiple. I due ragazzi, uno di 17 anni e l’altro di 14, sono stati individuati e condotti in un centro di prima accoglienza presso il Tribunale per i minorenni di Messina.

È stato convalidato dal gip a Messina il fermo dei due giovani di 14 e 17 anni accusato di avere rapinato, picchiato e violentato una donna di 90 anni. I due sono stati prima individuati e condotti in un centro di prima accoglienza presso il Tribunale per i minorenni di Messina e ora si trovano in carcere con l’accusa di rapina aggravata, tentato omicidio e violenza sessuale possesso di oggetti “atti a offendere”. “Quello che abbiamo visto – spiega il capo della squadra Volanti di Messina, Giovanni Puglianisi – è stato sconvolgente la povera anziana era a terra dolorante e sotto shock, non riuscendo a muoversi. Aveva numerose contusioni e fratture ed è stata portata al Policlinico di Messina in gravi condizioni, ma non in pericolo di vita. I medici si sono riservati la prognosi”. “I due, come ci ha detto la vittima, erano due conoscenti e lei li ha fatti entrare in casa senza problemi anche perchè uno dei due è amico del nipote”. “Sono riusciti a rubare le chiavi dell’appartamento, che si trova in pieno centro a Messina, e sono tornati qualche ora dopo. – aggiunge Puglianisi – Un volta varcata la soglia, i due hanno cominciato a rovistare nei cassetti alla ricerca di denaro e di oggetti preziosi. Hanno picchiato e aggredito la donna perché non voleva rivelare loro dove era nascosto il denaro e i preziosi e, prima di fuggire con un bottino di un paio di occhiali e una bici, l’hanno violentata. Un gesto gratuito, inspiegabile e gravissimo. L’anziana è riuscita a rivelare il nome dei due aggressori e li abbiamo rintracciati sul viale principe Umberto mentre a Messina mentre camminavano tranquillamente”




Virtus Divino Amore (calcio, I cat.), Chianese: “Il gruppo è nuovo, servirà un po’ di tempo”

Roma – E’ uno dei volti nuovi della rinnovata Prima categoria della Virtus Divino Amore, uno dei giocatori su cui poggia il castello costruito dalla dirigenza del club capitolino. Giuseppe Chianese, difensore centrale classe 1986 arrivato in estate dal Città di Pomezia (di cui era capitano), è pronto a mettere la sua esperienza a disposizione della formazione allenata dai tecnici Fabio Petruzzi e Andrea Fagiolo. “Sono contento di essere qui – dice Chianese – Questa è una delle società laziali con maggior storia e ho notato da subito una grande voglia di mettere alle spalle la difficile stagione appena passata. Inoltre ho trovato un club organizzato, molto serio ed ambizioso: non è stato complicato trovare un accordo”. Le ultime due amichevoli con la Promozione dell’Indomita e con la Seconda categoria del Poseidon non hanno avuto un esito positivo, ma Chianese non è preoccupato. “Questo è un gruppo molto rinnovato che ha bisogno di lavorare tanto per trovare i giusti automatismi e la necessaria sintonia, non a caso torneremo in campo tra giovedì e il week-end per un’altra doppia amichevole ravvicinata. Inoltre dal punto di vista fisico è evidente che siamo ancora poco brillanti, ma d’altronde c’è tempo prima dell’esordio ufficiale del prossimo 6 ottobre. L’organico è composto da giocatori di qualità e sono certo che lo spessore di questa squadra verrà fuori nel corso della stagione, ma in questo momento bisogna avere pazienza”. Chianese parla del suo approdo alla Virtus Divino Amore. “Il primo contatto l’ho avuto con mister Fagiolo che già conoscevo, poi ho parlato con la dirigenza e con mister Petruzzi con cui ho avuto un impatto super positivo. Tra l’altro per me che sono un difensore centrale è veramente una fortuna poter essere allenato da un ex professionista che ha giocato in quel ruolo. In generale penso che il mister rappresenti davvero un lusso per la categoria e in coppia con mister Fagiolo, che ha esperienza e qualità notevoli, può uscire fuori una bella alchimia. Poi sta a noi cercare di trasmettere sul campo quella che è la loro idea di calcio”.




Football Club Frascati (II cat.), Fioranelli: “Amichevoli positive. Felice per l’arrivo di Brunetti”

Frascati (Rm) – Il giorno dell’esordio ufficiale, fissato nel prossimo sabato 5 ottobre all’Otto Settembre contro l’Atletico Montecompatri, è ancora abbastanza lontano. Ma intanto nel “cantiere” della Seconda categoria del Football Club Frascati si lavora alacremente: i ragazzi di mister Mauro Fioranelli hanno disputato le prime due amichevoli pre-campionato in rapida successione, sfidando in match casalinghi prima il Real Velletri di mister Roberto Ferri (giovedì scorso) e poi i Canarini Rocca di Papa (due giorni dopo). “Sono contento delle risposte che mi ha dato la squadra nelle prime due partite – commenta Fioranelli – Abbiamo affrontato due avversari di categoria superiore e lo abbiamo fatto volutamente, proprio per testare subito il gruppo e vederne eventuali difficoltà. Inoltre, nonostante il ritardo di preparazione rispetto agli avversari, la squadra ha messo in campo impegno e concentrazione, al di là del risultato che ha un valore molto relativo in questo periodo”. L’allenatore, che ieri ha festeggiato il compleanno, non si aspetta regali particolari dalla stagione che sta per arrivare. “Chiedo solo ai ragazzi di disputare una stagione dignitosa e di mettere il massimo impegno in ogni gara, anche perché questo è un organico ricostruito da zero e diversi elementi arrivano da un periodo di inattività. Inoltre il gruppo è composto per la maggior parte da ragazzi di Frascati e questo è un aspetto molto importante per noi”. Tra questi c’è uno degli ultimi “annunci di mercato” del Football Club Frascati, un nome che ha fatto decisamente rumore sulla piazza. “Sono felice per l’arrivo di Emiliano Brunetti, atleta classe 1979 che può fare diversi ruoli. Lo avevo allenato in precedenza e sono contento che abbia risposto con entusiasmo alla chiamata del Football Club Frascati. E’ una persona splendida e un ragazzo che tecnicamente può dare un grandissimo contributo al gruppo: sarà un punto di riferimento all’interno dello spogliatoio e per questo ho deciso di affidargli la fascia di capitano”. In chiusura Fioranelli spiega il motivo per cui il Football Club Frascati giocherà le gare casalinghe di sabato. “Una scelta condivisa da altre squadre presenti nel nostro raggruppamento. Noi lo abbiamo fatto per lasciare che i ragazzi siano liberi di stare la domenica con le loro famiglie”.




Frascati Scherma, un’altra novità nello staff tecnico. Ecco Fioramanti: “Trovato un bell’ambiente”

Frascati (Rm) – Non solo Nico Bonsanto, neo tecnico del settore sciabola. Il Frascati Scherma ufficializza l’ingresso di un nuovo istruttore stavolta nel settore della spada: si tratta di Alessandro Fioramanti, che compirà 26 anni il prossimo 12 ottobre, è tutt’ora atleta con il settore giovanile delle Fiamme Oro e vivrà la sua prima esperienza in assoluto nell’ambito dell’insegnamento. “Tutto è nato per conciliare la passione per questa disciplina ai miei impegni di studio. Sono laureato nella triennale in Scienze motorie e sto affrontando l’ultimo anno di magistrale. Frascati rappresentava la soluzione migliore per poter iniziare un percorso nel mondo dell’insegnamento che comunque mi ha sempre affascinato, anche se ovviamente mi auguro di poter portare avanti l’impegno da atleta ancora per diversi anni”. Fioramanti svela un altro dei motivi che lo ha portato alla “Simoncelli”. “Il mio maestro è Giorgio Pacifico, il figlio di Gino che è responsabile del settore spada del Frascati Scherma. Mi ha detto che c’era questa possibilità e l’ho colta al volo”. Il giovane neo istruttore del club tuscolano ha cominciato a frequentare la palestra “Simoncelli” già da un paio di settimane. “Ho trovato un ambiente molto piacevole dove si può lavorare serenamente. Credo che mi occuperò principalmente dei bambini del club tuscolano anche se è presto per fare valutazioni tecniche su di loro. Di sicuro ho visto da parte dei piccoli schermitori tanta gioia nel venire in palestra e un’ottima predisposizione all’apprendimento e all’ascolto dei consigli dei vari maestri” conclude Fioramanti.
Intanto nello scorso fine settimana il Frascati Scherma è stato premiato per la vittoria del Gran Premio Italia (lo “scudetto” della disciplina, l’undicesimo della gloriosa storia del club tuscolano) e per quella del Gran Premio Giovanissimi nell’ambito della Festa della Scherma andata in scena a Villa Sarsina, sede del comune di Anzio.
Nel corso dell’evento, si sono tenute anche le finali di Coppa Italia per società civili e il Frascati Scherma era presente con la sua compagine di sciabola femminile composta da Elena Fantozzi, Chiara Crovari, Vally ed Amelia Giovannelli: le ragazze hanno ceduto al cospetto del Club Scherma Roma col punteggio di 45-21.
Intanto è iniziato il count down per un evento che è sempre speciale per il Frascati Scherma: il 28 e 29 settembre prossimi, infatti, si terrà il memorial “Stefano Simoncelli” dedicato all’indimenticato atleta, tecnico e dirigente della società tuscolana (e non solo). La manifestazione si disputerà presso il PalaBocce dell’Eur a Roma e seguirà questo programma: sabato a partire dalle 9,30 (e fino a pomeriggio inoltrato) le gare di spada riservate alle categorie Ragazzi, Allievi, Maschietti/Bambine, Giovanissimi, Prime Lame ed Esordienti, mentre la domenica (sempre dalle 9,30) scenderanno in pedana le categorie Ragazzi, Allievi, Maschietti/Bambine e Giovanissimi di sciabola e fioretto.