Guidonia, impianto TMB: convocata audizione in Regione. Zarro prepara lo “scacco matto” per i pentastellati

GUIDONIA (RM) – Monnezza o non monezza, miasmi o non miasmi?», direbbe un Amleto moderno, catapultato a Guidonia, nel parco naturalistico dell’Inviolata, riconosciuto dalla Regione Lazio, che nel suo ventre ospita la megadiscarica, seconda solo a Malagrotta, e l’impianto di TMB pronto a partire e a raccogliere, secondo l’autorizzazione rilasciata, 190mila tonnellate di rifiuti l’anno, cioè, facendo un rapido calcolo, l’indifferenziato prodotto da circa 3 municipi romani. La sua attivazione continua a preoccupare, considerati gli effetti del vicino impianto di Rocca Cencia, al di là della Tiburtina, e proprio per questo torna prepotentemente alla ribalta della cronaca non solo cittadina, dopo la pausa estiva. Anzi, dopo il sit-in del 7 agosto, organizzato dal Comitato Spontaneo “NO TMB Guidonia” e dal Consigliere Comunale Claudio Zarro (Gruppo Misto),e l’approvazione del Piano Rifiuti da parte del Consiglio Regionale.

Audizione in Regione

Si parte con l’audizione in Regione in programma per martedì 8 settembre alle ore 12, convocata congiuntamente, in modalità telematica, dalle commissioni regionali “Agricoltura, ambiente” e “Urbanistica, politiche abitative, rifiuti”. «Ascoltiamo i territori», afferma Marco Cacciatore, Presidente di quest’ultima, sua la proposta dell’ATO a sé stante di Roma, un passaggio fondamentale, prima osteggiata dal Pd-M5S, poi ripresa e inserita nel “Piano Rifiuti” dall’Assessore Massimiliano Valeriani.

Invitato a partecipare insieme a Flaminia Tosini Direttore Regionale “Politiche Ambientali e Ciclo dei Rifiuti” e al Comune di Guidonia: il Sindaco Michel Barbet, l’assessore Antonio Correnti e i consiglieri di maggioranza Alessandro Cocchiarella, Giuliano Santoboni e Matteo Castorino. Invitati inoltre Carmine Laurenzano (“Fonte Nuova è Nostra”), Marco Gliardini (“Comitato CRA”), Umberto Calamita (“Amici dell’Inviolata”), Andrea Lucente (“Comitato di Risanamento Ambientale”) e lo stesso Comitato Spontaneo. «Occasione importante per ribadire la nostra netta contrarietà», spiegano, «quello di Guidonia è un territorio con un’alta concentrazione di impianti industriali, devastato dai roghi tossici e dove insiste una discarica che ancora aspetta un’adeguata bonifica. Attivare il sito significa aumentare gli agenti inquinanti nell’aria. E poi è troppo vicino all’impianto di Rocca Cencia. La politica deve ragionare, le disgraziate lacune del Campidoglio non possono sempre ricadere sul nostro quadrante che, in termini di rifiuti, ha già pagato pesanti cambiali». Dal Comitato poi aggiungono: «Ci stiamo strutturando, nei prossimi giorni contatteremo i cittadini che al sit-in del 7 agosto hanno dato la loro disponibilità, intendiamo creare un soggetto forte per la difesa dell’ambiente e della salute. Subito dopo l’audizione organizzeremo una nuova manifestazione».

L’ordine del Giorno

La protesta passa inoltre attraverso l’importante Ordine del Giorno presentato il 31 agosto dal Consigliere Claudio Zarro, che dovrebbe essere calendarizzato dalla Presidente del Consiglio prima del 15 settembre, data l’urgenza e il Regolamento Comunale.

«Conoscete il mio impegno su questo tema», esordisce l’esponente politico nel video pubblicato su facebook, divenuto subito virale. Il provvedimento, sottoscritto anche dalle consigliere Anna Checci e Lorena Roscetti, impegna l’Amministrazione ad «attivare tutti gli strumenti previsti dalla Legge Regionale n.13 del 19 luglio 2019 che consente la richiesta da parte dell’ente Comune alla Regione Lazio, di agire per tutelare quei siti già contaminati e/o inquinati», al fine di ottenere da quest’ultima il riconoscimento dell’«area dell’Inviolata come ad elevato rischio di crisi ambientale».

E ottenuto questo, il resto dovrebbe venire da sé, in quanto nei siti identificati come tali è vietato qualsiasi tipo di iniziativa capace ad appesantire ulteriormente le condizioni sanitarie e ambientali. Quindi il TMB subirebbe uno stop a prescindere, considerato il fatto che all’Inviolata, dove sorge, è stato riscontrato, stando alle rilevazioni dell’ARPA, «uno stato di inquinamento che per qualità e quantità degli inquinanti, è di sicuro dovuta all’attività di discarica», chiuse le virgolette.

La mossa è di certo sottile, rappresenta, se vogliamo, un chiaro scacco al re alla maggioranza pentastellata, capitanata da Barbet.

«È uno strumento legislativo reale, non mi sono inventato nulla, utile per impedire l’attivazione dell’impianto», commenta Zarro, «è stato utilizzato dal Comune di Patrica per difendere la Valle del Sacco. Mi chiedo perché la Giunta non si sia mossa prima». Infatti, perché? Nonostante tutto, il consigliere auspica un’ampia condivisione dell’atto, «questi temi non hanno colore politico», ribadisce, ma finora, contrariamente alle aspettative, non c’è stata alcuna presa di posizione ufficiale. «L’Amministrazione dice una cosa e ne fa un’altra», incalza infine Zarro, «è vero che si dice contraria al TMB ma poi per il bando sui rifiuti ha utilizzato tariffe come se l’impianto fosse operativo. A questo punto vediamo come si muoverà in Aula con l’Ordine del Giorno che, redatto anche grazie ai suggerimenti del consigliere Cacciatore, recepisce una legge regionale votata dal Pd e dal M5S».




Colleferro, Willy Moneiro Duarte pestato a morte: l’accusa per 4 ragazzi è di omicidio preterintenzionale

COLLEFERRO (RM) – Sono in regime di isolamento fino all’interrogatorio di garanzia i quattro ragazzi arrestati dai carabinieri in relazione alla morte di Willy Monteiro Duarte, 21 anni, avvenuta in seguito ad una rissa a Colleferro nella notte di sabato. I giovani, che hanno tra 22 e 25 anni, devono essere sentiti dal gip di Velletri. E’ stato proclamato il lutto cittadino oggi a Paliano e Colleferro.

Il pm di Velletri Luigi Paoletti ha per il momento formulato a carico degli indagati l’accusa di omicidio preterintenzionale

Verrà conferito domani dal pm l’incarico al medico legale che dovrà svolgere l’autopsia sul corpo di Willy Mondeiro. Gli aggressori del ragazzo italo-capoverdiano al momento devono rispondere di omicidio preterintenzionale ma se l’autopsia dovesse far emergere altri ed importanti dettagli il capo di imputazione potrebbe tramutarsi in quello di omicidio volontario.

Un pestaggio violento quello che ha visto come vittima il giovane aiuto cuoco residente a Paliano, che era intervenuto per fare da paciere in una lite. Secondo un amico della vittima, tutti sapevano che i due fratelli, tra i quattro arrestati, erano dei violenti.

Ieri sera in largo Oberdan, dove Willy è stato ucciso, i sindaci di Paliano, Artena e Colleferro, assieme ai genitori ed alle sorelle del ragazzo, hanno deposto una corona di fiori. “Nessun luogo della movida può essere accomunato a un assassinio di questo tipo”. A dirlo il sindaco di Colleferro, Pierluigi Sanna. “Non si è trattato di una semplice rissa, ma di qualcosa di più cruento in cui nessun caso si può trovate una giustificazione – ha aggiunto -. E’ accaduto in maniera incredibilmente cattiva”.

Nei prossimi giorni il sindaco dovrebbe incontrare il neo prefetto di Roma. “Chiederò che alle forze dell’ordine siano dati i giusti mezzi e giusti uomini”, ha aggiunto il sindaco. “Uno dei quattro aggressori di Willy Monteiro, poco dopo il pestaggio letale, avrebbe pubblicato video umoristici sulla sua pagina Facebook. L’indiscrezione – scrive l’agenzia Agi – è trapelata in ambienti investigativi ma troverebbe conferma dall’orario vergato sul post della pagina social dello stesso aggressore. E basta leggere i commenti che accompagnano questi post per capire quanto la notizia della morte di Willy abbia provocato una generale indignazione. Decine i messaggi di insulto rivolti ai quattro aggressori ed ai loro familiari”.




Simeone (FI): “Mobilità passiva e fuga dell’utenza. Triste primato del Lazio. Serve piano straordinario, Zingaretti e D’Amato che fanno?”

“L’uscita dal commissariamento della sanità laziale può e deve rappresentare l’occasione per avviare un cambio di marcia drastico del nostro sistema che presenta troppe falle. Arriva infatti un ulteriore ‘campanello d’allarme’ in termini di mobilità passiva. La regione Lazio si conferma con l’indice più alto di fuga dell’utenza verso altre realtà, superando anche la Campania (13% contro 10,5%). A rivelare questo dato fortemente negativo è il report dell’Osservatorio Gimbe che analizza crediti, debiti e saldi delle regioni relativi alla mobilità sanitaria.

Proprio in questo rapporto si segnala inoltre il pesante saldo negativo del Lazio fra mobilità attiva e passiva, pari a -230,7 milioni di euro. Per la nostra regione si tratta di un dato peggiore anche rispetto al passato.

Alla luce di questi pessimi dati appare urgente aumentare i servizi ed il numero di prestazioni sanitarie. L’obiettivo prioritario è l’abbattimento delle liste d’attesa, per questo ormai da mesi chiedo l’elaborazione di un nuovo piano straordinario contenente un programma dettagliato d’intervento, perché la situazione già critica che si trascina da 6 mesi, ovvero dall’avvio dell’emergenza Covd, rischia di non essere più governata. Occorre recuperare le prestazioni sospese durante i mesi del lockdown.
Non bastano i proclami, servono i fatti per la sanità del Lazio. Ci troviamo davanti a copioni che si ripetono stancamente ormai da diverso tempo.

Il governatore Zingaretti e l’assessore D’Amato abbandonino la stagione dei proclami e diano risposte e soluzioni ai problemi. Lo facciano almeno per tutti quei cittadini della nostra regione costretti ad andare altrove per potersi curare”.

Lo dichiara in una nota Giuseppe Simeone, capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale del Lazio e presidente della commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare.




Referendum, Sinistra Classe Rivoluzione: “Una farsa a cui diciamo no”

Dopo il rinvio dovuto all’epidemia di Covid-19, il 20 e 21 settembre si terrà il referendum per la conferma della legge di revisione costituzionale con cui è stata decisa la riduzione del numero dei parlamentari: da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori. Essendo un referendum confermativo, non è previsto alcun quorum.

Si tratta di una riforma fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle, che ne aveva fatto uno dei pilastri del “contratto di governo” con la Lega, sbandierandola come uno strumento fondamentale per combattere gli sprechi e sconfiggere “la casta”.

Approvata a cavallo dell’avvicendamento tra il primo e il secondo governo Conte, la proposta di legge ha ricevuto dapprima il voto contrario al Senato del Partito Democratico e di Liberi e Uguali, che nel luglio del 2019 erano ancora all’opposizione, prima di cambiare idea una volta sostituito Salvini al governo: nell’ottobre 2019, alla Camera, la legge è stata approvata con il voto favorevole di tutti i principali gruppi parlamentari, sia di maggioranza che di opposizione.

I cittadini sono dunque chiamati a confermare (con il sì) o a respingere (con il no) la modifica della Costituzione. Modifica che (a differenza di quella a suo tempo proposta dal governo Renzi e clamorosamente bocciata dal referendum del 2016) riguarda in buona sostanza soltanto il numero dei parlamentari, senza incidere in alcun modo né sulle funzioni delle due camere, né sulle modalità di elezione.

Vuoi per via di questo bizzarro iter di approvazione, vuoi perché nel frattempo le priorità sono decisamente cambiate, la campagna elettorale si svolge in questi giorni in sordina, e soprattutto con argomenti debolissimi e viziati su un fronte come sull’altro.

Le ragioni del Sì

Di fatto, l’unico argomento ripetuto fino alla nausea dai promotori della legge di revisione, e in particolare dal M5S, è quello della lotta gli sprechi e alla “casta”: il taglio dei parlamentari – si dice – comporterà un bel risparmio ai conti pubblici.

L’argomento muove da una premessa condivisibile: i circa ventimila Euro intascati ogni mese da ciascun parlamentare, in un paese in cui circa venti milioni di persone vivono sotto la soglia o a rischio di povertà, sono un’infamia senza appello. Scandali come quello dei deputati che hanno chiesto il bonus di 600 Euro non fanno che esacerbare la sacrosanta indignazione popolare contro l’attuale ceto politico.

Indubbiamente milioni di lavoratori voteranno Sì con l’intento di dare colpire partiti e parlamentari che giustamente disprezzano e odiano sia per le leggi che approvano, che per i loro privilegi. Purtroppo però meno parlamentari non significherà meno privilegi, bensì più privilegi (legali o meno) per quelli che restano, che avranno ancora più potere e si distaccheranno ancora di più dal “popolo sovrano” che pretendono di rappresentare. Lo dimostra anche la riduzione già effettuata dei consiglieri regionali e comunali, che non ha certo fermato sprechi, corruzione e privilegi.

Inoltre, il semplice taglio del numero dei parlamentari di per sé non risolve affatto né il problema politico, né tanto meno quello meramente economico. Sotto questo aspetto, in particolare, si è calcolato che il risparmio connesso alla riforma ammonterebbe al massimo a circa cento milioni di Euro all’anno – in realtà la somma è anche (notevolmente) inferiore, dal momento che parte dei compensi ritorna nelle casse dello Stato sotto forma di tasse e contributi. Dunque parliamo di una goccia nel mare, sostanzialmente irrilevante rispetto al bilancio statale: per averne un’idea, il debito pubblico italiano ammonta attualmente a oltre 2.500 miliardi di Euro, ossia venticinquemila volte tanto.

Se davvero si volesse affrontare seriamente la questione dei costi della “politica” e stroncare il parassitismo dell’attuale ceto parlamentare, l’unica soluzione efficace dovrebbe essere invece quella di tagliare gli stipendi di tutti i parlamentari, portandoli al livello dei salari di un operaio specializzato: non solo il risparmio sarebbe enormemente superiore, ma verrebbe eliminato uno dei principali elementi materiali alla base del concetto stesso di “casta”. Ma ovviamente questa proposta, che fa parte storicamente delle rivendicazioni del movimento operaio e della nostra organizzazione in modo particolare, non passa nemmeno per l’anticamera del cervello di Di Maio e soci.

Il fronte del No

Il fronte del No è quanto di più politicamente eterogeneo si possa concepire. Tra i partiti che hanno approvato la riforma in Parlamento, soltanto Sinistra Italiana ha avuto il “coraggio” di cambiare apertamente idea, mentre il partito di Renzi, Italia Viva, più prudentemente lascia “libertà di coscienza”. Sono preoccupati di perdere le loro poltrone, così come quei parlamentari di Forza Italia e perfino dello stesso M5S che si sono schierati per il No contro le indicazioni dei rispettivi partiti. All’interno del PD il dissenso rispetto alla linea ufficiale, di sostegno al Sì, è legato anche ai giochi di potere interni al partito, con un fronte che va dal sindaco di Bergamo Giorgio Gori, ex renziano, fino a Gianni Cuperlo, dirigente della corrente di “sinistra”. Giochi in cui si inserisce anche la Cgil, che in una nota ufficiale dà un giudizio negativo della riforma ma non prende posizione per il No pur di evitare scontri con il governo.

Sono diversi poi i comitati per il No sorti negli ultimi mesi. Dal comitato “giovanile” NOstra ai “costituzionalisti per il No” (ma naturalmente ci sono anche altri “costituzionalisti per il Sì”), fino alle immancabili Sardine, questa volta sulla scia di Emma Bonino. L’enfasi di questi gruppi è tutta sul rispetto e la difesa della Costituzione, delle istituzioni e della “democrazia”. Al di là della retorica, anche questi sono argomenti puramente formali e sostanzialmente vuoti. Fuori dalla “bolla” in cui vivono evidentemente questi accademici e questi attivisti da salotto, non c’è nessuno che non veda oggi che le istituzioni repubblicane sono marce fino al midollo, che la carta costituzionale è soltanto un pezzo di carta, che la “democrazia” è un’illusione in un Paese in cui la forbice della disuguaglianza non è mai stata così ampia. Anche questi sono argomenti inconsistenti, destinati a essere ignorati (giustamente) da gran parte dei lavoratori e dei giovani in cerca di una via d’uscita al vicolo cieco della crisi.

Sinistra Classe Rivoluzione: “Perché voteremo No

“Non nutriamo alcuna fiducia nelle istituzioni e nella “democrazia” borghese, né abbiamo particolari timori reverenziali nei confronti della Costituzione. Il sistema parlamentare, dove agli elettori è permesso votare ogni quattro o cinque anni un proprio ”rappresentante”, inamovibile sino all’elezione successiva, è una farsa. Difendiamo la superiorità della democrazia operaia, basato sui consigli (soviet) dove i lavoratori possono eleggere e revocare in qualunque momento i propri rappresentanti.

Finché restiamo nel sistema parlamentare capitalista, sosteniamo il massimo livello possibile di democrazia e rappresentanza. Da nessuna delle forze politiche impegnate sui due fronti arriva una proposta di riforma dove gli elettori, compiuti i 18 anni, siano tutti elettori sia attivi che passivi. Questo si potrebbe ottenere abolendo semplicemente il Senato, nonché la soglia dei 25 anni di età per essere candidati.

Men che meno ci interessano giochi di posizionamento tattico nei confronti del PD o del governo. Tuttavia siamo contrari a questa riforma e il 20-21 settembre voteremo No al referendum.

Il taglio dei parlamentari non farà che ridurre la rappresentanza in generale e rendere ancora più ardua la partecipazione e l’elezione di candidati e forze politiche davvero alternativi e contrari al sistema. In alcune regioni sarebbe impossibile eleggere deputati degli schieramenti che perdono le elezioni. Dall’altro, e conseguentemente, vedremo il rafforzamento della rappresentanza della classe dominante, che potrà ancor più facilmente di adesso imporre la proprie priorità e i propri interessi. Vanno in questa direzione tutti gli argomenti che sottolineano la maggiore “efficienza” di un parlamento con numeri ridotti: efficienza nell’approvare le misure di austerità necessarie per far ricadere sui lavoratori e sui giovani gli effetti della crisi! Si tratta di processi già esistenti e in fase avanzata, come dimostra oltretutto il ricorso sempre più massiccio alla decretazione d’urgenza e al voto di fiducia.

Il punto fondamentale rimane la necessità per i lavoratori di avere un partito che dia voce alle loro istanze: un partito di classe che oggi non esiste e che deve essere costruito, un partito che dovrà poter avere in Parlamento una tribuna, ma che soprattutto dovrà guidare la classe lavoratrice nelle lotte, per sostituire a questa democrazia sempre più marcia un governo dei lavoratori”.




Prato, ladro di biciclette in manette

I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Prato hanno arrestato ieri sera
un 43enne, pregiudicato con problemi di dipendenza da stupefacenti, dopo averlo colto in
flagranza mentre tentava il furto di due biciclette all’interno di una corte privata in questa
via della Stufa.
Al tempestivo arrivo di due pattuglie, attivate dalla telefonata di un residente del posto che
aveva notato gli strani movimenti dell’uomo, i militari, coordinati dalla centrale operative
che nel frattempo manteneva il contatto telefonico con il segnalante, sono riusciti a
raggiungerlo senza farsi notare per poi sorprenderlo mentre con delle cesoie stava
recidendo la catena che ancorava le biciclette ad un sostegno. Una volta rubate le avrebbe
potuto mettere facilmente in commercio ricavandone un profitto di almeno 100 Euro. Il
furto di biciclette, purtroppo, è un reato molto diffuso nei grossi centri, sia su oggetti lasciati
su strada ma anche con intrusioni in garage o corti private dove ladri specializzati mirano a
rubare cicli di maggiore pregio e valore. L’arrestato oggi verrà giudicato con rito per
direttissima.




Marino, Umberto Minotti lancia Gabriella De Felice: “Con lei si volta pagina”

“Marino ha bisogno di fare due passi avanti. Dal punto di vista politico e dal punto di vista civico/amministrativo. La città ha bisogno di svegliarsi da un torpore che sta gettando in confusione chiunque provi anche solo a pensarci, dall’interno o dall’esterno del nostro territorio, ad avere a che fare con Marino. Non c’è fiducia, non c’è luce, non ci sono prospettive perché mancano le idee”.
A lanciare l’allarme è Umberto Minotti, da vent’anni sulla scena politica cittadina, noto come uno dei più “longevi” presidenti del Consiglio comunale marinese, per questo fine conoscitore dell’assemblea cittadina che fra meno di un anno sarà chiamata a rinnovarsi.
Nato con un profilo civico, poi approdato in Alleanza Nazionale, quindi nel Popolo della Libertà. Quello che, sbrigativamente, si potrebbe chiamare “il vecchio centrodestra”.
“Oggi però – spiega ancora Minotti – è necessario che la pagina si volti davvero. In questo senso, a livello cittadino, non ho visto proposte più interessanti di quella presentata da Gabriella De Felice che, curiosamente, si chiama proprio ‘Una pagina da scrivere” afferma l’ex presidente del Consiglio comunale.
“C’è davvero bisogno che al di là dei protagonismi dei soliti, sinceramente diventati fuori luogo, persone che hanno anche governato nel decennio del vecchio centrodestra che oggi si sentono stranamente a posto con la coscienza alleandosi con figure estremiste che peraltro nel 2016 hanno spaccato e fatto perdere il centrodestra, si faccia un passo avanti convinto verso una nuova cultura civica, di governo del territorio che sappia mettere in campo davvero una visione innovativa, un progetto per le tre comunità di cittadini che compongono insieme la città di Marino”.
“In questo senso – ribadisce Minotti -non vedo strade praticabili in alternativa al laboratorio lanciato da Gabriella De Felice, una donna conosciuta e stimata nella sua professione che intende, bontà sua, ridisegnare le strisce sbiadite o confuse del campo alternativo alla sinistra. Per fare questo – prosegue Minotti – ci sarà bisogno di idee e progetti chiari e ampi che sappiano aggregare le forze migliori, quelle che hanno garantito un centrodestra di governo per dieci anni, assieme a a quelle centrali di ispirazione liberale, riformista, pronte a dialogare e divenire parte di un laboratorio politico e civico che prima di andare alla conquista rusticana con striscioni e slogan preconfezionati della qualsiasi piazza, punti a riqualificare le piazze e le strade di Marino, Santa Maria delle Mole, Cava dei Selci, Frattocchie e Castelluccia, ripartendo dalle persone e dai loro bisogno che, dopo una tempesta sociale e economica come quella che stiamo vivendo a causa della pandemia, non sono davvero poche”.
“In questo senso – va avanti Minotti – consiglierei a tutti di riflettere su uno spunto forte che davvero dovrà essere lo spartiacque tra la vecchia e la nuova politica: considerare la parte e l’insieme come elementi non conflittuali. Mi spiego meglio: Marino non potrà essere più ritenuta, da nessuno dei suoi futuri amministratori, l’isola felice o infelice, giudicate voi, che troppo tempo è stata considerata, va detto, sbagliando, da noi marinesi, soprattutto da chi di noi ha amministrato. Al tempo stesso tutti e ciascuno di noi dovremo avere la capacità di capire il peso reale, le specificità, la portata autentica o, al contrario, il bluff che sta dietro i progetti e le persone che si apprestano ad essere sottoposte al vaglio dell’opinione pubblica che fra un anno tornerà ad essere il corpo elettorale marinese. Per questo – conclude l’ex presidente del Consiglio comunale – credo che la nostra proposta al femminile sia la vera nuova pagina da scrivere che serve alla città e che i cittadini di Marino davvero si aspettano”




Città di Valmontone (calcio), Bellotti e il tema Covid: “Non si può scaricare tutta la responsabilità sui residenti”

Valmontone (Rm) – Il settore giovanile agonistico del Città di Valmontone è tornato sabato dal bel ritiro sul lago Trasimeno. Un’esperienza importante per tutti i ragazzi del club lepino in questo particolare periodo, ma anche un modo per il presidente Massimiliano Bellotti di venire a conoscenza di un’iniziativa delle società dilettantistiche umbre che potrebbe essere replicata anche nel Lazio: “Lì molti club si sono riuniti per chiedere un incontro alla Lega Nazionale Dilettanti e nello specifico al loro comitato regionale e ci attiveremo in prima persona perché anche nel Lazio si possa organizzare qualcosa di simile e sensibilizzare tutte le componenti del nostro mondo su questo tema. Premesso che la sicurezza sanitaria dei ragazzi viene prima di tutto, credo non sia giusto scaricare tutte le responsabilità sui presidenti delle società sportive dilettantistiche – dice il massimo dirigente – Se si leggono le disposizioni dell’attuale protocollo anti-Covid, si capisce bene che non solo sarà molto complicato portare avanti l’attività fino a fine stagione, ma anche che si danno eccessive incombenze ai club. Inoltre non ci viene fornito nessun aiuto economico per adempiere a determinati controlli e non viene considerata la particolare conformazione delle strutture sportive, quasi sempre non di proprietà, su cui possono contare le varie società. Ho letto ad esempio che noi presidenti avremo la responsabilità penale per la gestione di ragazzi che vedremo al massimo quattro o cinque ore a settimana all’interno del nostro centro sportivo. Ma poi mi chiedo: responsabilità penale di cosa? Di un ragazzo che risulti positivo al Covid? Chi ci assicurerà che quel giovane abbia preso effettivamente il virus all’interno della nostra struttura? Noi al Città di Valmontone, con grandi difficoltà e sacrifici, stiamo cercando di rispettare tutte le stringenti disposizioni anti-Covid, ma mi chiedo: se i nostri gruppi incrociassero in amichevole o in gare ufficiali altre società non “attente” alla stessa maniera perché dovremmo essere noi responsabili? Insomma, i dubbi sono molti e la tematica è estremamente importante perché spesso ci si dimentica che fare sport è fondamentale per questi ragazzi quanto andare a scuola”.




Colleferro (calcio), Di Placido: “Il settore giovanile cresce bene con calciatori fatti in casa”

Colleferro (Rm) – Stanno per ripartire anche le ultime tre squadre del settore giovanile agonistico del Colleferro che erano ancora ferme. Dopo che la scorsa settimana si sono radunate le due squadre d’Elite del club rossonero (l’Under 17 e l’Under 15), ora è la volta degli altri tre gruppi regionali che cominceranno da domani la preparazione, mentre oggi il club osserverà il giorno di lutto cittadino proclamato dal Comune per la terribile vicenda che ha portato alla morte Willy Monteiro Duarte. Nella speranza che il Covid non blocchi di nuovo le attività sportive nel prossimo futuro, in casa colleferrina l’ottimismo è tangibile come si può capire anche dalle parole del responsabile del settore giovanile agonistico di base Luca Di Placido che presenta nello specifico tutti i gruppi: “L’Under 19 regionale è stata affidata a mister Daniele Lucidi che aveva già allenato i 2003 nella passata stagione e che quest’anno potrà contare anche su alcuni 2002 di ottimo livello. Questo gruppo ha buonissime prospettive e speriamo che l’unione di 2002 e 2003 possa far scaturire un mix vincente. Siamo orgogliosi, inoltre, che tanti ragazzi di questa Under 19 siano già nel giro della Promozione. Per quanto riguarda l’Under 17 Elite, l’abbiamo affidata a mister Vittorio Carbonari: abbiamo inserito nel gruppo alcuni nuovi ragazzi di qualità che potranno aiutare la squadra a inseguire l’obiettivo dichiarato della permanenza in questa categoria, siamo sicuri di poter centrare questo traguardo. Anche per l’Under 16 regionale abbiamo idee chiare: i ragazzi allenati quest’anno a mister Sandro Schiavella hanno tutte le capacità per poter lottare ai vertici e regalarci la conquista di un altro titolo Elite, avendo mantenuto l’ossatura dell’ottimo gruppo della passata stagione con l’aggiunta di qualche ragazzo di valore. L’Under 15 Elite sarà guidata da mister Massimiliano Di Lolli e in questo caso dovrà stringere i denti per cercare di ottenere la salvezza in una categoria complicata: è un gruppo con tanti nuovi arrivi che dovrà lottare per raggiungere l’obiettivo. Infine c’è l’Under 14 regionale che sarà allenata da Fabio Patrizi: un gruppo che rappresenta il fiore all’occhiello della nostra società, visto che sarà composto per il 99% da ragazzi “costruiti” nel nostro settore di base e che giocano assieme da diverso tempo. A livello tecnico ci sono buone possibilità che possano stare nella parte alta della classifica, ma la soddisfazione più grande è rappresentata dalla “fotografia” che questa squadra fornisce della filosofia del nostro club”.




Volley Club Frascati, ecco Romanini: “I gruppi Under 15 e 17? Hanno ampi margini di crescita”

Frascati (Rm) – Un altro volto nuovo nello staff tecnico del settore femminile del Volley Club Frascati. E’ ufficiale l’approdo alle pendici del Tuscolo di coach Francesco Romanini, proveniente da Anzio: si occuperà dell’Under 15 (assieme a Flavia Mola) e dell’Under 17 femminili. “La presenza di Flavia è stata fondamentale per la mia scelta – spiega l’allenatore – Ci conosciamo da tempo e condividiamo tante idee pallavolistiche, anche se non abbiamo mai condiviso un’esperienza sportiva in precedenza e quest’anno lo farò con piacere. Devo dire che il Volley Club Frascati è venuto incontro alle mie esigenze logistiche e sono felice di essere entrato a far parte di una società di questa importanza. Dopo mesi difficili che hanno messo in ginocchio lo sport mondiale, la voglia di tornare sul campo era tanta e il progetto proposto dal presidente Musetti e dal ds Graziani mi ha regalato l’adrenalina che cercavo, fondamentale per ripartire nel migliore dei modi”. Romanini allena da undici anni nel volley femminile. E’ stato per cinque anni in Giovolley dove ha portato la Terza divisione fino alla serie D, ha allenato l’Under 18 regionale e collaborato dalla C alla B1 con Tonino Federici. Un anno ha allenato a Latina l’Under 16/18 con la supervisione di Carmine Pesce arrivando fino alla finale provinciale. Negli ultimi quattro anni con Anzio ha seguito i gruppi giovanili vincendo due campionati, Under 16 e Under 18 provinciali, e arrivando tra le prime otto del regionale con una Final four di Under 14 e anche una salvezza con l’Under 18 regionale. A questo vanno aggiunte una promozione in Prima divisione, un quinto posto di serie D (giovanile) e in più la collaborazione col gruppo di serie C al fianco di Davide Garzi. Romanini ha già sostenuto due allenamenti coi gruppi che andrà a curare più direttamente: “Ho visto ragazze interessanti con tanta voglia di lavorare. Questo sarà un anno molto particolare perché le problematiche legate al Covid hanno messo in ginocchio tante società sportive, ma credo che questi gruppi abbiano buone qualità e soprattutto tanti margini di crescita. Forse l’Under 15 è più pronta per fare subito una stagione di alta classifica, mentre il percorso dell’Under 17 potrebbe essere più faticoso, ma sono convinto che alla lunga anche quelle ragazze potranno ottenere tante soddisfazioni. Comunque spero di poter trasmettere il mio entusiasmo e la mia carica alle ragazze e di far onore a questo grande club: sono molto carico per questa nuova avventura”.




Sant’Oreste, nuovo Poliambulatorio. La Sindaca Pini: “Obiettivo raggiunto grazie alla sinergia con ASL”

SANT’ORESTE (RM) – Inaugurato il nuovo Poliambulatorio a Sant’Oreste, nel cuore del suggestivo borgo arroccato sul Monte Soratte. Il taglio del nastro mercoledì scorso, 2 settembre, insieme all’attivazione del servizio navetta gratuito messo a disposizione dal Comune, svolto con minibus elettrico, altra grande novità, che collega il parcheggio esterno al presidio sanitario e viceversa. «Si concretizza una visione attesa da tempo», evidenziano all’unisono la Sindaca Valentina Pini e il Direttore Generale dell’ASL RM/4 Giuseppe Quintavalle, «raggiunta grazie alla collaborazione e alla sinergia tra i due enti».

La sede sostituisce quella presente a Rignano e sorge nello storico Palazzetto Caccia, in via Innocenzo Ricci, oggetto di una profonda ristrutturazione terminata nel 2018, concesso all’ASL dall’Amministrazione ad uso gratuito. Molteplici le prestazioni ambulatoriali specialistiche offerte all’utenza, che rendono la struttura adeguata alle esigenze del territorio, dalla cardiologia all’oculistica, dalla geriatria all’Unità di Valutazione Alzheimer, passando per l’endocrinologia, dermatologia, ortopedia, pneumologia, medicina legale e i servizi di diabetologia.

«Attiveremo un ambulatorio infermieristico e stiamo lavorando per avviare una volta alla settimana un punto prelievi», aggiunge il Direttore Quintavalle. «Principale obiettivo è dare vita ai nostri paesi ed evitare grandi spostamenti, per quello che è possibile fare in loco». Ma le novità non sono finite. «Partirà come Azienda», prosegue, «un progetto di teleassistenza, teleconsulto e telemedicina, in previsione delle nuove linee guida che stiamo applicando, e non solo su Sant’Oreste. Si tratta di una Rete di ambulatori centralizzati che forniranno servizi di secondo livello, quindi laddove è necessario una consulenza, faremo in modo che il cittadino venga qui e possa essere refertato, anche in assenza dello specialista. Sono contento di condividere questo con la Sindaca, da sempre vicina a questo progetto, tanto vicina che, voglio ricordarlo, c’è una concessione gratuita di questo splendido palazzetto all’ASL. Un vero esempio di sinergia tra Istituzioni. È un momento difficile, un momento in cui i nostri operatori sono impegnati su mille fronti, e li ringraziamo per questo, dove siamo riusciti anche in questa impresa, dopo l’inaugurazione del drive-in per i test Covid all’Aeroporto di Fiumicino e al Porto di Civitavecchia. Bisogna essere orgogliosi», conclude Quintavalle, «della Sanità Regionale e della nostra ASL».

Spazi e ingressi ampi per garantire al meglio la mobilità dentro e fuori, nessun trabocchetto, come capita spesso, sulla destra, appena varcato l’ingresso principale, l’ascensore per raggiungere comodamente gli studi al piano superiore.  Coinvolgente e rilassante il panorama dalle finestre, lo sa bene l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, anche lui, come gli altri ospiti, arrivato a bordo della navetta elettrica, rimasto letteralmente ammagliato. «Una bella giornata per il Comune di Sant’Oreste», afferma, «il senso è di stare insieme ai cittadini e di rendere i servizi sempre più prossimi al territorio, queste è la missione che noi abbiamo, sia come Regione Lazio sia come ASL territorialmente competente. Sono contento, ringrazio la ASL e l’Amministrazione Comunale per tutta la collaborazione data».

Soddisfatta la Sindaca Pini. «È il punto di arrivo e di inizio per questa nuova struttura, che ospitiamo nel centro storico del nostro meraviglioso Comune. Ringrazio sentitamente il Direttore Quintavalle e tutti gli operatori che hanno contribuito al raggiungimento di quest’obiettivo. Che rappresenta il risultato», continua la prima cittadina, «di due Amministrazione che si guardano e recepiscono in pieno i bisogni della popolazione». Nell’intervento torna sull’«apertura del punto prelievi», consapevole della sua importanza per l’utenza meno giovane, poi aggiunge: «questa giornata sancisce altresì l’attivazione del servizio con minibus alimentato ad energia elettrica per rispettare l’ambiente e il centro storico. La sostenibilità dei trasporti è un punto imprescindibile della nostra azione amministrativa, ne parlano in tanti, noi lo abbiamo attuato, è un primo e fondamentale passo in avanti». Una scelta apprezzata la sua, «promossa» a pieni titoli anche dall’Associazione TrasportiAmo, presente all’inaugurazione. «L’apertura di questa sede, da noi fortemente voluta, è una grande opportunità di rilancio del commercio del centro storico e di tutta la nostra economia», conclude la Sindaca Pini.

I detrattori dell’iniziativa possono mettersi l’anima in pace, ora la struttura potrà solo migliorare, tornare indietro sarebbe un oltraggio all’intelligenza.