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Movimenti No Vax: blitz della Polizia di Stato in tutta Italia

Ipotizzavano su alcune chat di Telegram violenze, anche con armi, durante un imminente raduno No Vax a Roma

La Polizia sta eseguendo una serie di perquisizioni in diverse città nei confronti di appartenenti ai movimenti No Vax che su un gruppo Telegram avevano ipotizzato di compiere azioni violente nel corso delle manifestazioni contro i provvedimenti del Governo.

Le indagini, coordinate dalla procura di Milano, sono state condotte dalla Digos e dalla Polizia Postale.  Le perquisizioni sono scattate a Milano, Bergamo, Roma, Venezia, Padova e Reggio Emilia.

Oltre alle abitazioni degli indagati, i controlli hanno riguardato pc, cellulari, tablet e account social. 

Ipotizzavano su alcune chat di Telegram violenze, anche con armi, durante un imminente raduno No Vax a Roma, gli indagati individuati nel corso di un’operazione della Polizia di Stato contro alcune delle frange più scalmanate dei No Vax in Lombardia e in Italia. Per questo motivo sono scattate le perquisizioni, 8 solo a Milano, e diverse altre tra Bergamo, Roma, Venezia, Padova e Reggio Emilia.

Si definivano “i guerrieri’, su Telegram, gli indagati nell’operazione della Polizia di Stato coordinata dalla Sezione distrettuale Antiterrorismo della Procura di Milano, che ha portato oggi a eseguire numerose perquisizioni in varie regioni.

La frangia No Vax, che aveva intenzione di costruire rudimentali ordigni “fai da te” e di approvvigionarsi di coltelli, era composta da 5 donne e 3 uomini.




Trevignano Romano, si accendono i riflettori sulla rassegna musicale “Le voci del lago”

Questo fine settimana due concerti d’eccezione con Barbara Eramo e Raffaela Siniscalchi

TREVIGNANO ROMANO (RM) – Due concerti in riva al lago di Bracciano in calendario per questo fine settimana inaugureranno la rassegna musicale “Le voci del lago” organizzata dalla Sarasvati House e che proseguirà fino al 24 ottobre.

Sabato 11 settembre alle ore 20.30 il concerto di Barbara Eramo (Voce, Santur, Ukulele & Electronics) insieme ad Andrea D’Apolito (Chitarra, Armonium & Cori)

Barbara Eramo presenta un live intimo, spogliato di sovrastrutture e portato all’essenza delle composizioni col supporto della chitarra acustica e dell’harmonium di Andrea D’Apolito. La scaletta proporrà brani presenti in “Emily”, un concept album sulle poesie di Emily Dickinson, tracce del nuovo disco “Emisferi” ed omaggi ad autori ed interpreti del folk d’autore, soprattutto femminile, dei mari freddi e dei mari caldi come l’islandese Bjork e la libanese Fairouz. Cantante e autrice, è nata a Taranto ed è romana d’adozione. Negli anni ’90 collabora con Claudio Passavanti nel duo Eramo & Passavanti (produzione artistica di Bungaro) con il quale vince il premio della critica nella sezione giovani del Festival di Sanremo 1998, il Premio Afi e il “Premio Volare” per la migliore esibizione del festival. In seguito esce l’album “Oro e Ruggine” con la partecipazione di Ivan Lins.Ha collaborato con : Nicola Piovani voce solista dei concerti sinfonici; Alexandre Desplat nel film Tale of tales di Matteo Garrone; Hector Zazou nel disco Oriental Night Fever ; Luis Bacalov nel film Milonga; voce solista della Banda Ikona di Stefano Saletti; canta in numerose colonne sonore composte da Pivio & Aldo De Scalzi; Mike Mainieri degli Steps Ahead nel progetto Leucasia di Marco Omicini ed altri….
In teatro con: Giorgio Albertazzi, Michele Placido, Pamela Villoresi, Manuela Mandracchia, Massimo Popolizio, Umberto Orsini…Nel 2008 è uscito il suo album solista “In Trasparenza” che contiene brani scritti da lei con la preziosa collaborazione di cantautori quali Alessio Bonomo, Diana Tejera e Fausto Mesolella (Avion Travel). Nel 2014 pubblica “Emily”, un concept album di sue composizioni su poesie di Emily Dickinson. Nel Maggio 2020 è stato pubblicato il terzo disco solista dal titolo “Emisferi”.

Domenica 12 settembre alle ore 18.30 il concerto di Raffaela Siniscalchi (Voce) insieme a Massimo Antonietti (Chitarra)

Raffaela Siniscalchi nasce a Roma all’inizio degli anni ‘70 e comincia a cantare a soli 16 anni come voce solista in gruppi rock-blues e jazz nei più importanti locali della capitale.
La passione per il jazz e per un uso anche strumentale della voce la porta ad approfondire le molteplici possibilità di uno strumento così duttile , affascinante e misterioso, attraverso stages con Fabrizia Barresi ,Maria Pia de Vito, Mark Murphy, Norma Winstone, Barbra Liefer, e con il trombettista e compositore Kenny Wheeler. Da allora, il jazz e l’improvvisazione vissuti in tutte le loro molteplici forme, utilizzati come linguaggi capaci di aprire la mente e strumenti di espressione profonda, diventano il filtro per affrontare le esperienze musicali e teatrali più varie. Nel ’93 ha fatto parte del progetto discografico “ESO” di Paolo Damiani, sulla forma-canzone, come voce solista al fianco delle grandi stelle del jazz italiano come Paolo Fresu, Roberto Gatto, Danilo Rea e Gianluigi Trovesi. Nella rassegna “Sir Duke” nel 1994 ha interpretato brani di Duke Ellington accompagnata al piano dal M°Giorgio Gaslini. Appassionata di musica etnica e popolare, collabora dal ‘93 a progetti differenti.
Da rielaborazioni di brani della tradizione popolare siciliana nel”Ulisse e l’ombra” diretta dal M°Bruno Tommaso insieme alla Marche jazz Orchestra , al progetto sulla canzone romanesca con il gruppo “La Porta Magica”, da la musica kletzmer dei “Klezroym”, alla rielaborazione di antichi brani in dialetto foggiano con la “Daunia orchestra” di Umberto Sangiovanni, sino al gruppo di musica popolare “Arkè” con il quale è ospite nel 2000 del “II European youth festival” di Ankara. In teatro è stata nel 1995 la protagonista femminile del “Fantasma dell’opera” di A.L.Webber in un allestimento in forma-concerto al Teatro Ghione di Roma.
Nel 1996 e nel ’97 è stata la voce del “Canto d’amore e morte dell’alfiere Cristoph Rilke” di R.M.Rilke per la regia di Lisi Natoli , nel ’98 è cantante-attrice del “Faust” di F.Pessoa in un adattamento teatrale scritto e diretto da Marina Francesconi .

“Un nuovo spazio musicale – fanno sapere gli organizzatori – dopo un lungo periodo di penalizzazione per il mondo della cultura, dello spettacolo e della musica in particolare.”

I concerti si tengono in una zona di eccellenza del territorio, in riva al lago in un contesto naturalistico e faunistico di pregio. “La nostra attenzione – hanno proseguito gli organizzatori – è rivolta soprattutto alla qualità delle proposte musicali e a garantire cibo sano e abbondante ad un prezzo alla portata di tutte le tasche, di modo che il più gente possibile possa godere di questo spazio dedicato alla creatività e alla condivisione dell’Arte.”

L’ingresso ai concerti è a pagamento 20 euro per la cena vegetariana oppure 15 euro per il solo aperitivo analcolico. Gli organizzatori fanno sapere inoltre che è necessaria la prenotazione chiamando il numero 333/7365031 oppure 06/97240659




Rimini, alla galleria Augeo la mostra di Katundo

Le opere esposte costituiscono, quasi integralmente, una produzione rinnovata rispetto alla mostra del 2018. Dall’11 settembre fino al 10 ottobre

RIMINI – Apre a Rimini una mostra di lavori pittorici di Katundo, alias Vincenzo Leone, pittore e cardiologo, nato a San Marzano di San Giuseppe, Taranto nel 1948, ed impegnato nella città ionica per molti anni ad esercitare la professione presso il Servizio Sanitario Nazionale.

Avendo presto avvertito l’esigenza di portare il suo ausilio in Paesi in cui la organizzazione sanitaria è meno sviluppata ed il bisogno di salute più stringente, è stato promotore di iniziative di cooperazione internazionale, con un sostanziale consenso da parte della Azienda sanitaria presso cui ha operato.

La sua azione si svolge per oltre 20 anni, dalla fine degli anni ’80 fino ai primi del 2000, in Romania, Nicaragua, Somalia, Brasile, Kenia, Ruanda, Bosnia, Albania, El Salvador, Congo, Libano, Siria, Armenia, Georgia, Bulgaria: Paesi tutti in cui le condizioni politiche e sociali richiedevano massima prudenza. La fine degli interventi di cooperazione coincisero con il suo collocamento a riposo e con il suo ritorno alla terra ed alla cultura di origine, riprendendo la sua attività artistica, che aveva rallentato in costanza del suo impegno socio-professionale.

Sin da giovane infatti, aveva avuto molteplici frequentazioni con la scultura in pietra, l’incisione su rame, la pittura murale. Intensifica la pittura di acrilico su tela, ricorrendo in alcuni casi anche al grande formato (2m x 3m), rappresentando il degrado umano ed il dolore che avevano accompagnato le sue esperienze di cooperazione.

Il riaffiorare in questo periodo anche della cultura arbresh che aveva caratterizzato la sua infanzia lo induce a scegliere Katundo (“Il paese”) come suo nome d’arte; intanto,diverse sue opere sono sparse per il mondo perché espressamente commissionate mentre l ricavato della vendita di diverse sue opere è stato reimpiegato in azioni di cooperazione internazionale, verso la quale, pur se non più impegnato fisicamente, l’Artista continua a mostrare una viva partecipazione.

Dopo una mostra realizzata a Taranto nel 2018, si intensificano i contatti con la galleria d’Arte Contemporanea di Palazzo Spina, a Rimini, e si concretizza, a fine 2018, l’idea di una personale.

La pandemia incombente costringe, tuttavia, a sospendere la realizzazione della mostra per un periodo molto lungo.

Il vernissage, previsto per le ore 18 di sabato 11 settembre, da’ finalmente il via all’evento presso la galleria Augeo, in corso d’Augusto 217 a Rimini, fino alla prima decade di ottobre.

Le opere esposte costituiscono, quasi integralmente, una produzione rinnovata rispetto alla mostra del 2018: nel periodo di obbligato isolamento, infatti, si è rafforzato nell’Artista l’impeto alla produzione pittorica, essendo le motivazioni troppo fori per farlo recedere, ed il suo stile iperrealista, inizialmente timido, è viepiù diventato la cifra che caratterizza la sua espressione e rappresentata al meglio l’oggetto delle sue opere, realizzate prevalentemente in acrilico su tela di medio formato.

La principale causa di sollecitazione nasce dal dolore e dal degrado cui è ridotta la condizione umana, realtà che, per un ‘occidentale benpensante’,  è lontanamente immaginabile (anche se spesso è proprio la “distrazione” di quest’ultimo la causa principale di tale condizione. E a tale ‘distrazione’ Katundo non vuole partecipare…




Nordea Economic Outlook: nuova fase in Nord Europa per le prospettive economiche

La pandemia è tutt’altro che finita, ma le prospettive economiche globali rimangono favorevoli. È quanto espone il gruppo bancario nordico, con base in Finlandia e sede anche a Milano, Nordea, nelle sue prospettive economiche appena pubblicate, ove si prevede che la crescita globale arrivi al 5,5% quest’anno, prima di rallentare al 5,1% ed al 4,1% nel 2022 e nel 2023, secondo Helge Pedersen, capo economista del Gruppo.

L’inflazione è aumentata bruscamente e potrebbe stabilizzarsi a un livello più alto di quanto visto da molti anni.

H.J. Pedersen

Nei paesi nordici, la diffusione del virus è sotto controllo, le ultime restrizioni un vigore vengono gradualmente revocate e la crescita è elevata. I livelli di produzione pre-pandemia sono stati raggiunti in tutti i paesi e ora si entra in una nuova fase in cui è necessario rivedere la necessità di ulteriori stimoli di politica economica.

L’economia danese è passata, in tempi record, da una profonda crisi ad un rischio di surriscaldamento. L’attività economica complessiva ora supera i livelli pre-pandemia e la rapida ripresa richiede una piena flessibilità del mercato del lavoro ed una notevole adattabilità in termini di politica economica. Il mercato immobiliare sembra normalizzarsi dopo un periodo di forti aumenti dei prezzi; i prezzi al consumo hanno iniziato a salire più velocemente di prima e ci sono segnali di crescenti pressioni salariali..

In Finlandia, la crescita economica è stata sostenuta durante l’estate. Il PIL ha raggiunto il livello pre-pandemia nel secondo trimestre del 2021. La buona performance delle esportazioni ha avviato investimenti in macchinari e gli investimenti in costruzioni stanno beneficiando di una forte domanda da parte del mercato immobiliare. La forte crescita dell’occupazione e il graduale calo del tasso di risparmio delle famiglie alimentano i consumi privati.

L’economia norvegese ha ora riguadagnato tutto il terreno perso durante la crisi del coronavirus. La disoccupazione è diminuita drasticamente in sincronia con la riapertura della società. Allo stesso tempo, il numero di posti di lavoro vacanti è da record e stanno emergendo segnali di discrepanza nel mercato del lavoro, che potrebbero portare a una maggiore crescita dei salari. La corsa del mercato immobiliare è terminata e i prezzi probabilmente si appiattiranno in futuro. La Norges Bank inizierà a normalizzare i tassi di interesse a settembre di quest’anno.

A sua volta, l’economia svedese sta entrando anch’essa  in una nuova fase in cui un elevato utilizzo delle risorse ostacolerà la crescita della produzione. La crescita è destinata a diventare più diffusa, con gli investimenti come motore chiave accanto alle esportazioni e ai consumi delle famiglie. La carenza di manodopera darà luogo a crescenti preoccupazioni e continuerà la crescita dei salari. L’inflazione aumenterà a causa della salita dei prezzi delle materie prime e degli elevati costi di trasporto, tuttavia non abbastanza da consentire alla Riksbank di inasprire la politica monetaria.

Nel complesso, le prospettive dei paesi nordici puntano appaiono rosee e si spera che siano confortate dal proseguimento della tendenza al bello.




Lesignano, il mistero dei gatti che spariscono

Sulla vicenda ora indagano anche carabinieri, forestale e la polizia locale

LESIGNANO (PR) – Cinquanta animali scomparsi dalle abitazioni di altrettanti residenti della zona di Santa Maria del Piano, nel comune di Lesignano Bagni, centro della provincia di Parma. A raccogliere la denuncia di una veterinaria della zona che sta mettendo insieme, da fine maggio, le segnalazioni, è stata la Gazzetta di Parma.

“A scomparire sono tutti gatti di proprietà, abituati a stare in casa e fare qualche incursione nel giardino prima di rientrare”, racconta la dottoressa Luana Giusti. Escluso il movente del furto per rivenderli, visto che si tratta di gatti comuni, non si tratta nemmeno di incidenti stradali, visto che nessuno degli animali scomparso è stato poi ritrovato, né vivo né morto.

“Capita quasi sempre di sera – racconta ancora la veterinaria Luana Giusti – a volte ne spariscono anche due o tre nelle stesse ore. Ma nessuno è mai riuscito a vedere nulla di strano”.

Qualche anno fa, sempre in zona, era stata individuata una persona dai carabinieri che rubava i gatti per gli allenamenti dei cani da combattimento. Ma la pista non sembra poter essere ricondotta alle sparizioni di questa estate. Sulla vicenda ora indagano anche carabinieri, forestale e la polizia locale.




Aliens Fireteam Elite, gli “Xeno” escono ancora dalle pareti

Aliens Fireteam Elite, disponibile su Pc e sulle console della famiglia Xbox e PlayStation, è un frenetico sparatutto che catapulta i giocatori nei luoghi più noti della saga cinematografica. La storia alla base di Aliens Fireteam Elite è quanto di più semplice e lineare si possa concepire, un mero pretesto per lanciare il giocatore e la sua squadra di fuoco nelle furiose battaglie contro lo Sciame, ma in fondo non c’è niente di meglio che una storia che funga da pretesto per un bel massacro di Xenomorfi in vecchio stile. Il titolo è ambientato nel 2202, appena vent’anni dopo gli eventi narrati in Aliens: Scontro Finale, a bordo della nave d’assalto spaziale Endeavor, la punta di diamante dell’esercito Coloniale. I soldati sono stati svegliati dal crio-sonno per rispondere alla chiamata di aiuto di un certo dottor Tim Hoenikker, apparentemente bloccato in una stazione di raffineria orbitale e in balia di un cospicuo numero di Xenomorfi. Il dottore sembra essere in possesso di informazioni vitali per il comando dei Marine, tra cui le prove di un ipotetico coinvolgimento della Weyland-Yutani in alcuni fumosi esperimenti che avrebbero dato vita a una nuova specie di alieni, ancora più feroci e implacabili di quelli visti in passato. Quale migliore occasione per un po’ di caccia agli insetti? Inizia qui l’epopea del team di Marine Coloniali protagonisti di Aliens Fireteam Elite, una missione disperata, viaggio pericoloso e pieno di insidie alle prese con l’orda più inesorabile mai pensata dal cinema hollywoodiano. Ma veniamo al dunque: una volta avviato il gioco e dopo aver creato il proprio alter-ego attraverso l’editor e aver scelto la sua classe di appartenenza tra le quattro disponibili (cinque se si conta quella sbloccabile una volta conclusa la campagna), è tutto pronto per iniziare l’avventura che si suddivide in 4 capitoli suddivisi a loro volta in tre sottomissioni. La nave UAS Endeavor, già citata qualche riga più in alto, funge da hub social per radunarsi con i propri compagni, organizzare l’inventario e preparare le missioni prima di scendere sul campo di battaglia. In questo ambiente ci sono anche molti NPC pronti ad approfondire la lore con un sistema di dialoghi a scelta multipla ma nulla di realmente interessante ai fini della narrazione (se non qualche piccolo, nostalgico riferimento a quanto visto nelle pellicole cinematografiche). Una volta radunato il team e selezionata la missione, si potrà scegliere come impostare la difficoltà e alcuni modificatori di difficoltà (che sono sotto forma di card) i quali influiranno sull’andamento delle partite andando, ad esempio, a dimezzare i danni in uscita oppure a restringere la capienza dei caricatori. In cambio, dopo aver concluso la quest, si potrà ricevere un cospicuo quantitativo di punti esperienza, utili a ottenere nuove armi, accessori e abilità per la nostra classe preferita.

La struttura ludica di Aliens: Fireteam Elite non inventa nulla di nuovo ma sfrutta alcune delle formule più usate negli ultimi anni negli shooter coop. Già dalle prime battute è evidente come Cold Iron si sia ispirata pesantemente alle meccaniche di Gears of War e Left 4 Dead per realizzare questo progetto: c’è l’immancabile sistema di coperture che sulla carta che garantisce un certo grado di protezione contro alcuni avversari capaci di attaccare a distanza, ma c’è la possibilità anche di curare se stessi e i compagni attraverso alcuni utili medikit. Presente anche la possibilità di schierare armamenti difensivi come torrette, mine, droni, ma anche letali munizioni elettriche e al napalm. In Aliens: Fireteam Elite tutto può salire di livello: le classi, le armi e le varie abilità. E’ possibile personalizzare le bocche da fuoco sia a livello visivo sia per quanto riguarda gli accessori, tra mirini, caricatori estesi ed altre componenti. Inoltre un sistema di perk consente di modificare il funzionamento delle abilità e l’efficacia del soldato sul campo. Risulta interessante come i potenziamenti vadano gestiti alla stregua di oggetti in un inventario dalle caselle limitate. Ci sono comunque a disposizione opzioni per tutti i gusti, con una buona scalabilità e configurabilità di audio e video. C’è pure un buon supporto dal punto di vista dell’accessibilità che tiene da conto daltonismo ed altre problematiche con alcune opzioni dedicate. La giocabilità poi può essere modificata per creare un’esperienza più o meno arcade con la possibilità di visualizzare o meno indicatori di vita o di uccisione e con l’opportunità di attivare delle sagome che individuano in maniera più efficace i nemici presenti sullo schermo. Aliens Fireteam Elite può essere affrontato da soli o in compagnia. Ovviamente con due amici al proprio fianco l’esperienza risulta molto più appagante e divertente: è vero che gli altri componenti della squadra in caso si giocasse in solitaria sono rimpiazzati da bot sintetici, ma bisogna sottolineare come l’intelligenza artificiale non sia esattamente allo stato dell’arte, soprattutto se si sceglie una difficoltà alta. Usando un medico ad esempio si può notare come gli alleati artificiali tendano a non entrare nell’area curativa, inoltre c’è una tendenza dei nostri androidi ad avanzare velocemente verso situazioni che li espongono a rischi mortali. Ovviamente poi l’utilizzo di una squadra umana permette il coordinamento strategico delle abilità che caratterizzano le varie classi. Già la presenza in duo di un demolitore e di un medico permette di gestire la situazione piuttosto egregiamente. Nel caso si decida di giocare in singolo però è bene sapere che in alcuni punti, anche al livello di difficoltà più facile, ci sono ad attendere un grado di sfida a nostro parere molto elevato che, anche a causa della mancanza di checkpoint, potrebbe costringere, specialmente i giocatori meno esperti, a ripetere la missione più volte. Come già detto in precedenza la campagna si divide in quattro atti, ciascuno dei quali è composto da tre capitoli, di cui inizialmente solo il primo è selezionabile. Le creature nemiche provengono prevalentemente dall’universo canonico di Alien, ma in parte anche da quello del prequel, per un bestiario che arriva alle venti unità. La struttura dei livelli si ripropone identica a sé stessa dal primo all’ultimo minuto della campagna: atri, piazzali o saloni più o meno ampi sono le arene in cui si consumano le carneficine di xenomorfi. Sono collegati da corridoi pressoché vuoti che si vorrà percorrere il prima possibile, anche sorvolando sul fatto che, nascosti qua e là, ci sono dei collezionabili. Questo perché ci si accorge subito che l’esplorazione è sterile: i vicoli apparentemente interessanti conducono a sentieri bloccati da rocce, mentre le porte che si affacciano sui corridoi sono tutte chiuse. C’è una sola direzione obbligata, peraltro indicata da un cursore, e non sono contemplate variazioni sul tema. Le ambientazioni sono ispirate dalla saga cinematografica, in particolare da Scontro Finale, ma non manca fortunatamente qualche colpo di scena e alcune location che faranno la gioia degli appassionati della saga. L’azione segue ostinatamente uno schema collaudato: si arriva in una stanza infestata di alieni, inizialmente di piccole dimensioni; man mano che si neutralizzano lo sciame continua a riversarsi sui giocatori con nemici sempre più resistenti e perniciosi. I momenti clou sono quelli degli assedi che si attivano dopo aver premuto un interruttore, dando un minimo di tempo per approntare le difese prima di attacchi apparentemente interminabili che culminano con la discesa in campo degli xenomorfi più ostici. In questa struttura piuttosto monotona, l’elemento di originalità è rappresentato proprio dagli alieni. Come ci insegnano le pellicole, possono arrivare anche dal soffitto, dal pavimento o dalle “fottute pareti”, sfruttando grate e condotti di aerazione: questo rende le coperture poco effettive e costringe non solo a muoversi di continuo, ma ad avere un occhio costante sull’iconico radar di prossimità. Si avverte l’assenza di variazioni sul tema che avrebbero garantito una maggior varietà, ma nel complesso l’esperienza è divertente e appagante. Insomma, a chi non piace massacrare centinaia di Xenomorfi arrabbiati? Per quanto riguarda la varietà di classi, gli sviluppatori propongono in totale cinque specializzazioni militari di cui quattro disponibili sin dal primo minuto, mentre la quinta (il ricognitore) si potrà utilizzare solo dopo aver portato a termine la campagna la prima volta. Le specializzazioni sono: il mitragliere, classico factotum buono per ogni occasione; il demolitore che può maneggiare armi pesanti come l’iconica Smartgun, il lanciafiamme o il lanciagranate; il tecnico e la sua micidiale torretta portatile; il dottore, l’unico a cui affidarsi per ripristinare la salute; il ricognitore con i suoi gadget di supporto.

Ad aumentare il tasso di rigiocabilità di Aliens Fireteam Elite c’è la modalità orda, che si sblocca solo dopo aver finito la campagna. Ci sono poi le sfide giornaliere e le carte “malus”, che alzano ulteriormente il tasso di sfida a fronte di un moltiplicatore d’esperienza. Il rischio noia, per via della struttura stessa del gioco e per il ridotto numero di mappe, è però scongiurato dalla natura cooperativa del titolo che è limitata ad internet (niente coop in locale purtroppo). Per completare la campagna a livello normale è necessaria una decina d’ore, alcune delle quali spese per fare esperienza. Dal punto di vista grafico e tecnico il titolo (da noi testato su Xbox Series X) sfrutta l’Unreal Engine, ma senza eccellere particolarmente. I personaggi non sono caratterizzati da un dettaglio eccezionale ma almeno, npc a parte, sono dotati di un livello decente di espressività. L’effetto che si ricava spesso è quello di un personaggio di plastica in stile action figure anni ‘80, soprattutto per quanto riguarda i capelli, decisamente finti. Anche le location sembrano spesso ampie, ma purtroppo vuote e a tratti ripetitive. Effetti, modelli e ombre sembrano dunque nella media, con qualche eccezione relativa ad esplosioni e fumo in certi casi piuttosto suggestivi. L’audio invece non sembra rendere pienamente giustizia al tutto. La colonna sonora per quanto piacevole non riesce a trasmettere il giusto grado di inquietudine. Anche la resa degli effetti sonori non ci ha convinto fino in fondo con il sound dell’artiglieria che non rende giustizia alla potenza dei fucili risultando i colpi stranamente ovattati. Abbiamo preferito di gran lunga la resa delle armi del vecchio Aliens: Colonial Marines decisamente più violenta e grezza in quanto ad impatto sonoro. Nota di merito agli effetti del fucile a impulsi M41 e alla “smartgun” che sono identici a quelli proposti in Aliens Scontro Finale. Peccato invece per il suono prodotto dal radar che non scannerizza di continuo ma emette brevi suoni solo quando c’è qualche pericolo in avvicinamento. Tirando le somme, se quello che si cerca è un titolo cooperativo che possa dare la possibilità di massacrare alieni con una vasta varietà di armi e che renda omaggio all’universo di Alien, allora questo è un gioco che non dovete lasciarvi sfuggire. Ovviamente, vista la natura del titolo, Aliens Fireteam Elite è un semplice shooter puro e semplice, non aspettatevi trame roboanti o colpi di scena incredibili. Tutto quello che vi si chiederà è imbracciare le armi e andare avanti a suon di scariche di mitra, vampate di lanciafiamme ed esplosioni. A noi tutto questo non è affatto dispiaciuto, quindi il nostro consiglio è quello di provarlo e giocarlo senza avere aspettative enormi. Il titolo nel complesso diverte e fa il suo dovere.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8,5

Sonoro: 8,5

Gameplay: 8,5

Longevità: 8

VOTO FINALE: 8,5

Francesco Pellegrino Lise




Netflix e videogames, il debutto in Polonia

Dopo una serie di rumors in rete e assunzioni focalizzate al gaming, Netflix ha ufficializzato il suo debutto nel settore dei videogiochi. La nota piattaforma ha infatti lanciato, per ora solo in Polonia, un’integrazione al servizio di streaming on demand all’interno dell’app Android.

I primi titoli disponibili sono due giochi di Stranger Things. “A partire da oggi, i clienti in Polonia possono provare il servizio su Android con ‘Stranger Things 1984’ e ‘Stranger Things 3’, già inclusi nell’abbonamento periodico – ha confermato la società, ricordano poi – siamo ancora agli inizi ma lavoreremo duramente per offrire la migliore esperienza possibile nei prossimi mesi con il nostro approccio al gioco senza pubblicità e senza acquisti in-app”.

I titoli disponibili verranno visualizzati, di volta in volta, nel feed della home page personale. Toccando l’icona, si passa al download, che indirizza direttamente al Play Store di Google. Ad ogni modo, non si tratta di videogame esclusivi, visto che gli stessi sono già presenti sul negozio digitale di Android. Nelle scorse settimane si è parlato di un presunto accordo tra Netflix e PlayStation, per l’inclusione nel servizio di videogiochi di celebri titoli della console di Sony, anche se al momento non vi è nulla di ufficiale.

A luglio, l’azienda di Reed Hastings ha assunto un ex dirigente di EA e Oculus per guidare la divisione gaming del gruppo, confermando l’interesse nell’estendere l’intrattenimento su mobile. Non è comunque la prima volta che Netflix flirta con i giochi. L’app di streaming offre episodi interattivi di ‘Black Mirror’, ‘Minecraft’ e ‘Carmen Sandiego’, dove l’utente può decidere come far proseguire la storia. Insomma, nel futuro del gaming sembra proprio che anche Netflix avrà un certo peso.

F.P.L.