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Far Cry 6, è ora della rivoluzione

Far Cry 6 arriva su Pc, ma anche sulle console della famiglia Xbox e PlayStation dopo più di 3 anni dall’uscita di Far Cry 5 e dopo 2 dall’uscita dello spin off Far Cry New Dawn. Ubisoft propone così il sesto titolo principale della sua famosissima saga FPS. Fin dal reveal trailer Far Cry 6 è stato in grado di incuriosire i fan della serie, mostrando subito il nuovo antagonista del gioco; che, come in ogni Far Cry, rappresenta un elemento importante e fondamentale sul quale si basa buona parte della riuscita del titolo. Ambientato nella splendida isola caraibica di Yara, il gioco racconta la storia di una piccola nazione indipendente controllata col pugno di ferro da uno spietato dittatore, il presidente Anton Castillo, impersonato da un intenso e convincente Giancarlo Esposito (Attore famoso per aver recitato in Breaking Bad e The Mandalorian). Castillo, la cui cosa più preziosa è indubbiamente suo figlio Diego, soggetto a un’educazione a dir poco severa, ha una salda visione per il futuro di Yara e pretende che la popolazione aspiri a raggiungerla soffrendo i sacrifici necessari, costi quel che costi. La formula per riuscire nell’impresa si chiama Viviro, un miracoloso farmaco contro il cancro che può essere prodotto solo a Yara, ma la cui coltivazione intossica e uccide gli abitanti dell’isola costretti ai lavori forzati nelle piantagioni di Castillo. I giocatori in Far Cry 6 vestiranno i panni di Dani Rojas, un protagonista che può assumere sembianze femminili o maschili, sopravvissuto miracolosamente alla Noche de la Muerte, una vasta purga tesa a imprigionare o ad uccidere i pochi dissidenti ancora rimasti ad Esperanza, la capitale di Yara. Dani, almeno inizialmente, non ha alcuna tendenza rivoluzionaria e anzi, non desidera altro che una vita tranquilla in Florida, le cui coste sono a pochissimi chilometri da quelle dell’isola. Dopo una fuga rocambolesca il sogno di una vita tra gli “yanquis” scorre come sabbia tra le dita del protagonista, che decide allora di combattere per liberare il proprio popolo unendosi a Libertad, una fazione di ribelli che è la principale antagonista del regime di Castillo. Per certi versi la storia di Far Cry 6 ricorda quella di Far Cry 4 dove la nazione di Kyrat, alle pendici dell’Himalaya, era sotto il giogo di Pagan Min e il giocatore era chiamato a combattere una rivoluzione per defenestrarlo. Però, rispetto a quel capitolo della serie, in Far Cry 6 le conseguenze che ci si trova a vivere hanno cause più “pesanti” e moralmente nebulose; un elemento che aggiunge un certo spessore al copione. Il presidente Castillo è figlio di un altro dittatore, deposto e ucciso nel 1967 in una precedente rivoluzione e i cui combattenti, noti come le Leggende del ’67, vivono nascosti e disillusi nella giungla. Le fazioni in guerra per la libertà, fra cui quella a cui si unisce Dani Rojas, Libertad, devono scendere a compromessi con una realtà di corruzione, fatalismo e crimine che cresce come muffa sulle rovine dell’isola. Il mondo esterno sembra cieco di fronte a quanto sta succedendo, e il regime stesso spende molte risorse per promuovere l’idea di una Yara forte, libera e giusta. Insomma, in Far Cry 6 non basta prendere un fucile e scendere in strada per riportare diritti e democrazia. Ma tutto ciò rappresenta solo un buon punto di partenza verso tutto ciò che è necessario compiere per tornare a liberare Yara.

Chi ha giocato i precedenti giochi della serie targata Ubisoft si sewntirà come a casa. Ovviamente l’ambientazione è tutta nuova, ma le attività presenti ricalcano da vicino la ricetta dei vecchi capitoli della serie, concentrando magari l’attenzione su alcuni aspetti ma senza mai uscire davvero dal solco che ormai caratterizza il brand. Per combattere il regime bisogna indebolirlo alla base, erodere metro dopo metro la terra sotto i suoi piedi, e per farlo si possono seguire le Operazioni, che sono le missioni vere e proprie che portano avanti la trama, o assaltare i posti di blocco, gli obiettivi strategici e gli insediamenti. A differenza di Far Cry 5, dove la conquista delle posizioni occupate dal nemico indeboliva direttamente i luogotenenti di Joseph Seed, queste attività non impattano in modo visibile sulla forza del regime di Castillo, anzi lo pungolano e lo spingono ad aumentare la sua presenza. Rimane però un ottimo modo per ottenere dei punti di viaggio rapido e per raccogliere risorse da utilizzare nei campi base della guerriglia. Il tutto nell’ottica di ottenere la lealtà delle tre fazioni che controllano le zone in cui è divisa l’isola e che si oppongono ai pezzi grossi del regime. Queste fazioni sono dislocate in tre aree diverse della vasta mappa di gioco: a ovest c’è la famiglia “Montero”, in lotta contro il nipote di Castillo che gestisce le coltivazioni di tabacco modificato. Al centro dell’isola “Maxima Matanza”, gruppo a metà strada fra movimento culturale e guerriglia attiva che rappresenta la voce della resistenza e del dissenso opposta a quella del Ministero della Cultura. A est, infine, nella folta vegetazione della sierra, si nascondono le “Leggende del ’67”, simbolo di resistenza del passato ora chiamate a colpire l’apparato militare ed economico di Castillo. Durante l’avventura si può decidere di portare avanti in parallelo le Operazioni di tutte tre le fazioni, oppure di dedicarsi fin da subito alla fine ad una sola fazione prima di passare alle altre. L’unica cosa a cui è davvero importante prestare attenzione sono i gradi delle diverse aree: maggiore è la differenza fra il grado dell’area e il livello del giocatore, più sarà difficile uscire vivi dai faccia a faccia con i soldati di Castillo. In tal senso, la gestione del protagonista di Far Cry 6 è quella che più si discosta dal passato della serie: non ci sono più punti talento con cui sbloccare nuove abilità e salire di livello serve semplicemente a sbloccare nuove armi e armature dai mercanti clandestini. Tutta la crescita del personaggio è stata concentrata sulla gestione delle armi e del vestiario, con particolare enfasi sul sistema di armi fai da te e sul “Supremo”. Oltre alle armi più convenzionali il giocatore può ottenere dei particolari ed eccentrici strumenti di morte assemblati da Juan, braccio destro della leader di Libertad Clara Garcia. Si passa così dalla sparachiodi, ottima per le azioni furtive, al cannone EMP che spegne mezzi e velivoli, dal fucile di precisione caricato a razzi ad una balestra che spara vinili come fossero lame. Su tutto, però, spicca il Supremo, uno zaino che oltre a poter essere potenziato con modifiche recanti svariati bonus differenti, costituisce la scorta degli oggetti da lancio e la mossa speciale da sfruttare nelle situazioni più concitate. Di Supremo ce ne sono diversi tipi e ognuno offre una mossa differente. In Far Cry 6 però anche le armi più convenzionali possono essere modificate in molti modi. Il giocatore ha infatti la possibilità di dotare ogni bocca di fuoco di diversi tipi di mirino, silenziatori, modifiche con bonus e, soprattutto proiettili speciali. Questi ultimi sono il cuore pulsante del sistema di combattimento di Far Cry 6, in quanto i nemici si dividono non solo secondo le armi che usano ma anche secondo le protezioni di cui sono dotati. Un cecchino, per dire, sarà vulnerabile ai proiettili antiuomo, mentre un artigliere dotato di elmetto è meglio affrontarlo con i proiettili perforanti. I lanciafiamme sono vulnerabili ai proiettili velenosi, mentre particolari nemici che spruzzano il concime tossico alla base del Viviro cadono urlando tra le fiamme. Ora, sia chiaro, tutti i nemici poissono essere uccisi con il giusto quantitativo di proiettili, ma sfruttare le debolezze di ogni nemico risulta essere la tattica migliore per eliminarlo in fretta e risparmiare pallottole. Ovviamente anche i nemici possono sparare con diversi tipi di proiettili, proprio per tale ragione nell’inventario di Dani Rojas si possono trovare, dopo averli raccolti o comprati, pantaloni, guanti, elmetti e giacche di ogni foggia e funzione. Anche in questo caso, non è essenziale muoversi sempre con i vestiti calibrati a puntino, ma tutto questo rappresenta in ogni caso un bonus extra. A completare il materiale utilizzabile dal protagonista di Far Cry 6 ci sono i veicoli, equipaggiabili con torrette, speroni, corazze extra, clacson divertenti e Arbre Magique.

In Far Cry 6, poi, ci sono anche gli “amigos”, ossia compagni per lo più a quattro zampe gestiti dalla CPU ai quali è possibile dare semplici ordini di movimento o ingaggio. Ogni amigo ha caratteristiche uniche e abilità che lo rendono più utile in determinate situazioni. Tutto questo, dalle armi alle armature, dai mezzi agli amigos, può essere potenziato e migliorato presso i Campi Base di Libertad, cedendo in cambio risorse e materiali unici. Il più comune, per esempio, è la polvere da sparo, necessaria per creare le modifiche delle armi e del Supremo. Ma ci sono anche vetro, ferro, medicine e plastica, che non impattano direttamente sulla dotazione del giocatore ma che possono essere spese per costruire e migliorare delle strutture da creare nei campi base. Ogni capanno (in tutto sono 6) offre bonus specifici, che impattano sulle attività di caccia, pesca, sulle armi a disposizione, sulle dotazioni dei guerriglieri in giro per Yara e, infine, sulle operazioni dei Bandidos. Queste ultime, altra novità di Far Cry 6, possono essere viste come un piccolo, semplice e limitatissimo, esempio di gameplay gestionale all’interno del gioco. Queste missioni possono essere gestite dai tabelloni presenti negli accampamenti. Ma come funzionano? E’ molto semplice: ogni giorno al giocatore vengono proposte delle operazioni a cui assegnare dei Capi. Una volta assegnato un leader ci si trova di fronte ad una serie di scelte. Ognuna descrive una possibile strategia adottata dal contingente in missione, ed ognuna legata ad una specifica ricompensa e ad una percentuale di successo. Superare tutte e tre le fasi di un’operazione ne decreta il successo e l’ottenimento della ricompensa finale. Attenzione però: a seconda delle scelte fatte si investono risorse o uomini e il fallimento ne comporta la perdita. Come se non bastasse, Far Cry 6, offre molte altre attività. Alcune più improntate al semplice divertimento, che portano a ricompense per lo più estetiche, altre utili ad accumulare risorse e, appunto, uomini da spedire in missione con i Bandidos. Oltre alle prevedibili corse in auto, ci sono le attività di caccia, pesca (con alcune prede speciali come sempre), le partite a domino e i combattimenti fra galli. Quest’ultima, particolarmente sfiziosa, risulta essere un vero e proprio beat em’up in miniatura, dove si prende il controllo del gallo scelto per lo scontro e tramite tre diversi attacchi e una mossa speciale si deve sconfiggere il pennuto avversario. Un passatempo sfizioso e ridicolmente divertente. Per chi non ritenesse abbastanza varia l’offerta di Yara, c’è anche la possibilità di lanciarsi in operazioni speciali, in singolo o in cooperativa, che costituiscono dei veri e propri scenari a parte e che offrono crediti da spendere al mercato nero. Sono missioni della durata di poco meno di venti minuti, che trasportano il giocatore in una mappa creata ad hoc e pongono come obiettivo quello di trovare e rubare un’arma sperimentale dalle mani dell’esercito yariano. Durante la fuga, bisogna però stare attenti ad evitare fonti di calore e la luce diretta del sole, perché l’arma è instabile e, se surriscaldata oltre il limite, trasforma Yara in un enorme cratere fumante. Ovviamente in Far Cry 6 tutte queste attività che abbiamo appena elencato si affiancano alle missioni principali e a quelle secondarie. Tutte le cose extra trama servono sostanzialmente per arricchire e rafforzare la guerriglia, una cosa che nei precedenti Far Cry era meno marcata. Per esempio: liberare i prigionieri che vengono deportati nei campi di tabacco fa aumentare il numero di soldati a disposizione per le operazioni dei Bandidos. Uccidere gli animali leggendari offre pezzi unici per il Supremo. Risolvere le missioni chiamate Storie Yariane arruola i capi dei Bandidos, e così via. Nonostante Yara sia nominalmente divisa in tre aree, ognuna dotata di una morfologia particolare, il gameplay è più vario e non è raro trovarsi di nuovo nelle aree già liberate per portare avanti obiettivi e attività. Insomma, in Far Cry 6 le cose da fare non mancano proprio e annoiarsi è davvero molto difficile.

A livello di gameplay, Fin da Far Cry 3, questo non è stato eccessivamente modificato poiché continua a divertire tutti i giocatori e gli lascia sempre la scelta su come affrontare le differenti situazioni. Infatti proprio come la novità più grande inserita in Far Cry 6, anche le varie missioni ce le si crea da soli, come se fossero un lavoro fai-da-te, decidendo quale approccio usare, quali armi, da dove attaccare e molto altro. Una scelta molto interessante che potrebbe essere accolta in modi diversi a seconda del tipo di fruitore si approccia a questa meccanica. Tra le varie novità infatti si può ad esempio anche rinfoderare le armi per rendersi meno sospetti agli occhi delle guardie; inoltre facendo ciò si può riuscire ad avvicinarsi ad alcune di loro per corromperle e farsi dare delle informazioni utili per il prossimo assalto o la prossima missione. Un grado di personalizzazione molto alto e significativo che dona quasi una sfumatura sandbox al titolo. Bisogna anche stare attenti a non causare troppo disordine nelle varie zone dell’isola poiché facendolo si farà salire il livello di allerta. Quest’ultimo alzandosi farà si che quella determinata area diventi piena di nemici sempre più forti fino a raggiungere il livello massimo dove arriveranno le temibili forze speciali di Antón Castillo. Quando arriveranno loro, ci sarà solo un modo per risolvere il problema: lo scontro a fuoco. All’inizio dell’avventura, a causa del grado basso e delle poche armi a disposizione, sarà consigliato un approccio più silenzioso usando le uccisioni stealth e nascondendo i cadaveri. Questo metodo sarà agevolato anche dalla scarsa intelligenza artificiale che va un po’ a smorzare la tensione, anche a causa di bug minori che vedono i nemici suicidarsi o bloccarsi. Nell’approccio stealth ovviamente non mancheranno i soliti indicatori di allerta presenti negli ultimi titoli della serie, inoltre si potrà usufruire di alcune coperture per affacciarsi e sbirciare i movimenti degli avversari . Inoltre è presente la, ormai ben nota ai fan, camera per segnalare i bersagli che in Far Cry 6 si rivela sempre essere utile, ma questa volta con una marcia in più. Quest’ultima, infatti, oltre a segnalare i soldati nemici, indicherà anche il suo grado, i punti deboli e le eventuali abilità. A livello estetico l’ultima fatica di Ubisoft non stupisce, infatti nonostante il gioco sia in sviluppo da molti anni, prima ancora dell’arrivo delle console attuali, graficamente non fa gridare al miracolo. Nulla di mostruoso ovviamente, ma comunque nel complesso deludente. Su Xbox Series X, nonostante il download del pacchetto di textures HD, il risultato finale è di poco superiore a quanto già visto in Far Cry 5. I dettagli sono moderatamente notevoli sulla breve distanza, e scendono a livello di texture piatte nel raggio di una trentina di metri. Salire su una posizione elevata significa vedere un bel pezzo del panorama in stile 2009, se non peggio. Ci sono momenti visivamente intriganti, soprattutto di notte, e il gioco è sempre fluido durante l’azione, ma la next-gen sarà sicuramente come si deve nel prossimo capitolo della saga. Guardando invece i filmati in game sono evidenti due fattori: le ottime interpretazioni del doppiaggio originale e l’espressività dei volti che lascia assai a desiderare. Un difetto che può anche essere visto come marginale, ma che comunque va segnalato. Far Cry 6 presenta testi, menu e sottotitoli in italiano ma il parlato è in inglese. Un grosso cambiamento rispetto ai capitoli precedenti, tutti doppiati nella nostra lingua e quindi molto più comprensibili a livello di trama specialmente da chi mastica poco la lingua di oltremanica. Tirando le somme Far Cry 6, nonostante i difetti elencati, è un titolo che ha cercato di rinnovarsi e ha provato a integrare il solidissimo gameplay con alcune interessanti aggiunte. La trama segue gli standard dei capitoli precedenti con molti colpi di scena ed uno scontro interessante tra un gran protagonista ed un gran antagonista. Tutto questo unito alla classica caccia ai collezionabili, componente amata dai completisti, e alle tantissime cose da fare dà vita a un ecosistema interessante e assolutamente godibile per molte e molte ore di gioco.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8

Sonoro: 8

Gameplay:

Longevità: 8,5

VOTO FINALE: 8

Francesco Pellegrino Lise




Il Nokia 6310 “rivisitato” arriverà in Italia e ci sarà anche Snake

Nokia dà il via alla sua “operazione nostalgia” con il cellulare 6310. Presentato ufficialmente la scorsa estate, l’azienda ha ufficializzato l’arrivo anche in Italia del telefonino, in versione 2021. Il design riprende la livrea dell’originale anche se sotto la scocca emergono un paio di elementi di differenziazione con il modello apparso per la prima volta nel 2001, venti anni fa. Il successore ha un display da 2,8 pollici e una batteria rimovibile da 1.150mAh. Il Nokia 6310 permette di navigare sul web e di scattare foto con il sensore da 0,3MP. Non mancano il jack audio da 3,5 mm, il doppio slot SIM, la radio FM e il riproduttore di file MP3.

Spazio anche per l’iconico videogame Snake, già apparso in veste rinnovata sulle precedenti operazioni nostalgia di Nokia, che negli anni scorsi ha dato nuova forma ai vari 3310, 8110, 6300 e Nokia 8000. Il 6310 è un cosiddetto ‘feature phone’, senza la possibilità di accedere ad app avanzate come i comuni smartphone ma può comunque contare sulla connettività 4G, Bluetooth 5.0, 16 MB di RAM e 8 GB di spazio di archiviazione a disposizione dell’utente, espandibili fino a 32 GB con MicroSD. Dietro la realizzazione del cellulare c’è HMD Global, azienda finlandese che ha acquisito il marchio Nokia nel dicembre 2016, due anni dopo il primo passaggio dello storico brand, sull’orlo del fallimento, a Microsoft. Nokia 6310 è già in vendita a 59 euro nei colori Black e Dark Green. “Il nuovo Nokia 6310 riprende l’iconica silhouette dell’originale e lo aggiorna con alcune nuove aggiunte come un grande schermo curvo, una migliore leggibilità e accessibilità, oltre a una serie di funzionalità classiche. È costruito con un guscio resistente, quindi può sopportare gli urti della vita” ha spiegato l’azienda.

F.P.L.




Call of Duty Black Ops e Warzone celebrano Halloween

Call of Duty abbraccia ancora una volta la paura celebrando l’evento di Halloween 2021. Il periodo più terrorizzante dell’anno torna ancora una volta, e con sé si porta dietro tutta una serie di eventi unici a tema “Dolcetto o Scherzetto?” ma che strizzano l’occhio ai classici dell’horror hollywoodiano. L’evento The Haunting ha debuttato in Call of Duty Warzone e Black Ops Cold War il 19 ottobre, e offre ai giocatori dei due FPS tutta una serie di contenuti fra cui diversi cambiamenti nelle modalità multigiocatore sia nel battle royale che in Zombies. Non mancano anche nuovi oggetti estetici a tema horror e un paio di nuove skin che si rifanno a due icone del genere horror amatissime. Parliamo di Ghost Face della saga di Scream e Frank, il coniglio presente in Donnie Darko.

Nello specifico, durante l’evento sono presenti modalità esclusive in Zombies, Warzone e nel multiplayer classico di Black Ops Cold War oltre alla solita serie di sfide il cui completamento consente ai giocatori di accaparrarsi gratuitamente progetti per le armi, ciondoli e orologi. Proprio come il pugnale “Sai” nell’evento I Numeri, questa volta verrà messa in palio anche una nuova arma, ovvero il fucile d’assalto Lapa, il quale potrà essere sbloccato anche in un secondo momento tramite il completamento di un obiettivo in qualsiasi modalità del gioco. Anche il negozio accoglie dei bundle a tema Halloween e verranno proposte le skin di Scream e Donnie Darko, entrambe collaborazioni con importanti pellicole. Il team di sviluppo pubblicherà anche costumi inediti come Necro Queen, Disciple of Mayhem e Ghost of War. A differenza di tutte le altre skin, Ghost of War sarà completamente gratuita per tutti i giocatori che preordineranno la versione digitale di Call of Duty Vanguard nel periodo compreso tra il 22 ottobre e il 2 novembre 2021.

F.P.L.




Tinder più sicuro, arrivano due nuove funzioni contro le molestie

Tinder, la popolare app per incontri, ha introdotto due nuove funzioni per prevenire le molestie sull’app. Si tratta di “Questo messaggio ti infastidisce?” e “Vuoi ripensarci?”. Queste due feature si aggiungono alla lista di opzioni di sicurezza che Tinder ha lanciato negli ultimi anni e che mirano a fornire maggiore sicurezza agli iscritti. “Questo messaggio ti infastidisce?” fornisce supporto ai membri quando viene rilevato un linguaggio molesto in un messaggio appena ricevuto. La funzione riconosce, sulla base di un’intelligenza artificiale con apprendimento autonomo e supportata dai feedback degli utenti, se è il caso di segnalare un testo considerato molesto. Quando un membro di Tinder risponde “sì” alla domanda “Questo messaggio ti infastidisce?”, avrà la possibilità di segnalare il comportamento della persona che lo ha contattato. Secondo Tinder, i primi test hanno mostrato un aumento del 46% del numero di segnalazioni per messaggi inappropriati, con gli iscritti che si sentono più legittimati e supportati nel segnalare i comportamenti scorretti. “Vuoi ripensarci?” agisce allo stesso modo, ma dal lato di chi sta inviando il messaggio. L’intelligenza artificiale interviene in modo proattivo per avvertire il mittente che il suo testo potrebbe risultare offensivo, chiedendogli di pensarci due volte prima di premere invio. “Vuoi ripensarci?” avrebbe già ridotto il linguaggio inappropriato nei messaggi inviati per oltre il 10% di chi ha ricevuto la notifica. “Le parole sono potenti quanto le azioni e oggi vogliamo ribadire ulteriormente che nessun tipo di molestia avrà mai spazio su Tinder”, ha affermato Tracey Breeden, Head of Safety and Social Advocacy per Tinder e Match Group”. Per continuare a inviare e ricevere messaggi sulla piattaforma, gli utenti dovranno dare il consenso ai filtri. In assenza di ciò, si potrà continuare a fare Swipe e Match con gli altri ma senza poter gestire le chat dirette. La ricerca di un partner è sempre più sicura e Tinder si prende ancora una volta cura dei propri user per far si che tutto avvenga nel massimo rispetto delle persone.

F.P.L.




Roma, Auditorium Parco della Musica: riflettori accesi sul premio Virna Lisi

Tra gli ospiti eccellenti della serata Patty Pravo che si esibirà in alcuni brani iconici che fanno parte della storia musicale del nostro paese

Giunto alla VI edizione torna, dopo la pausa forzata del Covid, il Premio Virna Lisi – Premio migliore attrice italiana, indetto dalla Fondazione Virna Lisi in collaborazione con Fondazione Musica per Roma e CityFest, il programma di eventi culturali della Fondazione Cinema per Roma presieduto dalla Presidente Laura Delli Colli e dal Direttore Generale Francesca Via.

Il Premio è nato sei anni fa per volontà del figlio della grande attrice Corrado Pesci e di sua moglie Veronica per alimentare ed onorare il suo ricordo nel cuore delle persone che l’hanno amata e seguita durante tutta la carriera.

Sul podio hanno ritirato la scultura del Maestro Ferdinando Codognotto, le eccellenze femminili del cinema italiano, attrici illustri che si sono contraddistinte per i ruoli che hanno interpretato come Margherita Buy, Paola Cortellesi, Monica Bellucci, Claudia Gerini ed Elena Sofia Ricci.

Quest’anno la premiazione si terrà sabato 6 novembre alle ore 19.30 (l’attrice nasce l’8 novembre ad Ancona) presso l’Auditorium Parco della Musica nella sala Petrassi e sarà presentata da Pino Strabioli, con la regia Luigi Parisi e la direzione artistica di Davide Minnella.

Tra gli ospiti eccellenti della serata la straordinaria Patty Pravo che si esibirà in alcuni brani iconici che fanno parte della storia musicale del nostro paese, un omaggio del corpo di ballo dedicato alla mitica e indimenticabile Raffaella Carrà e la musica del giovane Jacopo Mastrangelo.

Riceverà il premio di questa sesta edizione Micaela Ramazzotti, attrice di talento capace di interpretare con la stessa intensità ruoli sia drammatici che comici, rivelando un’elevata gamma di colori e di sfumature che la rendono unica.

Dice emozionata la Ramazzotti: “Cara Virna Lisi, il tuo nome suona come quello di un fiore raro, forte e prezioso. Una volta ti ho incrociata in un corridoio della Fonoroma, sgranai gli occhi come quando ci si trova davanti a un mito. Magnifica. Quello sguardo limpido, regale. Quel sorriso amaro che sembrava prendere in giro la tua stessa bellezza. La malinconia elegante, attraversata dall’energia di una ribellione. Il tuo esser scappata dalla bambola seducente che Hollywood aveva in mente per te. Nei tuoi ultimi anni eri la madre e poi la nonna che avremmo tutti voluto. Sei stata di tutti, sei stata anche mia. Mi sono sempre portata nel cuore quel tuo sguardo di profonda umanissima comprensione delle persone e della vita. E nelle orecchie ho la tua voce, calda, intima, empatica. Quella volta che incrociai la meraviglia dei tuoi occhi, per un brevissimo istante, mi sentii guardata. E compresa e perdonata.

Grazie per questo bellissimo premio che porta il tuo nome”.

Nel corso della serata saranno assegnati anche il premio speciale alla carriera per la regia a Liliana Cavani e quello per la produzione cinematografica a Federica Lucisano. Ogni premio sarà consegnato da personalità del mondo della cultura e dello spettacolo italiano.

La Fondazione oltre a mantenere vivo il ricordo di Virna Lisi attraverso il Premio, sostiene progetti volti alla conservazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo riguardante l’attrice, ma anche il restauro di quei film della storia del cinema italiano che si stanno perdendo, contribuendo così al riconoscimento del talento artistico italiano nel panorama internazionale.

Si propone anche l’obiettivo di consegnare ogni anno una borsa di studio a ragazzi meritevoli che vorrebbero studiare per entrare nel mondo dello spettacolo ma non hanno i mezzi economici per farlo, contribuendo a mantenere vivo il desiderio e la passione per il cinema nei giovani.

Virna Lisi nella sua lunga carriera ha vinto 2 David di Donatello, 6 Nastri d’Argento, un Globo d’Oro e 3 Grolle d’Oro oltre a diversi Premi onorari, David di Donatello speciale alla Carriera, un Globo d’Oro, una Grolla d’Oro e un Ciak d’Oro alla Carriera. Nel 1994 al Festival di Cannes ha vinto il Prix d’Interprétation Feminine per la sua interpretazione ne “La regina Margot” di Patrice Chéreau che le è anche valso, prima attrice non francese della storia, un César per la migliore attrice non protagonista.




Cambiamenti climatici, uragano nel mediterraneo: Anbi presenta il piano di interventi per il sud Italia

“Necessaria una cultura della prevenzione civile”

“Il finora sconosciuto arrivo di un cosiddetto uragano mediterraneo sulle regioni meridionali dell’Italia, creando già drammatiche conseguenze in Sicilia e Calabria, evidenzia l’urgenza, dettata dalla crisi climatica, di una politica di prevenzione civile, che deve interessare la società nel suo complesso: dai corretti comportamenti individuali in caso di eventi meteo estremi a nuove tipologie costruttive, da una più equilibrata pianificazione urbanistica ad un grande piano di investimenti per la salvaguardia del territorio. Invece, non si riesce neppure ad approvare la legge contro lo sfrenato consumo di suolo, che aumenta esponenzialmente il rischio idrogeologico”: ad indicare l’urgenza di un’assunzione di responsabilità collettiva per contrastare l’incedere della crisi climatica è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).

“Sono gli eventi a chiamarci a nuove responsabilità – sottolinea Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – I Consorzi di bonifica ed Irrigazione sono antenne sensibili alle trasformazioni del territorio e da questa capacità è nato il Piano di Efficientamento della Rete Idraulica del Paese, presentato nel 2019 e tassello di una politica di interventi per aumentare la capacità di resilienza delle comunità. Nel Sud Italia, in questi giorni in allarme idrogeologico, sono previsti 277 progetti definitivi, cioè ad avanzato iter procedurale: 222 interessano la manutenzione e l’adeguamento del reticolo idraulico, lungo oltre 80.000 chilometri, mentre 55 riguardano gli invasi, che sono determinanti per contenere le acque di pioggia, riducendo il rischio di allagamenti e creando, in una logica di multifunzionalità, riserve idriche per i periodi di siccità; in questo quadro è previsto l’aumento di capacità per 45 bacini in attività, grazie all’asporto di oltre 68 milioni di metri cubi di sedime depositato sui fondali. Oltre a ciò, si prevede l’attivazione di 6 serbatoi da anni non completati e la realizzazione di ulteriori 4 per una capacità complessiva di oltre 231 milioni di metri cubi. Il tutto, grazie ad un investimento di circa 1 miliardo e 900 milioni in grado di garantire quasi 9.500 posti di lavoro. Come sempre – conclude il DG di ANBI – mettiamo la nostra capacità progettuale a servizio dei soggetti decisori, invitando a fare presto per uscire dalla sterile logica della dichiarazione dello stato di calamità che molto preoccupa anche le giovani generazioni per il loro futuro.”




Cittaducale, concessionaria vende auto da rottamare all’insaputa del proprietario: 3 persone denunciate per truffa e falso in atto pubblico

CITTADUCALE (RI) – Tre persone sono state denunciate dai Carabinieri di Cittaducale per truffa e falso in atto pubblico.

Tutto comincia lo scorso luglio quando i tre, titolari di una concessionaria di Rieti, vendono un’auto ad un ignaro acquirente ritirando il suo usato per la successiva rottamazione.

Dopo qualche mese però quel veicolo, destinato alla demolizione, viene notato dal proprietario circolare nella zona industriale di Cittaducale.

La situazione viene immediatamente segnalata ai Carabinieri che, dopo vari accertamenti, ricostruiscono la vicenda scoprendo che la concessionaria, invece di procedere alla rottamazione dell’utilitaria, ancora in buone condizioni, tacendo le loro intenzioni al proprietario, l’avevano venduta ad un giovane reatino, incassandone non solo il prezzo d’acquisto, ma anche un ulteriore importo come commissione per l’intermediazione nella transazione commerciale tra vecchio e nuovo proprietario.

Provvedevano quindi alla formalizzazione della vendita e alla registrazione presso il pubblico registro tramite una locale agenzia di pratiche auto. Tutto regolare, se non fosse stato che per la stipula di quegli atti avevano palesemente falsificato la firma dell’ignaro proprietario, il quale, non al corrente dell’avvenuta compravendita, non aveva neanche incassato nulla.
I due venditori e la responsabile dell’agenzia, residenti nella provincia di Rieti, dovranno ora rispondere del reato di truffa e falso in atto pubblico.




Pensioni, Ottorino Ferilli: “Un tema per cui c’è bisogno di condivisione”

Ottorino Ferilli, già Sindaco per due mandati a Fiano Romano, interviene su una tematica di queste ore attraverso la sua seguitissima pagina Facebook dove ormai sempre più frequentemente snocciola temi di interesse collettivo con un occhio di riguardo sempre aperto su giovani e donne.

“Gli interrogativi delle persone che per una vita hanno lavorato sono intensi e a tempo determinato. – Scrive Ottorino Ferilli sulla sua pagina Facebook – A dicembre – prosegue – andrà in scadenza “Quota 100” (la somma di 62 anni di età e 38 di contributi) con tre scalini per tornare poi alle regole in vigore fino al 2018, al decreto Fornero per intenderci. Il governo dovrà mettere a punto un nuovo piano previdenziale che preveda anche l’ipotesi di un’uscita anticipata dal lavoro che riguardi però, e lo spero vivamente, una forchetta più ampia di destinatari e che incida su quelle soluzioni aggiuntive che amplino misure a favore di chi è impegnato in mansioni faticose e l’uscita anticipata dalle aziende simultaneamente all’assunzoine dei giovani. “Quota 100” ha probabilmente avuto i suoi pro e contro ma in questa sede non voglio prendere alcuna parte se non fare una riflessione da condividere.
DOVREMMO PRETENDERE DI PIÙ come l’ampliamento della gamma dei lavori usuranti, predisporre un fondo per i pensionamenti nelle PMI e che l’ipotesi di aumentare gli anni di contributi sia ben regolamentata. E un’altra considerazione non è trascurabile: non tutti i lavori sono uguali e porre attenzione sul diverso impatto che hanno sulla salute e sull’equilibrio psicofisico delle persone è fondamentale. La riforma pensioni, inoltre, non potrà non tenere conto delle esigenze delle DONNE, dei RAGAZZI, dei SOGGETTI FRAGILI e soprattutto dovrà essere largamente trattata e condivisa con le Associazioni, con i sindacati e con tutte le parti sociali. Questi sono temi per cui è necessario farci assolutamente sentire.
Il LAVORO è un diritto costituzionalmente garantito e garantire una pensione equa e misure efficaci che promuovano una DIGNITOSA USCITA è fondamentale. LE ORE, LE GIORNATE… IL TEMPO DI TUTTE LE PERSONE È PREZIOSO!”




Manovra di bilancio, sindacati convocati da Draghi per oggi pomeriggio

Le prossime ore serviranno dunque a trovare, con la maggioranza e con le parti sociali, una difficile intesa sui tanti nodi ancora da sciogliere, a partire dal meccanismo per superare Quota 100

Mario Draghi chiama i sindacati sulla Manovra. Il presidente del Consiglio ha convocato i vertici di Cgil, Cisl e Uil per oggi pomeriggio, alle 18, a Palazzo Chigi. Sul tavolo ci sarà, appunto, la Legge di Bilancio.  Il tavolo con i sindacati, che hanno già bocciato la proposta del governo sulle pensioni, e una riunione della cabina di regia dovrebbero precedere l’approdo della manovra in Consiglio dei ministri. 

Ma resta alta la tensione nella maggioranza sul delicato tema delle pensioni: un fronte questo che sembra destinato a rimanere aperto perlomeno fino a giovedì quando dovrebbe essere convocato il Consiglio dei ministri per l’approvazione della legge di bilancio.  

Ieri Draghi ha ricevuto a Palazzo Chigi Matteo Salvini per parlare di fisco e pensioni. E’ stato un “lungo e positivo colloquio”, stando a quanto riferiscono dalla segreteria leghista. Il leader della Lega ha “illustrato le sue proposte per rilanciare il Paese e difendere lavoro e pensioni”, si sottolinea.   La Lega, in particolare, propone che venga istituito un fondo destinato alle aziende con meno di 15 dipendenti per aiutare i loro lavoratori ad andare in pensione dopo la fine di ‘quota 100′. E’ quanto ha detto Salvini a Draghi nell’incontro. Le prossime ore serviranno dunque a trovare, con la maggioranza e con le parti sociali, una difficile intesa sui tanti nodi ancora da sciogliere, a partire dal meccanismo per superare Quota 100.

Il governo ha fissato i suoi paletti con il Documento programmatico di bilancio (Dpb) inviato a Bruxelles: per ciascun capitolo della manovra sono state definite le grandi cifre e – il messaggio è chiaro – non si intende stravolgere quell’impianto. Ma la tensione in maggioranza si alza su come usare i fondi. Anche perché Enrico Letta dice no al sistema delle Quote che è invece fortemente voluto dalla Lega e chiede di intervenire con un meccanismo flessibile, in particolare per lavori gravosi e donne.     L’esecutivo ha respinto la proposta di Matteo Salvini di applicare Quota 102 per due anni, perché creerebbe uno scalone. Si starebbe lavorando su un meccanismo con età fissa di uscita a 64 anni fino al 2024 e contributi crescenti. L’idea potrebbe essere più gradita ai Dem ma non convincerebbe ancora i leghisti, che però dicono di voler trattare e lanciano le loro contro-proposte.    

Dunque giovedì è la data più plausibile, anche perché da venerdì il premier è impegnato nel G20.   Matteo Salvini, che con Silvio Berlusconi riunirà i ministri di Lega e Fi sulla manovra, si dice pronto a incontrare Draghi per affrontare i temi aperti. E un colloquio, secondo fonti parlamentari, potrebbe esserci anche con il leader M5s Giuseppe Conte, che preme per la proroga (ad oggi non prevista) del ‘suo’ cashback.  

Per tutto il weekend è andato avanti il lavoro dei tecnici, con contatti informali con i ‘luogotenenti’ dei partiti.   Ma il nodo resta quello delle risorse, perché per aumentare (si parla di circa un miliardo) i fondi della Manovra, bisogna trovarli o toglierli altrove. Ancora da definire è anche il capitolo del taglio delle tasse, tanto spinoso che la decisione potrebbe essere rinviata all’iter parlamentare della manovra: Draghi e Franco vorrebbero destinare gli 8 miliardi disponibili a tagliare il cuneo per i lavoratori, ma centrodestra e imprese insistono per cancellare o almeno ridurre l’Irap. Sul capitolo dei bonus si annuncia un’altra battaglia. Perché l’estensione al 2023 dell’incentivo al 110% non solo per i condomini ma anche per le villette, come chiedono tutti i partiti, avrebbe costi troppo elevati, secondo le stime del governo. Non è escluso che alla fine venga concessa una proroga di pochi mesi – da giugno a dicembre 2022 – anche per le abitazioni unifamiliari, ma le perplessità dell’esecutivo restano, visto che la misura nel lungo periodo è insostenibile e la ripresa dell’economia la rende meno essenziale a spingere il settore edile.

Il Pd, con il ministro Dario Franceschini, insiste anche per il bonus facciate, già bocciato in Consiglio dei ministri da Draghi, anche con una riduzione della percentuale dal 90% al 70%.




Vaccinazioni anti Covid, Sileri: “Terza dose necessaria per tutti”

“Prima toglieremo l’obbligo del distanziamento, poi le mascherine e infine il green pass” 

“Per chi ha fatto Johnson&Johnson servirà un richiamo in tempi molto brevi: a sei mesi dalla vaccinazione si inizierà a procedere, tenendo in considerazione l’età, ma verosimilmente una terza dose sarà necessaria per tutti”. Lo dice il sottosegretario al ministero della Salute Pierpaolo Sileri, su Radio Capital. 

“Entro l’anno – aggiunge Sileri – si procederà con la terza dose per anziani e personale sanitario, poi da gennaio il resto della popolazione, scaglionato in base a quando è stata somministrata la prima e la seconda dose. L’Aifa può accelerare questo percorso, ma è auspicabile una scelta condivisa di tutta Europa: c’è un boom di contagi in alcuni paesi europei, anche se possono sembrare paesi lontani, il rischio c’è anche per noi, perché con l’aumento dei casi aumenta il rischio che si diffondano nuove varianti”.

Green pass

Il green pass obbligatorio “lo toglieremo – prosegue il sottosegretario – ma non ora. Bisogna procedere per gradi. Prima toglieremo l’obbligo del distanziamento, poi le mascherine e infine il green pass. Il vaccino obbligatorio non servirebbe, non convincerà i no vax a vaccinarsi”. Sileri spera anche in un vaccino per proteggere i bambini dal Covid: “Dipenderà dagli enti regolatori, ma io a mio figlio lo farei senza dubbio”.




Rocca Priora RDP (calcio, Promozione), Troisi all’ultimo respiro: “Una vittoria che fa morale”

Rocca Priora (Rm) – Il volo del Rocca Priora RDP continua. La squadra castellana ha piegato per 3-2 la Virtus Roma Club nel match disputato domenica sul manto (rimesso a nuovo) del “Montefiore”. A decidere la sfida è stato un gol allo scadere dell’esterno classe 1989 Paolo Troisi, al debutto in campionato dopo aver scontato una squalifica. “Una vittoria che fa morale e che ci farà lavorare con entusiasmo e serenità per preparare la prossima gara di lunedì 1 novembre. C’erano tanti scontri diretti in questo turno ed era importante vincere. Inoltre abbiamo ancora qualche assenza importante e nell’occasione Scacchetti ha potuto giocare solo uno scampolo di partita nel finale”. Troisi racconta nel dettaglio la gara con i capitolini: “Era la prima gara sul nostro campo e devo dire che la società ha fatto un buon lavoro sul terreno di gioco. Non abbiamo sottovalutato gli avversari e siamo entrati in campo nel modo giusto, ma purtroppo gli ospiti sono passati per primi in vantaggio. Abbiamo avuto una reazione da squadra vera e con una doppietta di Nuzzi a cavallo dell’intervallo siamo riusciti a ribaltare il risultato. A quel punto forse ci siamo un po’ adagiati e loro ci hanno messo in difficoltà, pareggiando i conti e sfiorando addirittura il gol del vantaggio. Poi nel finale ho sfruttato un assist perfetto di Filiberto Trinca e sono riuscito a bagnare nel migliore dei modi il mio debutto in campionato”. Il Rocca Priora RDP è ai vertici del girone D dopo quattro giornate di campionato: “L’inizio di stagione è stato sicuramente positivo nonostante le tante assenze che ci hanno condizionato. Ora siamo già con la testa a Torrenova: giocheremo contro una buonissima squadra che conosco bene essendo un ex. Hanno una società ambiziosa e tanti giocatori validi, ma andremo a giocarcela con le nostre carte, magari recuperando anche qualche altra pedina”. La chiusura è sul suo inserimento nell’ambiente del club castellano: “Conoscevo a livello personale e non calcistico i fratelli Guazzoli e ho scoperto due persone estremamente preparate, appassionate e professionali. Sono molto contento della scelta fatta in estate e dell’ambiente che ho trovato qui”.