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Trieste, dopo manifestazioni no green pass è boom di contagi: si ipotizza divieto a manifestare fino al 31 dicembre

Fedriga: “Basta idiozie, vaccino c’è e funziona”

“Siamo vicini alla zona gialla. E’ un momento molto grave in cui non c’è più rispetto delle regole, ora basta. Chiederò il rispetto delle regole e lo farò anche al limite della legge”. Lo ha detto il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza intervenendo a una conferenza stampa, trasmessa anche sui social, in cui sono state preannunciate misure restrittive del diritto a manifestare dopo il boom di contagi legato alle manifestazioni no green pass. “Quello che ho  visto nelle ultime settimane – ha aggiunto – non solo ha danneggiato l’immagine della città ma rischia di farci tornare indietro e questo sarebbe una follia. Finiamola con le manifestazioni che hanno portato a questo disastro. Non è più tollerabile che poche persone danneggino la città dal punto di vista dei contagi e dell’immagine. Mai avrei pensato di vedere nella mia vita quello che ho visto in Piazza Unita’ d’Italia con la gente che addirittura ci dormiva. Non poteva che succedere quello che è successo”.

Fedriga: “Basta idiozie, vaccino c’è e funziona”

“Stiamo facendo questa battaglia proprio per evitare nuove restrizioni. Perché se tutti rispettano le regole i rischi si abbassano. Peraltro qualcuno dice ‘andando in autobus c’è lo stesso rischio delle manifestazioni’. No, perché in autobus stai con la mascherina, non urli e non canti in faccia al tuo vicino, quasi sempre sei vaccinato. Nelle manifestazioni non sono vaccinati, sono senza mascherina, urlano e cantano tutto il tempo”. Lo ha detto il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, in conferenza stampa facendo il punto sulla risalita dei contagi, in particolare a Trieste. “Basta idiozie! La gente non sicura perché qualche pagliaccio va a raccontare menzogne e a spaventare cittadini. Il vaccino c’è, funziona e ha pochissimi controindicazioni” ha detto Fedriga ribadendo che “non si può tornare a mesi fa e che bisogna smetterla di “fare danno alla salute e all’economia di questo territorio”. Il vaccino, “lo dico chiaramente, non è sperimentale”, ha concluso.

Prefetto: “E’ il momento di comprimere libertà di manifestare”

In Piazza Unità d’Italia non potranno svolgersi più manifestazioni fino al 31 dicembre. Insieme con la zona di San Giusto, dove già vige un obbligo di questo tipo, anche un altro dei luoghi più noti della città sarà chiuso a cortei e assembramenti vari. Lo ha annunciato il prefetto di Trieste, Valerio Valenti, come una misura che il Comitato ordine e sicurezza pubblica, riunito in queste ore, si appresta a varare, in seguito alla peggiorata situazione sanitaria a Trieste.  La disposizione sarà varata “in base alla direttiva Maroni del 2009 e non riguarderà manifestazioni che dovessero essere organizzate dal Comune o altre come la Barcolana”, ha spiegato Valenti. Allo studio, inoltre, ha indicato il Prefetto, ci sono forti sanzioni agli organizzatori di manifestazioni in cui non vengono rispettati gli obblighi di legge come distanziamento tra le persone e obbligo di mascherina.   Alla riunione del Comitato di oggi ne seguirà un’altra domani cui parteciperanno esponenti istituzionali dell’intera regione allo scopo di avere “il massimo coordinamento possibile”.   Valenti ha detto che “tra diritto alla salute e diritto a manifestare prevale il primo, quindi occorre individuare forme per cui non si reprime il diritto a manifestare ma lo si comprime e lo si limita, alla luce di evidenze scientifiche” secondo le quali le manifestazioni hanno contribuito a creare un grande focolaio epidemiologico in città.   L’imperativo è “evitare la zona gialla e poi dopo ancora il peggio”.

Contagi, sale a 93 il numero dei partecipanti contagiati. Dati come autunno 2020

E’ salito a 93 il numero di persone contagiate dal Covid che hanno partecipato alle manifestazioni no green pass a Trieste. Lo ha comunicato l’epidemiologo Fabio Barbone, a capo della task force del Friuli Venezia Giulia, nel corso di una conferenza stampa in cui sono state annunciate misure restrittive del diritto a manifestare. “Sono persone che, al momento del tampone, hanno autodichiarato di avere preso parte a queste manifestazioni tra cui una parte minimale era lì per obblighi di lavoro. Sono per lo più soggetti non vaccinati, che, da quanto si vede nei video, erano senza mascherine, non operavano il distanziamento e sono state a contatto gomito a gomito per molte ore anche in situazioni che favoriscono il contagio, come cantare e urlare” ha chiarito il medico. “L’aumento dei nuovi casi a Trieste è esponenziale”. ha detto il responsabile task force sanitaria regionale, Fabio Barbone. “Si sale molto rapidamente e si scende molto lentamente”. Nell’ultima settimana in “provincia di Trieste si sono registrati 801 nuovi casi, il doppio della settimana precedente”. Questo “ha portato a un tasso di infezione di 350 casi per 100mila abitanti negli ultimi 7 giorni, poco meno del triplo rispetto al resto della regione. Il dato di incidenza ci fa tornare indietro alla primavera 2021 e all’autunno 2020”, ha aggiunto. Ora, “la variabile tempo è fondamentale”.  “L’andamento nelle ultime 4 settimane è di progressivo aumento dei tassi di incidenza ma nell’ultima settimana in particolare c’è stato un ulteriore aggravamento della situazione”, ha spiegato Barbone. Un dato “di particolare preoccupazione” e che non si spiega soltanto con il fatto che”in Fvg si fanno più tamponi che altrove”. Il dato registrato stamani, ad esempio, “mostra ad oggi il superamento della prima soglia delle terapie intensive, cioè del 10% dei posti letto occupati: siamo a 18 in Fvg; comunque ancora lontani dal superamento della soglia che determina il cambio del colore”. Per quanto riguarda la copertura vaccinale – “l’intervento più efficace” – il “Fvg è di alcuni punti inferiore al dato nazionale e quello della provincia di Trieste è di 5 punti inferiore al Fvg. Le classi di età nelle quali è evidenziata la minore copertura vaccinale sono tra i 40 e i 70 anni. 




Israele, richiami vaccinali: crollano le infezioni da Covid

Dopo mesi di preoccupazione per una risalita dei contagi dopo la prima fase della campagna vaccinale. Israele tira un sospiro di sollievo.

Le infezioni Covid si sono ridotte in seguito al massiccio intervento di richiami vaccinali. E’ stato quindi possibile riaprire le frontiere e i turisti hanno ripreso ad atterrare all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv.

Per i viaggiatori permane però l’obbligo di fare un tampone prima della partenza e un altro all’arrivo.




Zagarolo, beccati a spacciare tentano la fuga con l’auto noleggiata: arrestati 2 pusher

ZAGAROLO (RM) – In manette due persone, di nazionalità italiana, di 19 e 33 anni, il più grande con precedenti.

La scorsa notte, in via Catalani a Zagarolo, in località Valle Martella, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Frascati hanno notato i due cedere dello stupefacente ad un 39enne, che è stato identificato e segnalato quale assuntore.

Nella circostanza i due arrestati hanno cercato di fuggire a bordo di una vettura a noleggio, ma sono stati poco dopo rintracciati dai militari. A seguito della perquisizione personale e domiciliare sono stati trovati in possesso di 4 dosi di cocaina del peso di circa 2 grammi e di ulteriori 8 dosi di hashish del peso di 4 grammi, nonché della somma contante di 660 euro, ritenuta provento della pregressa attività di spaccio.

Dopo l’arresto i due sono stati condotti presso le rispettive abitazioni, agli arresti domiciliari, in attesa del rito direttissimo. Gli altri arrestati sono stati invece trattenuti in caserma in attesa di essere sottoposti al rito direttissimo. Tutta la droga e il denaro rinvenuti nelle diverse attività sono stati sequestrati. 




Nemi, Speco di San Michele: presentato “Quaderni nemorensi 11”

La guida destinata ai visitatori che intendono conoscere la storia e comprendere al meglio i vari affreschi che decorano le pareti dello Speco di San Michele

NEMI (RM) – Presentato a Nemi “Quaderni nemorensi 11” la guida destinata ai visitatori che intendono conoscere la storia e comprendere al meglio i vari affreschi che decorano le pareti dello Speco di San Michele.

All’incontro, che si è tenuto lo scorso sabato nella sala grande del convento dei Mercedari in Nemi, sono intervenuti Maria Manis Priore della Confraternita, Roberto Libera Direttore del Museo Diocesano di Albano, Igor Baglioni Direttore del Museo delle Religioni R. Pettazzoni di Velletri, Azzurra Marinelli per il Progetto Turismo Lento della Regione Lazio e l’autore del libro il professore Claudio Mannoni.

Il romitorio o Speco di San Michele Arcangelo è uno dei luoghi meno conosciuti ma al tempo stesso più significativi di Nemi

Le origini di questo luogo di culto cristiano risalgono al periodo in cui Nemi si sviluppò come borgo fortificato, posseduto in feudo dai monaci dell’Abbazia romana delle Tre Fontane.

A quest’epoca risale il ciborio dell’altare, realizzato in stile romanico tra il XII ed il XIII secolo. Ma il santuario continuò ad essere frequentato almeno fino al 1480, epoca alla quale risalgono gli splendidi affreschi che decorano le pareti: in uno di questi affreschi compare anche una possibile veduta della Nemi dell’epoca, dominata dal suo castello feudale (oggi Palazzo Ruspoli). Negli anni dell’abbandono il romitorio divenne rimessa di attrezzi agricoli ed addirittura stalla, e gli affreschi furono vandalizzati.

Grazie all’opera di alcuni volontari lo Speco è stato completamente ripulito e chiuso dal cancello esistente per preservarlo da atti vandalici e da animali. Il piazzale antistante è stato trasformato in giardino, dove campeggia una croce alta 2,80 metri. Nei primi mesi di questo anno c’è stato il recupero di un percorso con staccionata, che parte dal sentiero delle Mole e che conduce allo Speco, realizzato dall’Amministrazione Comunale. Un secondo percorso, che scende dai giardini pubblici, è invece attualmente in cantiere.




Magliano Sabina, costringe la madre a stare in casa minacciandola con un bastone

MAGLIANO SABINA (RI) – I Carabinieri della Stazione di Magliano Sabina hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Rieti un 28enne rumeno per violenza privata aggravata.

È stata la Centrale Operativa di Poggio Mirteto ad attivare l’intervento immediato della pattuglia dell’Arma dopo aver ricevuto, tramite utenza 112, Numero Unico di Emergenza Europeo, una richiesta d’aiuto da parte di una donna rumena, aggredita e minacciata dal figlio mentre era impegnata nell’assistenza domiciliare ad un anziano di Magliano.

Il giovane, già noto alle forze di polizia, durante un’accesa discussione scaturita per futili motivi, aveva obbligato la madre 50enne e l’uomo da lei assistito a rimanere all’interno dell’abitazione contro la loro volontà, minacciandoli con un bastone. Desisteva soltanto grazie all’intervento dei militari dell’Aliquota Radiomobile di Poggio Mirteto e della Stazione di Configni, che riuscivano a riportarlo alla ragione, evitando, così, che il reato venisse portato a ben più gravi conseguenze. Il bastone utilizzato per le minacce è stato posto sotto sequestro.




Nemi, successo per la 12esima edizione di “Callaroste e vinu rosciu callo”

Fautore dell’iniziativa “U Rembombu” il gruppo di danza popolare fondato a Nemi negli anni ’80

NEMI (RM) – Successo ieri a Nemi per “Callaroste e vinu rosciu callo” la manifestazione arrivata alla 12esima edizione che ha offerto ai tanti visitatori una giornata all’insegna della cultura popolare e delle tradizioni oltre al piacere di stare insieme bevendo vinu rosciu callu (vino caldo addolcito con la frutta) e sgranocchiando callaroste (caldarroste).

Fautore dell’iniziativa “U Rembombu” il gruppo di danza popolare fondato a Nemi negli anni ’80. Il gruppo oltre ad essere portatore della cultura tradizionale, si è riproposto il fine di concorrere alla difesa dei connotati identitari della comunità locale, di concorrere alla difesa del binomio indissolubile natura e cultura che è fondamento della storia della collettività Nemese.

Un gruppo affiatato che rallegra con la propria musica, danze e il calore dell’amicizia la piazza di Nemi perché oltre al calore delle caldarroste rimane vivo il fuoco della tradizione.




Emesso francobollo dedicato a Bud Spencer

Un francobollo ordinario, appartenente alla serie tematica “le Eccellenze italiane dello spettacolo”, è stato dedicato a Bud Spencer ed è stato emesso ieri dal Ministero dello Sviluppo Economico, con una tiratura di trecentomila esemplari, relativo al valore della tariffa B pari a 1,10€.
Il francobollo è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente. Bozzetto a cura di a cura del Centro Filatelico della Direzione Operativa dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A.

La vignetta raffigura, entro la stilizzazione di una pellicola cinematografica che caratterizza la serie, un ritratto di Bud Spencer delimitato, in alto, dalla firma autografa dell’attore italiano.

Completano il francobollo le leggende “BUD SPENCER”, “(CARLO PEDERSOLI)” e “1929 – 2016”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”.

Il francobollo e i prodotti filatelici correlati, cartoline, tessere e bollettini illustrativi saranno disponibili presso gli Uffici Postali con sportello filatelico, gli “Spazio Filatelia” di Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Roma 1, Torino, Trieste, Venezia, Verona e sul sito poste.it.

Per l’occasione è stata realizzata anche una cartella filatelica in formato A4 a tre ante, contenente una quartina di francobolli, un francobollo singolo, una cartolina annullata ed affrancata e una busta primo giorno di emissione, al prezzo di 15€.




Covid, Vaia: “Casi in aumento ma senza allarme”

Speranza: “I numeri crescono, il Green pass serve ancora”

Sì alla corsia preferenziale per la terza dose anche a docenti e personale scolastico – rispettando i sei mesi di distanza dalla seconda – perché anche loro lavorano in ambienti a rischio, dice il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, intervistato dal Corriere. Il rialzo dei casi previsto, e le manifestazioni No vax non hanno giovato,riflette. Spiega che gli under 20 assorbono il 23% dei nuovi contagi: ‘E oltre a prendere il virus lo portano a casa’. Prematuro parlare di alleggerire o addirittura abolire il Green pass, ma ‘vivremo un Natale libero’. Imminente la decisione sulla seconda dose per chi ha fatto il monodose J&J: “Mi risulta che gli organismi tecnici siano orientati a prevedere un richiamo con un vaccino a mRNA, molto probabilmente almeno dopo due mesi dall’unica iniezione. Siamo nei tempi visto che queste persone si sono immunizzate tra aprile e maggio” ha ricordato il sottosegretario.

La campagna vaccinale: in Italia 89.851.272 somministrazioni

Sono 89.851.272 le dosi di vaccino somministrate in Italia, il 90% del totale di quelle consegnate, pari finora a 99.784.121 (nel dettaglio 71.161.190 Pfizer/BioNTech, 15.233.385 Moderna, 11.543.541 Vaxzevria-AstraZeneca e 1.846.005 Janssen). E’ quanto si legge nel report del commissario straordinario per l’emergenza sanitaria aggiornato alle 6.14 di oggi. Le persone che hanno ricevuto la terza dose addizionale sono 263.358, il 30% della popolazione potenzialmente oggetto di dose addizionale, mentre sono 1.316.568 (il 44,05% della popolazione) quelle oggetto di dose booster. Le persone che hanno avuto almeno una dose sono, invece, 46.630.490, l’86,34% della popolazione over 12 mentre quelle che hanno completato il ciclo vaccinale sono 44.779.642, l’82,91% della popolazione over 12.

Vaia: “Casi in aumento ma senza allarme”

“L’aumento dei casi era prevedibile ma non c’è da allarmarsi: sta arrivando la stagione fredda, che favorisce la  circolazione dei virus e la gente non usa più le mascherine”, dice il direttore sanitario dello Spallanzani, Francesco Vaia che, in una  intervista al Corriere della Sera lancia un appello: ”Bisogna  incrementare le vaccinazioni e renderle obbligatorie per chi è a  contatto con il pubblico”. ”Quello che bisogna fare oggi – rileva  Vaia – è spingere su due fasce di popolazione: soggetti fragili e anziani, ma anche su tutti i non vaccinati e gli immunizzati con una  sola dose, che purtroppo sono tanti. Il governo deve compiere  un’azione coraggiosa per prosciugare questo bacino e ampliare  l’obbligo vaccinale a chiunque ricopre funzioni a contatto con il  pubblico. E anche porre fine alla concezione del tampone come atto  strategico per ottenere il green pass: il test è una fotografia del  momento, non di ieri e non di domani. E non può surrogare il vaccino  che, lo ripeto ancora, si è dimostrato un’arma efficace. È arrivato il momento di infliggere il colpo del ko al Covid”. Sulla eventualità di vaccinare i bambini Vaia ribadisce che ”il mio non è scetticismo, il  mio è realismo. Non vedo la necessità di proteggere una fascia  anagrafica che non incide sulla curva epidemiologica. In Vaia: ”Serve l’obbligo vaccinale per chi lavora a contatto col pubblico”.

Speranza: “I numeri crescono, il Green pass serve ancora”

“Governo pronto ad un nuovo stato di emergenza se ce ne sarà la necessità e con la curva dei contagi in risalita il Green Pass “è fondamentale”. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, interviene dopo che da giorni si registra una ripresa del contagio da Covid: siamo passati in percentuale da un’incidenza di 30 casi per 100 mila persone a oltre 50 e anche l’Rt, l’indice di trasmissibilità, è passato da0,8 a poco sopra l’1. Una fase che comunque non stupisce gli esperti, dal momento che, come è noto, con la stagione invernale i virus a diffusione area hanno la possibilità di propagarsi dipiù.  Anche il monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità certifica che  cresce l’incidenza dei casi di Covid in tutta Italia, con alcune regioni più esposte come il Friuli Venezia Giulia che ha visto in una settimana raddoppiare il valore, ma nell’ultima settimana aumenta l’incidenza anche in tutte le fasce d’età e in particolare sotto i 12 anni, cioè nella parte della popolazione che ancora non può essere vaccinata: in totale il 24% dei casi è stato diagnosticato sotto i 20 anni.   Dunque davanti ai dati in risalita Speranza non esclude nè una proroga dello stato di emergenza nè dello stesso Green pass che-ricorda- “ci consente di tenere aperti tutti i luoghi della socializzazione, della cultura, i ristoranti, le scuole e le università: in un quadro epidemiologico diverso, faremo naturalmente tutte le valutazioni necessarie”.    In realtà prorogare l’attuale stato di emergenza è tecnicamente impossibile se non limitatamente fino al 31 gennaio del 2022: il governo tuttavia, se lo riterrà opportuno, potrà procedere per via parlamentare a emanare un provvedimento che preveda un nuovo stato di emergenza al quale sono ovviamente legati anche i protocolli riguardanti per esempio lo smartworking,  il rientro dei lavoratori nei rispettivi posti di lavoro e la cassa integrazione. Anche il Green pass, che ha spinto i vaccini, scadrà il 31 dicembre, come lo stato di emergenza, ma il governo potrebbe ragionare sul futuro della certificazione con un decreto a parte che ne proroghi gli effetti fino, ad esempio, all’estate.




Torino, maxi rave party nell’area industriale ex Fiat: partecipanti tentano di forzare sbarramenti delle forze dell’ordine

Due poliziotti in servizio presso il Reparto Mobile di Torino sono rimasti feriti

Ancora un rave party, questa volta alle porte di Torino. Sono migliaia i giovani che, rispondendo all’appello lanciato dagli organizzatori su Telegram, hanno raggiunto un edificio nell’area industriale (ex Fiat) abbandonata tra Borgaretto e Nichelino. Persone e mezzi che hanno causato non pochi disagi alla circolazione, costringendo i carabinieri, intervenuti con pattuglie anche dalle province limitrofe, a bloccare le strade della zona. Il tempestivo intervento delle forze dell’ordine, ha evitato l’arrivo di almeno altre 10mila persone. Due agenti sono rimasti feriti negli scontri.

La Polizia di Stato di Torino ha predisposto, nel corso della decorsa notte, mirati servizi finalizzati ad allontanare i partecipanti al rave party in corso all’interno dell’area industriale abbandonata, sita tra i comuni di Nichelino e Beinasco, quantificati in alcune migliaia di persone.

L’invio dei primi contingenti delle Forze di Polizia ha consentito di bloccare l’arrivo di ulteriori persone, auto e camper provenienti anche dalla Francia. I partecipanti al rave hanno cercato di forzare, con i propri mezzi, gli sbarramenti delle Forze dell’ordine lanciando sassi, bottiglie e artifizi esplodenti verso gli operatori di Polizia. Nel corso delle azioni di alleggerimento dei Reparti inquadrati, che si sono rese necessarie, sono rimasti feriti due poliziotti in servizio presso il Reparto Mobile di Torino, che hanno riportato contusioni.

Stanno intanto proseguendo i presidi degli accessi all’area da parte delle forze dell’ordine e le operazioni di identificazione. Inoltre, la Polizia Stradale, sta sanzionando e procedendo alla rimozione dei veicoli parcheggiati in violazione del codice della strada.

“La situazione è complessa, ma è ben gestita e sotto controllo”, ha detto il sindaco di Nichelino Giampiero Tolardo dopo il sopralluogo nella zona tra il suo Comune e Borgaretto. “Attualmente stimiamo che ci siano circa quattromila persone all’interno di un capannone abbandonato – spiega Tolardo – ci sono molti mezzi parcheggiati lungo la strada, ma si sta gestendo con le forze dell’ordine e la Croce Rossa il deflusso”.

“Purtroppo queste iniziative sono imprevedibili”, aggiunge il sindaco di Nichelino, visto che chi organizza i rave usa dei canali di comunicazione criptati evitando fino all’ultimo di svelare dove si tiene la festa.  “Questa notte ci sono state delle difficoltà, con la tangenziale che è stata bloccata, ma ora la viabilità è tornata regolare”, aggiunge Tolardo, che ringrazia le forze dell’ordine per il tempestivo intervento con cui sono riusciti a mandare indietro numerosi altri veicoli con a bordo giovani che volevano raggiungere il capannone. “Molte persone sono arrivate anche dall’estero oltre che dal Nord Italia”, conclude. Prima del sopralluogo, con il prefetto di Torino, Claudio Palomba, il comandante provinciale dei carabinieri di Torino, generale Claudio Lunardo, il questore Vincenzo Ciarambino e i vertici dei vigili del fuoco e della Croce Rossa, si è svolto un tavolo per la sicurezza. 

Eugenio Bravo, segretario generale del sindacato di polizia Siulp Torino, denuncia tensioni tra i partecipanti al party e la polizia: due gli agenti feriti. “Il nostro bel Paese sembra proprio essere meta prediletta dagli scalmanati del rave-party”, aggiunge Bravo, che parla di “oltre 6mila individui che in assoluta libertà hanno ritenuto di radunarsi per i loro bivacchi”.   

Il “party” sarebbe stato organizzato per festeggiare i 15 anni di attività di un noto sound system torinese, come vengono chiamati i gruppi che creano musica tecno. Per questa occasione, e per rinnovare il legame tra i raver italiani e quelli d’Oltralpe, migliaia di giovani hanno risposto al tam tam su Telegram. Chi si sta allontanando dal rave illegale viene identificato, mentre la polizia stradale sta procedendo a sanzionare e rimuovere i mezzi parcheggiati – tra cui numerosi camper – e che hanno violato il codice stradale. Il servizio di ordine pubblico è diretto dai funzionari della Questura di Torino. Sul posto anche gli uomini della Digos, della Polizia Scientifica e quelli dei Reparti Mobili.

Intanto in prefettura a Torino è stata organizzata una riunione urgente, alla quale hanno partecipato, fra gli altri, il questore di Torino, Vincenzo Ciarambino, il comandante provinciale dei carabinieri Claudio Lunardo, il comandante provinciale dei vigili del fuoco Agatino Carrolo e il sindaco di Nichelino Giampiero Tolardo.  Dall’incontro è emersa la volontà di non sgomberare il sito – così da evitare disordini – ma continuare a monitorare la situazione. Inoltre, è stato istituito un punto di soccorso della Croce Rossa sulla strada che conduce alla vicina Palazzina di caccia di Stupinigi, con alcuni partecipanti che sono stati accompagnati in ospedale.  

“Questo non è divertirsi,s ignifica non avere rispetto delle regole e anche del sacrificio che tutti stiamo facendo per superare la pandemia, perché un rave party clandestino rappresenta un rischio enorme di contagio. Ringrazio le Forze dell’Ordine ed esprimo loro la nostra piena solidarietà”. Così in una nota il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, sul maxi rave party che da ieri sera si sta svolgendo alle porte di Torino.

Duri i commenti da Fratelli d’Italia e Lega, con Giorgia Meloni e Matteo Salvini che hanno puntato il dito contro la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, accusata dai due leader del centrodestra di “non essere in grado di garantire l’ordine pubblico”. Un altro rave e’ stato interrotto all’alba nel Trevigiano, in via ex Bombardieri di Susegana, in un’area campestre nei pressi del Piave, dove era stata segnalata la presenza di molti giovani e la diffusione di musica ad alto volume. Una settantina di persone sono state identificate, provenienti anche da Lombardia, Friuli e Est Europa a bordo di auto e furgoni.