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Cronaca

55mila mascherine dalla Cina per le Forze dell’Ordine italiane

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Si è svolta presso l’Ambasciata d’Italia a Pechino la cerimonia di consegna di una fornitura di dispositivi di protezione individuali donata dal Ministero di Pubblica Sicurezza cinese alle Forze dell’Ordine italiane. Si tratta di 55.000 mascherine, 2.000 occhiali e 2.000 tute protettive che sono  state spedite in Italia e sono state distribuite a Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. 

 “Questa nuova donazione da parte delle Autorità cinesi rappresenta un ulteriore segnale della profonda amicizia tra i nostri due Paesi e dell’eccellente collaborazione tra le nostre Forze dell’Ordine”, ha dichiarato l’Ambasciatore Ferrari nel corso della cerimonia.

 Nel corso dell’evento i rappresentanti della Polizia cinese hanno consegnato una lettera indirizzata al Capo della Polizia italiana, Prefetto Franco Gabrielli, nella quale il Vice Ministro della Pubblica Sicurezza cinese Wang Xiaohong sottolinea i comuni sforzi di Italia e Cina nella lotta contro l’epidemia di Covid-19 e auspica l’ulteriore sviluppo della collaborazione in corso fra le Forze dell’Ordine dei due Paesi.  

 A partire dal 2016 Italia e Cina hanno avviato un progetto che prevede l’impiego, in pattuglie miste, di operatori di polizia italiani e cinesi nelle principali città turistiche di entrambi i Paesi, con funzioni di assistenza al personale di polizia dello Stato ospitante nei servizi sul territorio, al fine di agevolare e facilitare le comunicazioni con i propri connazionali e lo scambio informativo con le rispettive Autorità, nonché con le rappresentanze diplomatico-consolari.

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Cronaca

Scuola nel caos: più di 85 mila cattedre vacanti

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Sono 85.150 le cattedre vacanti per l’anno scolastico 2020-2021, un vero record. Lo scorso anno erano 64.149. I dati sono forniti dalla Cisl scuola.

“Avremo un inizio anno complicato, alla ricerca di supplenti, soprattutto al Nord, ovvero nelle aree più colpite dal covid – spiega la segretaria della Cisl scuola Maddalena Gissi – Non si può procedere solo per concorsi, come è stato fatto negli ultimi 4 anni, ma è necessaria una procedura di reclutamento e stabilizzazione come avviene nella Pa e in tutti contesti lavorativi come chiede la Corte di Giustizia europea”.

Numeri, che ribadisce la sindacalista della Cisl, “non dipendono dall’attuale ministro. E’ l’effetto di una pianificazione insostenibile da parte del Ministero in questi ultimi 4 anni perché, come abbiamo più volte ribadito, le procedure assunzionali non hanno garantito la stabilizzazione di personale precario già in servizio da anni. Difatti anche per le assunzioni su quota 100 l’assenza di candidati a pieno titolo nelle graduatorie ad esaurimento e da concorso ha reso impossibile la copertura di tutti i 4.500 posti autorizzati dal Mef riducendo di più di mille unità le assunzioni programmate”. Per Gissi dunque “la scuola, come avviene per il pubblico impiego, deve individuare delle formule di reclutamento che tengano conto dei futuri concorsi ma anche delle decine di migliaia di domande di pensione, evitando di lasciare a centinaia di migliaia di supplenti la gestione dell’attività didattica ordinaria”.

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Cronaca

Crispiano, ruba una collanina a un ragazzino: arrestato

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CRISPIANO – Un ventiquattrenne armato di un coltello a scatto aggredisce un ragazzino facendosi consegnare una catenina d’oro.

Immediata la denuncia dei genitori del minore ed altrettanto celere la risposta dei Carabinieri della Stazione di Crispiano che coadiuvati da quelli dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Massafra riescono a rintracciarlo e ad arrestarlo.

Dopo la rapina si era allontanato facendo perdere le proprie tracce. Nel corso delle ricerche è stato intercettato a bordo di una autovettura e bloccato dopo un breve inseguimento. Ora è in attesa del processo ai domiciliari.

Giampiero Laera

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Bisceglie, arrestati i responsabili del pestaggio al 16enne di Trani

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BISCEGLIE (BT) – Arrestati sette ragazzi del posto ritenuti responsabili del brutale pestaggio di un sedicenne di Trani avvenuto nella centralissima piazza Vittorio Emanuele la sera dello scorso 2 giugno.

A eseguire l’ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Trani sono stati i carabinieri della Tenenza di Bisceglie che hanno posto agli arresti domiciliari i 7 giovani che rispondono alle seguenti iniziali e data di nascita: D.P.A. (classe 1987), R.M. (classe 1999), B.N. (classe 1999), D.P. F. (classe 2001), T.M. (classe 2001), G. B. (classe 2001) e M.S. (classe 2001).

Le risultanze delle serrate indagini portate avanti dagli uomini dell’Arma sono state integralmente condivise dalla Procura della Repubblica di Trani, e poi dal Giudice per le indagini preliminari, sicché gli arrestati sono tutti accusati, in concorso con altri sette minorenni, di minacce gravi e lesioni gravi pluriaggravate.

La feroce e immotivata aggressione è avvenuta per futili motivi alle ore 22:00 circa, allorquando in quattordici hanno selvaggiamente picchiato il sedicenne tranese, ponendolo in pericolo di vita e lasciandolo ferito ed esanime. Gli altri tre amici minorenni dell’aggredito nulla hanno potuto fare per difenderlo dalla violenza del “branco”.

La giovane vittima è stata colpita con calci (anche in testa) e pugni, persino con l’uso di noccoliere metalliche, e l’inumana violenza non è cessata nemmeno quando il malcapitato era a terra, ormai privo di sensi. Gli aggressori sono poi scappati in ordine sparso per le vie del centro, non appena udivano le sirene delle forze dell’ordine immediatamente accorse, su segnalazione di un amico della vittima.

Il sedicenne tranese è stato quindi subito soccorso dai Carabinieri e dell’ambulanza del 118, che lo ha trasportato prima all’ospedale di Bisceglie e poi al nosocomio di Andria, ove giungeva in “codice rosso”, ossia in imminente pericolo di vita.

I militari operanti, grazie alle immagini di videosorveglianza (che però non hanno ripreso direttamente l’aggressione), e soprattutto attraverso le informazioni rese dagli amici del sedicenne aggredito e da lui stesso, sono giunti ad individuare con certezza gli odierni indagati.

Nonostante l’aggressione sia avvenuta nella principale piazza cittadina, sempre molto frequentata, a parte i suoi tre amici, nessuno ha difeso il ragazzo e nessuno si è fatto avanti per collaborare alle indagini.

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