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Killing Floor 2, lo shooter sci-fi in salsa horror arriva anche su Xbox One

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Deep Silver e Iceberg Interactive hanno recentemente lanciato anche su Xbox One Killing Floor 2. Il famoso sparatutto co-op sci-fi horror, che era già uscito in precedenza su Pc e PlayStation 4, è disponibile quindi anche sulla piattaforma di casa Microsoft al prezzo di 39.99 euro. Se nel primo capitolo l’invasione dei terribili mostri mutati chiamati Zed era circoscritta all’inghilterra, in questo sequel lo scontro si sposta in Francia, dove, pronte ad accogliere i sopravvissuti, ci sono orde di nemici assetate di sangue. Killing Floor 2 è a tutti gli effetti uno shooter old school di stampo survival che ricorda molto alcuni titoli da sala giochi in voga negli anni passati, un titolo che mette i giocatori nei panni di alcuni bizzarri combattenti per fronteggiare numerosissime tipologie di abomini sia in single che in multyplayer. Una volta scelto il proprio eroe, dopo aver composto il team (fino ad un massimo di 6 giocatori) ed aver scelto la classe d’appartenenza, l’unico obiettivo di chi gioca è quello di sopravvivere fino all’ultima ondata di fameliche creature, al termine della quale bisognerà abbattere un boss altamente pericoloso. Alla luce di tutto questo, gli amanti del genere ritroveranno in Killing Floor 2 il giusto tasso di sfida, di divertimento e, soprattutto, di varietà. Tutto questo è possibile perché le classi a disposizione del giocatore, cosi come le tipologie di mostri da affrontare sono davvero molte. In questo nuovo capitolo della serie la cooperazione rappresenta la strategia di gioco fondamentale per poter superare in modo efficace i vari stage dalla difficoltà crescente. Per formare una squadra il più equilibrata possibile, è quindi necessario bilanciare le abilità dei singoli partecipanti, in modo tale che possano interagire tra di loro in maniera totalmente efficace.

Esistono 9 tipologie di classi a disposizione, ognuna delle quali possiede caratteristiche uniche, e persino un albero delle abilità interamente dedicato, che può essere potenziato man mano che si sale di livello. In base al quantitativo di sfide portate a termine nell’arco di una partita si ottengono punti esperienza per sviluppare i parametri di una determinata specializzazione, nonché l’incremento di alcune caratteristiche base della propria classe preferita, tra cui l’ampliamento dei danni dell’arma, una maggiore velocità di ricarica, e la riduzione del rinculo mentre si apre il fuoco. Una volta sul campo di battaglia, fra un’orda di nemici e l’altra viene concesso un momento di respiro durante il quale l’intera squadra è incentivata a raggiungere un venditore che apparirà di volta in volta in una zona differente della mappa e spendere i soldi accumulati durante lo scontro. Qui si possono ricaricare le armi, acquistare nuove bocche da fuoco e rimettere in sesto l’armatura. Naturalmente più si è combattuto bene, maggiori saranno i crediti da spendere in questi shop, ma se la performance è stata scarsa bisognerà sperare nella carità dei compagni che possono regalare il denaro che gli avanza. Tale espediente funziona e impedisce al team di trincerarsi per tutta la partita in un punto solo, costringendolo a spostarsi da una zona all’altra per riempire gli zaini e adattare il loadout alle proprie esigenze. Insomma, Killing Floor 2 è un gioco dalla spiccata longevità e molto divertente grazie soprattutto ad un alto tasso di rigiocabilità, garantito dall’accurata differenziazione dei diversi stili d’approccio. Nonostante dopo le prime ore di gameplay la ripetitività inizi inevitabilmente ad incalzare con prepotenza, le molte mappe a disposizione e la possibilità di giocare con atre persone rappresentano la vera forza di questo titolo. Sul versante delle modalità di gioco, il titolo non propone purtroppo una rosa ampia di possibilità alternative: al momento infatti sono disponibili soltanto il classico “Survival” e la sua variante “Survival VS” dove alcuni giocatori prenderanno le parti dei mostri e altri dei sopravvissuti in uno scontro all’ultimo sangue. Analizzando il titolo per quello che concerne il lato tecnico, il risultato è abbastanza soddisfacente. Anche se dal punto di vista grafico la controparte per PC è sicuramente più curata, almeno su macchine dalla configurazione performante, la versione Xbox One è assai gradevole da vedere. Il net code inoltre è stabile e non si incappa mai in noiose disconnessioni o fenomeni di lag durante le partite. Unico piccolo neo è rappresentato dal caos che si viene a creare quando ci si trova accerchiati da miriadi di mutanti affamati, che impediscono al giocatore di fuggire incastrandolo irrimediabilmente contro un muro o in qualche angolo precludendogli definitivamente la fuga. Una menzione di merito va invece fatta al comparto audio. Gli amanti della musica metal possono gioire poiché durante i sanguinosi scontri contro gli Zed sono presenti tracce davvero emozionanti e che si sposano benissimo con ciò che accade sullo schermo. Tirando le somme, questo Killing Floor 2 su Xbox One è a nostro avviso un titolo da non lasciarsi assolutamente scappare, che dà il massimo quando si gioca in compagnia e che è in grado di garantire ore ed ore di esilaranti battaglie a tema horror. Il prezzo più basso rispetto a molti altri giochi, poi, lo rende un prodotto interessante anche dal punto di vista dell’acquisto. Se quello che cercate è uno sparatutto frenetico, divertente e a sfondo apocalittico, acquistando Killing Floor 2 non resterete affatto delusi.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8,5
Sonoro: 9
Gameplay: 8,5
Longevità: 8,5

VOTO FINALE. 8,5

Francesco Pellegrino Lise

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Xbox Games Showcase, Microsoft presenta una lineup incredibile

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Durante l’Xbox Games Showcase Xbox ha svelato la più ampia e variegata lineup di titoli mai presentata nella storia della console, guidata da Halo Infinite, il capitolo più importante e ambizioso del franchise. Dai vasti mondi di Fable, Avowed ed Everwild, al realismo senza precedenti di Forza Motorsport, le nuove esperienze presentate da Xbox ricondurranno i giocatori in alcuni universi familiari e li porteranno a scoprire nuovi mondi da esplorare. Tutti i titoli presentati all’interno dell’Xbox Games Showcase saranno giocabili dagli abbonati a Xbox Game Pass a partire dal giorno di lancio senza costi aggiuntivi. I partner non hanno fatto mancare il loro supporto a Xbox e la loro creatività è stata ben illustrata dalle anteprime mondiali S.T.A.L.K.E.R. 2, Warhammer 40,000: Darktide, Phantasy Star Online 2: New Genesis e molti altri titoli, che verranno lanciati in esclusiva su Xbox. È stata inoltre annunciata una collaborazione d’eccezione con Bungie, che porterà Destiny 2 su Xbox Game Pass in autunno, insieme alle precedenti espansioni, e il nuovo Destiny 2: Beyond Light al suo Day One, senza costi aggiuntivi. Bungie rilascerà inoltre Destiny 2 Optimized for Xbox Series X, in risoluzione 4K e a 60 fotogrammi al secondo.

Di seguito una sintesi di tutti i titoli mostrati oggi, inclusi 10 world premiere, 22 giochi che verranno lanciati in esclusiva su Xbox, i progetti di 9 dei 15 studi Xbox Game Studios e altri ancora degli studi di terze parti. Tutti i giochi mostrati oggi sfrutteranno le performance della console più potente al mondo, Xbox Series X, per offrire fedeltà, prestazioni, precisione e immersività senza precedenti.

Halo Infinite (Xbox Game Studios, 343 Industries, vacanze 2020).  Halo Infinite è il capitolo più importante e ambizioso del franchise mai creato. I fan di Master Chief hanno potuto assaporare per la prima volta la campagna di Halo Infinite, che presenta nuove meccaniche di gameplay, battaglie più ampie, panorami epici e gli effetti grafici più complessi di sempre, sfruttando al massimo la potenza di Xbox Series X. I giocatori potranno immergersi nel nuovo capitolo del viaggio di Master Chief, apprezzando i 60 fotogrammi al secondo garantiti per la campagna e la libertà di esplorare un anello diverse volte più grande di quelli degli ultimi due capitoli di Halo messi insieme.

 As Dusk Falls (Xbox Game Studios – INTERIOR/NIGHT). As Dusk Falls è un drama interattivo originale di INTERIOR/NIGHT, un nuovo studio composto da diversi veterani pluripremiati del settore, insieme a nuovi talenti emergenti. Guidato da Caroline Marchal, precedentemente lead game designer di Quantic Dream, lo studio ha l’obiettivo di creare storie interattive ambiziose e innovative. As Dusk Falls è un racconto multigenerazionale ambientato nel sud-ovest degli Stati Uniti e tratta i temi della resilienza, del sacrificio e di come gli errori delle precedenti generazioni si trasmettano alle nuove. L’avventura, che inizia con due famiglie prese in ostaggio, si trasforma in una storia epica su come le persone crescano e cambino nel corso dei decenni.

Avowed (Xbox Game Studios – Obsidian). La nuova opera epica di Obsidian Entertainment, un RPG in prima persona ambientato nel fantastico mondo di Eora.

Fable (Xbox Game Studios – Playground Games). Un nuovo inizio per il franchise leggendario, dove il giocatore potrà esplorare un mondo di creature fantastiche e ambientazioni meravigliose. Sviluppato da Playground Games per Xbox Series X e PC Windows 10, in arrivo su Xbox Game Pass.

Forza Motorsport (Xbox Game Studios – Turn 10 Studios). Xbox Series X è la massima espressione di velocità e immersività e trasporterà i giocatori nell’universo di Forza, connettendoli tra loro come mai prima d’ora. Attualmente in fase iniziale di sviluppo, Forza Motorsport girerà in 4K a 60 frame al secondo, con scene connesse e dinamiche. ForzaTech si arricchisce infatti del Ray Tracing, dando vita a un mondo dinamico dove ogni cosa è connessa, inclusi i riflessi sulla superficie delle macchine o sul tracciato. Sviluppato da Turn 10 Studios, Forza Motorsport sarà disponibile su Xbox Series X, PC Windows 10 e su Xbox Game Pass.

The Gunk (Thunderful Publishing). Dai creatori del franchise SteamWorld arriva un gioco completamente nuovo, The Gunk: una nuova avventura in un mondo vasto ed esotico, dove il giocatore incontrerà nemici spaventosi e puzzle sfidanti per svelare il mistero di un pianeta dimenticato e contribuire alla sua salvezza.

Phantasy Star Online 2: New Genesis (SEGA Corporation – 2021). Il celebre RPG d’azione online Phantasy Star Online 2 è celebre per l’elevata personalizzazione dei personaggi e per le sue dinamiche di combattimento. È stata annunciata oggi l’ultima novità per l’universo di Phantasy Star Online 2, chiamata Phantasy Star Online 2: New Genesis.

S.T.A.L.K.E.R. 2 (GSC Game World). Il pluripremiato franchise per PC amato da milioni di giocatori fa il suo debutto nella next-gen con S.T.A.L.K.E.R. 2 su Xbox Series X, una combinazione unica di shooter in prima persona, simulazione immersiva e horror.

State of Decay 3 (Xbox Game Studios – Undead Labs). Il prossimo capitolo di State of Decay è attualmente in fase di sviluppo e offrirà ai fan l’esperienza definitiva nel mondo del survival horror.

Tetris Effect: Connected (Enhance – vacanze 2020). Tetris​ Effect: Connected è un gioco originale con modalità co-op e competitive innovative, con possibilità di multiplayer sia online sia in locale. Scopri Tetris come non l’hai mai visto o sentito: una riedizione incredibilmente coinvolgente, unica e affascinante di uno dei puzzle game più amati di tutti i tempi.

Warhammer 40,000: Darktide (Fatshark – 2021). Dagli sviluppatori del premiatissimo franchise co-op Vermintide, Warhammer 40,000: Darktide è un nuovo titolo cooperativo per 4 giocatori ambientato nella città alveare di Tertium. Combatti insieme ai tuoi amici contro orde di nemici in questa nuova avventura!

Novità per i giochi più attesi

 CrossfireX (Microsoft – Smilegate Entertainment – 2020). Il franchise PC leggendario arriva su console con uno shooter in prima persona dal ritmo serrato, offrendo un’ampia varietà di esaltanti esperienze multiplayer e una campagna cinematica che esplora il conflitto globale tra le due fazioni militari private più formidabili al mondo.

Destiny 2: Beyond Light (Bungie – 10 novembre, 2020). Bungie presenta Destiny 2: Beyond Light, il prossimo capitolo dell’universo sci-fi epico acclamato dalla critica di Destiny 2. Il protagonista si unirà ai Guardiani con l’obiettivo di far cadere l’impero ad ogni costo, anche se significherà piegare l’Oscurità. È stato inoltre annunciato che Destiny 2 arriverà a settembre su Xbox Game Pass, permettendo agli abbonati di accedere a tutte le espansioni attuali della standard edition di Destiny 2 (i contenuti stagionali sono venduti separatamente), inclusa la standard edition di Beyond Light a partire dal suo lancio a novembre.

Everwild (Xbox Game Studios – Rare). Ispirato dalla bellezza della natura che ci circonda, Everwild è un gioco completamente nuovo attualmente in sviluppo da Rare, dove i giocatori potranno vivere esperienze uniche e indimenticabili in un mondo magico. Nel ruolo di un Eternal, il protagonista esplorerà e creerà legami con il mondo attorno a lui. Everwild sarà disponibile su Xbox Series X, PC Windows 10 e Xbox Game Pass.

Grounded (Xbox Game Studios – Obsidian Entertainment – 28 luglio 2020). Grounded, l’avventura cooperativa di sopravvivenza, è pronto a portare i giocatori nel cortile sul retro. Combinando elementi del mondo RPG con le migliori caratteristiche dei giochi survival, il titolo permetterà di esplorare insieme a 3 altri giocatori il giardino di casa dalla prospettiva di una formica, con l’obiettivo di capire come tornare alla propria dimensione naturale. Lungo la strada, i protagonisti incontreranno sia creature amichevoli sia insetti a dir poco ostili, tutti in lotta per la sopravvivenza.

The Medium (Bloober Team – vacanze 2020). L’obiettivo è scoprire un oscuro mistero al quale solo un medium potrà accedere. Il giocatore dovrà raggiungere un antico resort comunista e sfruttare le proprie abilità psichiche per svelare i suoi inquietanti segreti, risolvere puzzle, sopravvivere agli incontri con spiriti sinistri ed esplorare questa duplice realtà.

The Outer Worlds: Peril on Gorgon (Private Division – Obsidian Entertainment – 9 settembre 2020). The Outer Worlds: Peril on Gorgon aggiunge molti contenuti all’universo oscuro e divertente di The Outer Worlds, dando vita a un’avventura completamente nuova dalle tinte noir, che porta i giocatori sul Gorgon Asteroid per scoprire la misteriosa origine di Adrena-Time. Lì il giocatore troverà nuove armi, armature, perk e flaw, ma anche la solita libertà nella risoluzione dei problemi che ha reso celebre il gioco originale. Coloro che hanno giocato a The Outer Worlds con Xbox Game Pass potranno ottenere un ulteriore sconto del 10% su questa e le prossime avventure oppure sull’expansion pass che include entrambe le esperienze.

Psychonauts 2 (Xbox Game Studios – Double Fine). Psychonauts 2 è un viaggio cervellotico negli oscuri mondi che si celano nella nostra mente. L’agente speciale e straordinario acrobata Razputin “Raz” Aquato è pronto a lasciarsi tutto alle spalle ed espandere gli orizzonti della mente. Lungo la strada, Raz aiuterà nuovi amici, come il magico spiritello di luce doppiato (e cantato) da Jack Balck, e dovrà usare i suoi poteri per svelare oscuri misteri sulla squadra di psiconauti e sulle origini della sua famiglia.

Tell Me Why (Xbox Game Studios – Dontnod Entertainment – 27 agosto). Tell Me Why è la nuova esclusiva Xbox Game Studios di Dontnod Entertainment, lo studio che ha creato l’amatissimo e pluripremiato franchise Life is Strange. In questo viaggio misterioso e intimo, il giocatore impersona i due gemelli Tyler e Alyson Ronan, esplorando i ricordi della loro infanzia gioiosa ma travagliata in una meravigliosa cittadina dell’Alaska. Facendo leva sul legame soprannaturale che consente ai gemelli di interagire con i loro ricordi del passato, il giocatore dovrà scegliere tra diversi percorsi di memorie per svelare la propria storia, a partire 27 agosto.

I titoli Xbox Game Studios più iconici completamente ottimizzati per Xbox Series X

Nella giornata di oggi, Xbox ha inoltre comunicato il proprio impegno nel rendere la maggior parte dei videogiochi più amati dai giocatori ottimizzati per Xbox Series X. Le versioni aggiornate dei titoli saranno disponibili su Xbox Game Passe e supporteranno lo Smart Delivery.

Forza Horizon 4 Ottimizzato per Xbox Series X (Xbox Game Studios – Playground Games – vacanze 2020). La versione ottimizzata per Xbox Series X vanta una maggiore fedeltà grafica e prestazioni di gioco ancora più veloci. Durante il gameplay, il giocatore potrà esplorare l’affascinante e storica Gran Bretagna e guidare centinaia tra le migliori automobili del mondo in 4K Ultra HD nativo, ora a 60 fotogrammi al secondo. In più, grazie al Quick Resume, i tempi di caricamento sono stati nettamente migliorati.

Gears 5 Ottimizzato per Xbox Series X (Xbox Game Studios – The Coalition – vacanze 2020). La campagna e la modalità multiplayer di Gears 5 sono state aggiornate per sfruttare i vantaggi di Xbox Series X, tra cui tempi di caricamento ridotti, il riavvio istantaneo e la possibilità di godere di immagini HDR in 4K accedendo alle impostazioni Ultra.

Gears Tactics Ottimizzato per Xbox Series X (Xbox Game Studios – The Coalition – vacanze 2020). Il frenetico gioco di strategia a turni acclamato dalla critica arriverà su Xbox quest’anno e su Xbox Series X godrà di una risoluzione in 4K Ultra HD a 60 fotogrammi al secondo.

Ori and the Will of the Wisps Ottimizzato per Xbox Series X (Xbox Game Studios – Moon Studios – vacanze 2020). La versione ottimizzata per Xbox Series X consentirà al giocatore di esplorare la Foresta di Niwen con una maggiore fedeltà grafica e prestazioni ancora più veloci. Con i nuovi miglioramenti tecnici (120 FPS, 4K HDR e 120hz) sarà possibile sperimentare un’esperienza platform fluida e avvolgente, anche grazie alla bassa latenza e alle immagini nitide.

Sea of Thieves Ottimizzato per Xbox Series X (Rare – vacanze 2020). Il pluripremiato best-seller di Rare è un gioco multiplayer ambientato in un mondo piratesco condiviso, che unisce libertà, avventura e brivido. Sea of Thieves verrà lanciato con Xbox Series X, beneficiando della potenza avanzata del nuovo hardware, supporterà lo Smart Delivery e sarà disponibile su Xbox Game Pass.

Francesco Pellegrino Lise

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F1 2020, il videogioco ufficiale della Formula 1

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F1 2020 è il nuovo videogioco ufficiale della formula 1 realizzato da Codemasters per Google Stadia, PC, PlayStation 4 e Xbox One. Previsto per il 7 Luglio per i possessori dell’edizione speciale dedicata a Michael Schumacher (tre giorni dopo per tutti gli altri), F1 2020 si presenta come un capitolo di transizione dal punto di vista del modello di guida, ma non manca di mettere in campo numerose novità contenutistiche degne di nota. Per la prima volta giunto sugli scaffali quasi in contemporanea con il campionato reale, iniziato proprio alcuni weekend fa, il gioco del team britannico ha dovuto affrontare più di una problematica nel corso degli ultimi mesi. Nonostante la forte dedizione dimostrata dagli sviluppatori, purtroppo, difficilmente riusciremo a vedere una riproduzione fedele del campionato reale, anche e soprattutto a causa di alcuni stravolgimenti del calendario a causa del Covid 19. Per far fronte ai rinvii dei mesi passati, infatti, la federazione ha deciso di inserire in calendario nuove piste inedite, tra cui molto probabilmente figureranno il Mugello e L’Autódromo Internacional do Algarve di Portimão, che da poco ha ricevuto la valutazione massima – obbligatoria per ospitare una gara di Formula 1- in seguito a forti lavori di adeguamento e ristrutturazione. Quello che si vive in F1 2020 è insomma una sorta di campionato alternativo, un grande “what if” capace di cancellare via ogni traccia di tutte le problematiche degli ultimi mesi e in grado di far vivere, in esclusiva, l’intero campionato del mondo così come era stato concepito originariamente. Dopo avere accolto un anno fa le vetture del campionato di Formula 2, F1 2020 si arricchisce quest’anno con la nuova modalità My Team. Tradotta in italiano con il nome Carriera Squadra, si tratta di una modalità gemella alla carriera già esistente, con la differenza che in quella nuova si verrà chiamati a costruire da zero quella che diventa l’undicesima scuderia del campionato. Un’idea molto allettante anche per chi era finora abituato a giocare la carriera dedicata al singolo pilota, visto che nel disegno di Codemasters il personaggio interpretato dal giocatore è sia proprietario della nuova scuderia, sia il suo pilota principale. Se vogliamo si tratta anche di un altro modo per festeggiare i settant’anni di storia della Formula 1, visto che nel corso del tempo casi analoghi si sono verificati davvero, come ad esempio: la Rebaque di Héctor Rebaque, o la Brabham di Jack Brabham.

In F1 2020 la creazione della nuova scuderia passa in primo luogo dalla scelta del suo nome, accompagnata da quella dello sponsor che definirà il budget di chi gioca per andare a selezionare il propulsore tra quelli realmente disponibili per i team di F1. Nel caso in cui l’edizione in proprio possesso sia quella intitolata a Michael Schumacher, sarà anche possibile scegliere per la nuova scuderia una delle livree dedicate al pilota tedesco, così come le fantasie di tuta e casco per il proprio personaggio. Il passo finale consiste nell’assumere un compagno di squadra, scegliendolo inizialmente tra alcuni giovani di belle speranze provenienti dalla F2. Per aiutarci nella scelta del secondo pilota, Codemasters ha deciso di introdurre alcuni parametri legati alla capacità del guidatore che verrà introdotto nel team, riassunte anche in un punteggio di overall che indica la sua bravura a livello generale. Durante lo svolgimento della carriera si potranno comunque compiere diverse scelte dedicate al proprio compagno, facendo crescere quello che già si ha oppure andando a fare la corte con contratti faraonici ai piloti più famosi presenti nel circus, tenendo presente che nel corso della carriera quelli più anziani si ritireranno per dare spazio a nuove leve. Per attrarre Lewis Hamilton o un altro di punta, ad esempio, la scuderia del giocatore avrà la necessità di crescere in termini di prestigio ottenendo successi che ne aumentino la fama, dotandosi allo stesso tempo di strutture all’avanguardia. La Carriera Squadra di F1 2020 vuole infatti simulare in tutto e per tutto il difficile lavoro dei manager, chiedendo tra una gara e l’altra anche di pianificare attività speciali dedicate per esempio al marketing, o stanziare fondi per sviluppare le aree che compongono una scuderia di livello. Compiacendo gli sponsor secondari col raggiungimento di alcuni obiettivi, si potranno inoltre ottenere soldi extra da spendere insieme al resto per sbloccare strutture specifiche, grazie alle quali evolvere gradualmente anche dal punto di vista tecnico per cercare di passare da una situazione iniziale che ci vede nelle retrovie dei blocchi di partenza fino alle prime posizioni. Insomma, la modalità Carriera Squadra è proprio una gradita novità per tutti gli appassionati del brand. Andando a spulciare nel menu principale sono presenti per quanto riguarda il single player, oltre alle gare secche e al campionato personalizzabile in quanto al numero di appuntamenti, sono presenti anche la prova a tempo ma soprattutto la carriera pilota, che permette di farsi le ossa con i rookie dalla Formula 2 per poi approdare alla Formula 1. Si può scegliere se farlo dopo poche gare oppure disputando una stagione completa nella serie cadetta per fare il grande salto. È presente anche la consueta sezione dedicata alle gare storiche con una serie di vetture d’epoca basate sulla carriera di Michael Schumacher che appaiono, insieme a quelle delle stagioni passate, in occasione degli eventi a invito. Ovviamente è presente anche la modalità multiplayer, quindi, anche gli amanti della competizione online saranno lieti di poter giocare a F12020.

Passando all’analisi del gameplay, non vi sorprenderete nel sentire che F1 2020 è una prosecuzione di quanto già giocato l’anno scorso e negli anni precedenti. I menù relativi alla gestione di aiuti, livelli difficoltà e tutti quegli aspetti che permettono di personalizzare una gara, un intero weekend, o un campionato sono rimasti essenzialmente immutati. Quasi la stessa cosa possiamo dire anche del modello di guida che segue la filosofia dei piccoli passi che continuino e evolvere l’esperienza di guida. Con F1 2020 siamo come sempre nel campo dei “simularcade” pensati per essere estremamente impegnativi; stare dietro ad Hamilton Verstappen, Leclerc e compagnia bella può diventare un incubo, soprattutto ad alti livelli di difficoltà e se si guidano vetture di categoria inferiore. Dall’altra parte, impostando tutta una serie aiuti per bypassare la necessità di gestire controllo trazione, la frenata, la gestione del carburante, è possibile trasformare lo stile di gioco in un arcade “superassistito” con una infinità di sfumature nel mezzo. Chi decide di affrontare F1 nella sua incarnazione più accessibile con un joypad faticherà ad accorgersi delle novità introdotte sul fronte del modello di guida e della fisica, apprezzabili invece da chi usa un volante con pedaliera e cambio. Andando a spulciare nel menù del setup ci si accorge che in F12020 è possibile modificare indipendentemente le pressioni dei quattro pneumatici: questa è una novità importante perché l’evoluzione della temperatura delle gomme, dettata dalle pressioni iniziali, influisce in modo molto più consistente sull’aderenza rispetto a quanto succedeva in passato. Questo sia nell’immediato, sia verso la fine dello stint o con il variare del meteo; diventa quindi più complicato, riuscire ad azzeccare la giusta finestra operativa costringendo i giocatori a tenere conto delle temperature e del consumo, specie se si esagera con i sottosterzi o i sovrasterzi. Ci sono altre novità in F1 2020 che vanno nella direzione di un sempre maggiore realismo: è stato abolito il controllo di fino dell’erogazione della potenza elettrica per essere gestito in automatico dalla vettura, come accade nella realtà: il giocatore ha ora a disposizione un pulsante “sorpasso” che permette di consumare energia quando si deve attaccare o difendersi, ma a patto di averne ancora a disposizione. Sono presenti anche altri piccoli miglioramenti al realismo del modello di guida: si percepisce un maggiore grip nelle curve lente quando si deve far ruotare la vettura, mentre le scalate verso il basso non possono più essere effettuate in rapida successione fino alle marce più basse. Nel complesso le modifiche al modello di guida sembrano azzeccate e proseguono sulla strada iniziata già da tempo verso quel genere di realismo da ottenere a piccoli passi pur salvaguardando la natura di gioco ibrido che è tipica della serie F1 di Codemasters.

Sia in fase di guida che nei replay il colpo d’occhio generale offerto da F1 2020 è davvero di ottimo livello, anche grazie al lavoro iniziato un anno fa sull’uso dell’illuminazione. Chi si aspettava grossi salti in avanti dovrà però aspettare la prossima generazione. Per quanto riguarda i dettagli, è bene ricordare che per la prima volta gli sviluppatori si sono trovati nella situazione di dover creare i modelli delle monoposto prima che le loro controparti reali debuttassero dal vivo: in attesa di un prevedibile aggiornamento nei prossimi giorni, eventuali mancanze possono essere perdonate. In modo simile a un anno fa, anche il campionato di F2 aggiornato arriverà con un pacchetto aggiuntivo in un secondo momento. Mentre nel mondo reale la situazione legata alla pandemia si è fatta sentire anche nella scelta di rinviare o sopprimere le gare previste in alcuni circuiti, la scelta di Codemasters è stata giustamente quella di ignorare tutto questo, proponendo la stagione 2020 così come sarebbe dovuta essere. Sono quindi comprese nella lista delle piste presenti nel gioco quelle di Hanoi in Vietnam e Zandvoort in Olanda, due circuiti abbastanza diversi tra loro. Ritorna anche stavolta il commento di Carlo Vanzini e Luca Filippi, diventati ormai una presenza costante della serie. Come in passato il loro intervento si ferma alla presentazione della gara e alla sua conclusione, lasciando quindi che nel corso della gara ci sia la radio dai box ma soprattutto i motori delle monoposto a riempire le nostre orecchie con un audio che nel complesso risulta davvero molto curato. L’unico vero lato negativo del comparto tecnico è rappresentato dai caricamenti: davvero troppi e troppo lunghi, costringendo i giocatori nei casi in cui bisogna passare da più schermate successive prima di entrare in pista a diverse pause che finiscono inevitabilmente per irritare chi si trova davanti allo schermo. Tirando le somme, F1 2020 si è presentato sulla griglia di partenza con un modello di guida aggiuntivo appositamente pensato per i neofiti e nuovi aiuti disponibili per chiunque, oltre che con un’interessantissima modalità manageriale nuova di zecca. Nonostante le difficoltà di bilanciamento legate alla partenza ritardata del campionato F1, il risultato finale è decisamente apprezzabile. Il team britannico sembra aver messo in piedi un prodotto completo e ludicamente articolato, che al collaudato sistema di guida della serie affianca nuovi contenuti di ottima fattura. Insomma, se siete appassionati di Formula 1, questo titolo, nonostante le difficoltà dovute al Covid 19, non vi deluderà affatto.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 9

Sonoro: 8,5

Gameplay: 8,5

Longevità: 8

VOTO FINALE: 8,5

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Sword Art Online: Alicization Lycoris arriva su pc e console

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Il gran successo di Sword Art Online non accenna a diminuire col passare del tempo: la serie, nata dalle light novel di Reki Kawahara, continua infatti ad avere un enorme successo grazie anche alla serie animata e ai videogiochi realizzati da Bandai Namco. Proprio in questi giorni l’anime Sword Art Online: Alicization ha ripreso la regolare pubblicazione, e in contemporanea è arrivato puntualissimo anche l’adattamento videoludico. Sword Art Online: Alicization Lycoris arriva quindi sul mercato cavalcando l’hype per il ritorno dell’anime, fungendo tra l’altro da ottimo mezzo per un “ripasso” prima di continuare con la nuova saga War of Underworld: il gioco infatti copre il primo arco narrativo Alicization seguendo in maniera abbastanza fedele gli eventi, ma non si limita solo a questo. Non potendo attingere al materiale che sta andando in onda in questo periodo il finale, è stato infatti modificato così da poter proseguire la storia con una trama originale creata appositamente per il gioco. Nei panni di Kirito ci si ritrova quindi nell’Underworld, nuovo mondo virtuale di stampo medievale in cui anche i semplici NPC hanno una tecnologia talmente avanzata che gli permette di avere emozioni e reazioni quasi indistinguibili da un normale umano. Kirito inizialmente non ha ricordi di come sia finito nel gioco e non riesce ad uscirne, e decide quindi di adattarsi agli usi e costumi locali finché non riuscirà a trovare un modo per contattare il mondo esterno. Il nostro eroe incontra così Eugeo, un NPC tormentato dopo che la sua amica di infanzia Alice è stata portata via dai Cavalieri dell’Integrità per aver involontariamente infranto l’Indice dei Tabù. Kirito decide quindi di aiutare Eugeo nella ricerca della ragazza senza dimenticare comunque il suo scopo originale, innescando una serie di eventi che sconvolgeranno la natura stessa dell’Underworld man mano che si scoprono i suoi segreti. La storia “canonica” terrà impegnati i giocatori per le prime 15 ore di gioco circa, ma è solo quando subentra la storia originale che il titolo esplode e mostra tutte le tue caratteristiche quasi trasformandosi in qualcosa di molto più grande e complesso. La prima parte infatti è fin troppo lineare e concentrata sulla trama, tanto che spesso ci si troverà semplicemente a seguire una sequenza continua di filmati interrotti da qualche battaglia, e anche tutte le principali feature vengono a malapena accennate ma mai approfondite. La parte ispirata all’anime è abbastanza fedele, ma anche qui gli sviluppatori si sono presi qualche libertà non tanto con le modifiche quanto con l’aggiunta di materiale extra, come ad esempio Medina Ortinathos, personaggio creato appositamente per il gioco che viene “incastrato” nella storia canonica e che assume un ruolo centrale nella storia originale della seconda parte. Ricordiamo che per portare al termine il gioco servono circa 50/60 ore di gioco, quindi di cose da fare ce ne sono davvero moltissime.

Dopo averlo spolpato a dovere, possiamo senza dubbio affermare che l’aspetto più convincente del nuovo Sword Art Online Alicization Lycoris è ancora una volta il sistema di combattimento, che bene o male ha ereditato tutte le principali meccaniche dei suoi predecessori e, soprattutto, ha provato a semplificarle ove necessario. Il party è ancora una volta composto da un massimo di quattro individui, di cui uno soltanto è controllato dal giocatore (con possibilità di assumere in qualsiasi momento i comandi di un altro eroe), ma in Alicization Lycoris, diversamente dagli altri episodi del brand, tutti i combattenti hanno un ruolo attivo in battaglia. Se nei precedenti giochi Aquria l’Intelligenza Artificiale dei compagni era eccessivamente carente, fino a limitarne di molto le azioni, Alicization Lycoris fornisce al giocatore tutti i mezzi necessari per pianificare anzitempo il comportamento degli altri personaggi in campo. Non solo nel pieno delle battaglie è ora possibile scegliere uno dei tanti approcci adottabili dai compagni, in modo tale da cambiare al volo la propria strategia e adeguarsi a quanto imposto dalla situazione, ma un nuovo menu – che pone il gioco in slow motion – consente persino di selezionare manualmente le Arti scagliate dagli alleati, così da avere il loro pieno supporto nel momento desiderato. Nel menu principale, poi, vi è una ricca sezione con centinaia di voci modificabili e che appunto alterano nel dettaglio il comportamento dei compagni, stabilendo se questi debbano tenere un approccio più conservativo o viceversa, o se magari debbano scagliare le proprie Arti a una distanza minima di dieci metri dal bersaglio, senza dimenticare la percentuale di energia da raggiungere prima di ricorrere alle abilità di guarigione. Abbiamo auspicato per anni che i tie-in di Sword Art Online ricorressero ad un sistema di personalizzazione della strategia molto simile a quello proposto storicamente dalla saga di Tales of e, sebbene non tutto funzioni sempre alla perfezione, il risultato finale rappresenta comunque un grande passo in avanti rispetto alle più recenti incarnazioni del franchise. Caratterizzate da combo, Sword Skill spettacolari e molti incantesimi elementali, che questa volta vanno richiamati da un menu indipendente, le battaglie di Alicization Lycoris hanno però dei difetti anche piuttosto gravi. Come se l’input lag e, in generale, la legnosità dei movimenti non minassero già l’esperienza, ancora una volta il team di Aquria non ha saputo bilanciare a dovere la difficoltà degli scontri. Questo perché il titolo, che a partire dal secondo capitolo della campagna può essere giocato persino in modalità multigiocatore online, limita enormemente il danno inflitto da un singolo personaggio, privilegiando invece le catene realizzate dal party. Combattendo in solitaria, di conseguenza, lo Spadaccino Nero o un qualsiasi altro eroe fatica non poco a eliminare un mostro di livello pari al proprio, mentre il party al completo è in grado di liquidare in pochi secondi appena le bestie comuni, ricorrendo a una catena di due o tre abilità al massimo. Per quanto piacevole, specie se affrontata in compagnia degli amici, la presenza di una modalità online è di nuovo la principale responsabile della durata eccessiva degli scontri, che difatti inflaziona non poco la modalità single player e non si adegua assolutamente al numero di giocatori e personaggi presenti sul terreno. Tra le novità più significative di Sword Art Online Alicization Lycoris non possiamo non citare la presenza dei duelli e degli attacchi speciali, che si ricaricano dopo aver riempito l’apposita barra. Cinematici e devastanti, i secondi rappresentano spesso la chiave per vincere gli scontri più ostici, soprattutto se utilizzati dopo aver momentaneamente fiaccato l’avversario con efficaci catene di abilità. I duelli, invece, ci hanno convinti molto poco, poiché limitano enormemente lo spazio di manovra e la velocità di Kirito, costringendolo in scambi di colpi troppo forzati. Anche perché, nel mezzo degli stessi, non solo gli avversari sono quasi invulnerabili agli attacchi normali e vanno quindi presi alla sprovvista con parate e scatti laterali, ma il lock-on è costantemente fissato sull’obiettivo, generando situazioni spiacevoli a causa di una telecamera irritante, difettosa e tendente a incastrarsi contro i muri.

Per quanto riguarda il gameplay Sword Art Online: Alicization Lycoris abbandona la struttura che imitava gli MMORPG per trasformarsi in un classico JRPG action, ma mantenendo comunque una buona impronta strategica. Menare fendenti a caso non sempre è la soluzione migliore, ma per riuscire a superare le battaglie più ardue bisogna imparare a padroneggiare le varie Arti di Spada e Arti Sacre, così come il tempismo per concatenarle al meglio e sfruttare anche i comandi degli altri membri del party. Prolungando al massimo le combo e sfruttando le varie debolezze è possibile far cadere i nemici nello stato di Pericolo per renderli momentaneamente inerti, ed è il momento migliore per dare sfogo alle Arti Finali o Attacchi di Coppia per infliggere ingenti danni. Le magie si dividono in 8 categorie e sono particolarmente utili per attaccare dalla distanza o applicare potenziamenti, e si rivelano una parte fondamentale nelle strategie più avanzate specialmente negli scontri con i boss più impegnativi. In qualsiasi momento, come dicevamo, è possibile impartire ordini agli altri membri del party oppure prenderne direttamente il controllo, e nel corso dell’avventura non si sarà legati unicamente a Kirito. Anzi, nella seconda parte come accennato il gioco quasi si trasforma completamente offrendo anche la possibilità di cambiare aspetto e sesso di Kirito rendendolo di fatto un avatar completamente personalizzabile, e grazie ad un espediente narrativo si vedranno anche diversi volti noti della serie arrivare in Underworld aumentando di molto il numero di personaggi con cui interagire o impersonare in battaglia. Sebbene non tutti gli eroi siano sempre disponibili il cast supera le decine di unità, e sempre nella seconda parte si possono anche iniziare delle relazioni amorose con ogni personaggio una volta guadagnata abbastanza affinità sia utilizzandoli in battaglia sia completando le relative missioni secondarie o dialoghi facoltativi. La componente ruolistica viene espansa anche con la possibilità di craftare armi ed equipaggiamenti utilizzando i materiali raccolti esplorando il mondo di gioco, inoltre spendendo i Punti Azione si possono sbloccare diverse abilità attive e passive. Ogni personaggio può essere quindi sviluppato con uno specifico ruolo come attaccante, supporto o tank, ma nulla vieta di creare anche dei mix per variare ed avere più opzioni in battaglia. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, Sword Art Online: Alicization Lycoris non è di certo una gioia per gli occhi. Il gioco sembra venire direttamente dalla scorsa generazione, con texture slavate e in bassa risoluzione, pop-up continui, input lag dei comandi, muri invisibili nelle mappe, animazioni legnose e frame rate instabile rendono veramente difficile passare sopra a tutti questi difetti messi insieme. L’unica cosa che si salva è il design dei personaggi ma solo perché riprende quello dell’anime per cui era impossibile sbagliare… ma volendo fare i pignoli per qualche motivo le ambientazioni sono state create con uno stile quasi “realistico” che cozza terribilmente con lo stile in cel shading dei personaggi. In ogni caso la bellezza della storia e la trama mettono in secondo piano questi difetti. Tirando le somme, Sword Art Online: Alicization Lycoris è un titolo su cui avremmo voluto vedere un passo in più rispetto ai suoi predecessori. Per certi versi effettivamente ci sono dei notevoli miglioramenti, come quando si osserva il sistema di combattimento nella sua interezza, lo sviluppo del personaggio, l’estetica del mondo di gioco e alcune sfide decisamente valevoli del grind per arrivare ai livelli più elevati. Però, al netto di un prologo fin troppo lungo e limitante, una struttura per le missioni decisamente datata, l’assenza dei temi più centrali della seconda parte di Alicization, numerosi problemi tecnici al lancio e un comparto multigiocatore poco lungimirante, Alicization Lycoris non è di sicuro il migliore titolo della serie, ma in ogni caso merita di essere giocato nella sua interezza.

GIUDIZIO GLOBALE

Grafica: 7

Sonoro: 7

Gameplay: 7,5

Longevità: 7

VOTO FINALE: 7

Francesco Pellegrino Lise

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