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Editoriali

AAA: sofferenze, tormenti, disagi e vicende scabrose cercasi per trasmissione di intrattenimento

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Esistevano, molto tempo fa, degli uomini e delle donne capaci di grandi sentimenti di pietà, di amore, di rispetto, di lealtà e di riconoscenza.
Che una figlia maltratti la madre pubblicamente o viceversa che quest’ultima insulti e disprezzi con parole offensive il proprio figlio, a quei tempi lontani non si comprendeva. Liti in famiglia ci sono stati sempre e sempre ci saranno, scandali pure e cose sconce non mancavano, però si diceva che i panni sporchi si lavano in famiglia. Tutto ciò che andava avanti nel tàlamo rimaneva gelosamente custodito nel cuore dei due amanti.

Oggi non più. Tutto è cambiato

Il tempo passa e porta via il tutto. Oggi ci sono degli uomini e delle donne a cui piace dare in pasto al pubblico le proprie faccende personali, tristi, penose, scabrose. Oggi ci sono degli uomini e delle donne che mentre stanno a pranzo si divertono a seguire tragedie, sfortune e disgrazie di povera gente, vere o sceneggiate, mandate in onda su qualche rete all’ora di pranzo. Oggi ancora c’è qualche rete tv che arruola, prestatori a pagamento o a prestazione gratuita, questo non è dato sapere, volontari disposti a intrattenere il pubblico, raccontando le loro disgrazie, sfortune, le loro vicende scabrose, a volte piccanti e a volte misere e vergognose.
Di questo smercio di sentimenti altrui abbiamo scritto, stiamo scrivendo e continueremo a scrivere fino a che un qualche garante non ne ravvisi la necessità di controllare l’opportunità ed il messaggio educativo di tali intrattenimenti.

Per fortuna , non è reale la società, che certa trasmissione trash televisiva che si nutre di questi intrattenimenti vorrebbe veicolare

Ancora in Italia ci sono tanti che protestano per quel tipo di trasmissioni ed i commenti sul web ne sono la testimonianza.

Scrive una signora commentando la trasmissione : “Ennesima pagliacciata anche la causa di oggi…e pagliacciata è dire poco! Ho guardato Forum dai tempi del mitico Santi Licheri e ho imparato tante cose a livello legale. Lo hanno trasformato in un teatrino da quattro soldi. Almeno gli attori fossero bravi! Neanche quello…” E con questa citazione il gatto è fuori dal sacco perché la signora ha svelato una delle trasmissioni di riferimento. Commenti simili e forse più incisivi sono tanti ma si preferisce ometterli per ragioni di spazio. Forum non rappresenta l’Italia!

Alcuni dei casi dibattuti da querelanti urlanti in Sportello di Forum proprio questi giorni , quando le reti chiudono per ferie ed agli utenti vengono proposti i fondi dei loro magazzini, si è trasmesso il caso di un uomo di colore che non più in grado di pagare l’affitto, si era presentato una bella mattina alla locatrice, nudo come un pesce, proponendole di saldare gli arretrati con una sua prestazione sessuale. Una causa ridicola e la presentatrice, solo a proporla non ha fatto per niente una bella figura.
Un altro caso poco edificante e si spera solamente che i nostri giovani a quell’ora non stiano seguendo quella trasmissione, la giornalista presentatrice ha proposto al pubblico il caso triste e sconcertante di una “mamma” ed una figlia. La ragazza , avendo partorito una bambina, storia risalente a venti anni prima, ebbe l’orrore di subire da parte di sua madre la violenza di vederla strappare la neonata e gettarla nella spazzatura.
Che intrattenimento, mentre il signorino e la signorina con pudore baciano la tazzina di quello che dovrebbe rappresentare una pubblicità per il caffè.
La gestione del programma condotto dalla signora Palombelli ha mostrato la sua nuova linea già dal 2015. Di fatti, il 22 settembre di quell’anno, Stefania Stefanelli, su “ TV dietro le quinte “ di Davide De Maggio, aveva commentato la trasmissione della Palombelli in cui ribadiva che su Rete 4 allo Sportello di Forum < simulava una chat erotica alle ore 14.45, con una voce fuori campo ed un figurante “attizzato” a fare da cavia>.
Come si suole dire che l’appetito viene mangiando ed anche lo share dell’audience l’avevano capito a Rete4 perché ogni giorno allo “Sportello” di questo e non solo ma di più. Casi scabrosi e casi banali, risibili come di quel signore che non aveva potuto partecipare alla nascita del suo bambino perché in estrema necessità di andare in bagno , gli venne rifiutato l’uso dal proprietario del negozio.

Non di solo questo vivono queste trasmissioni trash pur di alzare il loro share di audience accetterebbero qualsiasi storia e cosi si propina la storia di una figlia che scopre suo marito a letto con suo padre. Due scoperte in una , storia insipida, di cattivo gusto, eppure ancora c’è chi la propone, chi si espone a rappresentarla e chi comodo a tavola, davanti a un’amatriciana, si diverte come matto a seguire queste “opere di genio”. Evviva l’Italia !
Ci consola lo scorrere inesorabile del tempo. Quello che era ieri oggi non e più. Il tempo passa e se ne porta il tutto. Bello pensare che ancora vi sia tanta gioventù sana che in silenzio aspetta il suo turno per spazzare via questo grigiume e fare brillare il sole su questo Belpaese.

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L’Italia e l’urlo di Munch: gigante salvaci tu!

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Una fra le varie analisi della celeberrima opera “L’Urlo di Munch”, quella di Sonia Cappellini per Storia dell’Arte, ha il pregio di suscitare nel lettore nuove interpretazioni ed una nuova simbologia del dipinto di Edward Munch.

Per chi scrive, quell’urlo ben sia conforme con il grido dell’Italia pensando al suo angoscioso futuro, grida per paura, per dolore e urla per rabbia. L’autrice dell’analisi nel farci notare il volto umano sfigurato, simbolicamente in quel volto non può che esserci il volto del “Belpaese”, completamente anch’esso sfigurato, deturpato, umiliato e vilipeso.

Quando, sempre l’autrice, descrivendo il dipinto dice che la figura “sembra a malapena mantenersi in posizione eretta, quasi non avesse spina dorsale” a noi il pensiero va a un’Italia depauperata, divisa tra mille interessi lobbistici, le numerose correnti, frazionismi e fazioni di partiti senza alcuna reale conoscenza del paese reale, i tanti carrieristi in lotta eterna per il potere, un fiume carsico di corruttori, corrotti ed evasori attraversando il sottosuolo della penisola e colate di lava di malcontento e conclamata povertà che si accumulano nelle periferie sia al nord che al sud pronti a divampare.
Per finire con la simbologia, il dipinto mostra “quell’essere umano” che mentre sostiene la testa sembra chiudere le orecchie e Sonia Cappellini commenta: “come se la stessa persona non fosse in grado di sostenere il grido che lei stessa sta emettendo”.

E’ proprio così, l’Italia chiude le orecchie perché, ahinoi, non è in grado di supportare oltre perchè l’Italia ha rotto gli argini e la “cloaca massima” nazionale ha invaso puri e duri.
Soccombono le istituzioni e gli organi di garanzia, langue la vita sociale e agonizza la giustizia. Anela la democrazia ed il diritto sta venendo mortificato.

La libertà di opinione si mette in forse, quella personale è in quarantena ed il variegato mercato dell’informazione si arricchisce sempre più di multiformi bancarelle di tg, riviste, giornali e talk show e carrozzoni vari. A questo punto è d’obbligo la riflessione: cosa s’intende veramente con neutralità e obiettività della stampa? In che misura c’entra la collocazione politica dei telegiornali?
Dice Paolo Del Debbio: “mille ragioni, mille opinioni” al che ci si sente autorizzati a dire: tanti telegiornali, tante collocazioni politiche e tante versioni dei fatti di cronaca.

E’ così? Più che la pandemia l’Italia teme il collasso delle istituzioni, il degrado ed il decadimento del sistema, della vita sociale. Il famoso dipinto dell’artista norvegese mostra un cielo al tramonto con linee di rosso sangue e sullo sfondo ci si intravedono due figure. Queste non vedono, non sentono, non accorrono. A questo punto l’Italia grida: Gigante pensaci tu. Draghi risponde: ci penso io; il cielo sorride e la speranza rinasce nei cuori di tutti.

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Anguillara Sabazia, un salto dalla padella pentastellata alla brace della politica qualunquista

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ANGUILLARA SABAZIA (RM) – E’ male avere il male, ma essere burlati è peggio! Chi si sarebbe mai immaginato che dopo il fallimento della Giunta pentastellata guidata dalla sindaca Sabrina Anselmo ne potesse subentrare una che promette di fare peggio? Provare per credere! Il peggio non è mai morto.

Con delibera del Consiglio comunale n.2 del 13/2/2021 e successivamente con la delibera di Giunta comunale n.50 del 9/3/2021 è stata approvata la variazione del Programma triennale 2021-2023 dei lavori pubblici. Avendo già bene in mente il programma triennale 2020/2022 della Giunta pentastellata, a suo tempo sfiduciata, ogni cittadino si sarebbe aspettato un piano triennale che si distaccasse completamente dalla politica fallimentare della Giunta Anselmo. Invece no. Meraviglia delle meraviglie e delusione delle delusioni la Giunta “della speranza” è riuscita a presentare un programma triennale peggiore di quello sognato e mai realizzato dall’amministrazione grillina. Complimenti perché non era cosa scontata.

I programmi delle rispettive Giunte hanno in comune l’interesse per la progettazione di vari interventi nei plessi scolastici di Anguillara. Come sogno non si trova niente da ridire ma se poi rimane solo tale, a che pro sprecare tempo a scriverlo?

Il programma triennale della Giunta Pizzigallo si fregia di contributi regionali, ministeriali e fondi comunali per la realizzazione delle opere, per ora solo buone intenzioni su carta. Bene occorre ricordare però, che anche la Giunta Anselmo, per la realizzazione dell’ ampliamento del Cimitero comunale con annesso parcheggio si fregiava anche essa di finanziamenti.

Il fatto sta che il progetto di ampliamento del Cimitero è stato cassato, della destinazione dei fondi stanziati non se ne è saputo più nulla e questo spiega quanto male è avere il male, però il fatto che non si fa nemmeno il minimo cenno della realizzazione dell’ampliamento del cimitero nel Programma triennale della Giunta Pizzigallo è la peggiore burla che un qualsiasi cittadino possa digerire.

La Giunta Pizzigallo, a detta di molti cittadini, sembra identificare tutto il male della cittadina nello stato urbanistico di via Romana, Residenza Claudia, Vigna di Valle e un tratto di viale Reginaldo Belloni, la messa in sicurezza della viabilità di via della Mola Vecchia, il ponte sito in via Reginaldo Belloni ed in ultimo, “piacere per piacerti”, quando il governo centrale intima i vari lockdown e vieta gli assembramenti, la Giunta programma i “Lavori di manutenzione straordinaria della tribuna dell’impianto del campo da calcio comunale F. Capparella”. La gente che non ha le stesse vedute di questa amministrazione si domanda: e perché non anche la manutenzione straordinaria della piscina olimpionica comunale? E perché no? Ma l’opposizione non ha proprio nulla da eccepire? Dice la gente, un serio programma per affrontare la stagione turistica non merita ugual attenzione della manutenzione straordinaria della tribuna dell’impianto del campo da calcio?

I cittadini guardano ed osservano, giudicano e discutono e commentano. La Giunta Anselmo, pur non avendo realizzato quello che aveva programmato, però nel piano triennale aveva previsto dei lavori, allora come ora, urgentissimi per la cittadina, come la realizzazione della rete fognante Albucceto – Ponton dell’Elce, la realizzazione di un centro servizi a supporto delle attività di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani. Aveva immaginato cose intelligenti come il recupero funzionale del Torrione da adibire a incubatoio della musica e della cultura. La Giunta grillina aveva sogni più lusinghieri. Poi, della bella favola della Giunta grillina di realizzare l’ampliamento del cimitero, già si è trattato all’inizio di questo articolo. La signora Anselmo sarà ricordata come la sindaca sfiduciata per non essere stata all’altezza dell’incarico affidatole.

Il buongiorno si vede dal mattino. Per strada e tra le bancarelle del mercato la gente mormora e bisbiglia sotto voce “Se la Giunta Pizzigallo intendeva presentarsi alla cittadinanza con questo Programma Triennale, vuol dire che Anguillara dalla padella pentastellata è caduta nella brace di una politica qualunquista.

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Le osterie ed i talk show televisivi

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Mentre una volta la vita sociale si svolgeva nella piazzetta del paese, nell’androne o nell’atrio, radunati sulle panchine del giardino oppure, specialmente per gli anziani, nelle osterie, oggi con i vari web network, le relazioni sociali spesso iniziano e si sviluppano sui social, con un clic, con un like oppure con un emoticon.

Per l’argomento che qui si vuole trattare, interessa principalmente la vita sociale che caratterizzava le serate nelle osterie. Oggi quella vita è quasi sparita ed è stata rimpiazzata dai talk show televisivi.

Molti di noi conoscono le osterie come luoghi di una certa atmosfera spensierata, serena e, oserei dire, sognante. Si entra sobri e si esce un tantino barcollando, recitando frasi poetiche e raccontando episodi nostalgici, decantando quel vino soave  e quella cucina di una volta.

Ancora tutt’oggi gli anziani di villaggi, borghi e periferie si incontrano all’osteria per una partita a carte davanti a un buon bicchiere. La sala si riempie di fumo mentre le discussioni si accendono, la temperatura sale ed i fiaschi si svuotano. Gli eventi del giorno vengono rivisti, commentati ed ognuno dei commensali non manca di fare sentire la sua opinione. L’oste sorveglia le discussioni soddisfatto e felice di accontentare i clienti in tutto purché paghino.

L’osteria però non è stata sempre questo posto tranquillo. Racconta Manzoni nei sui “Promessi sposi” che spesso la clientela non era della più raccomandabile, spesso ci si trovavano ladri e borsaioli, tanto vero che Manzoni fu convinto che per Renzo rappresentava luogo di perdizione. Sempre nel mondo dei Promessi sposi spesso  viene dipinta come un luogo immorale e contrapposto alla quiete del focolare domestico.

Qualcuno però, potrebbe domandare cosa c’azzecca tutto questo con i talk show televisivi. A parere di chi scrive il nesso ci sta e la spiegazione pure.

Gli avvenimenti del giorno, allora, si discutevano, anche animosamente, tra gli anziani o i gli sfaccendati, accomodati intorno ai tavoli delle osterie davanti a un buon bicchiere. Le discussioni duravano ore ed ore e la tensione saliva man mano che si svuotavano i fiaschi e l’oste ne riforniva altri pieni. Ogni commensale diceva la sua e raramente che si raggiungeva l’unanimità. L’oste giocava la sua parte in quella commedia. Interveniva ogni volta che la discussione si scemava. Faceva il gioco di parte. Più le anime si riscaldavano, più fiaschi si consumavano e più l’osteria prosperava.

Oggi il gran bla bla dei talk show televisivi ha preso il posto di quelli accesi scambi di parole, alterchi, battibecchi, polemiche e diverbi delle osterie.

Forse è cambiato il palinsesto. E’ cambiato l’arredamento. E’ migliorata l’illuminazione. Forse l’oste si presenta “più sexy” e si fa chiamare presentatore, ma gli argomenti del giorno sono sempre uguali a quelli di ieri. Si smerciano opinioni per verità e si forniscono percentuali a iosa.

Ogni talk show è un continuo déjà vu di altri simili di altre reti con l’ordine dei fattori cambiati ma il prodotto sempre scadente rimane. E’ un continuo susseguirsi di “uomini di scienza”, ognuno con la propria teoria che raramente coincide con quella del “collega”. Onorevoli e giornalisti di grido raramente disertano questi salotti e a chi piace invece la sceneggiata napoletana il divertimento è assicurato.

Per onestà intellettuale qui bisogna chiarire che non si sta parlando delle trasmissioni che per scelta fanno un vero “giornalismo investigativo”. Questi sono quelli che veramente rendono un utile servizio al cittadino.

Si sta parlando invece dei talk show generici di livello scadente ed alcuni di loro facenti parte della tv spazzatura. Generalmente i talk show di cui si riferisce sono popolati da pseudo esperti, ospiti che parlano tanto contemporaneamente, dicendo nulla, mentre la moderatrice spesso e volentieri interviene sovrapponendo la sua voce su quella di tutti per imporre una sua scaletta predefinita. A fine serata, spenta la tv e posato il telecomando, lo spettatore che dalla trasmissione aspettava chissà cosa, rimane deluso, dicendo fra sé e sé, in osteria per lo meno si assaggiava un buon bicchiere, qui invece con tutte le banalità ed il déjà vu ti fanno proprio rintontire del tutto, di più.

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