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Ace Combat 7 Skies Unknown, si torna a combattere fra le nuvole

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Sono trascorsi ben 24 anni dall’uscita del primo Ace Combat. A partire dal 1995 la fortunata saga targata Bandai Namco ha fatto vivere ai suoi numerosissimi appassionati una quantità formidabile di adrenaliniche battaglie tra le nuvole. La serie è una saga a dir poco leggendaria nel panorama mondiale dei videogiochi. Un brand che ha visto, fino a oggi con questo Ace Combat 7: Skies Unknown, ben diciassette titoli prendere vita tra alti e bassi su ogni tipo di piattaforma di gioco conosciuta in questi anni. L’episodio che ci accingiamo a recensire era tra l’altro molto atteso dagli appassionati, perché fin dal suo annuncio nel 2015 prometteva alcune novità pensate dagli sviluppatori per migliorare il brand, senza però snaturarlo, dopo alcuni episodi poco esaltanti, a cominciare da una modalità storia più interessante e variegata. Per la cronaca, il titolo propone anche una modalità extra per il visore 3D di Sony, una “spettatore” chiamata Air Show e un’altra multigiocatore con Battle Royale (4 vs 4) e Deathmatch. Ace Combat 7, che vi ricordiamo essere disponibile su Pc, Xbox One e Ps4, fonda le proprie radici su una campagna per giocatore singolo fortemente caratterizzata dagli eventi che, in questo caso, fanno di nuovo da sfondo al mondo alternativo creato da Sunao Katabuchi. Sono passati circa 9 anni dai fatti descritti in Ace Combat 5 e la pace fra il regno indipendente di Erusea e quello di Osea sembrerebbe procedere senza particolari intoppi.

La crescente intraprendenza di Osea in ambito tecnologico militare e la continua invadenza sulle questioni di Erusea culminato con l’installazione di un ascensore spaziale sul loro territorio, segnerà tuttavia l’inizio di una nuova crisi, che avrà il proprio culmine nell’attacco a sorpresa “dei ribelli” e la conseguente conquista sia dell’ascensore spaziale che di diverse strutture belliche del nemico.

Nel frattempo anche il modo di combattere le guerre è cambiato, visto che in questo caso ad affiancare se non a sostituire la “solita carne da macello” ci sarà anche una nuova categoria di droni (UAV) sviluppati su un IA basata sulle routine di volo di un vecchio asso dell’aviazione.

La campagna single player si divide in 20 adrenaliniche missioni che spiccano per varietà e che danno ben presto filo da torcere ai giocatori. Le vicende narrate in questo settimo capitolo di Ace Combat ruotano attorno al continente Usea e in particolare al già citato International Space Elevator, costruito dalla Federazione Oseana e simbolo di pace. Fortemente voluto dal presidente Vincent Harling, lo scopo di tale struttura è raccogliere l’energia solare dall’atmosfera e trasmetterla sulla terra ferma per aiutare la ricostruzione del macrocontinente Usea, devastato nel 1999 dall’impatto dell’asteroide Ulysses 1994XF04. Forti dell’aiuto dei droni di combattimento, velivoli d’attacco dotati di intelligenza artificiale, le truppe Eruseane insorgono per conquistare lo Space Elevator e da qui tutto il continente di Usea. Trigger, taciturno protagonista di cui i giocatori vestiranno i panni durante il gioco, partecipa ad una serie di missioni per recuperare lo Space Elevator ma in una di queste è vittima di un incidente che lo porta a compiere un crimine gravissimo, o almeno così pensano tutti. Si ritrova dunque confinato suo malgrado nella base 444 e con altri criminali di guerra dovrà riscattarsi dopo l’incidente partecipando a pericolosissime missioni. Il segno distintivo dei reietti della base 444 sono dei graffi sulla coda dell’aero, e Trigger essendo accusato di un delitto gravissimo ne ha ben tre. Col passare del tempo e delle missioni il marchio del disonore che Trigger porta sulla coda diventerà un simbolo distintivo, che lo farà lentamente diventare l’asso più temuto dei cieli di Usea. Grazie a questa trama Ace Combat 7 Skies Unknown riuscirà a tenere incollati i fan più accaniti oltre 20 ore se si gioca alla difficoltà massima. Ma andiamo oltre, per quanto concerne il gamelay, Ace Combat 7 offre diversi tipi di missioni, alcune che traggono ispirazione dai titoli passati, altre del tutto nuove. Di base vi sono sempre due fazioni, quella del giocatore e quella nemica. In alcune missioni è necessario abbattere determinanti obiettivi, in altre distruggere il più possibile dei rifornimenti della fazione avversaria. Non mancano le missioni in cui è vitale proteggere un determinato alleato e quelle in cui bisogna infiltrarsi senza essere visti dai radar nemici.

L’elemento stealth è molto importante in battaglia. Il più grande aiuto in questo senso viene fornito dalle nuvole, in cui ci si può nascondere per pochi istanti, per poi fiondarsi di nuovo all’attacco. Rimanendo molto tempo nelle nubi si rischia di ghiacciare alcune parti del motore, aumentando dunque il pericolo di stallo. Le condizioni meteo delle missioni sono una delle cose più riuscite di Ace Combat 7, l’epicità e la tensione che si vengono a creare durante una battaglia aerea tra i fulmini è qualcosa che emoziona e lascia veramente senza fiato. La visibilità è chiaramente compromessa quando le condizioni meteorologiche sono avverse. Infilarsi in una tempesta di sabbia o in una nuvola temporalesca aumenta vertiginosamente il rischio di schianto improvviso su un ostacolo non visibile.

https://www.youtube.com/embed/wsH9tyeBbT4

Per quanto riguarda il sistema di combattimento, Bandai Namco ha deciso di snellire quanto visto in passato per rendere l’esperienza più intuitiva, più arcade e quindi di conseguenza meno simulativa. L’intelligenza artificiale dei nemici è abbastanza curata e soprattutto nelle situazioni più caotiche colpire l’aereo nemico non è affatto cosa semplice. Accumulando ore di volo si iniziano ad intuire le varie tattiche con cui approcciare il nemico e di conseguenza anche le manovre per non essere colpiti dai nemici. Quando si viene agganciati dal sistema di puntamento avversario si viene avvertiti del pericolo e una volta partito il missile è necessario compiere delle evoluzioni per evitarlo. Ogni aereo ha la possibilità di montare solitamente due tipi di armi, salvo rare eccezioni dettate da particolari missioni. L’arma principale standard, dedita a colpire sia i nemici in volo che quelli sul suolo e l’arma speciale, solitamente perfezionata in un solo stile di attacco, aria-terra o aria-aria. A dare un ottimo senso di progressione alla campagna c’è anche la possibilità di investire i punti esperienza accumulati per sbloccare nuovi aerei e personalizzarli. Un esteso albero della progressione dà infatti l’opportunità di ottenere caccia rapidissimi, letali bombardieri, ma anche modifiche per migliorare l’efficacia dei missili, la manovrabilità dei mezzi o la loro resistenza. Prima di uscire dall’hangar per affrontare una missione sarà infatti possibile non solo scegliere l’arma secondaria da utilizzare, ma anche installare diverse modifiche sulla fusoliera o nell’elettronica del velivolo. In pratica si compone una sorta di loadout, personalizzato per ogni singolo aereo. Per sbloccare tutti i mezzi, inoltre, sarà necessario impegnarsi a dovere, rigiocando le varie missioni oppure dedicandosi ai match online in maniera seria. I velivoli più potenti costano diverse migliaia di crediti e per poterli acquistare tutti ci vorranno molte ore di gioco.

https://www.youtube.com/embed/UtjO-rUIahM

Parlando del comparto multigiocatore online possiamo dire che questo funziona davvero bene. Esistono due tipi di modalità che si possono scegliere: la Battle Royale e il Deathmatch a squadre. Nella prima fino a otto velivoli sono chiamati a scontrarsi in un tutti contro tutti mortale, mentre nella seconda due squadre di massimo quattro membri ciascuna sono chiamate a confrontarsi tra loro. Giocando online si comprende davvero la profondità del gameplay, che con pochi comandi consente di realizzare vere e proprie tattiche di guerra, soprattutto nella modalità a squadre. Ad esempio facendosi inseguire da un veicolo nemico si può mettere a segno un assist per un compagno che può approfittare sull’abbassamento della guardia nemica. Probabilmente l’unica pecca dell’online risiede proprio nella mancanza di altre modalità, visto che le due presenti, anche se strutturate egregiamente, risultano essere un po’ pochine. Dal punto di vista grafico Ace Combat 7 si fa forte dell’Unreal Engine 4, che garantisce un livello di dettaglio come mai in passato si era visto nella serie, complici texture in alta definizione ed effetti luminosi di un certo spessore, più un meteo variabile che conferisce alla visione d’insieme un maggior realismo, apprezzabili con qualsiasi delle visuali disponibili, sia essa la prima persona, dall’abitacolo o in terza persona. Notevoli in generale i modelli degli aerei e la regia di gioco. Ci sono attimi in cui i panorami sono talmente belli da vedere che ci si può distrarre dall’azione di gioco e la presenza di un intero replay della missione a fine partita risulta un bellissimo espediente se si desidera ammirare tutta la maestosità offerta dai panorami e dagli eventi climatici. Tirando le somme, Bandai Namco con Ace Combat 7 Skies Unknown ha fatto davvero centro. Diciamo questo perché la casa nipponico è riuscita a portare sugli schermi un titolo avvincente, bello da vedere, divertente e adatto sia ai casual gamers che agli hardcore players. I tre livelli di difficoltà disponibili e la scelta se pilotare i velivoli in maniera semplificata o realistica rendono infatti l’esperienza di gioco profonda e davvero appagante. Con questo settimo capitolo la saga di Ace Combat si arricchisce di un gioiello preziosissimo e credeteci, lasciarselo sfuggire, specialmente se siete appassionati di aerei da guerra, sarebbe un pessimo errore.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 9

Gameplay: 8,5

Sonoro: 8,5

Longevità: 8

VOTO FINALE: 8,5

Francesco Pellegrino Lise

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Call of Duty Mw, la stagione 5 è arrivata con una pioggia di novità

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Con i primi di agosto ha inizio la quinta stagione di Call of Duty Mw (qui la nostra recensione), lo shooter in prima persona più famoso del mondo, che porta tantissime novità sia per quanto riguarda sia il multiplayer sia per la modalità battle royale “Warzone” (qui la nostra recensione), che ricordiamo essere gratis per tutti. Mentre a Verdansk si intensifica il caos e l’Armistizio sta per raggiungere il suo punto di rottura, entra in campo una nuova forza. La Shadow Company fa il suo ingresso esplosivo e memorabile nel mondo di Modern Warfare, arrivando con stile per affermarsi e rafforzare l’Alleanza, nonostante il fireteam della compagnia stia apparentemente giocando in autonomia secondo le proprie regole. Con la season 5 di Call of Duty Mw, gli studi di Infinity Ward ridefiniscono la mappa di Warzone che sarà allargata grazie all’apertura delle porte dello Stadio, così come gli interni della Stazione Ferroviaria e un gigante treno merci in continuo movimento da rivendicare come base mobile delle operazioni! Ma non è tutto, al lancio saranno disponibili quattro nuove mappe multigiocatore: una nuova esperienza di Guerra Terrestre, due mappe 6v6 e una mappa Scontro pensata per combattimenti frenetici. Ovviamente, questa serie di nuovi contenuti è supportata da nuove modalità di gioco sia per Multiplayer che per Warzone, ed anche da un robusto sistema di Battle Pass che includerà una serie di contenuti da sbloccare, alcuni dei quali anche gratuitamente.

Nello specifico per quanto riguarda Warzone: lo Stadio di Verdansk sarà aperto ai giocatori! L’area è enorme e molto strutturata quindi bisognerà imparare a esplorarla e a dominarla. Non si tratta però dell’unica novità di alto profilo: è infatti in arrivo la Stagione dei treni. Ovviamente non c’è stazione senza treno e, infatti, un enorme e corazzato treno farà il giro della parte sud-ovest della mappa: riuscire a occuparlo e ottenerne i mezzi e le armi pesanti può dare un grande vantaggio ai giocatori. Inoltre, sono stati aggiunte più zipline per salire rapidamente in cima agli edifici più alti, così da contrastare i cecchini più facilmente. Anche le armi recuperabili sul campo sono state aggiornate; sono state introdotte le seguenti varianti all’interno della mappa: 8 armi comuni, 13 non-comuni, 15 rare e 25 leggendarie. Infine, è ora possibile impostare una traccia musicale agli specifici veicoli tramite il menù di personalizzazione; appena sali nel mezzo, la musica parte in automatico. Le tracce sono disponibili solo per i giocatori che possiedono il battle pass. Per quanto concerne il multiplayer, durante la stagione 5 di Call of Duty Mw ci saranno quattro nuove mappe gratis per la versione completa del gioco: Livestock, Petrov Oil Rig, Sudal Harbor e Verdansk International Airport. Arriveranno anche nuove modalità, playlist, mosh pits e altri update. Ecco alcune anticipazioni: Bare bone: una rotazione di TDM, Domination, HQ, Hardpoint, and Kill Confirmed, senza Killstreak, potenziamenti o perk. Search and Destroy Double Down: come un classico Search and Destroy, ma con il doppio dei giocatori; si passa da 6 vs 6 a 12 vs 12. Missioni e Sfide: Più di 12 Mastery Challenge sono state aggiugne in Warzone e Modern Warfare. Ricordiamo che saranno inoltre disponibili due nuove armi ottenibili tramite il battle pass: la mitraglietta ISO SMG e il fucile d’assalto AN-94. Si potranno poi ottenere una serie di elementi cosmetici e vari blueprint.

L’acquisto del battle pass sblocca inoltre i seguenti contenuti, in automatico:

Nuovo operatore, Learch, Shadow Company

Tracce musicali per i mezzi

Skin e missioni per diversi personaggi

Boost XP (+10% per tutta la stagione)

Nuovi operatori nello store

Nel corso della stagione, inoltre, saranno acquistabili due nuovi operatori: Velikan (Allegiance / Shadow Company) e Morte (Coalition / Warcom). Insomma, anche questa volta di cose da fare ce ne sono davvero moltissime.

Francesco Pellegrino Lise

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TikTok sotto assedio, ci sono 4 app “rivali”

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Se i tentativi di controllare o comunque limitare TikTok soprattutto ad opera del governo degli Stati Uniti andranno in porto lo sapremo solo con il passare del tempo. Attualmente però ci sono già delle app alternative pronte a prendere il posto del popolare social cinese che ha già raggiunto i 2 miliardi di download e che fa gola a Microsoft. Secondo la rivista del Mit, Technology Review, sono quattro i possibili candidati, da Triller, che è al momento il concorrente più agguerrito, a Reels di recente lanciata da Instagram, agli “outsider” Byte e Clash nati entrambi dall’esperienza di Vine, la piattaforma video di Twitter chiusa nel 2016. Pur essendo stata lanciata nel 2015, Triller ha raggiunto una certa notorietà solo nell’ultimo periodo, proprio grazie alle vicende di di TikTok. Il “travaso” di utenti, e anche di qualche influencer, ha portato l’applicazione a raggiungere i 250 milioni di download, ben lontani dai 2 miliardi della rivale ma sufficienti a farla essere l’app più scaricata a luglio in almeno 50 paesi, Italia compresa. “Potrebbe diventare potenzialmente il rifugio principale per gli influencer di TikTok che cercano un’altra app con caratteristiche simili che voglia investire su di loro – spiega alla rivista Alessandro Bogliari, esperto di social media -. Ora che qualche star di TikTok ha già lasciato per Triller altri potrebbero seguirli, portando con sè milioni di fan”. E’ ancora agli inizi invece Reels, applicazione appena lanciata all’interno di Instagram da Facebook, che permette di fare e condividere in uno spazio comune, accessibile da “esplora” video di 15 secondi con una serie di effetti. La chiave del possibile successo, spiega l’esperto, potrebbe essere nel fatto che Instagram è più intergenerazionale rispetto a TikTok, che è ancora abbastanza una “riserva” per i più giovani. E’ ancora in versione beta, anche se è già giudicata molto promettente, la app Clash, ideata da Brendon McNerney, uno dei principali utilizzatori di Vine, che più di TikTok è orientata a far guadagnare i creatori di contenuti con propri video. Ha pochi mesi anche Byte, l’ultima “candidata” secondo la rivista, ma è riuscita già a catalizzare l’attenzione di un pubblico “di nicchia”, interessato all’arte e alla musica. Insomma, per capire se il futuro di TikTok sarà quello di sparire o di perdere una buona fetta di utenti bisognerà aspettare ancora un po’, fatto sta che le 4 app rivali sono sicuramente pronte a dar battaglia.

F.P.L.

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Relicta: fisica e misteri nel puzzle game per Pc, console e Stadia

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Relicta, l’ultima fatica di casa Mighty Polygon è un puzzle game, disponibile su Pc, console e Stadia, in prima persona che tra gravità e magnetismo porta i giocatori alla scoperta di una Luna molto diversa da come la si conosce. Senza alcun aiuto bisognerà venire a capo di enigmi sempre più complessi, in grado di tenere incollati allo schermo per ore. I rompicapi da affrontare, man mano che si procede nel titolo, sono sempre più complessi e non basterà un semplice colpo d’occhio per portarli a termine. Nel corso dell’avventura si vestono i panni di Angelica Patel, una ricercatrice che vive e lavora sulla Luna, più precisamente all’interno della Base Chandra, detto ciò, però, è opportuno sottolineare che nell’immaginario di Mighty Polygon il satellite naturale della Terra è completamente terraformato. Relicta inizia con un flash forward di un imminente disastro che coinvolge la stazione e una grossa specie di roccia in essa contenuta. Subito dopo si passa a un flashback di eventi avvenuti due anni prima, nel quale si può esplorare brevemente la stazione in cui ci si trova, conoscere via radio alcuni degli altri personaggi come la collega Laia Alami e la figlia Kira Patel, e prendere parte a un breve tutorial che introduce il giocatore ai rudimenti del gameplay. Conclusa questa introduzione il giocatore, infine, si troverà ad effettuare un ultimo salto temporale, andando avanti di due anni in quello che si può definire il presente, poche ore prima del disastro imminente. Durante una telefonata con la figlia della protagonista, improvvisamente salta la comunicazione e toccherà al giocatore scoprire quale sia il problema. Collegandosi al terminale principale ed effettuando un riavvio, il sistema della base comunicherà che è stato solo un malfunzionamento. Contattando i colleghi però presto si verrà a sapere che anche altre aree della base stanno mostrando comportamenti anomali e ad alcune di esse sono addirittura scollegate dal nodo centrale, con le comunicazioni limitate o irraggiungibili dai Maglev, il sistema di convogli che collega i vari punti della stazione. Con questo pretesto inizia l’avventura di Relicta, che porterà i giocatori a doversi addentrare nei vari rami della base lunare con lo scopo di salvare i colleghi e riparare queste fantomatiche anomalie. Queste fasi più narrative consistono in un semplice girare per la base, con la sola possibilità di esplorare in cerca di collezionabili o nuove voci da aggiungere al PDA, un dispositivo elettronico sul quale leggere mail e altre note, utili ad approfondire il mondo di gioco o gli eventi in corso. Quando ci si muove verso le altre zone della base, invece, iniziano i rompicapi che costituiscono a tutti gli effetti il nucleo del gameplay. E’ bene sottolineare che dopo appena qualche ora di gioco la narrazione prende una piega inaspettata, assumendo delle connotazioni degne di un thriller psicologico, coinvolgendo sempre di più il giocatore ma avendo un impatto quasi nullo sul gameplay effettivo. La sensazione che si prova giocando a Relicta è che questa storia, per quanto intrigante, sia superflua ai fini del gioco in sé. In ogni caso sicuramente la trama misteriosa è un valore aggiunto e merita di essere portata a termine.

Ma andiamo ad analizzare il gameplay di Relicta più da vicino: nonostante le ricerche scientifiche sui biomi e la creazione di ambienti ospitali siano le fondamenta dell’ambientazione, in realtà sono fisica e magnetismo i veri padroni del gameplay del titolo. Sin dai primi istanti di gioco, infatti, si verrà a conoscenza della creazione di alcuni guanti in grado di manipolare elettronicamente e gravitazionalmente determinati artefatti. Tali “guanti gravità” saranno i veri protagonisti del gameplay di Relicta. Proseguendo nella narrazione, infatti, ci si troverà a passare da un ambiente all’altro tramite diverse porte colorate: alcune limiteranno completamente l’accesso allo scenario successivo, altre, invece, permetteranno il passaggio della dottoressa, ma non delle casse da usare per risolvere i puzzle, altre ancora consentiranno di essere attraversate in una sola direzione. Per poterle aprire sarà necessario combinare gravità e magnetismo al fine di trasportare gli artefatti sulle piattaforme dedicate. Una volta posizionate tutte le casse sugli interruttori, il passaggio si aprirà e si potrà passare alla stanza successiva. La dinamica di gioco appena citata può apparire semplice, eppure non lo è affatto. Ogni area, infatti, mostrerà un enigma da risolvere prima di riuscire a posizionare ogni cassa correttamente. Anzitutto gli artefatti potranno essere neutri, positivi o negativi, soggetti a gravità e non. Per decidere magnetismo e gravità di ogni box sarà necessario fare semplicemente uso dei guanti in dotazione per decidere la giusta polarità e per attivare o disattivare la gravità. Se vi state domandando perché è necessario manipolare il magnetismo? La risposta è perché, in Relicta, la combinazione delle polarità consentirà di attrarre le casse e respingerle, abilitando quindi lo spostamento verso punti focali. Facili a dirsi, un po’ meno a farsi; in alcuni livelli, infatti, è necessario creare delle combinazioni studiate al millimetro. Una concatenazione di eventi e cambiamenti che dovrà essere studiata con cura e poi realizzata minuziosamente: basterà un comando mancato e bisognerà ripetere l’area da capo. Gli appassionati di videogames potranno trovare alcune assonanze con il ben noto Portal, e nonostante Relicta offra delle dinamiche ben diverse, le assonanze sono diverse. Gli amanti delle sfide troveranno in questo titolo pane per i propri denti. Saranno un po’ meno contenti invece gli amanti dei puzzle game in stile “vecchia scuola” che potrebbero infastidirsi nel vedere distruggere i propri tentativi semplicemente per aver mancato il corretto tempismo nel premere un pulsante. Il gameplay, così strutturato, permetterà a ognuno di godersi il titolo come meglio crede. Durante il corso della narrazione, come dicevamo, non solo sarà necessario risolvere i puzzle, ma anche scoprire quello che si cela dietro i misteri della base Chandra. Man mano che si andrà avanti si raccoglieranno file che mostreranno il quadro completo della storia che, purtroppo, non si sviluppa esattamente con l’enfasi desiderata, ma che comunque resta una splendida avventura da scoprire.

Livello dopo livello ci si fa strada in quella che è un’avventura abbastanza longeva, con un ottimo grado di complessità ma non altrettanta varietà, a causa di meccaniche spesso riutilizzate. La durata in giochi del genere è davvero poco indicativa, dipendendo in gran parte dall’intuito del giocatore, ma in ogni caso dovrebbe assestarsi attorno alle 10 ore. Relicta offre un comparto artistico davvero molto curato e che rende di sicuro più piacevole il progredire nelle varie sezioni. Le zone più spoglie della base si alternano ai diversi biomi di una Luna immaginaria completamente terraformata, tra una tundra ghiacciata e una splendida foresta. Il livello di dettaglio è molto buono e la colonna sonora composta appositamente per la produzione ne aumenta senza ombra di dubbio l’immersività. Tirando le somme, Relicta è un puzzle game senz’altro interessante, capace di offrire degli ottimi rompicapi basandosi su due elementi della fisica: la gravità e il magnetismo. Alcuni livelli denotano una complessità e un grado di difficoltà davvero notevole, richiedendo al giocatore, oltre alla conoscenza delle meccaniche base, pure un ingegno non trascurabile. Purtroppo però non brilla per la varietà, alla lunga le meccaniche risultano ripetitive e gli elementi, se non perfettamente identici, sono comunque equivalenti a quelli già incontrati nei livelli precedenti. Peccato anche per la narrazione, che seppur a tratti interessante, spesso sembra scollegata dal gameplay e ha come unico scopo quello di indirizzare il giocatore verso l’area successiva. In ogni caso Relicta è l’esempio di come un titolo dalla visuale in prima persona possa ancora al giorno d’oggi non essere classificato solo come un action o uno shooter. Se si è amanti dei rompicapo o semplicemente se si è alla ricerca di un videogame intelligente con cui mettersi alla prova, allora l’ultima fatica di Mighty Polygon potrebbe rivelarsi una graditissima sorpresa.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica : 8

Sonoro: 8

Gameplay: 7

Longevità: 7

VOTO FINALE: 7.5

Francesco Pellegrino Lise

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