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Scienza e Tecnologia

Ace Combat 7 Skies Unknown, si torna a combattere fra le nuvole

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Sono trascorsi ben 24 anni dall’uscita del primo Ace Combat. A partire dal 1995 la fortunata saga targata Bandai Namco ha fatto vivere ai suoi numerosissimi appassionati una quantità formidabile di adrenaliniche battaglie tra le nuvole. La serie è una saga a dir poco leggendaria nel panorama mondiale dei videogiochi. Un brand che ha visto, fino a oggi con questo Ace Combat 7: Skies Unknown, ben diciassette titoli prendere vita tra alti e bassi su ogni tipo di piattaforma di gioco conosciuta in questi anni. L’episodio che ci accingiamo a recensire era tra l’altro molto atteso dagli appassionati, perché fin dal suo annuncio nel 2015 prometteva alcune novità pensate dagli sviluppatori per migliorare il brand, senza però snaturarlo, dopo alcuni episodi poco esaltanti, a cominciare da una modalità storia più interessante e variegata. Per la cronaca, il titolo propone anche una modalità extra per il visore 3D di Sony, una “spettatore” chiamata Air Show e un’altra multigiocatore con Battle Royale (4 vs 4) e Deathmatch. Ace Combat 7, che vi ricordiamo essere disponibile su Pc, Xbox One e Ps4, fonda le proprie radici su una campagna per giocatore singolo fortemente caratterizzata dagli eventi che, in questo caso, fanno di nuovo da sfondo al mondo alternativo creato da Sunao Katabuchi. Sono passati circa 9 anni dai fatti descritti in Ace Combat 5 e la pace fra il regno indipendente di Erusea e quello di Osea sembrerebbe procedere senza particolari intoppi.

La crescente intraprendenza di Osea in ambito tecnologico militare e la continua invadenza sulle questioni di Erusea culminato con l’installazione di un ascensore spaziale sul loro territorio, segnerà tuttavia l’inizio di una nuova crisi, che avrà il proprio culmine nell’attacco a sorpresa “dei ribelli” e la conseguente conquista sia dell’ascensore spaziale che di diverse strutture belliche del nemico.

Nel frattempo anche il modo di combattere le guerre è cambiato, visto che in questo caso ad affiancare se non a sostituire la “solita carne da macello” ci sarà anche una nuova categoria di droni (UAV) sviluppati su un IA basata sulle routine di volo di un vecchio asso dell’aviazione.

La campagna single player si divide in 20 adrenaliniche missioni che spiccano per varietà e che danno ben presto filo da torcere ai giocatori. Le vicende narrate in questo settimo capitolo di Ace Combat ruotano attorno al continente Usea e in particolare al già citato International Space Elevator, costruito dalla Federazione Oseana e simbolo di pace. Fortemente voluto dal presidente Vincent Harling, lo scopo di tale struttura è raccogliere l’energia solare dall’atmosfera e trasmetterla sulla terra ferma per aiutare la ricostruzione del macrocontinente Usea, devastato nel 1999 dall’impatto dell’asteroide Ulysses 1994XF04. Forti dell’aiuto dei droni di combattimento, velivoli d’attacco dotati di intelligenza artificiale, le truppe Eruseane insorgono per conquistare lo Space Elevator e da qui tutto il continente di Usea. Trigger, taciturno protagonista di cui i giocatori vestiranno i panni durante il gioco, partecipa ad una serie di missioni per recuperare lo Space Elevator ma in una di queste è vittima di un incidente che lo porta a compiere un crimine gravissimo, o almeno così pensano tutti. Si ritrova dunque confinato suo malgrado nella base 444 e con altri criminali di guerra dovrà riscattarsi dopo l’incidente partecipando a pericolosissime missioni. Il segno distintivo dei reietti della base 444 sono dei graffi sulla coda dell’aero, e Trigger essendo accusato di un delitto gravissimo ne ha ben tre. Col passare del tempo e delle missioni il marchio del disonore che Trigger porta sulla coda diventerà un simbolo distintivo, che lo farà lentamente diventare l’asso più temuto dei cieli di Usea. Grazie a questa trama Ace Combat 7 Skies Unknown riuscirà a tenere incollati i fan più accaniti oltre 20 ore se si gioca alla difficoltà massima. Ma andiamo oltre, per quanto concerne il gamelay, Ace Combat 7 offre diversi tipi di missioni, alcune che traggono ispirazione dai titoli passati, altre del tutto nuove. Di base vi sono sempre due fazioni, quella del giocatore e quella nemica. In alcune missioni è necessario abbattere determinanti obiettivi, in altre distruggere il più possibile dei rifornimenti della fazione avversaria. Non mancano le missioni in cui è vitale proteggere un determinato alleato e quelle in cui bisogna infiltrarsi senza essere visti dai radar nemici.

L’elemento stealth è molto importante in battaglia. Il più grande aiuto in questo senso viene fornito dalle nuvole, in cui ci si può nascondere per pochi istanti, per poi fiondarsi di nuovo all’attacco. Rimanendo molto tempo nelle nubi si rischia di ghiacciare alcune parti del motore, aumentando dunque il pericolo di stallo. Le condizioni meteo delle missioni sono una delle cose più riuscite di Ace Combat 7, l’epicità e la tensione che si vengono a creare durante una battaglia aerea tra i fulmini è qualcosa che emoziona e lascia veramente senza fiato. La visibilità è chiaramente compromessa quando le condizioni meteorologiche sono avverse. Infilarsi in una tempesta di sabbia o in una nuvola temporalesca aumenta vertiginosamente il rischio di schianto improvviso su un ostacolo non visibile.

https://www.youtube.com/embed/wsH9tyeBbT4

Per quanto riguarda il sistema di combattimento, Bandai Namco ha deciso di snellire quanto visto in passato per rendere l’esperienza più intuitiva, più arcade e quindi di conseguenza meno simulativa. L’intelligenza artificiale dei nemici è abbastanza curata e soprattutto nelle situazioni più caotiche colpire l’aereo nemico non è affatto cosa semplice. Accumulando ore di volo si iniziano ad intuire le varie tattiche con cui approcciare il nemico e di conseguenza anche le manovre per non essere colpiti dai nemici. Quando si viene agganciati dal sistema di puntamento avversario si viene avvertiti del pericolo e una volta partito il missile è necessario compiere delle evoluzioni per evitarlo. Ogni aereo ha la possibilità di montare solitamente due tipi di armi, salvo rare eccezioni dettate da particolari missioni. L’arma principale standard, dedita a colpire sia i nemici in volo che quelli sul suolo e l’arma speciale, solitamente perfezionata in un solo stile di attacco, aria-terra o aria-aria. A dare un ottimo senso di progressione alla campagna c’è anche la possibilità di investire i punti esperienza accumulati per sbloccare nuovi aerei e personalizzarli. Un esteso albero della progressione dà infatti l’opportunità di ottenere caccia rapidissimi, letali bombardieri, ma anche modifiche per migliorare l’efficacia dei missili, la manovrabilità dei mezzi o la loro resistenza. Prima di uscire dall’hangar per affrontare una missione sarà infatti possibile non solo scegliere l’arma secondaria da utilizzare, ma anche installare diverse modifiche sulla fusoliera o nell’elettronica del velivolo. In pratica si compone una sorta di loadout, personalizzato per ogni singolo aereo. Per sbloccare tutti i mezzi, inoltre, sarà necessario impegnarsi a dovere, rigiocando le varie missioni oppure dedicandosi ai match online in maniera seria. I velivoli più potenti costano diverse migliaia di crediti e per poterli acquistare tutti ci vorranno molte ore di gioco.

https://www.youtube.com/embed/UtjO-rUIahM

Parlando del comparto multigiocatore online possiamo dire che questo funziona davvero bene. Esistono due tipi di modalità che si possono scegliere: la Battle Royale e il Deathmatch a squadre. Nella prima fino a otto velivoli sono chiamati a scontrarsi in un tutti contro tutti mortale, mentre nella seconda due squadre di massimo quattro membri ciascuna sono chiamate a confrontarsi tra loro. Giocando online si comprende davvero la profondità del gameplay, che con pochi comandi consente di realizzare vere e proprie tattiche di guerra, soprattutto nella modalità a squadre. Ad esempio facendosi inseguire da un veicolo nemico si può mettere a segno un assist per un compagno che può approfittare sull’abbassamento della guardia nemica. Probabilmente l’unica pecca dell’online risiede proprio nella mancanza di altre modalità, visto che le due presenti, anche se strutturate egregiamente, risultano essere un po’ pochine. Dal punto di vista grafico Ace Combat 7 si fa forte dell’Unreal Engine 4, che garantisce un livello di dettaglio come mai in passato si era visto nella serie, complici texture in alta definizione ed effetti luminosi di un certo spessore, più un meteo variabile che conferisce alla visione d’insieme un maggior realismo, apprezzabili con qualsiasi delle visuali disponibili, sia essa la prima persona, dall’abitacolo o in terza persona. Notevoli in generale i modelli degli aerei e la regia di gioco. Ci sono attimi in cui i panorami sono talmente belli da vedere che ci si può distrarre dall’azione di gioco e la presenza di un intero replay della missione a fine partita risulta un bellissimo espediente se si desidera ammirare tutta la maestosità offerta dai panorami e dagli eventi climatici. Tirando le somme, Bandai Namco con Ace Combat 7 Skies Unknown ha fatto davvero centro. Diciamo questo perché la casa nipponico è riuscita a portare sugli schermi un titolo avvincente, bello da vedere, divertente e adatto sia ai casual gamers che agli hardcore players. I tre livelli di difficoltà disponibili e la scelta se pilotare i velivoli in maniera semplificata o realistica rendono infatti l’esperienza di gioco profonda e davvero appagante. Con questo settimo capitolo la saga di Ace Combat si arricchisce di un gioiello preziosissimo e credeteci, lasciarselo sfuggire, specialmente se siete appassionati di aerei da guerra, sarebbe un pessimo errore.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 9

Gameplay: 8,5

Sonoro: 8,5

Longevità: 8

VOTO FINALE: 8,5

Francesco Pellegrino Lise

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Vertice Web Italia-Svezia: l’innovazione digitale pilastro della ripresa

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Si è svolto recentemente il “Web Summit Italia-Svezia: l’innovazione digitale pilastro della ripresa”, organizzato da Business Sweden, l’Ambasciata di Svezia in Italia, e il Ministero degli Esteri svedese, a cui hanno partecipato la Ministra per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione Paola Pisano e il Ministro svedese dell’Energia e della Digitalizzazione Anders Ygeman.

Reti a banda ultralarga e tecnologie digitali: sono questi gli ingredienti fondamentali della ricetta per la ripresa economica messa nero su bianco dall’Unione Europea nel Piano “Next generation UE”. Il rilancio e il sostegno agli investimenti rappresentano la priorità europea per far fronte alle conseguenze della pandemia da Coronavirus e per l’avvio di un nuovo percorso votato alla crescita e al recupero della competitività. Lo scopo di questo Web Summit era di mettere a confronto le esperienze e i progetti in campo in Italia e in Svezia sul fronte dell’innovazione digitale con l’obiettivo di individuare nuove sinergie e stimolare iniziative congiunte alla ricerca di un “modello” comune.

Il Ministro Anders Ygeman, e la Ministra Paola Pisano hanno messo a confronto e discusso le loro agende digitali per rilanciare le rispettive economie nazionali.

Oltre ai ministri Ygeman e Pisano, sono intervenuti l’ambasciatore di Svezia Jan Björklund e il vicepresidente di Business Sweden Fredrik Fexe. A dibattito anche rappresentanti delle istituzioni, operatori di telecomunicazioni e tech companies: Elisabetta Ripa per Open Fiber, Roberto Basso per Windtre, Carlo Nardello per TIM, Emanuele Iannetti per Ericsson, Conny Franzén per Genexis e Viktor Wrede per Scrive. L’evento è stato moderato da Mila Fiordalisi, Direttrice CorCom, la rivista online di riferimento sull’economia digitale e l’innovazione.

Qui di seguito si citano alcuni dei punti più rilevanti emersi durante il Web Summit qui di seguito:

  • il progresso congiunto della transizione dell’UE verso un futuro verde e digitale è cruciale, come ha evidenziato la pandemia di Covid-19. Solo lavorando insieme possiamo raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030 che assicurano una società che offra benessere a tutti, aziende competitive e sviluppo economico rispettoso del clima.
  • Italia e Svezia dovrebbero assumere un ruolo guida nel promuovere la copertura della banda larga e la digitalizzazione, anche a livello europeo, e continuare il proficuo scambio di esperienze e conoscenze tra i italiani e svedesi. Diverse aziende ICT svedesi di eccellenza sono presenti in Italia e pronte a contribuire ad accelerare il cambiamento digitale.
  • Esigenza di sfruttare i vantaggi della trasformazione digitale e anche affrontare le sfide ad essa associate, come il divario tra coloro che sono già connessi e coloro che hanno necessità di accedere ai servizi e all’istruzione nelle competenze digitali. Ciò richiede uno sviluppo politico attivo e collaborazione tra le diverse aree politiche.
  • Facilitare accesso ed uso dei servizi digitali, l’esperienza dell’utente è fondamentale per il successo aziendale e anche per gli enti pubblici. La digitalizzazione è davvero uno sforzo congiunto e non c’è una sola ricetta per il successo. Servono soluzioni tecniche diverse e complementari, investimenti in capitale umano e una prospettiva a lungo termine, in cui il governo, le imprese e il mondo accademico lavorino insieme.
  • La digitalizzazione non incrementa automaticamente il giro d’affari delle imprese, ma attraverso un’amministrazione semplificata, le aziende possono liberare risorse da utilizzare per attività creative e di creazione di valore.

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Nasa, sonda Osiris-Rex alla scoperta delle origini del sistema solare: dopo un viaggio di 4 anni toccato l’asteroide Bennu

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Dopo un viaggio di quattro anni, la sonda Osiris-Rex della Nasa ha toccato l’asteroide Bennu per raccogliere alcune decine di grammi di polvere da portare sulla Terra, destinata a raccontare le origini del Sistema Solare: un’operazione di alta precisione eseguita alla distanza di 330 milioni di chilometri.

“Tutto è andato alla perfezione”, ha annunciato pochi minuti dopo il contatto Dante Lauretta, il responsabile della missione: “E’ stata scritta una pagina di storia stasera”, ha commentato. L’obiettivo della missione è raccogliere almeno 60 grammi di frammenti che spera rivelino gli ‘ingredienti’ originali del sistema solare.

Raccogliere un campione direttamente da un asteroide offre un’opportunità unica di studiare le rocce che risalgono alla formazione del Sistema Solare, avvenuta più di 4,5 miliardi di anni fa. “Mentre i pianeti e le lune sono cambiati nel corso dei millenni, molti di questi piccoli corpi no”, ha detto Lori Glaze, capo della divisione di Scienze planetarie della Nasa.

“Gli asteroidi – ha aggiunto – sono come capsule del tempo che possono fornire una testimonianza fossile della nascita del nostro Sistema Solare”. La sonda, lanciata nel 2016, ha toccato  una zona al centro del sito Nightingale, del diametro di 16 metri, selezionato perché ricco di materiale a grana fine, ma sulla regione incombono massi delle dimensioni di un edificio.

La sequenza di discesa è iniziata quando Osiris-Rex cha acceso i propulsori per lasciare la sua orbita sicura a circa 770 metri dalla superficie di Bennu e scendere verso il suolo. Arrivata a un’altezza di 125 metri, la sonda ha eseguito un’altra manovra per aggiustare la posizione e regolare la velocità.
Circa 11 minuti più tardi, a un’altitudine di 54 metri, la sonda ha frenato e ha cominciato a prendere di mira il suo obiettivo.
Quindi ha toccato la superficie per meno di 16 secondi, sparando una delle sue tre bombole pressurizzate di azoto. Il gas ha sollevato il materiale dalla superficie di Bennu, mentre la sonda si allontanava. Raggiunta una distanza di sicurezza, la sonda ha esteso il suo braccio robotico lungo 3,4 metri per raccogliere i campioni: 60 grammi di polvere e ghiaia da portare a Terra entro il 2023

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XVIII edizione di BergamoScienza: attesa per l’appuntamento con Luca Parmitano

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Domenica 18 ottobre alle 21 su www.bergamoscienza.it

Un incontro che ci porterà in un viaggio alla scoperta dei futuristici esperimenti condotti nello spazio

La serata conclusiva della XVIII edizione di BergamoScienza, che quest’anno si è tenuto tutto in digitale (www.bergamoscienza.it), vedrà ospite l’astronauta Luca Parmitano, primo astronauta italiano ad aver assunto il comando della Stazione Spaziale Internazionale, rientrato da poco con successo dalla missione Beyond.

Domenica 18 ottobre alle 21, Parmitano si collegherà con Ilaria Zilioli dell’ESA, con l’astrofisico Luca Perri e con il divulgatore scientifico Adrian Fartade per approfondire le ricerche che si svolgono sulla Stazione Spaziale. Andare nello spazio significa trasportarvi anche numerose forme di vita microscopiche, alcune potenzialmente pericolose e altre che hanno invece compiti precisi, come i batteri minatori. L’incontro ci porterà in un viaggio alla scoperta dei futuristici esperimenti condotti nello spazio.

L’incontro con Parmitano sarà l’ultimo delle 16 giornate che hanno visto alternarsi in collegamento live streaming importanti ospiti nazionali e internazionali, tra scienziati, antropologi, psicologi e divulgatori. Un’edizione digitale ricca di interventi, tour virtuali e laboratori online, con cui anche quest’anno BergamoScienza si è confermata capofila tra gli eventi di divulgazione scientifica e culturale, proprio in un momento in cui è più che mai importante mettere la scienza al centro del proprio modo di pensare, comportarsi e scegliere.

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