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AEREO CADUTO IN RUSSIA, IL MISTERO S'INFITTISCE. USATO ESPLOSIVO MILITARE PER LA BOMBA

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Lo riferiscono fonti del Pentagono che accusano i servizi egiziani. L'Egitto accetta la richiesta Usa di unirsi alle indagini. È un'americana ad aver costruito il motore del velivolo

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Redazione

Sinai – La bomba a bordo dell'aereo russo che si è schiantato nel Sinai era stata programmata con un timer per esplodere subito dopo il decollo. Lo rifisce la Cnn citando fonti del Pentagono. Sempre secondo la Cnn, la teoria più accreditata presso il governo Usa è che l'esplosivo utilizzato sia di tipo militare, al plastico C4, pertanto non semplice da reperire. Dunque dietro il disastro si allunga l'ombra di "un tradimento nei servizi speciali egiziani": lo scrive anche il quotidiano Kommersant, che cita fonti autorevoli delle strutture statali russe, e sostiene che si stanno verificando informazioni secondo cui, "prima del decollo" dall'aeroporto di Sharm el Sheikh, "per motivi ignoti, sconosciuti avevano accesso" all'A321 del disgraziato volo 92-68.


Nel frattempo l'Egitto ha accettato la richiesta americana di unirsi alle indagini. Lo ha detto il ministro degli Esteri del Cairo, Sameh Shoukry, in un'intervista alla Cnn. "L'Egitto ha già accettato la richieta degli investigatori americani associata ai produttori del motore", ha spiegato Shoukry. È l'americana Pratt & Whitney ad aver costruito il motore dell'aereo precipitato. Quanto al coinvolgimento dell'Fbi, il ministro egiziano ha sottolineato come la regolamentazione sulle indagini internazionali consenta agli americani di nominare gli advisor del loro team.

Durerà "almeno diversi mesi" la sospensione dei voli russi in Egitto decisa da Putin alcuni giorni dopo la sciagura dell'Airbus: ad annunciarlo è lo stesso Cremlino proprio mentre gli Usa lanciano un nuovo allarme sicurezza per i propri aeroporti e decidono di rafforzare i controlli sul personale degli scali che ha accesso libero in zone senza sorveglianza.

Proprio il settore turistico, che è una delle colonne dell'economia egiziana, rischia di essere profondamente danneggiato dalla sciagura in cui hanno perso la vita 224 persone, per lo piu' russi che tornavano a casa dopo una vacanza al mare. Ed e' principalmente per questo che il Cairo ha accolto a muso duro la possibilita' di un attentato terroristico, pur avendo lanciato una propria inchiesta per verificare l'ipotesi bomba. In Egitto dopo la catastrofe si denunciano "complotti" di ogni tipo e qualita' contro il Paese, a volte con parole che rasentano il delirio, come quelle di el Sayed el Badawi, presidente del partito Neo Wafd, che ha parlato di "una congiura sionista" architettata dagli Usa "per far cadere l'Egitto".

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Esteri

Hong Kong, blitz della polizia all’Apple Daily: arrestati 5 dirigenti della testata giornalistica

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Il Dipartimento di sicurezza della polizia di Hong Kong ha fatto irruzione questa mattina negli uffici dell’Apple Daily, il tabloid pro-democrazia del tycoon Jimmy Lai, arrestando cinque dirigenti in base alla legge sulla sicurezza nazionale, incluso il suo direttore Ryan Law.
Il blitz è l’ultimo attacco contro la popolare testata che ha sostenuto il movimento a favore della democrazia del centro finanziario.

La polizia ha detto che cinque dirigenti sono stati arrestati “per collusione con un paese straniero o con elementi esterni per mettere in pericolo la sicurezza nazionale”.

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Esteri

Caso Marò, è finita: chiusi tutti i procedimenti a carico di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre

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La Corte Suprema indiana ha ordinato la chiusura di tutti i procedimenti giudiziari nel Paese a carico di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due Marò coinvolti nella morte di due pescatori indiani nel 2012. Lo riporta il giornale indiano in lingua inglese The Hindu.

La Corte Suprema indiana aveva rinviato la chiusura del caso lo scorso 19 aprile perche’ l’indennizzo di cento milioni di rupie (circa 1,1 milioni di euro) che l’Italia doveva versare alle famiglie delle vittime non era stato ancora depositato.

Nel corso dell’udienza del 19 aprile, che era stata presieduta dallo stesso presidente della Corte – Sharad Arvind Bobde – il procuratore generale dello Stato, Tushar Mehta, aveva dichiarato che “l’Italia ha avviato il trasferimento di denaro”, aggiungendo però che la somma non era ancora disponibile. Il nove aprile scorso la Corte aveva deciso che il caso sarebbe stato chiuso solo dopo il deposito del risarcimento pattuito. I due militari erano accusati di aver ucciso nel 2012 due pescatori indiani, al largo delle coste del Kerala: i fucilieri, che erano impegnati in una missione antipirateria a bordo della nave commerciale italiana Enrica Lexie, videro avvicinarsi il peschereccio Saint Antony e, temendo un attacco di pirati, spararono alcuni colpi di avvertimento in acqua. A bordo della piccola imbarcazione, però , morirono i due pescatori Ajeesh Pink e Valentine Jelastine, e rimase ferito l’armatore del peschereccio, Freddy Bosco. Dopo un lungo contenzioso, nel luglio del 2020 il tribunale internazionale dell’Aja, che aveva riconosciuto “l’immunità funzionale” ai fucilieri, aveva stabilito che la giurisdizione sul caso spettava all’Italia e aveva disposto il risarcimento alle famiglie delle vittime.

“Chiusi tutti i procedimenti giudiziari in India nei confronti dei nostri due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Grazie a chi ha lavorato con costanza al caso, grazie al nostro infaticabile corpo diplomatico. Si mette definitivamente un punto a questa lunga vicenda”. Lo scrive su twitter il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

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Ambiente

Cina, paura per la centrale nucleare ma per le autorità tutto nella norma

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Uno dei reattori EPR della centrale nucleare di Taishan, nel sud della Cina, ha fatto registrare “un aumento della concentrazione di alcuni gas nobili nel circuito primario”, ha fatto sapere il gruppo francese EDF.

EDF, uno dei gruppi che ha partecipato alla costruzione dell’impianto, “è stata informata dell’aumento della concentrazione di alcuni gas nobili nel circuito primario del reattore n.1 della centrale nucleare di Taishan, gestita dal TNPJVC, joint-venture di CGN (70%) e EDF (30%)”, si legge in un comunicato. Il circuito primario è un circuito sigillato che contiene acqua sotto pressione, che si scalda nella vasca del reattore a contatto di elementi combustibili.

Fra i gas cosiddetti “nobili” o rari, ci sono l’argon, l’elio, il krypton, l’argon o il neon

“La presenza di alcuni gas nobili nel circuito primario – precisa EDF – è un fenomeno noto, studiato e previsto dalle procedure di gestione dei reattori”. La tv americana CNN, sulla base di una lettera inviata da Framatome al Dipartimento per l’Energia americano, ha parlato di una possibile “fuga” nella centrale, dove ci sono due reattori EPR con tecnologia francese. Secondo la CNN, le autorità per la sicurezza cinesi avrebbero rilevato limiti “accettabili” di radiazioni all’esterno del sito per evitare di sospendere l’attività della centrale. 

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