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Cronaca

Agro Romano, il Consiglio Regionale blinda il territorio: approvata all’unanimità mozione Bonafoni

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“Riconoscimento dell’Agro Romano quale paesaggio rurale storico da iscrivere nel Registro nazionale dei paesaggi rurali d’interesse storico, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali, istituito presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali”, è questo l’impegno espresso nei confronti del Presidente Zingaretti e della Giunta Regionale con la Mozione approvata all’unanimità oggi dal Consiglio Regionale, di cui la la consigliera regionale del Lazio Marta Bonafoni, capogruppo della Lista Civica Zingaretti è prima firmataria e che è stata sottoscritta dai consiglieri Gianluca Quadrana e Gino De Paolis (Civica Zingaretti), Marco Cacciatore (Europa Verde), Eugenio Patanè (Partito democratico), Alessandro Capriccioli (+Europa) e Valerio Novelli (Movimento 5 stelle).

Il sistema delle aree agricole di Roma Capitale rappresenta un paesaggio rurale storico di particolare valore, in un’area metropolitana di circa 3 milioni di abitanti, per la permanenza, fin dai tempi antichi, di un’organizzazione di tenute agricole e coltivazioni e pascoli ormai storicizzati.  Un patrimonio straordinario che rappresenta anche una significativa componente ambientale per le aree urbane e periurbane della città, parte di quella rete ecologica cittadina fondamentale per  migliorare la resilienza complessiva del territorio metropolitano.

La città di Roma è tra le poche al mondo ad aver mantenuto questo profondo tratto di continuità tra campagna e città

L’ISTAT certifica una superficie agricola utilizzata pari a 57.959 ettari, il 45% del totale, con 2.656 aziende agricole censite.

“Un patrimonio agricolo fondamentale – dichiara Bonafoni – che, se messo a sistema, permetterebbe di migliorare la relazione tra chi produce, chi commercializza e chi consuma il cibo nell’area metropolitana di Roma, connettendo salute e nutrizione, città e campagna, rapporti di filiera, educazione alimentare ed ambientale. La Mozione invita anche a rafforzare la crescita di questa ricchezza produttiva, considerando come la presenza di un vasto mercato di prossimità, abbia determinato nella fase pandemica una grande risorsa per il comparto agroalimentare del territorio.

Ma Roma è anche sede delle principali agenzie internazionali che si occupano di cibo, agricoltura e sicurezza alimentare. Per questo un altro impegno richiamato dalla Mozione è promuovere la città di Roma Capitale come polo internazionale dell’agroalimentare, punto di riferimento per lo studio, la ricerca, la sperimentazione produttiva e il dibattito internazionale sulla sostenibilità del cibo e la sicurezza alimentare. Roma ha bisogno di proposte e idee forti per il suo riscatto e la sua vocazione agricola è senza dubbio l’asse portante sul quale poter costruire un nuovo sviluppo, ancor di più in questo momento di convivenza con il covid in cui nuovi modelli non sono più rinviabili al fine di rispondere alle esigenze della cittadinanza e garantire livelli qualitativi di vita migliori”

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Monterotondo, ‘tour’ della legalità: Capitano Ultimo incontra i ragazzi dell’istituto Peano

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L’uomo che arrestò il capomafia Totò Riina protagonista di una nuova tappa del ‘tour’ della legalità che la coop sociale ‘La Lanterna di Diogene’ sta portando nelle scuole nell’ambito del progetto ‘L’Atelier Koine’

Chiaro, diretto, mai banale. Capitano Ultimo è stato il protagonista di una nuova tappa del ‘tour’ della legalità che la coop sociale ‘La Lanterna di Diogene’ sta portando nelle scuole nell’ambito del progetto ‘L’Atelier Koine’. 

Ospite dell’istituto Peano di Monterotondo insieme al sindaco Riccardo Varone, come da sua abitudine, il colonnello dei Ros che arrestò Toto Riina non si è nascosto alle domande dei ragazzi mostrando il lato intimo di chi, prima che servitore dello Stato è un uomo. 

“Iniziative come queste – ha esordito il Capitano – sono importantissime. I giovani sono il nostro esercito, sono la nostra ultima barriera contro chi vuole distruggere la nostra comunità. Sono coloro ai quali noi dobbiamo rendere conto di ciò che abbiamo fatto, di quello che facciamo e di ciò che faremo affinché loro possano portare avanti un percorso di legalità e di civiltà che è costato la vita di molte persone. E ringrazio davvero di cuore Caterina Simei, presidente della Lanterna di Diogene e il dirigente scolastico Roberta Moncado per avermi dato l’opportunità di potermi confrontare con loro. Sono come sempre emozionato”. 

Comunità. Capitano Ultimo batte spesso su questo concetto. E lo fa rivolgendosi ai ragazzi: “Io ho avuto la fortuna di crescere in piccole comunità in cui ognuno aiutava l’altro. Chi aveva di più donava a chi aveva meno. Questo è lo Stato. Questa è la forza di uno Stato che combatte contro il dominio di chi invece pensa solo a se stesso e al proprio arricchimento. Dobbiamo pensare come comunità. Condividere ciò che abbiamo. Praticare concetti come uguaglianza, fratellanza. Valori per i quali tante persone hanno sacrificato la propria esistenza. Solo così potremo sdradicare l’illegalità e il malaffare. Io sono un privilegiato – spiega -. Sono stato cresciuto da persone che mi hanno insegnato cosa sono queste parole nel concreto. Da chi affrontava un sacrificio che non pagava in maniera consapevole. Io invito voi a fare lo stesso. A donare tutto quello che ha nel cuore senza per questo pretendere o voler ricevere qualcosa in cambio. Questo ci rende grandi nella vita. Non altro”. 

Nel suo lungo intervento, in cui risponde alle moltissime domande, il Colonnello saluta con una esortazione: “Fate sentire importanti le vostre famiglie e i vostri insegnanti. Non date per scontato quello che avete”.

Tanti anche gli interventi illustri. Il sindaco di Monterotondo Riccardo Varone oltre a ringraziare la Lanterna di Diogenene l’istituto Peano ha sottolineato come sia importante “dare un segnale su un tema come quello della legalità e del rispetto delle istituzioni alle nuove generazioni attraverso i racconti di un uomo che ha sempre portato avanti valori che ognuno di noi dovrebbe applicare quotidianamente nella propria vita e nei rapporti con gli altri”. Il dirigente scolastico del Peano ha invece posto l’attenzione su come “i ragazzi abbiano bisogno di personalità come Capitano Ultimo, con un fortissimo senso di giustizia e legalità” e sul fatto che “bullismo e prepotenze sono atteggiamenti anch’essi mafiosi e che la mafia si combatte iniziando da qui, non attuando comportamenti del genere”. Infine la presidente della Lanterna di Diogene, Caterina Simei che ha voluto porre l’accento “su quanto fa il Colonnello ogni giorno per gli ultimi”. 

L’incontro con Capitano Ultimo fa parte di una serie di appuntamenti con i ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado di Lazio, Sicilia e Calabria dal titolo “La Mafia uccide, il silenzio pure” inserito nel progetto “L’Atelier Koinè” selezionato da impresa sociale “Con i bambini” nell’ambito del Fondo a contrasto della povertà educativa minorile.

‘La mafia uccide, il silenzio pure’ vuole per porre l’attenzione sui drammatici eventi legati alle stragi di mafia e invitare gli studenti a riflettere, con l’aiuto di ospiti, sul valore della legalità. Hanno portato la loro testimonianza Salvo Vitale l’11 maggio, Salvatore Borsellino, il 12 maggio. Prossimi appuntamenti il 24 maggio ancora Capitano Ultimo e Franco Lannino fotoreporter delle stragi di mafia. Il progetto “L’ Atelier Koinè” si propone di tenere acceso un faro che ogni anno si illuminerà su fatti e personaggi accaduti che sono storia, ma anche quotidiano.

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Milano, una nuova ambulanza per Croce Verde Sempione

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MILANO – La Croce Verde Sempione può contare da oggi su una nuova ambulanza. A donarla è stata Vorwerk Italia, storica azienda che distribuisce con la vendita a domicilio i prodotti Bimby® e Folletto: la consegna del mezzo è avvenuta martedì 18 maggio nella sede Vorwerk di via Ludovico Di Breme. La nuova ambulanza sarà subito operativa nel quartier generale di Croce Verde Sempione in via Santorre di Santarosa per rispondere alle esigenze dell’associazione.

«In questo momento la salute è un tema fondamentale – commenta Jorge Lasheras, direttore generale di Vorwerk Italia –. La nostra azienda è molto legata a Milano e al quartiere in cui operiamo, e Croce Verde Sempione è un’associazione sempre in prima linea, molto attiva e presente sul territorio milanese con numerose attività. Crediamo moltissimo nella presenza sul campo e nel lavoro di squadra, due valori che fanno parte del nostro DNA. Abbiamo risposto alla loro richiesta di aiuto e abbiamo contribuito all’acquisto e all’allestimento di una nuova ambulanza, cogliendo l’opportunità di aiutare tutta la comunità».

Il gesto di solidarietà di Vorwerk Italia si inserisce inoltre in una più ampia collaborazione con Croce Verde Sempione per formare i dipendenti al primo soccorso e avvicinarli alle attività dell’associazione, che è sempre in cerca di volontari. «La collaborazione tra Vorwerk Italia e Croce Verde Sempione proseguirà in futuro con varie iniziative in azienda – commenta Dario Zangrandi, CFO dell’azienda –. Crediamo infatti che la salute debba essere sempre in primo piano, non solo in momenti di emergenza. Oltre alla formazione al primo soccorso, stiamo progettando altri corsi e webinar con l’obiettivo di far conoscere a tutte le nostre persone la realtà di Croce Verde Sempione e le testimonianze dei volontari soccorritori. Più persone si avvicinano al volontariato in ambulanza e più la salute di tutti risulta tutelata e protetta».

«Per un’associazione come la nostra è prezioso poter contare su importanti aziende, come Vorwerk Italia, sia per ricevere sostegno diretto, sia per avviare progetti di collaborazione incentrati sulla salute – conclude Mauro Catacchio, vicepresidente di Croce Verde Sempione. Non solo i nostri istruttori sono a disposizione delle aziende per la formazione obbligatoria del personale, ma dove ci sono ascolto e disponibilità riusciamo anche a mettere in piedi progetti, come quelli realizzati con Vorwerk Italia, che arricchiscono i partecipanti e hanno ricadute dirette e positive sulla comunità».

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Bari, arrestato il ladro seriale di cellulari: individuava le vittime tra donne e anziani

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BARI – Arrestato un 27enne cittadino extracomunitario di origine senegalese, con precedenti e irregolare sul territorio dello Stato Italiano. L’uomo, dopo aver individuato le ignare vittime, scelte per lo più tra donne e anziani, le pedinava e le seguiva fino a quando, individuato il momento più propizio, con gesto fulmineo, strappava loro di mano il telefonino proprio mentre erano intente a chiacchierare al cellulare, dandosi a repentina fuga a piedi per le vie limitrofe.

A mettere le manette ai polsi del malvivente i Carabinieri della stazione di Bari Picone, dopo una complessa attività info-investigativa finalizzata all’individuazione dell’autore di una serie di rapine e di furti con strappo di telefoni cellulari perpetrati nei quartieri di Picone e Poggiofranco.

Le indagini, che hanno richiesto un corale impegno del reparto per visualizzare le immagini di decine di telecamere di videosorveglianza della zona, si sono immediatamente ristrette su un cittadino extracomunitario di colore, con cappellino, zainetto in spalla e abbigliamento sportivo, che veniva notato aggirarsi sempre nelle stesse fasce orarie per le vie del quartiere. Solo dopo serrate ricerche lo stesso è stato rintracciato nei pressi del Policlinico di Bari mentre si accingeva, probabilmente, a commettere l’ennesimo colpo. Il 27enne è stato portato alla Casa Circondariale di Bari.

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