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Salute

Albano Laziale, Centro Psicologia Castelli Romani: consigli e indicazioni per prevenire i problemi di voce

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A cura della Logopedista Chiara Marianecci

ALBANO LAZIALE (RM) – Per molte persone, dall’età evolutiva a quella adulta, abbassamenti e problematicità legate alla voce sono molto frequenti.
Estremamente comuni sono le disfonie che si sviluppano per ragioni professionali: insegnanti primi fra tutti, istruttori sportivi, cantanti, attori e tutti coloro che per ragioni di lavoro si trovano ad usare e spesso “abusare” della loro voce, per molte ore al giorno.

Se questo utilizzo non viene fatto nel modo corretto, con una buona coordinazione pneumofonica, (quindi di respirazione durante la fonazione), con posture corporee adeguate, con una corretta articolazione etc, si rischia di riscontrare il “sintomo”: quindi abbassamenti di
voce, casi di afonia, sensazione di “corpo estraneo” in gola, variazioni di voce che diviene più “rauca”, velata, “sporca”, affaticamento durante performance vocali prolungate.

In alcuni casi tutto ciò sfocia anche in un disagio emotivo perché impatta sulla comunicazione con l’altro, sia in ambito professionale che
personale.
Quando si presentano questi aspetti e per molto tempo è opportuno effettuare una valutazione otorinolaringoiatrica e foniatrica, che con ulteriori esami aggiuntivi può verificare l’effettiva presenza di disfonia, definirne le caratteristiche e prescrivere se necessario terapia logopedica. Il trattamento logopedico, dopo un’attenta valutazione, mira alla riabilitazione della corretta fonazione.
Quando si effettua un percorso di terapia logopedica o anche solo a scopo preventivo, è possibile seguire dei comportamenti corretti, delle norme di igiene vocale:

Idratare

– bere frequentemente sorsi d’acqua a temperatura ambiente (ogni 30/40
minuti)
– mantenere un adeguato livello di umidificazione dell’aria

– è possibile la sera mettere delle garze inumidite con camomilla romana
davanti al naso ed inspirare

Evitare sbalzi di temperatura

Quando si parla al telefono o in qualsiasi frangente cercare di parlare mantenendo una postura dritta e non troppo alterata
evitare di fare “vocine”, di bisbigliare, urlare o parlare a distanza o per molto tempo al telefono

Evitare di mangiare, soprattutto di sera, cibi con elevato livello di acidità o eccessivamente abbondanti o difficili da digerire, evitare alcolici o bibite gassate: ciò potrebbe accrescere il rischio di reflusso, che risulta essere un aggravante deleterio.

Evitare performance vocali troppo prolungate e sfruttare eventualmente strumenti compensativi come, ad esempio, il microfono. Trovare dei
momenti di pausa fonatoria.

Logopedista Chiara Marianecci
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Paura da Coronavirus? Il professor Andrea Possenti: intanto possiamo aumentare le nostre difese immunitarie con la micoterapia

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Curarsi con i funghi, un cibo che oltre ad essere buono al palato, possiede insospettabili proprietà terapeutiche.

Parliamo dei cosiddetti funghi medicinali

Usati da secoli nella medicina tradizionale cinese e oggi una consolidata realtà in Cina e Giappone dove la micoterapia fa parte delle cure tradizionali ed è addirittura inserita nei protocolli terapeutici ufficiali negli ospedali, per esempio come coadiuvante delle cure oncologiche.

CLICCARE SULLA FOTO PER GUARDARE L’INTERVISTA

L’intervista di Chiara Rai al Professor Andrea Possenti Medico chirurgo specializzato in Odontostomatologia e docente a La Sapienza

Si tratta di 10 specie di funghi, ognuna con le proprie caratteristiche e peculiarità curative.

Ma vediamo quali sono:

CLICCARE SULLA FOTO PER GUARDARE IL VIDEO SERVIZIO

Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 13/02/2020

La prima specie è l’Agaricus blazei, scoperto in Brasile, risulta molto utile per le allergie e per l’eccesso di peso.

Il secondo fungo è l’Auricularia, utile per abbassare la pressione e come ansiolitico e come antinfiammatorio in generale.

Il terzo fungo è il Coprinus, scoperto e studiato in occidente nel secolo scorso, molto utile come ipoglicemizzante anti diabete e utile anche per i disturbi digestivi.

Troviamo poi il Cordyceps, un fungo originario delle vette tibetane in grado di migliorare l’ossigenazione del sangue. Quindi particolarmente indicato per la rigenerazione del fegato anche in caso di infezioni virali come le epatiti o in caso di intossicazioni.

Per chi soffre di disturbi di stomaco e gastriti può provare l’Hericium. Questo fungo induce una produzione di muco, quella sostanza che riveste le pareti interne dello stomaco proteggendole dall’erosività dei succhi gastrici, quindi stimolando la produzione di muco protettivo e facendo sparire l’infiammazione da gastrite senza nessun effetto collaterale. Questo fungo, inoltre, riesce a fare quello che è stato scoperto da Rita Levi Montalcini. Nel 1986 lei ricevette il premio Nobel per la Medicina per aver scoperto che i neuroni, una volta danneggiati, sono in grado di rigenerarsi grazie al fattore NGF (fattore di crescita nervoso). Ecco, questo fungo fa proprio questo, stimola la rigenerazione neuronale.

Per aumentare le nostre difese immunitarie esiste il fungo Maitake, che ha un ottimo effetto stimolante del sistema immunitario, protettivo della prostata, ipoglicemizzante e anti colesterolo, pertanto è un fungo brucia-grassi. Ma soprattutto svolge un’azione antinfiammatoria sulla mucosa intestinale risultando molto utile per contrastare malattie come il morbo di Crohn e la colite.

Troviamo poi il Pleurotus, uno dei funghi più studiati per le sue proprietà terapeutiche: protettivo di fegato e reni, aiuta a disintossicarsi da alcool e sigarette e migliora in generale la funzionalità dei filtri del corpo. Inoltre fluidifica il sangue e quindi risulta protettivo del cuore.

Esiste anche un fungo per contrastare la caduta dei capelli, si tratta del Polyporus, un fungo che tradizionalmente è sempre stato usato per ridurre la ritenzione idrica e migliorare la diuresi perché agisce sui reni, proteggendoli anche dalle malattie infiammatorie e dai calcoli.

Per vivere più a lungo troviamo il Reishi, il fungo della longevità. Considerato il più potente dei funghi medicinali, da sempre noto per le sue proprietà ad ampio spettro. Si sono contati almeno 400 principi attivi solo in quest’unico fungo, tanto che risulta preventivo di quasi tutte le possibili patologie del corpo umano, tumori inclusi. Svolge azione cortison-like, quindi è un potente antinfiammatorio indicato sia per proteggere dalle malattie virali e dalle infezioni come in caso caso di patologie autoimmuni come la tiroidite di Hashimoto. Riduce colesterolo e glicemia, depura il fegato, migliora la digestione ed è un alleato delle donne, aiutando a contrastare i disturbi ormonali femminili, le irregolarità del ciclo e i disturbi della menopausa. Ma è anche utile agli uomini, perché stimola la produzione di testosterone in chi ne sia carente. Infine è anche il fungo della bellezza, perché migliora notevolmente l’estetica della pelle.

L’ultimo fungo, è lo Shiitake ottimo anche in cucina, ha proprietà antinfiammatorie, protegge dalle malattie virali e dalle infezioni del cavo orale come le stomatiti e le afte, riequilibra il sistema immunitario e fa bene all’intestino.

Gli studi effettuati hanno dimostrato che gli Integratori Micoterapici possono essere associati ai farmaci tradizionali, perché migliorano il risultato complessivo. E i benefici delle due tipologie di prodotto si sommano e garantiscono un effetto potenziato.

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Coronavirus, può rimanere infettivo sulle superfici fino a 9 giorni

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Il coronavirus può rimanere infettivo sulle superfici degli oggetti a temperatura ambiente fino a 9 giorni. In compenso non è molto resistente e bastano detergenti a base di candeggina o disinfettanti a base di alcol o acqua ossigenata per ucciderlo. A far luce è una revisione di studi, pubblicata sul Journal of Hospital Infection. Il periodo di incubazione del coronavirus potrebbe estendersi fino a 24 giorni, 10 in più di quanto indicato fino ad ora. Lo riporta il britannico Independent citando uno studio di ricercatori cinesi, co-firmato dal dottor Zhong Nanshan, il medico che scoprì il virus della Sars nel 2003 e che sta lavorando come consulente per affrontare l’attuale epidemia. Troppi falsi negativi in Cina dal test più diffuso per la diagnosi del coronavirus 2019-nCoV, ossia il test Nat (nucleic acid test) per la ricerca del materiale genetico del virus: la denuncia, riportata dalla stampa cinese e pubblicata sulla rete della Società internazionale per lo studio delle malattie infettive, arriva dal direttore dell’Accademia cinese delle Scienze mediche, Wang Chen. Il problema non riguarda l’Italia, dove nei test si esegue sempre una procedura di controllo, spiega Andrea Crisanti, ordinario di Malattie infettive dell’Università di Padova. “In Italia facciamo controlli positivi perché abbiamo un controllo positivo”, osserva l’esperto riferendosi alla sequenza sintetica del materiale genetico del coronavirus ottenuta nel suo laboratorio e messa a disposizione della comunità scientifica.

I bambini provenienti dalla Città Militare della Cecchignola sono senza febbre e in buone condizioni generali. Il primo test è risultato negativo per la ricerca del nuovo coronavirus”. Lo rende noto lo Spallanzani nel suo bollettino quotidiano. In caso di nuova negatività al secondo test, oggi pomeriggio, potranno tornare alla Cecchignola. Invece “la coppia di cittadini cinesi provenienti dalla città di Wuhan, positivi al virus, è tuttora ricoverata in terapia intensiva. Le loro condizioni cliniche sono stazionarie, con parametri emodinamici stabili. Continua il trattamento antivirale. La prognosi è tuttora riservata” . “Sono stati valutati, ad oggi, presso la nostra accettazione 53 pazienti sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus. Di questi, 38 risultati negativi al test, sono stati dimessi”. “Quindici pazienti sono tuttora ricoverati – è spiegato – 3 sono casi confermati (la coppia cinese attualmente in terapia intensiva ed il giovane proveniente dal sito della Cecchignola), 10 sono pazienti sottoposti a test per la ricerca del nuovo coronavirus in attesa di risultato, 2 sono pazienti che, risultati negativi al test per nuovo coronavirus, rimangono comunque ricoverati per altri motivi clinici”.

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Primo piano

Roma, ragazzo di Luzzara positivo al Coronavirus: “Condizioni buone, è in isolamento allo Spallanzani”

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“Anche se non si può escludere del tutto, ritengo molto improbabile che l’italiano risultato positivo al coronavirus possa avere trasmesso l’infezione a qualcun altro dei 55 italiani rientrati, come lui, dalla città cinese di Wuhan e tuttora in osservazione alla città militare della Cecchignola”. Lo afferma all’ANSA il direttore del dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Gianni Rezza.

E’ di ieri in tarda serata la notizia di un caso di coronavirus tra i 56 italiani rimpatriati dalla zona di Wuhan in Cina e messi in quarantena nella città militare della Cecchignola, a Roma. La conferma è arrivata dall’Istituto superiore di sanità, che ha comunicato l’esito positivo del test alla task force del ministero della Salute, precisando che il paziente è stato ricoverato all’istituto Spallanzani con “modesto rialzo termico ed iperemia congiuntivale”.

“Confermo la notizia che il primo italiano contagiato dal coronavirus è un ragazzo di Luzzara. Ho sentito il padre che mi ha dato, fortunatamente, notizie confortanti: il ragazzo sta bene ed è asintomatico”, scrive su Facebook, Andrea Costa, sindaco di Luzzara.

L’allerta era scattata dopo le analisi condotte sui tamponi effettuati agli italiani sotto osservazione ed il soggetto interessato, un uomo adulto di 30-40 anni che era in stanza da solo, era stato trasferito e posto in isolamento all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani per ulteriori accertamenti.

Il premier Giuseppe Conte, dopo un vertice alla Protezione civile con il ministro della Salute Roberto Speranza e prima di conoscere l’esito definitivo dei test, aveva subito sottolineato che l’Italia ha adottato “il principio di massima precauzione”. Conte ha anche voluto ringraziare tutti i volontari della Protezione Civile: “In poche ore sono riusciti ad organizzare un servizio di verifica e monitoraggio che ha coinvolto 62 mila cittadini passeggeri su 521 voli internazionali”.

La notizia del caso sospetto è stata accolta con iniziale apprensione dagli altri italiani alla Cecchignola: “Adesso siamo sereni, dopo qualche ora di preoccupazione ora ci sentiamo tranquilli. I medici militari – hanno detto alcuni dei connazionali – ci hanno spiegato che tutti i nostri tamponi faringei, eseguiti ieri e che verranno effettuati a cadenza settimanale, sono negativi”. E con la persona risultata positiva, hanno poi precisato, “abbiamo avuto pochi contatti in questi giorni. Prima che fosse trasferito allo Spallanzani, lui si trovava in una stanza singola”. Intanto, la task force istituita dal ministero della Salute – e che si riunisce giornalmente per fare il punto sull’emergenza legata al coronavirus – è pronta a varare ulteriori misure di prevenzione sui cittadini di ritorno dalle aree a rischio.

I voli tra Italia e Cina resteranno chiusi così come previsto dall’ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, il 31 gennaio 2020 e si continuerà a lavorare per implementare le misure già attivate nelle ultime settimane. Lo ha confermato la task force sul coronavirus riunitasi questa mattina al ministero dopo che in mattinata la portavoce del ministero degli Esteri cinese aveva riferito di una apertura dell’Italia sui collegamenti dopo l’incontro tra il vice ministro Qin Gang e l’ambasciatore italiano Luca Ferrari.

Nel ribadire il profondo legame di amicizia tra Italia e Cina, già manifestato attraverso molteplici attività avviate proprio dal governo italiano a sostegno del Paese asiatico in un momento delicato e complesso, si precisa che la notizia riportata dall’agenzia cinese Xinhua circa una riapertura dei voli è priva di fondamento”.

Salgono a 61 i casi di positività al coronavirus registrati sulla nave da crociera Diamond Princess della Carnival Japan nella baia di Yokohama, in quarantena al largo del Giappone. Lo rendono noto i media locali. A bordo della nave ci sono anche 35 italiani di cui 25 membri dell’equipaggio, compreso il comandante. Ieri la Farnesina ha precisato che non c’erano italiani tra i primi 20 trovati positivi.

Stanno “tutti bene” i 35 italiani, di cui 25 membri dell’equipaggio, incluso il comandante, a bordo della Diamond Princess, la nave da crociera della Carnival Japan attraccata nella baia di Yokohama, in quarantena per i casi di coronavirus saliti oggi a quota 61. “La situazione è tranquilla e i connazionali sono in buone condizioni”, spiega all’ANSA una fonte da Tokyo, osservando che la situazione “è complicata viste le migliaia di persone coinvolte. Il pallino, con la nave ferma a Yokohama, è di sicuro nelle mani delle autorità giapponesi”.

Il numero dei morti a causa del coronavirus è stato aggiornato a 636 dalla commissione sanitaria nazionale cinese. Superati anche i 30.000 casi di positività in Cina. Attualmente sono 31.161 i contagiati. La provincia maggiormente colpita resta quella di Hubei, che ha registrato 69 nuove vittime nelle ultime 24 ore. Dei contagiati, 4.800 sono in gravi condizioni.Salgono a 61 i casi di positività al coronavirus registrati sulla nave da crociera Diamond Princess della Carnival Japan nella baia di Yokohama, in quarantena al largo del Giappone. Lo rendono noto i media locali. A bordo della nave ci sono anche 35 italiani di cui 25 membri dell’equipaggio, compreso il comandante. Ieri la Farnesina ha precisato che non c’erano italiani tra i primi 20 trovati positivi. In totale, le autorità sanitarie hanno sottoposto a test 273 persone a bordo della nave. “I risultati dei restanti 171 test – ha spiegato il ministro della Salute, Katsunobu Kato – hanno dato altre 41 positività. Oggi saranno trasportati negli ospedali in diverse prefetture, e ora ci stiamo preparando per questo. In totale, su 273 analisi, 61 sono risultati positivi”.

Un donna è stata la prima persona in Corea del Nord a risultare positiva al coronavirus: lo riporta il quotidiano sudcoreano JoongAng Ilbo, citando una fonte anonima del Nord, secondo cui la donna avrebbe accusato i sintomi a Pyongyang al rientro da un viaggio in Cina. I media nordcoreani non hanno confermato alcun caso finora, ma hanno dato conto del rafforzamento delle misure di prevenzione e della massima allerta lanciata dalle autorità, sfociata anche nella chiusura della frontiera con la Cina.

Standard & Poor’s taglia al 5% le stime del Pil della Cina per 2020, a fronte del 5,7% ipotizzato in precedenza, a causa delle pesanti conseguenze dell’epidemia scatenata dal coronavirus di Wuhan. “La gran parte dell’impatto del coronavirus sarà registrato nel primo trimestre e la ripresa della Cina sarà pià decisa entro il terzo trimestre dell’anno”, ha scritto in un report Shaun Roache, capo economista dell’Apac di S&P’s. L’agenzia di rating vede anche un rimbalzo nel 2021, fino al 6,4%, contro le previsioni precedenti del 5,6%.

La prossima settimana si svolgerà una riunione mondiale dell’Oms. Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus durante il briefing quotidiano ha detto che per il vaccino servirà tempo

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