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Castelli Romani

Albano Laziale, Centro Psicologia Castelli Romani: latte e latticini servono per osteoporosi e menopausa?

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Dott.ssa Elisa De Filippi Biologa Nutrizionista

Osteoporosi e menopausa: latticini sì o no?

PARTIAMO INNANZITUTTO DALLA DEFINIZIONE DI OSTEOPOROSI!

L’osteoporosi è una malattia caratterizzata da una riduzione della massa ossea e da un deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo, che induce un’aumentata fragilità ossea, con un conseguente aumento del rischio di frattura.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel 1994, ha definito i seguenti criteri diagnostici:
• Normalità: Densità minerale ossea (BMD) entro 1 DS (Deviazione Standard) al di sotto del valore medio di picco di massa ossea nel giovane adulto.
• Osteopenia: BMD compreso tra – 1 e – 2.5 DS
• Osteoporosi: valore di BMD al di sotto di 2.5 deviazioni standard (DS)
• Osteoporosi severa: BMD al di sotto di 2.5 DS in presenza di una o più fratture da fragilità.
Questi criteri si applicano alle donne in menopausa e sono stati definiti utilizzando i dati provenienti dalle misurazioni della densità ossea effettuate con la tecnica DXA (dual X-ray absorptiometry).

PENSIAMO ERRONEAMENTE CHE IL NOSTRO TESSUTO OSSEO SIA QUALCOSA DI STABILE, IMMOBILE, FERMO: niente di più sbagliato!

Il tessuto osseo può essere definito come un organo a tutti gli effetti, sottoposto a continui cambiamenti. Quest’ultimi avvengono grazie a due tipi di cellule: gli osteoblasti, cellule deputate a formare nuovo osso, e gli osteoclasti, cellule deputate a riassorbire quello esistente. Facendo sembrare le cose semplici, la comparsa dell’osteoporosi è legata a uno squilibrio di questo processo, con prevalenza dei fenomeni di riassorbimento osseo (lavorano di più gli osteoclasti) rispetto alla formazione di nuovo osso (lavorano di meno gli osteoblasti).

ALTRO ERRORE CHE SPESSO COMMETTIAMO: PENSARE CHE IL NOSTRO TESSUTO OSSEO QUANTITATIVAMENTE SIA LO STESSO DURANTE TUTTA LA VITA: FALSO!

La massa ossea aumenta rapidamente durante l’infanzia e l’adolescenza, con un picco massimo intorno ai 30 anni! E dopo? Dopo bisognerà mantenerla questo “picco” di massa ossea raggiunto… sempre se lo si è raggiunto! Sapete perché? Perché uno dei modi migliori per avere una buona massa ossea è quello di praticare attività fisica in modo constante durante tutta l’infanzia e l’adolescenza (quindi non basta ingurgitare tonnellate di latticini, ma su questo ci torneremo tra poco).

La fisiologica ed inevitabile riduzione della massa ossea dovuta all’avanzamento dell’età viene definita osteopenia; quando il processo di demineralizzazione diviene particolarmente intenso e prolungato, si parla di osteoporosi. La perdita d’osso legata all’invecchiamento (osteoporosi primaria senile), che si svolge in un arco di tempo di circa 40 anni, è quindi sufficiente a portare una quota di uomini e di donne di tutti i gruppi etnici in una situazione di particolare fragilità ossea che li predispone a fratture anche per eventi traumatici minimi. Le più comuni conseguenze cliniche dell’osteoporosi sono fratture all’anca, alla colonna e ai polsi.

A COSA E’ DOVUTA L’OSTEOPOROSI IN MENOPAUSA?

Il problema risiede nel calo della produzione degli estrogeni. I recettori degli estrogeni sono presenti sia sugli osteoblasti che sugli osteoclasti e, nel periodo fertile della vita della donna, sono in grado di modulare l’attività di entrambe, aumentando in poche parole l’attività di “costruzione” dell’osso (quindi degli osteoblasti) e diminuendo l’attività di “distruzione” dell’osso (quindi degli osteoclasti). In menopausa, in poche parole, viene a mancare l’effetto protettivo degli estrogeni sul tessuto osseo: aumenta l’attività di “distruzione dell’osso”, quindi degli osteoclasti rispetto agli osteoblasti.

Dopo queste brevissime e doverose spiegazioni, torniamo all’argomento di questo articolo. Latte e latticini in menopausa: come, quali e quanti? Ma soprattutto servono?

Molti studi dicono di no, ovvero: mangiare latticini e latte in menopausa sembrerebbe NON aiutare a prevenire l’osteoporosi!
Partiamo da uno studio di qualche anno fa che ha particolarmente colpito la mia attenzione! In questo lavoro sono state coinvolte 105 monache buddiste Mahayana e 105 donne onnivore (età media = 62 anni). Per regola religiosa, le monache sono vegane. A queste donne sono state prese dell misure come: la densità minerale ossea (BMD) a livello della colonna lombare (LS), del collo del femore (FN) e dell’intero corpo (WB), misurata mediante DXA, mentre le assunzioni dietetiche di calcio e proteine sono state stimate da un questionario di frequenza alimentare convalidato.

Per farla breve, la prevalenza di osteoporosi a livello del collo del femore era del 17% tra le monache, e del 14,3% nel gruppo di controllo, dunque la differenza non era molto significativa.

E’ invece interessante notare il divario esistente tra i due gruppi circa il consumo quotidiano di calcio: una media di 375 mg tra le monache, quasi la metà rispetto al gruppo di controllo (683 mg).

Lo studio conclude dicendo che, sebbene i vegani abbiano un apporto molto più basso di calcio e proteine nella dieta rispetto agli onnivori, il veganismo non ha effetti negativi sulla densità minerale ossea e non altera la composizione corporea. Analizzando la dieta e i valori ottenuti con l’esame DXA i ricercatori hanno notato infatti che nel gruppo di controllo, la massa minerale ossea era più bassa tra le donne che consumavano un quantitativo maggiore di proteine animali (quindi le donne onnivore), rispetto a un basso introito di proteine vegetali.
Questo studio non è rimasto isolato ovviamente! Ad esempi altri lavori ci dicono che non ha portato grandi benefici l’integrazione di calcio e vitamina D nella prevenzione delle fratture ossee!

Gli autori concludono dicendo che aumentare l’apporto di calcio sia attraverso la dieta che attraverso l’integrazione, non ha portato grandi risultati e molto spesso si sono verificati problemi gastrointestinali (seppur lievi) nelle donne coinvolte negli studi esaminati. Attenzione, con questo non vi sto dicendo che il latte ed i latticini in generali siano del tutto inutili, tuttavia volevo rassicurarvi sul fatto che se vi “sforzate” di bere o mangiare latte/latticini al fine di prevenire fratture ed osteoporosi, forse dovete ripensare a tutta la questione e cercare fonti alternative di calcio!
La conclusione della maggior parte degli studi che ho consultato, è che non è stata trovata alcuna correlazione tra assunzione di latte e fratture ossee!

QUALI POSSONO ESSERE QUINDI LE FONDI ALTERNATIVE DI CALCIO per una persona che NON può assumere latticini (perché vegana o per ragioni legate all’intolleranza al lattosio oppure altre patologie)?

Ad esempio, gli spinaci sono molto ricchi di calcio, tuttavia il loro alto contenuto di ossalato riduce l’assorbimento di calcio solo al 5,1%! Invece i broccoli sono ricchi di calcio e poveri di ossalato. Questo spiega l’alto tasso di assorbimento del calcio (siamo al 40,9%), che è ancora più alto rispetto al latte (32,1%). Ricordate, care donne, di includere nella vostra dieta una porzione giornaliera di CRUCIFERE, quindi cavoli, broccoli, crescione, rucola, rape, ravanelli, fonti preziosissime di calcio!
Cosa fondamentale da NON DIMENTICARE è il movimento: l’attività fisica svolta durante la prima infanzia e per tutta l’adolescenza contribuisce ad aumentare il picco di massa ossea che poi verrà mantenuto durante tutta la vita! Continuare poi ad avere uno stile di vita attivo (in particolare attività contro-resistenza come sala pesi o interval-training) anche durante la menopausa aiuta a rallentare la perdita della massa ossea!

Bibliografia
• Burckhardt P – Calcium revisited, part III: effect of dietary calcium on BMD and fracture risk – Bonekey Rep. 2015 Aug 5;4:708;
• Iacopo Chiodini1 & Mark J. Bolland2 – Calcium supplementation in osteoporosis: useful or harmful? – Eur J Endocrinol. 2018 Apr;178(4):D13-D25;
• L.T.Ho-Pham, P.L.T.Nguyen, T.T.T.Le, T.A.T.Doan, N.T.Tran, T.A.Le, T.V.Nguyen – Veganism, bone mineral density, and body composition: a study in Buddhist nuns – Osteoporos Int 2009, 20:2087-2093;
• WHO, Assessment of fracture risk and its application to screening for post-menopausal osteoporosis:
report of a World Health Organisation Study Group. Geneva: World Health Organisation, 1994 WHO
Technical Report Series, n. 843;
• Raisz LG. Pathogenesis of osteoporosis: concepts, conflicts, and prospects. J Clin Invest 115: 3318-3325, 2005;
• Rizzoli R, Ferrari HB, Hughes BD, Weaver C. Nutrition and bone health in women after the menopause. Womens Health 10(6): 599-608, 2014.

Dott.ssa Elisa De Filippi Biologa Nutrizionista
Centro Psicologia Castelli Romani, Piazza Pia 21, 00041 Albano Laziale
Tel. 3204604812 – email: defilippielisa@gmail.com

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Nuovo stadio della Roma, il 5 novembre si apre il processo a Parnasi + 11: ci sono anche Palozzi e Civita

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ROMA – Andranno a processo in 12, tra cui l’imprenditore Luca Parnasi, mentre per tre è stato accordato il patteggiamento.

Questa la decisione del gup della Capitale nell’ambito del filone principale dell’inchiesta sul nuovo Stadio della Roma calcio.

A giudizio, oltre a Parnasi, vanno l’ex vicepresidente del Consiglio della Regione Lazio, Adriano Palozzi di Forza Italia, l’ex assessore regionale, Michele Civita del Pd e il soprintendente ai beni culturali, Francesco Prosperetti. Vanno a processo anche Daniele Leoni, funzionario del Dipartimento Urbanistica del Comune di Roma, Giampaolo Gola, l’ex assessore allo sport del X Municipio, l’architetto Paolo Desideri, e Claudio Santini, ex capo di Gabinetto al Mibact.

Le accuse sono a vario a titolo di associazione per delinquere, corruzione e finanziamento illecito

I pm capitolini in particolare ipotizzano una presunta corruzione nell’ambito della variante del progetto per lo stadio che dovrebbe sorgere nella zona di Tor di Valle, approvato poi col taglio del 50% delle cubature rispetto al progetto iniziale.

Per questa vicenda Campidoglio e Regione Lazio hanno chiesto di costituirsi parti civili

I patteggiamenti a due anni riguardano invece alcuni ex collaboratori del costruttore romano. La prima udienza del processo in tribunale è stata fissata per il 5 novembre 2019.

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Marino, depuratore sotto sequestro ma nessuno sa niente: Comandini chiede un Consiglio comunale straordinario

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MARINO (RM) – Sigillato e posto sotto sequestro un depuratore che serve circa 10mila abitanti a Marino Centro. Questo quanto si apprende da Marco Comandini, esponente territoriale di LEU, che fa riferimento a un intervento dei Carabinieri e del Prefetto di Roma.

Secondo quanto riferito da Comandini gli amministratori del Comune di Marino non avrebbero fatto nessuna comunicazione alla cittadinanza in merito alla natura del problema, che “per forza di cose non deve essere di scarsa rilevanza”

“Gli abitanti di Marino – ha scritto Comandini su Fb – hanno il diritto di essere informati, prima di tutto per sapere se vi sia un rischio ambientale e per la salute, visto che ci sono abitazioni ed attività nelle vicinanze ed a pochi metri un ufficio dove i cittadini vengono ogni giorno a pagare le multe delle strisce blu.

Senza contare poi – prosegue – delle salate bollette compresa la quota per la depurazione delle acque. Esiste un Sindaco, esistono Assessori ed un delegato ai rapporti con Acea, mi chiedo perché non dicano nulla in merito, tutto questo non mi pare affatto normale. Io penso che la minoranza debba convocare un consiglio comunale straordinario per Acea e la gestione di questo servizio, tra perdite, guasti, e questa situazione del depuratore allarmante e senza informativa, mi pare il minimo, e tra l’altro verificare se da contratto con Acea questa abbia rispettato tutti gli impegni sottoscritti, troppo facile incassare utili per poi vedere servizi quanto meno discutibili ad esser gentili”.

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Roma, vigili del fuoco senza autopompe, soccorsi a rischio: l’allarme lanciato dal Conapo

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ROMA – Vigili del fuoco in affanno a Roma a causa della mancanza di automezzi. Nella notte tra il 18 e il 19 luglio i distaccamenti di Tuscolano II , Marino e Palestrina non avevano autopompe disponibili, gli automezzi base dei vigili del fuoco. Quelle sedi sono state declassate in quanto non pienamente operative, con tutti i rischi che ne derivano sia per i cittadini che risiedono in quelle zone, sia per la sicurezza degli stessi vigili del fuoco”.

L’ennesima denuncia arriva dal Conapo, il sindacato autonomo dei vigili del fuoco, il cui rappresentante di Roma, Angelo Mogavero ha spiegato che “denunciamo questi problemi da anni e sistematicamente si ripresentano nei periodi più critici. La nostra dirigenza sembra sorda o incapace di puntare i piedi. La situazione è critica e  considerato il periodo estivo e la gran mole di interventi di soccorsi effettuati dai vigili del fuoco è necessario un intervento politico che garantisca a Roma automezzi sufficienti per svolgere i servizi di soccorso pubblico e antincendi”.

“Forse qualcuno sta aspettando una tragedia per sistemare le cose ?” ha aggiunto Rossano Riglioni segretario Conapo Lazio.  “Tragedia già sfiorata il 2 maggio scorso  con l’incendio di un appartamento in via Niso quando un ragazzo per sfuggire alle fiamme si era rifugiato sul cornicione del palazzo ma non vi erano autoscale per tirarlo giù. Servono interventi preventivi da parte della nostra dirigenza invece di chiudere sempre la stalla quando i buoi sono scappati”, ha concluso Riglioni.

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