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Castelli Romani

Albano Laziale, fondo destinato a sostenere i commercianti in difficoltà: botta e risposta tra FdI e l’assessore Di Matteo

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“Non possiamo che esprimere il nostro sdegno alla risposta strumentale ed artificiosa dell’assessore Di Matteo che per mascherare la sua indisponibilità a donare tre sue mensilità cerca di minimizzare e ridicolizzare la proposta di Fratelli d’Italia di Albano”. Non è tardata la risposta da parte del gruppo consiliare e il coordinamento di Fratelli d’Italia Albano Laziale alle dichiarazioni dell’assessore alle Attività Produttive, Franca Anna Di Matteo che ha criticato la proposta di Fratelli d’Italia di devolvere gli emolumenti dei consiglieri e degli assessori, ad un fondo destinato a sostenere i commercianti in difficoltà esprimendo dubbi riguardo l’efficacia dell’iniziativa.

“Duole far presente all’assessore – hanno dichiarato da Fratelli d’Italia – che sono mesi ormai che le attività del comune sono ferme con l’unica eccezione dei servizi sociali. Duole ancor di più dover ricordare che il mandato dell’assessore come di tutta la giunta avrebbe dovuto interrompersi nel mese di maggio con le nuove elezioni amministrative e solo per la tragedia del coronavirus ha avuto la possibilità di vedere prorogato il suo incarico ancora, purtroppo per i cittadini di Albano, di qualche mese. Duole, infine, evidenziare che qualsiasi azione di solidarietà se presa isolatamente è di per sé insignificante, ma se unita ad una serie di altre diventa importantissima. Tre mensilità della giunta e del sindaco, uniti agli emolumenti dei consiglieri, rappresentano sì una piccola cifra di fronte alle necessità di una cittadinanza, ma rappresentano un gesto solidale che per i commercianti che in questo momento hanno dovuto rinunciare ai loro guadagni non per lo responsabilità o loro scelta apprezzerebbero. Secondo il principio dell’assessore Di Matteo anche la rinuncia degli stipendi dei deputati di FDI in favore degli ospedali risulta inutile in rapporto ai costi sanitari a cui ha dovuto far fronte l’Italia? E’ appena il caso di far presente che con la rinuncia delle tre mensilità della giunta, del sindaco e dei consiglieri si potrebbe istituire ad esempio un fondo per le luminarie natalizie senza incidere sui portafogli dei commercianti o per coprire i costi delle bollette della luce delle attività commerciali in affitto. Basterebbe avere idee e volontà politica. Certamente comprendiamo che la maggioranza vacilla all’idea di rinunciare a 3 mensilità, ma varrebbe la pena pensare a chi alle entrate mensili ha dovuto rinunciare non per propria scelta. Prendiamo atto – concludono – dello scomposto rifiuto e ancora una volta delle irricevibili aggressioni nei confronti di Fratelli d’Italia ma soprattutto ne prendano atto i commercianti di Albano”.

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  1. Andra

    17 Dicembre 2020 at 6:30

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Castelli Romani

Grottaferrata, focolaio in un istituto di suore: 4 morti

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Un grosso focolaio è stato trovato all’interno della struttura religiosa di Grottaferrata “Povere Figlie della Visitazione di Maria”. Su 39 ospiti totali ci sono 25 positivi e 13 ospedalizzati da qualche giorno, 6 suore positive su un totale 7 e 4 morti di cui 2 ospiti anziani deceduti in ospedale, 1 suora e un’ospite deceduti nella struttura.

“Siamo a conoscenza del nuovo cluster sviluppatosi all’interno della struttura religiosa delle Figlie della Visitazione di Maria” dichiara il sindaco Andreotti. “Assieme a Protezione Civile e Croce Rossa abbiamo già attivato tutti i canali necessari per rifornire la struttura in sicurezza di alimenti e beni di prima necessità. La struttura è isolata e grazie alla collaborazione dei Carabinieri, come già accaduto nella scorsa primavera in situazioni simili, si fa in modo che estranei restino a dovuta distanza”.

“Alle famiglie degli anziani defunti, così come alla congregazione religiosa rinnovo la massima vicinanza e affetto in un momento di particolare difficoltà in cui come rappresentanti dell’Amministrazione comunale stiamo percorrendo tutte le strade necessarie a garantire una vicinanza solidale e viva da parte delle istituzioni del territorio”.

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Genzano di Roma, la boutique del falso: Guardia di Finanza sequestra 300 capi d’abbigliamento contraffatti

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GENZANO DI ROMA (RM) – Utilizzava i social network per promuovere la vendita di capi ed accessori di abbigliamento che riproducevano modelli delle più affermate griffe di alta moda un uomo di nazionalità marocchina individuato dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, che hanno sequestrato oltre 300 articoli contraffatti.

Le Fiamme Gialle della Compagnia di Velletri, dopo alcuni approfondimenti, hanno deciso di perquisire l’appartamento del venditore, situato a Genzano, al cui interno era stata allestita una vera e propria “boutique del falso”, costituita da oltre 300 pezzi – borse, scarpe, giubbotti, t-shirt, cinture e portafogli – recanti i marchi Louis Vuitton, Gucci, Moncler, Giorgio Armani, Versace, Ralph Lauren, Colmar, Nike e Adidas.

Oltre alla merce sono stati rinvenuti diversi campionari e un “brogliaccio” in cui erano annotati gli importi degli incassi, quantificati in circa 80 mila euro l’anno.

Il “commerciante” è stato denunciato per i reati di detenzione di merce contraffatta e ricettazione alla Procura della Repubblica di Velletri, che ha disposto la donazione dei capi di abbigliamento al centro religioso Don Orione, dopo averli privati dei loghi distintivi.

L’operazione si inquadra nel più ampio dispositivo messo in campo dalla Guardia di Finanza di Roma per il contrasto alla “filiera del falso”.

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Lanuvio, morti in casa di riposo. Burattini (Anchise): “Più trasparenza nella gestione di queste strutture. Ora basta!”

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Critica la nota che arriva da Antonio Burattini, presidente di “Anchise” – Comitato Nazionale Famiglie Rsa Rsd Sanità sulla tragedia successa a Lanuvio in una casa di riposo dove cinque ospiti sono deceduti e altri sette sono gravi per un’intossicazione da monossido di carbonio. Ospiti e operatori, inoltre erano risultati positivi al Covid e stavano per essere trasferiti.

“Ancora una volta – dice Antonio Burattini – ci troviamo a mettere in evidenza l’ennesimo tragico evento accaduto in una struttura per anziani, con persone in difficoltà, che siano disabili, non autosufficienti o
soltanto anziani.
Altri 5 anziani morti ingiustamente! Si parla di fuga di monossido di carbonio che ha ucciso
anziani, quindi forse poco meritevoli di attenzione! Altre 7 persone ( 5 anziani e 2
operatori) sono stati ricoverati in vari ospedali.
Molti familiari hanno addirittura appreso la notizia soltanto dal telegiornale. La Procura
della Repubblica deve indagare e a noi il dovere di pretendere subito risposte! Adesso
basta!
A quante stragi ancora dobbiamo assistere perché qualcuno si interessi veramente della
questione? Sia nella gestione della pandemia da Covid 19, sia in altre situazioni come
quella accaduta a Lanuvio, c’è la dimostrazione di una grave carenza e poca trasparenza
sulla gestione, a tutto tondo, di queste strutture.
Per ogni struttura deve essere evidenziato in modo chiaro e reso pubblico il numero di
Medici, Infermieri, Operatori Socio Sanitario, ecc. che devono esser e presenti nei vari
turni di lavoro, con riferimento al numero di ospiti, pianificazione dei rischi all’interno, dei
piani di sicurezza aggiornati, della formazione continua del personale certificata da enti
terzi e non ultimo della sicurezza strutturale e manutentiva!
Chiediamo alle ASL queste verifiche, in quanto ci risultano essere di loro competenza e di
rendere pubblica e trasparente la gestione delle stesse
Questo ci riporta sempre alla constatazione che le strutture adibite a ricovero di persone
non autosufficienti in generale, necessitano di una profonda riforma, sul sistema oggi in
essere dei controlli da parte delle Istituzioni preposte.
Sia nella gestione della pandemia da Covid 19, sia in altre situazioni come quella accaduta
a Lunuvio, c’è la dimostrazione di una carenza e a volte superficialità nei controlli sulla
sicurezza.
Chiediamo al Presidente della Regione Lazio On. Zingaretti e all’Ass. alla Sanità On.
D’Amato, un incontro urgente per aprire un confronto sulle tematiche delle RSA e delle
RSD, dalla riapertura alle visite dei familiari, alla gestione delle stesse in questo momento
di pandemia, alla futura revisione normativa, anche riguardo al personale Socio Sanitario
che opera allinterno delle stesse. Il Presidente”.

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