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ALBANO LAZIALE: UNA PAUSA CAFFE' CON SIMONE CARABELLA

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Una chiacchierata informale di fronte ad un caffè, dove si parla senza domande prestabilite

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Redazione
Albano Laziale (RM)
– Prosegue lo speciale elezioni che il quotidiano L'Osservatore d'Italia dedica al Comune di Albano Laziale. Una serie di video interviste dove i candidati a sindaco ad Albano Laziale sono intervistati dal direttore de L'Osservatore d'Italia Chiara Rai. Una chiacchierata informale di fronte ad un caffè, dove si parla senza domande prestabilite della corsa elettorale e dei programmi politici proposti ai cittadini.
"Noi siamo il vero cambiamento ed il cambiamento non si può fermare" questo lo slogan di Simone Carabella candidato sindaco ad Albano Laziale per la lista ne destra ne sinistra Amo Albano che ha scelto come location per lo speciale elezioni de L'Osservatore d'Italia un bar di Cecchina frazione di Albano Laziale, "per stare in mezzo alla gente", che come afferma Carabella, lo ha scelto come proprio rappresentante.  "Premiare chi rispetta le regole e punire chi le regole non le rispetta. – ha ribadito il candidato sindaco per la lista Amo Albano nel corso dell'intervista – Così ad Albano Laziale come nel resto d'Italia viene punito chi le regole le rispetta e premiato, invece, chi le regole non le rispetta". Questo uno dei temi forti del candidato a sindaco che promette di vincere questa scommessa delle amministrative 2015 per "tornare orgogliosi di essere italiani".

Scienza e Tecnologia

Dungeons 3 torna in voga con la “Complete Collection”

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Dungeons 3 è arrivato su Pc e console in versione “Complete Collection” ed è pronto a tenere incollati sullo schermo per ore ed ore. Chi è appassionato di videogames e ha vissuto gli anni ‘90 ricorderà sicuramente Dungeon Keeper, un particolare titolo gestionale ideato dalla mente di Peter Molyneux ai tempi di Bullfrog. Nel titolo si vestivano i panni del Signore Oscuro, un genio del male che si dilettava nella costruzione di possenti dungeons attrezzati con un’ampia varietà di stanze e in grado di ospitare le più disparate tipologie di mostri e aberrazioni. Dunegons è un franchise che, sin dal suo debutto nel 2010, segue un po’ troppo da vicino le orme lasciate dal capolavoro a cui si ispira, ma che col tempo ha imparato a differenziarsi e a lasciarsi apprezzare anche per altre caratteristiche peculiari. Oggi analizziamo la sua terza incarnazione in versione “Complete Collection”, un titolo che miscela saggiamente meccaniche da gestionale con quelle da RTS e le condisce con una considerevole dose di umorismo, il tutto arricchito con i molti contenuti extra usciti negli ultimi anni. La storia prosegue direttamente quella del capitolo precedente: il Male Supremo ha vinto la sua battaglia contro il bene e ora si gode la dolce vittoria brindando con calici ottenuti dai teschi dei suoi nemici e pasteggiando lautamente con kebab di unicorno. La vittoria però lo annoia e così decide di espandere il proprio dominio oltremare, inviando nel nuovo continente un’ombra in grado di prendere possesso di un’anima facilmente corruttibile. La scelta ricade su Talya, un’elfa figlia adottiva del paladino Tanos, la quale già in precedenza aveva mostrato una naturale predisposizione a percorrere sentieri oscuri. L’ombra si insinua quindi nella mente dell’ignara elfa e la trasforma passo dopo passo, da docile e gentile fanciulla, in una macchina da guerra smaniosa di versare il sangue dei suoi nemici disgustosamente buoni.

Da qui si dipana l’intera avventura, costituita da un buon numero di missioni, in cui bisognerà affrontare il paladino e i suoi strampalati compagni, come Grimli, il nano alcolizzato, o Jaina Overproud una maga tanto buona quanto attenta ai conti correnti. Il taglio narrativo da commedia fantasy è volutamente lineare e non si sforza in alcun modo di proporre una storia con colpi di scena insospettabili. La sua forza risiede invece in una comicità del tutto riuscita, che arriva alle orecchie del giocatore tramite la voce dell’ottimo narratore, doppiato in italiano dall’azzeccatissimo Gianni Quillico. Dall’inizio alla fine c’è da sbellicarsi dalle risate, quasi ogni dialogo contiene una battuta, una freddura o un riferimento a qualche produzione di stampo “nerd” in grado di mettere di buon umore. Il gioco prende in giro e si prende in giro, spesso disintegrando la quarta parete senza farsi troppi problemi. Con questo terzo capitolo della saga, però, gli sviluppatori hanno voluto provare a fare un salto in avanti rispetto al passato, emancipandosi dal modello originale. La parte di costruzione e difesa del dungeon è rimasta, ma è stata ibridata con dei forti elementi da strategico in tempo reale. Quindi ora non ci si limita a gestire dei sotterranei bui e muffi in tutti i loro aspetti, ma bisogna conquistare anche ciò che c’è sopra di essi, affrontando faccia a faccia chi vuole impedire al giocatore di far prosperare il proprio impero del male. Parlando di contenuti il pacchetto completo di Dungeons 3 è davvero imponente. Considerate che attualmente offre la campagna principale, inclusa nel gioco base, più sei campagne extra, una per ogni DLC, più tre mappe sandbox di grandi dimensioni, aggiunte con il DLC finale. A tutto questo ben di una qualsiasi divinità che vi venga in mente, vanno aggiunte la modalità schermaglia e l’online, per una quantità d’ore di gioco che va oltre la cinquantina, senza naturalmente considerare l’alta rigiocabilità delle campagne e delle singole mappe, che possono essere affrontate a diversi livelli di difficoltà.

Per quanto riguarda la giocabilità, Dungeons 3 Complete Collection strizza l’occhio al passato ricordando le origini in stile Dungeon Keeper, ma poi si evolve in un mondo in superficie in stile Warcraft. All’inizio il compito del giocatore è quello di costruire un dungeon nel sottosuolo e popolarlo di orribili mostri, demoni e qualsivoglia altra creatura disposta a perseguire i nostri maligni intenti. Per farlo è necessario costruire molti tipi di stanze, ognuna utile a soddisfare esigenze diverse dei malvagi inquilini. Le più basilari sono i dormitori e gli allevamenti di tacchini, utili per dare vitto e alloggio a orchi e goblin, ma ne esistono moltissimi tipi diversi. Nel cimitero, ad esempio, vengono sotterrati gli stolti eroi che sono andati incontro alla morte invadendo il nostro sotterraneo, e dove torneranno in vita come fedeli zombie al servizio del giocatore. Se invece non si uccidono gli invasori si può decidere di sbatterli in prigione dove marciranno fino a trasformarsi in arcieri scheletrici, oppure è possibile rinchiuderli nella sala delle torture, dove le conturbanti succubi possono seviziarli fino a quando non decideranno di passare al lato oscuro. Grazie alla sala del fabbro si possono anche costruire trappole necessarie a rendere i nostri domini ancor più pericolosi e inospitali per le forze del bene. Dopo averli appresi, e aver fatto accumulare abbastanza mana ai propri demoni, ci si può anche avvalere di potenti incantesimi: dalle piogge di fuoco a barriere difensive passando per orde di non morti evocati e portali magici, la scelta è vasta. Dungeons 3 però, come detto in precedenza, non si limita ad offrire una parte gestionale ricca e variegata, ma le affianca anche un comparto da RTS votato esclusivamente al combattimento. Come ogni buon dungeon che si rispetti, anche quello creato dai giocatori ha uno (o diversi) ingressi da cui gli impavidi eroi possono entrare e le perfide creature uscire, seminando morte e distruzione in superficie. Fintanto che i soldati del giocatore rimangono nel ventre della terra non è possibile controllarli direttamente, ma solo spostarli da una stanza all’altra sperando che si dedichino all’attività che si desidera. Una volta emersi dalle buie gallerie invece possono essere gestiti nel dettaglio, sia per quanto riguarda gli spostamenti che le abilità speciali. Ogni creatura dispone di valori di attacco e difesa, che aumentano al salire di livello, e anche abilità uniche che le permettono di rivelarsi decisiva in determinate situazioni. Talya, l’antieroina protagonista della storia, può ad esempio scagliare palle di fuoco che infliggono pesanti danni ad area, mentre le Naghe possono rimettere in sesto i membri feriti del nostro esercito con flussi di energia curativa.

 Le sezioni a cielo aperto offrono sempre obiettivi specifici che contribuiscono a rinfrescare, almeno parzialmente, un’offerta ludica che altrimenti risulterebbe troppo stantia. Mancando infatti tutta la parte di creazione della base (poiché la produzione avviene nel sottosuolo) l’unica cosa su cui è necessario concentrarsi è creare un esercito dignitoso e guidarlo nelle varie situazioni proposte. Inizialmente ci si limita a radere al suolo accampamenti e uccidere qualsiasi cosa si muova, ma proseguendo con la campagna ci si ritrova a barcamenarsi in situazioni differenziate, come scortare un gigantesco demone in giro per la mappa mentre Talya se la vede con una maga nemica scagliando raggi dalla cima di una collina. Il titolo propone un grado sfida estremamente accessibile, soprattutto per chi è avvezzo a gestionali e strategici. Ogni missione ha comunque degli obiettivi secondari, a cui possiamo puntare se vogliamo completare tutto al cento per cento, e un livello di difficoltà aggiuntivo per i veterani che cercano una sfida più consistente. Ad ogni modo, se la lunga campagna dovesse risultare “troppo facile” ci si può dedicare a partite competitive in multigiocatore in cui confrontarsi contro altri esperti. A livello tecnico, la grafica del gioco, improntata allo stile umoristico, è semplice, colorata e divertente. Ovviamente non bisogna cercare il realismo in un gioco così perché si rischia di rimanere delusi, ma vi assicuriamo che il risultato complessivo è davvero di buon livello. Tirando le somme la cosa bella di Dungeons 3, nonostante proponga un gameplay piuttosto vecchiotto, è che funziona alla perfezione e, fatta l’abitudine al sistema di selezione delle unità, non chiarissimo da principio, e alle battute irriverenti della voce narrante, ci si trova a giocare senza sosta per ore e ore, macinando una mappa dopo l’altra. Sinceramente non avremmo mai sperato che la formula ibrida scelta per il gameplay funzionasse così bene, ma evidentemente i ragazzi di Realmforge Studios hanno talento da vendere. Compratelo senza indugio perché a nostro avviso di videogame che riescono a divertire così tanto in giro ce ne sono davvero pochi.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8

Sonoro: 9

Gameplay: 8

Longevità: 9

VOTO FINALE: 8,5

Francesco Pellegrino Lise

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Metropoli

“Punto a Bracciano”, amministrazione Tondinelli pronta a fare strike di turisti con il nuovo brand

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BRACCIANO (RM) – Presentato il brand “Punto a Bracciano” il portale con il nuovo logo che accompagnerà la città attraverso una intensa campagna di promozione finalizzata a richiamare visitatori tutto l’anno.

Una presentazione, quella dello scorso mercoledì 1 luglio, trasmessa in diretta Facebook dallo staff di “Punto a Bracciano” che si è tenuta presso una tra le location più suggestive della città “La Sentinella” un vero e proprio capolavoro di architettura difensiva impiantata sopra e intorno ad uno sperone tufaceo nella prima metà del XVI secolo e da dove si gode di un panorama mozzafiato sull’intero circondario.

Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 09/07/2020

A spiegare il progetto ai cittadini intervenuti personalmente sul posto e ai numerosissimi che hanno seguito la diretta in streaming il sindaco di Bracciano Armando Tondinelli e il Vicesindaco e assessore al Turismo Luca Testini introdotti dall’attrice e conduttrice Valeria De Luca di Agensal comunicazione.

Il nuovo brand dell’assessorato al Turismo si chiama dunque “Punto a Bracciano” che sta a significare la possibilità per il turista di trovare itinerari culturali, enogastronomia e sport su misura per ciascuna esigenza.

Il sindaco ha spiegato che a giorni partirà la campagna su Roma con 230 manifesti pubblicitari sugli autobus capitolini e immagini a grandezza naturale lungo le stazioni delle linee metropolitane A, B e C.

Un nuovo impulso al Turismo per Bracciano attraverso una linea e un progetto condiviso con tutte le realtà produttive della città fortemente voluto dall’assessore al Turismo e Vicesindaco Luca Testini “Sono emozionato – ha detto Testini – perché il brand del Comune di Bracciano sarà il simbolo identificativo dell’immagine della città.

Punto a Bracciano è quindi il biglietto da visita di qualità per la città nell’era dell’amministrazione Tondinelli. E sul nuovo sito dell’assessorato al Turismo presente all’interno del portale istituzionale sono illustrate tutte le iniziative finalizzate a richiamare i visitatori che verranno soddisfatti dalle molteplici soluzioni disponibili per qualsiasi tipologia di vacanza. A un’ora da Roma Nord, immersa nella natura, Bracciano è dunque pronta a offrire tante vacanze in una, dove mangiare bene, fare sport, rilassarsi in sicurezza e con tutte le comodità. E il tutto a portata di mano e di click.   

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In evidenza

Guidonia, tutto pronto per l’inciucione

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GUIDONIA (RM) – Giornate difficili, queste ultime, per il governo targato M5s di Guidonia Montecelio che recentemente ha assistito all’uscita dalla compagine consiliare di maggioranza di alcuni consiglieri che hanno decretato, di fatto, lo stato di ingovernabilità.

Una condizione ammessa dallo stesso sindaco attraverso un video appello su Facebook dove il primo cittadino, dopo aver riepilogato le azioni portate avanti nei tre anni di governo, si è appellato a quelli che ha definito come “Consiglieri responsabili” per non far sciogliere la legislatura, aprendo a una condivisione programmatica per proseguire il percorso della legislatura.

Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 09/07/2020

E dal partito Democratico sembra sia stato accolto l’invito di Michel Barbet che ora dovrà scendere a patti con i papabili nuovi alleati. Trattative in corso, dunque, tra i vertici pentastellati e quelli del Pd per decidere quelli che potrebbero rappresentare i nuovi equilibri per poter far sopravvivere la legislatura Barbet.

Officina Stampa puntata del 09/07/2020 – L’intervista ai consiglieri comunali di Guidonia Giovanna Ammaturo (FDI) e Mauro De Santis (Polo Civico)

Un rimpastone di governo che avrebbe già ricevuto il beneplacito da parte del segretario nazionale del partito Democratico Nicola Zingaretti e che, secondo indiscrezioni, sta assistendo ad incontri serrati al tavolo delle trattative con il Senatore e Segretario regionale del Lazio del Pd Bruno Astorre dove il prezzo da pagare per i pentastellati sarebbe rappresentato dalla cessione delle deleghe più importanti che andrebbero ai Dem inclusa la carica di vicesindaco a Emanuele Di Silvio che alle elezioni del 2017 era il candidato sindaco per il centrosinistra poi sconfitto al ballottaggio da Barbet.

Momenti difficili dunque per il sindaco Barbet che non sembra intenzionato a fare la fine disastrosa dei suoi colleghi pentastellati Lorenzon ex sindaco di Genzano e Anselmo ex sindaca di Anguillara Sabazia e che ora rischia di restare al comando di un governo targato M5s ma di fatto a guida partito Democratico e agli elettori che hanno creduto in ciò che doveva essere il cambiamento questo potrebbe suonare come un termine che finisce sempre in …ENTO.

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