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ALITALIA MAINTENACE SYSTEM: I SINDACATI SCRIVONO AL MINISTRO LUPI E AL PRESIDENTE MONTEZEMOLO

di Silvio Rossi

I sindacati che difendono i lavoratori di Alitalia Maintenace System hanno scritto due lettere aperte al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, e al Presidente di Alitalia, Luca Cordero di Montezemolo.

L’incertezza che caratterizza la vicenda, con l’azienda specializzata nella manutenzione dei motori aeronautici sospesa in un limbo che non consente una programmazione adeguata delle attività, ha indotto i rappresentanti sindacali a scrivere alle istituzioni per far conoscere (o per non far cadere nel dimenticatoio) la propria posizione.
L’appello indirizzato ministro è accompagnato dalla richiesta di visitare l’azienda, per poter rendersi conto personalmente dell’alta professionalità delle maestranze impiegate, che possono essere impiegate, oltre che per la manutenzione di aeromobili di qualsiasi compagnia, anche per il supporto di attività diverse, dove sono impiegate le turbine aeroderivate, come in impianti di generazione di energia o per le applicazioni militari.
La qualità delle lavorazioni effettuate in AMS, e i know-how acquisito dai tecnici della società non sono competenze che si possono trovare facilmente in quei mercati a basso costo che spesso hanno tolto commesse a molte imprese italiane. Se l’industria italiana deve ripartire dall’alta professionalità, Alitalia Maintenance Systems è proprio l’esempio dell’industria da rilanciare.
Lo stesso auspicio accompagna la lettera inviata dalle organizzazioni sindacali Filt Cgil Fit Cisl Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo al Presidente Montezemolo. I lavoratori sperano che lo spirito d’innovazione e di rilancio del prodotto che l’ex Presidente della Ferrari ha promesso, si concretizzi. Ricordano che AMS era una divisione di Alitalia, che la politica di esternalizzazioni ha diviso dalla casa madre, ma che il legame tra la compagnia aerea e la società di manutenzione è rimasto sempre molto stretto.
La speranza dei lavoratori è che l’ingresso di Etihad, con le sue compagnie controllate, possa garantire quella mole di lavoro che, affermano, sanno svolgere nel migliore dei modi.
Ovviamente per permettere tutto ciò l’azienda dovrà supportare l’attività con investimenti, che però i sindacati garantiscono verranno presto ripagati con i risparmi generati dalle attività attualmente svolte all’estero, e che potrebbero essere svolte in house. Nel frattempo, dietro l’angolo c’è un interesse di un gruppo Giordano pronto ad entrare nella società. Vedremo se tutto ciò si concretizzerà non prima di aver superato il problema giudiziale al quale l’azienda è legata.