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Allarme rifiuti a Roma: scempio a Laurentino e Tor Vergata. Movimenti politici per scongiurare lo sciopero

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ROMA – Laurentino 38 è una “monnezza”. Una settimana fa i residenti hanno gettato i rifiuti in mezzo alla strada e bloccato il traffico in segno di protesta a causa dei ritardi nella raccolta.

A Tor Vergata, via Oxford è stata chiusa a causa della spazzatura abbandonata. Basta farsi una passeggiata e scoprire com’è ridotto il sottopasso. Via Schiavonetti è letteralmente sommersa dall’immondizia.

Ieri i componenti della nuova giunta di centrosinistra del III Municipio sono andati nell’impianto di trattamento di via Salaria di Ama, quello contestato dai cittadini dei quartieri vicini perché produce cattivo odore. Le immagini parlano da sole: c’è un grosso cumulo di spazzatura  nel tmb.

A dire del presidente del Municipio, Giovanni Caudo e dell’assessore Cristian Raimo si è di fronte ad una vera e propria discarica dentro la città “è necessario ridurre conferimenti, la promessa della giunta di Roma Capitale di chiudere l’impianto nel 2019 difficilmente sarà mantenuta”.

Sabato la situazione sarà ancora più incandescente perché i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Fiadel hanno indetto uno sciopero di 24 ore a causa del mancato rispetto dell’impegno di sostituire i dipendenti andati in pensione preso da Roma Capitale in aprile e ancora non rispettato.

La sindaca pentastellata Virginia Raggi aveva assicurato che avrebbero modificato la delibera che impedisce le assunzioni aggiungendo che avrebbe assunto dei dirigenti. I sindacati hanno chiesto ad Ama operatori su strada i quali sono certamente più utili e indispensabili dei manager negli uffici. Nel frattempo l’assessore Pinuccia Montanari ha detto che serve il via libera del Mef per assumere ma che la soluzione è vicina. Per oggi è fissato l’incontro finalizzato ad evitare lo sciopero che servirebbe soltanto a paralizzare Roma, già ridotta a una discarica a cielo aperto.

Domani il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, incontrerà il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, per discutere della crisi dei rifiuti e di Roma. Ieri alla Camera Roberto Morassut, parlamentare del Pd, si è espresso in maniera categorica: «Finora il sistema ha tenuto, ma per l’estate a Roma si profila una vera a propria emergenza rifiuti, ambientale e sanitaria. Roma è lo specchio dell’inadeguatezza della gestione dei rifiuti da parte della giunta Raggi. Ogni giorno la Capitale ne produce 4.700 tonnellate, il corrispettivo, in termini di volume cubico, di una palazzina di 4 piani. Tremila di questi sono rifiuti indifferenziati, 1.500 sono trattati negli impianti a Roma e dintorni ma la maggior parte viene caricata e mandata fuori dalla regione”. E Stefano Vignaroli (M5S), relatore della legge ha subito replicato: “A Roma ci sono i problemi ma Morassut ha dimenticato in maniera strumentale le responsabilità nel Lazio del presidente Zingaretti e del Pd”. E i romani, intanto sono pieni di monnezza.

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Economia e Finanza

Fatturazione elettronica e violazione della Privacy, Marco Sivestroni: “Qui c’è un problema a monte” L’intervista

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L’obbligo relativo alla fatturazione elettronica tra privati stabilito a partire dal 1 gennaio 2019 sembra destinato a slittare dopo l’autorevole intervento del Garante sulla Privacy. Il provvedimento n. 481 del 15 novembre 2018 non lascia adito a dubbi: il sistema congegnato dall’Agenzia delle Entrate viola la normativa italiana ed europea sulla protezione dei dati personali.
Le criticità sono legate tanto alla trasmissione, quanto alla ricezione e alla conservazione delle fatture.
Grandi concentrazioni di dati rappresentano infatti una ricchezza molto appetibile e, se priva di cifratura e memorizzata su server di posta elettronica, anche facilmente aggredibile.

Sul tema abbiamo voluto sentire l’Onorevole Marco Silvestroni (FdI) anche alla luce dei suoi emendamenti in finanziaria.

Onorevole, alla luce delle criticità rilevate dal Garante sul sistema per la fatturazione elettronica predisposto dall’Agenzia, si è venuta a creare confusione in migliaia di professionisti e imprese che ora non sanno come prepararsi ad affrontare il 1 gennaio 2019. Fratelli d’Italia cosa chiederà al Governo in merito?

Con tutto il rispetto per il lavoro del Garante della Privacy, ma qui c’è un problema a monte. Il problema delle imprese è avere l’ennesimo fardello burocratico messo dallo stato incapace di fare il proprio lavoro cioè i controlli sulla evasione e perciò lo scarica sui cittadini. Non è giusto che una piccola impresa ha potenzialmente un controllo e delle incombenze burocratiche ogni 3 giorni. Dal 1 gennaio 2019 le piccole aziende familiari e le piccole e medie imprese compresi i professionisti hanno un ulteriore obbligo ” la fattura elettronica” e devono spendere oltre 1.500 euro all’anno in più rispetto il 2018. Non mi sembra un buon sistema per rilanciare l’economia e aiutare quei pochi che cercano di creare ricchezza. Il governo ha a disposizione la proposta di legge depositata da Fratelli d’Italia, che prevede il graduale inserimento dell’obbligo della fatturazione elettronica partendo dalle grandi imprese e grandi fatturati per arrivare in 4 -5 anni agli artigiani e alle piccole imprese. Dando così al sistema la possibilità all’Agenzia delle Entrate di correggere eventuali errori e snellire le procedure e i costi.

Riguardo le altre criticità che lei ha già evidenziato la scorsa settimana insieme all’Ordine dei commercialisti del Lazio durante la conferenza alla Camera, alla luce del fatto che ora l’Agenzia dovrà rivedere tutto il sistema ritiene che sia necessario apportare altre modifiche con particolare riguardo al Terzo settore?

Per me il terzo settore dovrebbe essere del tutto esentato da questo ulteriore fardello della fatturazione elettronica anzi dovrebbe essere ulteriormente snellito il sistema di tassazione per chi opera nel no profit e comunque garantisce servizi spesso essenziali per i più fragili. Di contro chi dietro il no profit si arricchisce ingiustamente e illegalmente deve finire in galera e pensare a lungo che sulla pelle dei più deboli non si deve giocare.

Puo’ chiarire meglio quali punti della finanziaria andrebbero rivisti secondo lei?

In questa finanziaria varata da lega e dai 5 stelle troppi pochi punti del programma di chi ha vinto le elezioni ovvero il centro destra. Troppa poca attenzione a chi crea ricchezza e può garantire crescita e benessere ossia imprese e lavoratori. Uno stato si mette a fare assistenzialismo quando ha la disoccupazione al 4% no al 12% e quando la disoccupazione giovanile non sta vicino al 40% come sta adesso. In Italia non c’è lavoro e non si creerà buttando 9 miliardi sul reddito di cittadinanza. Bisognava selezionare e darsi delle priorità, perché oggi c’è un Italia da salvare, con pensioni di invalidità a 278 euro e indennità di accompagno a 516 euro in un contesto nazionale di 5 milioni di poveri.

Da dove partire per me e Fratelli d’Italia è chiaro: i miei emendamenti in finanziaria sono da giovedì 15 Novembre a disposizione del governo e della maggioranza, vediamo se le mie proposte di buon senso verranno accolte e se saranno all’altezza del cambiamento che viene tanto sbandierato.

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Bagno di Folla per Bruno Astorre all’ex Consorzio. Il senatore Pd: “Anguillara governata da un sindaco condannato. Vergogna!”

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ANGUILLARA SABAZIA (RM) – Bagno di folla per il senatore Bruno Astorre ad Anguillara Sabazia. Il senatore  è in pole position per la segreteria regionale del Partito Democratico del Lazio. Una persona che riesce a colpire la pancia delle persone e ad avere ancora fiducia nel PD che in questi tempi non gode particolarmente di larghi consensi.

Pienone all’ex Consorzio

Eppure ieri, all’ex Consorzio della città sabatina c’erano tantissimi cittadini dell’intero circondario a partire da Anguillara, Trevignano, Bracciano, Allumiere, Oriolo Romano, Campagnano, Civitavecchia, Fiumicino e i piccoli paesi del circondario della provincia di Roma Nord.

Astorre si è presentato con una squadra tutta al femminile, donne motivate che da sempre sono presenti sul territorio e fanno “azioni concrete”, hanno ribadito, “senza prima annunciarle sul web”.

In sala, tra i tanti amministratori e non del Partito Democratico dell’area, c’era l’ex sindaco di Anguillara Sabazia Francesco Pizzorno, l’ex assessore Enrico Stronati, il consigliere comunale Silvio Bianchini.

 

Le donne sul territorio

Le donne, Michela Califano, Lucia Bianchini, Barbara Dominici, Sabrina Telloni, Mariella Camilletti, Cinzia Caccia, hanno sottolineato l’importanza di tre parole che poi sono lo slogan della campagna elettorale di Bruno Astorre: unità, umiltà e umanità. Tre termini a cui Astorre da un’importanza fondamentale.

Le cinque donne candidate hanno ribadito che “da soli non si va da nessuna parte” che bisogna essere presenti, vicino alle persone e questo è il Pd sano che deve riconquistare il proprio elettorato. Un partito fondato sui valori della solidarietà, accoglienza e integrazione in stretta correlazione con la sicurezza.

Un partito che deve salvaguardare le piccole e medie imprese. Il programma di Astorre è chiaro al riguardo: “Vinceremo tanto a poco – ha detto il senatore Pd – ma sempre con rispetto e volontà di collaborazione con gli avversari. Però vinceremo tanto a poco!”.  Astorre ha poi ringraziato di vero tutti i presenti, in particolar modo Paolo Bianchini: “Sempre al mio fianco – ha detto – si mette sempre in disparte agli ultimi posti ma è lui il motore di questo territorio!”.

Del consigliere Silvio Bianchini, Astorre ha detto che è un consigliere con valori autentici che crede fortemente nella politica sana e costruttiva.

“Tornare vicino alle persone, con umiltà”

“Negli ultimi tempi abbiamo peccato di umiltà, non abbiamo ascoltato certi segnali – ha proseguito Astorre – e abbiamo fatto diversi sbagli tra cui il referendum delle Trivelle (costato 300 milioni di euro) e che ha visto il governo Renzi distante dai lavoratori, quelli che operano sulle piattaforme. E poi basta questa disgregazione, qualunque segretario del Pd è stato criticato, ci vuole unità, ci vuole unità. Se viene eletto segretario va sostenuto e senza creare le solite spaccature interne”. Infatti, il referendum sulle trivelle che ha citato ieri Astorre non è stato altro che il frutto di guerre intestine soprattutto ad opera di quei consiglieri e quei pochi governatori regionali “dissidenti” che hanno cavalcato il referendum per una conta interna al Pd per poi ottenere un pugno di mosche.

 

“Anguillara Sabazia governata da un sindaco condannato”

E le “sconfitte” hanno lasciato spazio a chi la politica la fa dietro la tastiera: “Anguillara Sabazia è governata da un sindaco condannato e da consiglieri in odore di indagini. Ecco i Cinque Stelle! E’ una vergogna!”.

Alle “convenzioni di circolo” del Pd regionale la mozione senatore di Areadem, sostenuto anche da chi fa riferimento al governatore del Lazio Nicola Zingaretti, ha ricevuto il 60,59 per cento delle preferenze, per un totale di 9.191 voti.

Gli sfidanti Claudio Mancini, più vicino a Orfini, e Andrea Alemanni, della componente Rughetti-Richetti, si sono fermati a 4.886 voti, il 32,21%, e 1.091 voti, 7,19%. Astorre ha vinto anche nei circoli di Roma: 1.610 preferenze, il 43,86% del totale, su Mancini, fermo a 1.519 voti, il 41,38%, e Alemanni con 542 voti, 14,76%.

Il primo dicembre potranno votare tutti i cittadini, anche chi non è tesserato Pd! La prossima decisiva partita – ha comunicato di recente Astorre – si giocherà ai gazebo con le primarie aperte. Un grande esercizio di democrazia e partecipazione che, al di là delle diverse mozioni, riunirà il popolo del Pd sotto la stessa bandiera, per dare il via a un nuovo cammino con unità, umanità e umiltà. Dal giorno dopo, tutti insieme per il Partito democratico, contro la pessima amministrazione del sindaco Raggi e del Governo del fallimento”.

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Cronaca

Piacenza, 70enne prepara polpette avvelenate per il cane della sua vicina: condannata

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PIACENZA – Sei mesi di reclusione per aver tentato di uccidere, avvelenandolo, il cane della vicina di casa. E’ la sentenza che il giudice del Tribunale di Piacenza ha pronunciato nei confronti di un uomo di 70 anni, finito a processo per aver provato a uccidere il pastore tedesco della sua vicina, dandogli da mangiare delle polpette avvelenate con un topicida.
Il cane si era poi salvato in extremis, ma la donna ha sporto querela contro il vicino di casa con il quale, ha spiegato poi durante il processo, c’erano parecchi dissidi. L’uomo ha ricevuto anche una multa di 5mila euro, ma ha beneficato della sospensione condizionale della pena. (foto di repertorio)

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