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ALLARME TAGLI SANITÀ: ZAIA DENUNCIA L’EMPASSE, SI RIVOLGERÀ ALLA CORTE COSTITUZIONALE

Si prospettano tensioni sul piano sindacale, attualmente sono ad alto rischio il piano di assunzioni per centinaia di unità, le Medicine di Gruppo, gli ospedali di comunità, i nuovi Lea, i farmaci oncologici ad alto costo; i farmaci per l’epatite C e gli altri innovativi

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di Cinzia Marchegiani

Regione Veneto – L’accordo sulla riduzione del fondo sanitario 2015, pari a 2,35 miliardi al termine della conferenza Stato-Regioni tenutasi al Ministero per gli Affari Regionali, siglato lo scorso il 2 luglio 2015 che aveva al primo punto proprio il nodo sulle risorse per la sanità, comincia a dare i primi evidenti stalli sulla gestione degli ospedali, ma non solo. La ministra Beatrice Lorenzin però allora si era dichiarata soddisfatta e spiegava: “l'intesa consentirà di compensare il mancato incremento sul Fondo senza stravolgere l'impianto del Patto per la Salute”. Il Ministro della salute spiegava anche che l'intesa raggiunta nella Stato-Regioni avrebbe consentito "di implementare i vari tavoli di lavoro aperti, compreso quello sulla spesa farmaceutica, sul quale ci sono meccanismi che possiamo rivedere e aggiornare, dopo tanti anni, al fine di rendere più fluido ed efficiente il sistema".

Zaia denuncia grave carenza personale negli ospedali. Ora però gli effetti di questa manovra lacrime e sangue (che non ricade solo sui pazienti) comincia a dare i suoi evidenti segni. Il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, alla luce dell’allarme lanciato dai sindacati sulla carenza di personale negli ospedali e in relazione ai tagli previsti dalla legge finanziaria, denuncia i rischi gravissimi che andrebbero ad aggravare sul servizio sanitario.
Luca Zaia spiega: L’allarme che viene oggi dai sindacati vicentini è fondato: l’impossibilità di assumere i medici e gli infermieri che servono a coprire i turni e a rispettare le nuove norme europee che entreranno in vigore il 25 novembre sui tempi di riposo è uno degli effetti più gravi dei tagli alla sanità inferti dalla legge di stabilità. E’ un vero e proprio taglio ai servizi, che stresserà il personale oltre i limiti del leciti e accenderà tensioni sul piano sindacale”.

250 milioni di tagli sulle gambe della Regione Veneto. Il Presidente della Regione Veneto in merito denuncia l’impresa faraonica che stanno portando avanti in queste ore per reperire, fuori dalle cure e dal personale, il necessario per far fronte ai 250 milioni di tagli che si vogliono appioppare al Veneto nel 2016.

Zaia la definisce un’impresa titanica. Zaia contro gli spreconi della sanità. Zaia nel difendere l’operato della sua Regione Vento spiega: “ La vergogna di non aver applicato i costi standard nel suddividere i sacrifici, ha infatti creato una situazione per cui, mentre agli spreconi si lascerà sprecare, si costringono i virtuosi a raschiare il fondo di una barile di appropriatezza della spesa già raschiato negli anni”.

Allarme sollevato da Zaia. A rischio il Piano di Assunzioni. No ad addizionali Irpef, né ticket Regionali. Zaia tuona furente contro le scelte scellerate attuati con la legge di stabilità, che si vorrebbe far ricadere sugli stessi cittadini con gli aumenti Irpef e i ticket regionali: “Di questo barile raschieremo anche il legno e non metteremo né addizionali Irpef (unici in Italia a non averlo ancora fatto) né ticket regionali oltre a quelli già imposti dallo Stato – aggiunge Zaia – ma attualmente sono ad alto rischio il Piano di assunzioni per centinaia di unità che avevamo definito con un investimento non inferiore a 50-60 milioni l’anno; le Medicine di Gruppo (le ultime 15 autorizzate poche settimane fa); gli ospedali di comunità; i nuovi Lea; i farmaci oncologici ad alto costo; i farmaci per l’epatite C e gli altri innovativi”.

Focus dissenso Veneto, Lombardia e Liguria all’accordo 2 luglio 2015. Inamovibile era stata la posizione del Veneto, che aveva detto 'no' al riparto, come ha tenuto a sottolineare al termine della Stato-Regioni l'assessore riconfermato alla Sanità, assieme a Lombardia e Liguria. Luca Zaia sottolineava già a luglio scorso la forza del proprio dissenso a questi tagli: “Con il nostro irremovibile 'no' siamo stati coerenti, come lo siamo da mesi, a fronte di dissennate politiche della salute, con tagli lineari che penalizzano i virtuosi e premiano gli spreconi, con riduzioni delle prestazioni che ci avvicinano alla Grecia e al Portogallo dove, a differenza del Veneto, l’attesa di vita è sensibilmente più bassa, e dove – sempre a differenza del Veneto – i più ricchi sono anche i più sani”. 

Tagli sanitari a carico dei bilanci regionali come la regione Veneto sempre in attivo. Zaia annuncia opposizione. La fotografia scattata dal Presidente Zaia lascia poco all’interpretazione. Luca Zaia non accetta questa manovra non solo lacrime e sangue ma rappresenta un vero scandalo: “Questo rischia di accadere in una Regione con i bilanci sanitari in attivo da 5 anni, ed è uno scandalo contro il quale ci rivolgeremo alla Corte Costituzionale. Dai 115 miliardi e 444 milioni previsti dal tuttora vigente Patto Nazionale per la Salute – fa i conti Zaia – siamo precipitati ai 111 annunciati dal Governo con un buco di 4 miliardi 444 milioni. Ma non basta, perché un buco di 2,97 miliardi c’è anche prendendo per buona l’Intesa del 2 luglio 2015, che il Veneto non sottoscrisse perché già abbastanza iniqua, che fissava la posta 2016 in 113, 97 miliardi”.

Quale sanità sta ridisegnando la ministra Lorenzin? Era stato siglato l’accordo sulla riduzione del fondo sanitario 2015, pari a 2,35 miliardi al termine della conferenza Stato-Regioni tenutasi al Ministero per gli Affari Regionali il 2 luglio 2015 , dove solo il Veneto, Lombardia e Liguria non hanno firmato. Ora emergono con forza inaudita tutte le gravi problematiche legate ai tagli sulla sanità. Riecheggiano le parole della stessa proprietaria del dicastero della salute che aveva pronunciato dopo il dissenso delle Regioni all’accordo siglato: “Tra le Regioni l'unico 'no' è venuto dal Veneto: l'assessore alla Sanità Luca Coletto ha spiegato al termine della Stato-Regioni di aver espresso un voto contrario sia in Conferenza delle Regioni sia in Conferenza Salute". Su questo punto aveva chiarito poi la Lorenzin che inizialmente sembrava volesse fare della sterile ironia, spiegando che "il rappresentante del Veneto è uscito, permettendoci così di chiudere l'intesa, quindi lo ringrazio".