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Rieti

Amatrice, arrivate le prime due casette

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Il progetto prevede la costruzione di un alloggio da 80 metri quadrati, 5 da 60 e 19 da 40

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Redazione

AMATRICE – Sono arrivate questa mattina ad Amatrice le prime due 'casette' del progetto Sae Cns, le soluzioni abitative di emergenza previste per accogliere gli sfollati del sisma del 24 agosto scorso. Si tratta di due abitazioni, una da 40 e l'altra da 60 metri quadrati, realizzate dal Consorzio nazionale servizi (Cns). "Siamo in una fase di prove tecniche – spiega all'ANSA Sergio Zaccarelli, responsabile del progetto Sae Cns -, la Regione Lazio ci ha consegnato ieri le prime due piattaforme approntate dal Genio militare a Campo Lazio. Inizieremo i lavori da giovedì e nell'arco di un paio di settimane contiamo di consegnare l'intera area". Il Campo Lazio, l'area adibita a ospitare gli sfollati del cratere di Amatrice, ospiterà complessivamente 25 soluzioni abitative di emergenza. Il progetto prevede la costruzione di un alloggio da 80 metri quadrati, 5 da 60 e 19 da 40.

Cronaca

Rieti, 60enne trasforma due appartamenti in “case d’appuntamento” e convince ragazze in difficoltà economica a prostituirsi: arrestato

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RIETI – Indagine contro lo sfruttamento della prostituzione: un uomo è stato arrestato, oggi, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Rieti. Due abitazioni, all’interno delle quali si svolgeva l’attività di meretricio, una in Rieti e l’altra in Borgo San Pietro, sono finite sotto sequestro.

I reati contestati sono quelli di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di donne italiane residenti nella provincia di Rieti.

L’attività investigativa, condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Cittaducale e dalla Stazione Carabinieri di Fiamignano, ha fatto luce su un fiorente businnes messo in piedi da un sessantenne di Petrella Salto, il quale aveva trasformato due appartamenti di sua proprietà in vere e proprie case d’appuntamento nelle quali far prostituire donne con problemi economici.

Proprio la fragilità economica delle ragazze avviate al mestiere è stata la carta vincente con la quale l’uomo riusciva a convincerle a prostituirsi sotto la sua gestione e il suo controllo: M.V., classe 1958, infatti, non solo chiedeva alle donne di vendersi, ma provvedeva egli stesso al procacciamento della clientela, alla gestione degli appuntamenti e a fornire le abitazioni nel centro storico di Rieti e in Borgo San Pietro, nelle quali venivano consumati gli atti sessuali a pagamento, trattenendo la sua percentuale.
L’indagine, avviata nel mese di aprile, in pieno lockdown, nasce grazie all’intuizione di un Carabiniere della Stazione di Fiamignano, il quale, incuriosito da uno strano via vai notato presso la citata abitazione in Borgo San Pietro, non giustificato date le misure restrittive vigenti in quel periodo, aveva proceduto al controllo di un cliente sanzionandolo per la violazione delle norme anti Covid, perché trovato, senza motivo, fuori dal comune di residenza.

La successiva attività, eseguita anche mediate strumenti tecnici e la raccolta di svariate testimonianze, ha permesso, poi, di evidenziare l’esistenza di una consistente opera di meretricio e il fondamentale ruolo dell’odierno indagato, sul conto del quale sono emersi gravi e chiari indizi di colpevolezza, che vanno dalla pubblicizzazione della propria “impresa” presso bar e locali del Cicolano, alle minacce rivolte a ragazze al fine di indurle alla prostituzione, alla messa in mostra delle donne ai clienti all’interno della sua auto, come se fossero prodotti in vendita, fino ai rapporti sessuali consumati in casa, con il protettore che aspettava nell’altra stanza la fine del rapporto.

Per ogni prestazione sessuale, in media, veniva corrisposta la cifra di 90 euro, di cui una buona percentuale finiva nelle mani dell’organizzatore, con la scusa del pagamento dell’alloggio. L’attività andava avanti almeno fin dal 2016, così come ricordato da una delle donne sfruttate.

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Cronaca

Rieti, fa l’esame per la patente C con dispositivo elettronico per farsi suggerire le risposte: denunciato un 42enne

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RIETI – Gli agenti della Sezione della Polizia Stradale di Rieti hanno denunciato P.Q, 42enne della provincia di Frosinone, per truffa in concorso con un complice al momento non identificato.

Gli agenti dell’Ufficio di Polizia Giudiziaria della Stradale reatina sono intervenuti nei locali della Motorizzazione Civile poiché era stato segnalato un comportamento sospetto di un uomo che stava sostenendo una prova d’esame per conseguire la patente di tipo “C”, necessaria per la guida dei camion.

Al termine della prova i poliziotti hanno effettuato un controllo sorprendendo l’uomo con addosso un dispositivo elettronico sofisticato, occultato sotto la maglia, costituito da una microcamera nascosta nel bottone delle propria giacca, da un micro auricolare e da un dispositivo di trasmissione e ricezione di ultima generazione, con scheda sim, che permetteva di inviare le immagini della prova d’esame a un complice che si trovava all’esterno e che a sua volta suggeriva le risposte esatte che avrebbero permesso il superamento della prova.

Gli agenti della Polizia Stradale hanno quindi sequestrato il dispositivo elettronico e hanno denunciato P.Q. alla locale Procura delle Repubblica per il reato di truffa finalizzata ad ottenere il conseguimento della patente di guida, in concorso con il complice per la cui identificazione è in atto attività investigativa.

La prova d’esame che era stata consegnata, per la quale il giovane sarebbe risultato idoneo, è stata annullata dal funzionario della Motorizzazione Civile.

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Cronaca

Emergenza maltempo, distrutta la grotta del presepe di Greccio

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GRECCIO (RI) – La grotta di scenografia del presepio vivente di Greccio, il primo e più famoso del mondo, posta stabilmente ai piedi del Santuario di San Francesco è stata irrimediabilmente danneggiata dalle ondate di maltempo dei giorni scorsi, quando il forte vento che si è abbattuto nella zona ha divelto la struttura scenografica in metallo e vetroresina rendendola di fatto un ammasso di rottami.

Le scenografie stabili di proprietà della Pro Loco e realizzate dalle maestranze di Cinecittà anche grazie ai contributi dei vari Enti Locali e della Regione Lazio, lo ricordiamo, sono normalmente il teatro della rappresentazione del Primo Presepio Vivente di San Francesco e meta ogni anno di migliaia di visitatori ed anche in questo anno di inattività imposta dalle normative anti Covid comunque tappa nei tour dei numerosi turisti e devoti di San Francesco.

Greccio rappresenta infatti da sempre la meta prediletta di turisti e credenti che nel periodo natalizio, e non solo,  visitano i luoghi francescani ed è il fulcro e il traino dell’attrattività di tutte le manifestazioni correlate dell’intera valle dei presepi: sarebbe una sconfitta per tutti lasciare “la grotta di San Francesco” distrutta e transennata.

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