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Rieti

AMATRICE, BOZZA DECRETO ZINGARETTI SU OSPEDALE GRIFONI: NESSUN RICONOSCIMENTO DELLO STATUS DI PRESIDIO DI AREA DISAGIATA

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Lo ‘status’ è stato invece riconosciuto ai presidi di Monterotondo, Subiaco E Bracciano.

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"Adesso basta, non è più possibile continuare a mortificare questo territorio finanche a sacrificio del diritto alla salute della sua popolazione."

 

Redazione
Amatrice (RI) – "In questi mesi abbiamo più volte espresso la nostra preoccupazione per il futuro del nostro Presidio ospedaliero, e abbiamo utilizzato ogni strumento di buon dialogo istituzionale per far comprendere al Commissario Zingaretti in primis e alla direzione della ASL di Rieti che il Presidio Grifoni di Amatrice ha caratteristiche distintive uniche in termini di fattori di criticità, e che aldilà del nome ‘Casa della Salute’, che può essere più o meno gradevole, quello che per noi è essenziale è che ci siano assicurati una serie di servizi minimi, in linea o analoghi, a quanto già riconosciuto dal Decreto Polverini". – Questo quanto dichiarato in una nota dell'amministrazione comunale di Amtrice. A riguardo l’Amministrazione comunale si è anche espressa con delibera consiliare votata all’unanimità, ed una serie di proposte che sono state inviate ai vertici della ASL di Rieti, ai quali è doveroso riconoscere buona volontà e collaborazione.

"Il 4 agosto scorso poi, – prosegue la nota dell'amministarzione comunale di Rieti – in sede di Conferenza Locale della Sanità, presenti i Sindaci reatini oltre che i rappresentanti istituzionali del territorio, abbiamo ascoltato la relazione dell’Assessore Regionale Fabio Refrigeri che ha rassicurato sul fatto che si fosse avviato un tavolo di lavoro sulle questioni della sanità reatina presso la Regione Lazio e che il Commissario Zingaretti aveva dimostrato di prendere in considerazione ‘le peculiarità del nostro territorio, Area Interna a tutti gli effetti e zona particolarmente disagiata.
 

Fatta questa doverosa premessa, arriviamo alla notizia di oggi: siamo appena venuti informalmente in possesso della bozza di Decreto che il Commissario Zingaretti sta per emanare e che conferma, inequivocabilmente, che il Presidio Ospedaliero Grifoni diventerà Casa della Salute e che allo stesso non e’ stato riconosciuto lo ‘status’ di ‘presidio di area disagiata’.

Di contro, sempre leggendo la bozza di decreto, scopriamo che tale ‘status’ è stato invece riconosciuto ai presidi di Monterotondo, Subiaco E Bracciano! Perché non ad Amatrice?

Sia chiaro da subito che non abbiamo nulla da eccepire sul risultato ottenuto dagli altri Comuni, siamo contenti per loro, ce ne rallegriamo.
Siamo parecchio sconcertati, però, dal fatto che analogo ‘status’ non sia stato riconosciuto anche al Grifoni di Amatrice, che possiede una serie di requisiti oggettivi e misurabili: l’altitudine (m. 1000 s.l.m., unico presidio veramente montano in tutto il Lazio), la distanza di 70 km. dall’Ospedale di Rieti (1 ora e 8 minuti di viaggio), la classificazione in zona sismica 1 (pericolo elevato), bacino ad elevata utenza turistica (tant’è che una legge regionale classifica Amatrice ‘Comune Turistico’).
Per questo ci chiediamo e chiediamo al Commissario Zingaretti e ai rappresentanti istituzionali del territorio reatino, parlamentari e consiglieri regionali Signori Melilli, Pastorelli, Refrigeri e Mitolo, che hanno partecipato al tavolo di lavoro in Regione Lazio:  quali sono i criteri utilizzati, oggettivi e misurabili, che hanno determinato la clausola di salvaguardia per Monterotondo, Subiaco e Bracciano, e che Amatrice non possiede?
Quali requisiti, a parte il bacino elettorale, sono stati individuati e comparati?

Riguardo poi ai parlamentari e consiglieri regionali presenti il 4 agosto scorso alla Conferenza Locale della Sanità, e che ci hanno voluto così ben rassicurare, chiediamo se sapevano già della sperequazione in atto tra Amatrice e gli altri tre presidi ospedalieri, o se non lo sapevano affatto (il che ci sembra ancora peggio!).
Insomma, qual è il peso specifico dei rappresentanti politici reatini nei palazzi romani?
Il Sindaco e l’amministrazione comunale della città di Amatrice chiede al Commissario Zingaretti di modificare la bozza di Decreto che sta per essere emanato, inserendo anche il Presidio Grifoni di Amatrice – al pari di quelli di Monterotondo, Subiaco e Bracciano – tra quelli cui viene riconosciuto lo ‘status’ di ‘presidio di area disagiata’.

Adesso basta, non è più possibile continuare a mortificare questo territorio finanche a sacrificio del diritto alla salute della sua popolazione. Per questo confidiamo in uno ‘scatto d’orgoglio’ dei parlamentari e consiglieri regionali reatini: che si garantisca anche ad Amatrice e all’Alta Valle del Velino il pieno godimento del diritto alla salute, venga formalizzato anche al Grifoni di Amatrice lo ‘status’ di ‘presidio di area disagiata’, questo chiediamo!  
E per questo siamo pronti a salire sulle barricate". Conclude la nota comunale.
 

Cronaca

Rieti, topi d’appartamento messi in fuga dalla Polizia di Stato

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RIETI – Un malvivente cerca di entrare all’interno di un appartamento del quartiere di piazza Tevere, arrampicandosi sul discendente delle acque piovane, mentre un complice lo attende in strada, fungendo da “palo” per coprire la sua eventuale fuga.

Questo quanto successo ieri notte nel capoluogo reatino dove i due uomini si sono dati alla fuga dopo che sul posto sono intervenuti i poliziotti della Squadra Volante dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Rieti avvertiti da un cittadino che dopo aver notato i movimenti dei due malfattori ha allertato il 113.

L’immediato intervento degli Agenti della Polizia di Stato ha costretto i ladri ad una precipitosa fuga, uno dei quali, quello che si era arrampicato nel balcone della palazzina, è stato quasi raggiunto dai poliziotti, salvato dalla cattura esclusivamente per la sua particolare agilità che gli ha consentito di scavalcare alte recinzioni dei palazzi circostanti prima di far perdere le sue tracce.

Sul posto tutte le Volanti sono prontamente accorse nel quartiere effettuando una ricerca ad ampio raggio che, se da un lato ha impedito il compimento di illegalità, dall’altro non ha consentito di rintracciare i due fuggitivi. Sono in corso ulteriori accertamenti volti alla identificazione dei due potenziali ladri e sull’eventuale commissione di furti durante la notte appena trascorsa.

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Cronaca

Borgorose, arriva il metano: 40 chilometri di nuove condotte

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BORGOROSE (RI) – Il metano è finalmente una realtà anche per i cittadini e per la zona industriale di Borgorose. Il 17 giugno il Comune e Italgas inaugurano, infatti, la rete di distribuzione cittadina del gas
naturale con la tradizionale cerimonia di accensione della fiaccola.

L’impianto ha richiesto la posa da parte di Italgas di 40 chilometri di nuove condotte che serviranno a collegare alla rete – proveniente dalla zona industriale – il nucleo abitato e le famiglie di Borgorose che saranno così stabilmente approvvigionate del gas naturale, fonte energetica sicura, economica e sostenibile.

Borgorose va così ad aggiungersi a tutte le località che, negli ultimi mesi, hanno potuto contare sui benefici del metano e sulle possibilità di sviluppo ad esso connesso.

Le famiglie e le aziende interessate ad allacciarsi alla rete, sono invitate a sottoscrivere l’apposita richiesta quanto prima. In seguito alla richiesta di allaccio alla rete gas e alla regolare stipula del contratto di fornitura con una società di vendita, Italgas provvederà all’installazione di misuratori intelligenti di ultima generazione (smart meters) in grado di consentire, tra le altre funzioni, la lettura in tempo reale dei consumi. Un vantaggio per il cliente finale, che vedrà la sua bolletta sempre più aderente ai consumi reali, e un importante beneficio anche per l’ambiente in virtù dei minori spostamenti necessari per svolgere la tradizionale attività di rilevazione manuale.

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Cronaca

Rieti, boschetto della droga: rintracciato a Firenze uno dei pusher ricercati

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RIETI – I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Rieti, hanno condotto un’importante operazione rintracciando e arrestando un uomo di nazionalità marocchina ricercato in quanto destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per reati in materia di stupefacenti.

L’operazione si inserisce nella più complessa attività d’indagine che nel mese di giugno 2020 aveva portato all’arresto di tre soggetti accusati di numerose cessioni di stupefacenti, mentre altri due avevano già fatto perdere le proprie tracce. Oggi uno dei due, è stato tratto individuato a Firenze e immediatamente arrestato dai Carabinieri del capoluogo reatino.

Nel corso dell’indagine i Carabinieri erano riusciti a disarticolare il sodalizio criminale che gestiva la “piazza di spaccio” allestita all’interno dell’area boschiva in località Magnalardo del Comune di Rocca Sinibalda (RI).

Durante l’attività investigativa, nel complesso furono arrestate cinque persone, tra cui due italiani, vennero sottoposti a sequestro, in totale, oltre 200 grammi di eroina, quasi 300 grammi di cocaina e 70 di hashish, numerosi telefoni cellulari, bilancini di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi, nonché la somma di oltre € 5.000 in banconote di vario taglio provento dell’attività illecita.

I sequestri operati dai Carabinieri furono tra i più ingenti operati nel capoluogo sabino, per quantità e varietà di sostanze recuperate: lo stupefacente sequestrato, infatti, una volta immesso sul mercato, avrebbe procurato un profitto di oltre 20.000 euro. Il “volume di affari” stimato relativamente durante il periodo dell’indagine si attestò su decine di migliaia di euro, di cui in buona parte furono trasferite all’estero dove sono stati investiti per finanziare l’acquisto e la costruzione di immobili, pertanto il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Rieti su richiesta della locale Procura della Repubblica che coordinò le indagini, emise cinque provvedimenti cautelari nei confronti di quattro soggetti di nazionalità  marocchina e di un algerino residente a Rieti.

All’epoca due marocchini vennero ristretti in carcere, rispettivamente a Pisa e Terni, mentre l’algerino venne ristretto presso la propria abitazione in Rieti in regime di arresti domiciliari. Per i due soggetti resisi irreperibili venne avviata una scrupolosa attività di ricerca culminata con l’arresto dei uno dei ricercati, rintracciato e tratto in arresto nella città di Firenze ed associato presso la casa circondariale del capoluogo toscano.

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