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Amatrice, contributi per i terremotati: scoppia residenzopoli. 120 persone indagate per falso e truffa

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AMATRICE (RI) – Dei veri e propri sciacalli avrebbero approfittato del terremoto del 2016, che ha devastato l’Italia centrale, per incassare fino a 900 euro al mese dalla Protezione Civile. Si tratta di circa 120 persone che ora rischiano il processo per truffa e falso. Tutte persone perlopiù di Roma, che subito dopo il terribile sisma hanno cambiato la residenza, mettendola ad Amatrice e ad Accumoli per intascarsi le somme e che ora rischiano il processo per truffa e falso.

 

Ad indagare la Procura della Repubblica di Rieti in merito alle erogazioni del Contributo di Autonoma Sistemazione (Cas), nei confronti di beneficiari che, secondo le ipotesi dei magistrati, non avevano né i requisiti né il diritto di percepire l’indennità economica a sostegno dei residenti nei Comuni devastati dal sisma. È quanto si apprende in merito all’indagine, che la Procura di Rieti ha condotto sulle erogazioni dei contributi Cas (e non sulle assegnazioni delle soluzioni abitative d’emergenza, conosciute come “Sae”), la cui imminente chiusura è stata anticipata dal Procuratore capo Giuseppe Saieva. Le indagini dei magistrati si erano da subito concentrate su un incremento dei cambi di residenza nei Comuni di Amatrice e Accumoli, considerati da subito “sospetti”.

 

I cambi di residenza messi in atto da queste persone residenti prevalentemente nella Capitale, secondo l’ipotesi degli inquirenti, avrebbero tentato di spostare la residenza nei due Comuni devastati dal sisma proprio per poter percepire i contributi economici stanziati dallo Stato in sostegno delle popolazioni residenti. La Procura ha vagliato le tante domande di accesso al sostegno economico, da un minimo di 400 euro al mese, per i nuclei familiari composti da una sola persona, a un massimo di 900 per le famiglie numerose, anche con il supporto dei sindaci dei comuni interessati, riscontrando centinaia di anomalie.

Politica

Elezioni 2020, dove va Italia Viva? L’intervista al coordinatore provinciale Luca Andreassi

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Il coordinatore provinciale di Italia Viva per la provincia di Roma Luca Andreassi ospite della trasmissione di approfondimento giornalistico Officina Stampa condotta da Chiara Rai.

Andreassi fa una disamina su quelle che sono le posizioni del partito di Renzi per le prossime elezioni di settembre nei vari comuni della provincia di Roma.

Officina Stampa puntata del 02/07/2020 – L’intervista a Luca Andreassi

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Marò, il Tribunale arbitrale dà ragione all’Italia: immunità per Latorre e Girone

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Il Tribunale arbitrale internazionale sul caso dei marò ha dato ragione all’Italia. I giudici hanno riconosciuto “l’immunità” dei Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone in relazione ai fatti accaduti il 15 febbraio 2012 e all’India viene pertanto precluso l’esercizio della propria giurisdizione nei loro confronti.

Il Tribunale ha riconosciuto che i militari erano funzionari dello Stato italiano, impegnati nell’esercizio delle loro funzioni, ha reso la Farnesina. La giurisdizione del caso Lexie è dunque dell’Italia.

Inoltre, secondo il Tribunale “l’Italia ha violato la libertà di navigazione e dovrà pertanto compensare l’India per la perdita di vite umane, i danni fisici, il danno materiale all’imbarcazione e il danno morale sofferto dal comandante e altri membri dell’equipaggio del peschereccio indiano Saint Anthony”, a bordo del quale morirono i due pescatori del Kerala. “Al riguardo, il Tribunale ha invitato le due Parti a raggiungere un accordo attraverso contatti diretti”.

“Non abbiamo mai smesso di seguire questo caso, ma voglio ringraziare anche chi mi ha preceduto per la costanza e la determinazione impiegate su questa vicenda. L’Italia naturalmente rispetterà quanto stabilito dal Tribunale arbitrale, con spirito di collaborazione – ha scritto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio -. Oggi si mette un punto definitivo a una lunga agonia. Un abbraccio ai nostri due marò e alle loro famiglie”.

“Un risultato che accogliamo con soddisfazione, che mette fine a una vicenda che andava avanti da anni – ha commentato il ministro della Difesa Lorenzo Guerini -, particolarmente gravosa anche per i suoi aspetti umani. Per questo rivolgo un affettuoso pensiero ai nostri due marò e alle loro famiglie per i difficili momenti che hanno vissuto”.

Sulla vicenda dei marò “è stata riconosciuta giurisdizione all’Italia. Mi sembra una buona notizia”, ha detto Conte

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Disoccupazione in crescita: da febbraio mezzo milione di posti lavoro in meno

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Tra emergenza Covid e lockdown, “da febbraio 2020 il livello di occupazione è diminuito di oltre mezzo milione di unità e le persone in cerca di lavoro di quasi 400 mila, a fronte di un aumento degli inattivi di quasi 900 mila unità”. E’ quanto indica l’Istat nel commento ai dati provvisori su occupati e disoccupati di maggio, sottolineando che comunque gli ultimi dati mensili “descrivono un’evoluzione diversa rispetto a quella dei mesi precedenti: rispetto a marzo e aprile la diminuzione dell’occupazione è più contenuta, il numero di disoccupati sale sensibilmente a seguito del contenimento delle restrizioni previsto dal Dpcm del 26 aprile e si osserva un recupero consistente di ore lavorate”. (ANSA).
MRG/

Nel mese di maggio “continua a ritmo meno sostenuto” rispetto ad aprile, mese di pieno lockdown, la diminuzione dell’occupazione, che su base mensile segna un -0,4% pari a -84mila unità, coinvolgendo soprattutto le donne (-0,7% contro -0,1% degli uomini, pari rispettivamente a -65mila e -19mila). Lo rileva l’Istat nei dati provvisori su occupati e disoccupati. Il calo congiunturale dell’occupazione determina “una flessione rilevante” rispetto al mese di maggio 2019, registrando un -2,6% pari a -613mila unità, che coinvolge sia le donne (-270mila) che gli uomini (-343mila).

A maggio, con le graduali riaperture dopo il lockdown, torna a crescere il numero di persone in cerca di lavoro, con un aumento del 18,9% pari a +307mila unità, che si rileva maggiormente tra le donne (+31,3%, pari a +227mila unità) rispetto agli uomini (+8,8%, pari a +80mila). Lo rileva l’Istat, indicando quindi che il tasso di disoccupazione risale al 7,8% (+1,2 punti) e tra i giovani al 23,5% (+2,0 punti).

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