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AMATRICE: UN PEZZO DI LAZIO CHE SE NE VA?

Redazione

Amatrice (RI) – Il Consiglio Comunale della Città di Amatrice ha deliberato a maggioranza, nella seduta del 20 agosto 2014, che potrà essere celebrato un referendum consultivo per abbandonare la Regione Lazio.  

E’ stato anche approvato il quesito a cui dovranno rispondere i cittadini amatriciani: ‘’ Volete che il territorio del Comune di Amatrice sia separato dalla Regione Lazio ? ’’

"L’amministrazione comunale costretta a questa scelta dalla stessa Regione Lazio, – si legge nella nota dell'Amministrazione amatriciana –  sorda e cieca sul gravissimo disagio economico e sociale in cui si trova da troppi anni il nostro territorio, area interna, dove sono inesistenti le politiche regionali di sostegno e dove, ora, si vuole negare anche il diritto alla salute. E’ la Regione Lazio che non ci vuole più! Il nostro è un grido di dolore.

Abbiamo tollerato lo scippo delle risorse finanziarie destinate al miglioramento della S.S. Salaria e dirottate su Roma, abbiamo tollerato i tagli sul trasporto pubblico locale, dissetiamo la Capitale – che sfrutta a piene mani le nostre risorse idriche -, ogni anno siamo costretti a dare battaglia sui tentativi di chiusura dei nostri plessi scolastici, e tolleriamo pure una addizionale Irpef da maglia nera, la più alta d’Italia, e che serve a ripianare i debiti abnormi della sanità romana.

E’ arrivato il momento che ci facciano capire cosa si vuole fare dei territori marginali, se non ci vogliono noi ce ne andiamo.

Ora basta, diciamo forte e chiaro alla Regione Lazio che non siamo disposti a tollerare oltre, il Presidio ospedaliero Grifoni è l’unico veramente montano nell’intero territorio regionale, e ha pieno titolo e diritto, così come quello di Acquapendente – nostra sorella di sventura – di vedere riconosciuto lo status di ‘presidio di area disagiata’ che la Regione Lazio ha ritenuto, invece, dover concedere ai presidi ospedalieri di Monterotondo, Subiaco e Bracciano.

Il Consiglio Comunale di ieri ha deciso: la parola va ai cittadini, saranno loro ad esprimere la volontà o meno di appartenere ad una  Regione che fino ad oggi ci ha mortificato e ci ha  costretto ad un lento e costante declino frutto di costanti tagli lineari.

La comunità amatriciana chiede norme, strumenti di amministrazione, competenze e risorse finanziarie pari a quelle riconosciute nell’intero Paese a  zone certificate montane e disagiate come la nostra, in cui i residenti siano cittadini dotati di pari opportunità e del diritto alla salute, così come sancito dalla nostra Costituzione.

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