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AMIANTO: 34 TONNELLATE DI MATERIALI CONTENENTI AMIANTO IMPORTATI IN ITALIA

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Tempo di lettura < 1 minuto Luigi Di Maio (M5S): "Ancora una volta la risposta deve arrivare dalla Magistratura"

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Redazione
Roma
– “Un conferma assurda, quella arrivata dal governo: in quattro anni abbiamo importato 34 tonnellate di materiali contenente amianto, dal 2011 al 2014. Il sottosegretario all’interno Domenico Manzione lo ha placidamente ammesso in Aula rispondendo a una nostra interpellanza, come se stesse fornendo un’informazione come un’altra. E ha anche precisato che negli anni successivi i quantitativi sono diminuiti “in modo significativo”. Ma il governo si rende conto che esiste una legge del 1992 che ne vieta  totalmente sia l’importazione che la commercializzazione sull’intero territorio nazionale?”, si chiedono i deputati del M5S. 
 «L’amianto è un killer che ogni anno miete almeno 3000 vittime – sottolinea il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, firmatario dell’interpellanza –  E il governo si permette di consentire l’importazione di materiali con amianto, ancora oggi, a 20 anni di distanza dalla legge? Che senso ha costituirsi parte civile nei processi, istituire giornate in memoria delle vittime e non prendere provvedimenti contro quelle ditte che hanno illecitamente importato 34 tonnellate di amianto? Possibile mai poi che lo Stato italiano ne venga a conoscenza e lo ammetta solo dopo la denuncia dell’avvocato Ezio Bonanni dell'Osservatorio nazionale amianto e del M5S?”.
Chi controlla l’importazione? Come è possibile che il pericoloso killer entri impunemente nel nostro territorio? Di quali prodotti si tratta? E dove è andato a finire una volta sdoganato? 
«Ancora una volta la risposta arriverà dalla magistratura. Come sempre, questo governo, è inerme e inerte”.

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Economia e Finanza

Caro energia, elettricità a +60%: arrivano le super bollette

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Cingolani: si proceda con il price cap

Arrivano i maxi rialzi della luce sul mercato tutelato e per i consumatori si annuncia quindi un vero salasso: l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente comunicherà la nuova tariffa dell’elettricità, che sarà più alta di circa il 60%. A fronte di questa situazione, il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani torna alla carica sul price cap per fermare il caro-energia: “Non torneremo ai prezzi di un anno e mezzo fa, ma almeno cercheremo di evitare certi picchi inaccettabili”. 

Bollette e super aumenti 

Il maxi-aumento disposto dall’Autorità rientra, ha spiegato il presidente Stefano Besseghini, rientra “in un quadro rilevante di variazione in cui tutto il sistema viene trascinato. Il tema del risparmio energetico o meglio dell’efficienza energetica è rilevante oggi come mai”. Sulle tariffe del gas, l’Arera ha scelto di aggiornarle ogni mese, non più ogni tre, con un metodo ex post e non più ex ante: il prossimo aggiornamento sarà quindi nei primi giorni di novembre, disgiungendo le variazioni di prezzo da quelle dell’elettricità. L’Autorità non farà infatti più riferimento al Ttf del mercato di Amsterdam ma alla media dei prezzi effettivi del mercato all’ingrosso Psv italiano, molto più bassi.

Cingolani: si proceda con il price cap

A fronte di una situazione sempre più allarmante, Cingolani incalza la Commissione Ue, che proprio oggi 30 settembre è finalmente chiamata a formalizzare le sue proposte contro il caro-energia e, in un’intervista alla “Stampa”, chiarisce: “La lettera che abbiamo scritto rappresenta un macigno anche perché è firmata da molti Paesi, tra i quali alcuni molto grandi come Francia, Spagna e Polonia. Devo dire la verità: se un’istanza di questo livello fosse ignorata bisognerebbe farsi qualche domanda”. 

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Incontro Meloni – Salvini: “Grande collaborazione e unità di intenti”

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Concluso, dopo un’ora, l’incontro tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni negli uffici di Fratelli d’Italia alla Camera. Il leader leghista è uscito parlando al telefono. “Grande collaborazione e unità di intenti”.

E’ quanto si legge in una nota congiunta della Lega e Fdi al termine dell’incontro tra Meloni e Salvini. “Entrambi i leader – si legge – hanno espresso soddisfazione per la fiducia data dagli italiani alla coalizione e hanno ribadito il grande senso di responsabilità che questo risultato comporta. Meloni e Salvini hanno fatto il punto della situazione e delle priorità e urgenze all’ordine del giorno del governo e del parlamento, anche alla luce della complessa situazione che l’Italia sta vivendo”.

La leader di FdI, che alterna riunioni, telefonate e l’esame di documenti, è a lavoro negli uffici del gruppo di Fdi alla Camera dove è giunta alla Camera in tarda mattinata. Certamente il Ministro delle Finanze potrebbe avere un profilo tecnico di altissimo livello. Dopo, che sia Panetta non sta a me dirlo, sta alla coalizione e a Giorgia Meloni la prima indicazione”. Lo afferma Andrea Delmastro, parlamentare di Fratelli d’Italia, ad Agorà Rai Tre.

“Sbagliate, è più probabile Salvini di Donzelli”. Così il coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, a Radio Capital risponde a chi gli chiede se sia più realistico che ad ottenere la guida di un ministero sia lo stesso Donzelli piuttosto che Salvini. “Quale ministero? Sarebbe una sgrammaticatura parlare di minsteri. Sto facendo il responsabile organizzazione, mi piacerebbe continuare ma non è che ho rifiutato… quello che decide Meloni, va bene”, aggiunge.

“Trovo abbastanza surreale che certa stampa inventi di sana pianta miei virgolettati, pubblicando ricostruzioni del tutto arbitrarie. Si mettano l’anima in pace: il centrodestra unito ha vinto le elezioni ed è pronto a governare. Basta mistificazioni”. Lo scrive su twitter la presidente di Fdi Giorgia Meloni postando la foto di un titolo di un articolo del quotidiano la stampa “Meloni non cede su Salvini ‘non lo voglio, è filorusso” ed uno del quotidiano la Repubblica “Il veto di Meloni su Salvini. “Matteo non avrà ministeri chiave”.

Palazzo Chigi smentisce la tesi e il contenuto dell’articolo “Kiev e conti pubblici, contatti di Draghi con l’Ue – ‘Meloni starà ai patti'” pubblicato su Repubblica. Il Presidente del Consiglio non ha stretto alcun patto né ha preso alcun impegno a garantire alcunché. Il Presidente del Consiglio mantiene regolari contatti con gli interlocutori internazionali per discutere dei principali dossier in agenda e resta impegnato a permettere una transizione ordinata, nell’ambito dei corretti rapporti istituzionali.

Sbarra, nuovo Governo coinvolga il sindacato

La Cisl chiede alla maggioranza uscita dalle elezioni di coinvolgere il sindacato nelle dinamiche di decisione. “Le urne – afferma il segretario generale, Luigi Sbarra a margine del Consiglio Generale della Fit Cisl – hanno dato un risultato netto, affidando un grande onere al centrodestra e al partito guidato da Giorgia Meloni. Il nuovo governo dovrà coinvolgere nelle dinamiche di decisione il sindacato ed il riformismo sociale. La Cisl, come sempre, giudicherà l’albero dai frutti, senza pregiudizi, esercitando la propria soggettività politica con autonomia, cercando il dialogo senza timori, né timidezze”. “Avremo come unico metro di giudizio – dice – i contenuti e le azioni concrete, insieme alla disponibilità del nuovo governo ad aprirsi al confronto e misurarsi con le priorità della nostra Agenda Sociale. Si aprono giorni decisivi per formare un governo stabile, competente, aperto al confronto sociale. Occorre fare presto, perché tempi e scadenze della Legge di Bilancio e riforme sono drammaticamente compressi. Serve concordia per riunire un Paese che scivola in un astensionismo allarmante e crede sempre meno nelle istituzioni politiche. Dobbiamo costruire protezioni universali, generare occupazione di qualità, riqualificare il lavoro debole. Insieme dobbiamo realizzare le riforme, a partire da pensioni, fisco e non autosufficienza. Il sentiero della partecipazione è l’unico che può farci arrivare a traguardi stabili ed equi. La via è quella di un dialogo sociale che in questo anno e mezzo ha dato frutti e che deve essere rafforzato nella costruzione di un Progetto Paese che non escluda la responsabilità di nessuno”.

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Cronaca

Sanità Lazio, esperti: campagna vaccinale fondamentale per evitare “tempesta perfetta”

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L’appello: “Raggiungere l’obiettivo del 75% di copertura”
 
Con la pandemia gestita ma non ancora superata e le restrizioni per il Covid allentate, il prossimo inverno, con l’ondata di virus influenzali in arrivo rischia di trasformarsi in una “tempesta perfetta” se non si lavora per una campagna vaccinale che copra il maggior numero possibile di popolazione, in particolare i pazienti fragili. È questo uno dei messaggi lanciati nel corso dell’incontro “La vaccinazione: strumento di tutela per i pazienti fragili”, che si è svolto a Roma presso la sede della Regione Lazio (l’evento rientra nel ciclo di incontri dal titolo “Sanità modello Lazio”, organizzati da Dreamcom, con il contributo non condizionante di diverse aziende farmaceutiche, tra cui, per l’evento di ieri, di Sanofi e Pfizer.).
 
 
L’Assessore alla Sanità Regione Lazio, Alessio D’Amato, ha spiegato che la campagna vaccinale nel Lazio partirà la prima settimana di ottobre ed è “molto importante che le persone aderiscano. Abbiamo messo a disposizione medici di base, pediatri e farmacie, che saranno l’ossatura di questa campagna con vaccini aggiornati. L’obiettivo è agevolare in ogni modo la più ampia partecipazione della popolazione adulta over 65, pediatrica e fragile. Oltre al vaccino antinfluenzale ci sono i vaccini per l’Herpes Zoster, molto importanti per la popolazione over 65, ma anche la vaccinazione pneumococcica”. Per l’assessore D’Amato, “durante la pandemia il modello Lazio ha funzionato perché ha avuto il merito di unire le forze e i soggetti interessati a costruire una rete in grado di fare sistema per il bene della salute pubblica”.
 
 
“Per raggiungere ottimi risultati una campagna vaccinale deve puntare sulla comunicazione e sulla diffusione di una cultura vaccinale che in questi anni ha compiuto passi da gigante”, ha ricordato Roberto Ieraci (Responsabile scientifico Campagna di Vaccinazione Regione Lazio). “Nel Lazio è stato compiuto uno sforzo importante sulla prevenzione vaccinale, che resta un obiettivo specifico a cui deve mirare la sanità pubblica. Prevenire significa migliorare la qualità della vita delle persone e questo può avvenire anche attraverso la digitalizzazione della sanità, con un sistema di promemoria regionali integrato anche a livello di medici di famiglia, oltre all’utilizzo dei social. L’aiuto dei medici di base – ha ricordato Ieraci – è strategico ed essenziale. Nella campagna Covid 2021 su 1,6 milioni di dosi inoculate, ben 1,3 milioni sono state somministrate dai medici di famiglia”.
 
 
Medici e pediatri, ma anche le farmacie che durante il Covid hanno rappresentato per i cittadini un presidio sanitario di grande importanza. Come ha sottolineato Eugenio Leopardi (Presidente Federfarma Lazio), “la vaccinazione in farmacia è stata richiesta dallo Stato durante la pandemia per dare un supporto all’emergenza. Nel Lazio una farmacia su tre è diventata un luogo di somministrazione per il vaccino Covid e riteniamo di poter dare un supporto importante in un anno come questo dove si rischia disattenzione verso la quarta dose”.
 
 
“Soprattutto per i pazienti fragili – ha detto Maria Serena Fiore (Presidente Eletto Fadoi Lazio) – sappiamo quanto sia importante l’attività di prevenzione con i vaccini rispetto anche ad una semplice influenza che comporta per questi soggetti un rischio di ictus otto volte superiore alle media e una perdita di autonomia pari al 15% nei pazienti anziani. Tutto questo comporta perdita di autonomia, crollo della qualità della vita e un costo elevato a carico del Sistema Sanitario Nazionale, se si considera che tra i pazienti sopra i 65 anni il 74% ha almeno una patologia cronica. Da questo punto di vista nel Lazio c’è la possibilità di utilizzare il vaccino quadrivalente ad alto dosaggio per i pazienti fragili e dobbiamo convincere i pazienti a farlo”.
 
 
Investire sulla prevenzione significa anche risparmiare i costi per la gestione del Ssn. Una tesi sostenuta da Americo Cicchetti (Direttore Altems Università Cattolica del Sacro Cuore), che ha ribadito come sia “fondamentale raggiungere l’obiettivo minimo del 75% di copertura. Bisogna rivedere le politiche di allocazione delle risorse: non deve interessarci quanto costa oggi un vaccino ma quanto vale domani con gli effetti di protezione che produce. C’è tanta ricerca e innovazione nel settore dei vaccini che va sfruttata il più possibile. L’equilibrio economico si salverà spostando le risorse sulla prevenzione più che sulle cure”.
 
 
Quello dei medici di famiglia è stato un contributo determinante durante la pandemia perché nel Lazio “si è mossa una rete dei servizi che ha reso possibile il raggiungimento degli obiettivi prefissati”, ha ribadito Pierluigi Bartoletti (Segretario Provinciale e vicesegretario nazionale della Fimmg), che ha sottolineato come “la prossima campagna vaccinale sia fondamentale proprio perché viene dopo gli anni di restrizioni per il Covid, che con il distanziamento avevano parzialmente impedito la diffusione dei virus”.
 
 
Oltre ai medici di base sono intervenuti anche i pediatri che, come ha spiegato Teresa Rongai (Segretario Provinciale FIMP Roma), “già nell’anno prima del Covid avevamo vaccinato ben 118mila bambini, passando dal 2% al 50% di pediatri disponibili a somministrare le dosi presso i propri studi medici. Il pediatra che consiglia la vaccinazione riscuote sempre un successo nella famiglia, perché può dialogare con i genitori. Siamo anche noi sotto organico e per questo ci stiamo organizzando in aggregazioni funzionali fra colleghi, per mettere una toppa alla carenza di personale. Seguire mille bambini a pediatra è complicato”.
 
 
Il ruolo dei medici nella campagna vaccinale è fondamentale ma il contributo dato dalle associazioni di volontari, specie durante la Pandemia, è stato altrettanto importante. Per Simona Barbaglia (Presidente Associazione dei Pazienti Respiriamo Insieme Onlus), “le associazioni di pazienti hanno contribuito a fare rete durante il Covid. Tutti abbiamo il compito di tutelare la popolazione e in modo particolare i pazienti fragili e questo si può fare diffondendo la cultura della prevenzione di cui la vaccinazione è uno strumento importante”.
 
 
 
 
 



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