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Castelli Romani

Amministrazioni Comunali sotto la lente: Rocca di Papa

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Come verificare se un sindaco e la sua amministrazione rispettano le promesse fatte in campagna elettorale? Un buon metodo può essere quello di consultare il DUP (Documento Unico di Programmazione) che i Comuni devono rendere pubblico anche sul proprio sito istituzionale. Abbiamo quindi deciso di passare in rassegna questo documento per alcuni Comuni e dopo aver dato un’occhiata ad Albano Laziale, a Genzano di Roma e a Marino Laziale ci occupiamo di quello di Rocca di Papa guidato dal sindaco Emanuele Crestini, eletto a giugno del 2016 con l’appoggio di varie liste civiche.

Il DUP in questione occupa il triennio 2017-2019 ed è suddiviso in diverse missioni

La prima riguarda gli Organi Istituzionali; l’amministrazione pretende di allargare la base di fruizione garantendo delle dirette video dei Consigli Comunali che i cittadini possono trovare sulla pagina Facebook del comune e rendendo più facile l’accesso ai settori di interesse nel sito internet ufficiale.

Se riguardo il livello di sicurezza relazionato al presidio ed al controllo delle forze dell’ordine il Comune di Rocca di Papa sembra tenere il passo, è da sottolineare la mancata attuazione della “Giornata della Trasparenza” ma ancor di più della mappa delle opere di interesse pubblico. Di fatti anche se alla voce degli obiettivi operativi si recita “terminare i cantieri aperti, molte sono ancora le zone transennate tra cui il cantiere della vecchia stazione vicino a Piazza della Funicolare ed il muro in via Frascati crollato nel dicembre 2017.

Tra le altre missioni, Crestini vuole l’istaurarsi di un assiduo dialogo con i cittadini che, a causa anche della difficoltà stessa dell’obiettivo, trova scarsa attuazione come dimostrano le critiche riportate da alcuni abitanti che parlano di orari degli uffici troppo stringenti e perenni mancate risposte al telefono o alle e-mail. Ma comunque l’amministrazione ha rispettato la promessa di realizzare l’Ufficio per le Relazioni con il Pubblico (Urp) e cercherà di migliorare la situazione.

Se al settore culturale, che comprende l’apertura di un asilo comunale, la consulta della cultura e addirittura la prima sede europea di un’Università Olistica ed una scuola di formazione per badanti come anche la costruzione di un Osservatorio per il turismo, risulta dedicato poco impegno, l’amministrazione comunale si concentra a sanare gli abusi edilizi (secondo una sentenza passata in giudicato erano 189 gli edifici da demolire che invece sono stati prelevati dal Comune) e a sconfiggere la distorta presenza delle microdiscariche. I cittadini quest’estate si sono riuniti per pulire la zona della via Sacra.

Alle raggianti proposte relative gli sviluppi sostenibili che si rifacevano all’implemento del fotovoltaico e di piccole strutture eoliche, si avvicenda la real politik che costringe Rocca di Papa a controllare con cadenza assidua la presenza del gas nocivo Radon, anche se non si è creato il paventato sportello comunale. Sulle colonne de L’Osservatore d’Italia abbiamo già raccontato poi il certame del sindaco Crestini contro le antenne abusive: “Lo scorso 28 settembre, l’Amministrazione Comunale ha firmato la Delibera di Giunta n. 119, nella quale è stato conferito chiaro mandato agli organi comunali di procedere all’esecuzione delle sentenze riguardanti l’abbattimento delle antenne abusive presenti sul territorio di Rocca di Papa. Un atto teso a rafforzare l’indirizzo già espresso nelle comunicazioni ufficiali del Sindaco nei mesi precedenti e nella programmazione operativa dell’Ente”.

Gianpaolo Plini

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Monte Compatri, nuovo polo scolastico: Comune al lavoro per progetto definitivo e per accensione mutuo con Cassa Depositi e Prestiti

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MONTE COMPATRI (RM) – Via libera della Giunta comunale di Monte Compatri al Quadro Tecnico Economico (QTE) del nuovo polo scolastico del centro urbano di Monte Compatri.

Con l’approvazione della delibera di Giunta saranno ora attivate le attività propedeutiche alla realizzazione di un’opera fondamentale per garantire la sicurezza degli studenti offrendo spazi adeguati alla nuova didattica

Il costo totale è di 5,3 milioni di euro di cui oltre 3,5 milioni saranno finanziati con fondi pubblici mentre per la parte restante il Comune accenderà un mutuo con Cassa Depositi e Prestiti.

Ora per avviare l’iter con CDP  sarà necessario procedere con la progettazione definitiva che potrà essere avviata grazie al via libera ricevuto con la delibera di Giunta.

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Monte Compatri, differenziata scende al 66 per cento: ancora troppi rifiuti indifferenziati per poter diminuire la Tari

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MONTE COMPATRI (RM) – Dopo il balzo in avanti, con il 72,15% di percentuale di raccolta porta a porta registrata ad agosto a settembre piccolo passo indietro: 66,14 punti di materiali differenziati. In nove mesi, nel 2020, la percentuale media resta al 68,01; la stessa del primo semestre.

Questi 274 giorni mostrano come per un trimestre sia stato superato il tetto del 70% e per cinque volte si sia mantenuta una percentuale maggiore ai 65 punti; in una sola occasione, a gennaio, sotto solo dell’1%. Segno che Monte Compatri va nella direzione giusta, grazie all’impegno e alla costanza dei monticiani e al lavoro degli uffici.

“Da un lato, abbiamo buone pratiche di differenziazione applicate da voi cittadini, dall’altro, invece produciamo ancora troppi rifiuti. – Commenta l’assessore all’Ambiente Sabrina Giordani. – Senza dimenticare – prosegue – che a settembre paghiamo la bonifica e lo smaltimento di materiali, oggetti e sterpaglie che hanno invaso le strade a causa di una tre giorni di maltempo che ha messo sotto stress tutto il quadrante dei Castelli Romani. Come ho detto in questi anni da assessore all’Ambiente, ripeto l’importanza di cristallizzare la percentuale sopra il 70%: riuscire a superare stabilmente questa cifra, farlo diminuendo i quintali di rifiuti indifferenziati che continuiamo a smaltire e hanno un costo elevatissimo per la comunità, ci porterà a ridurre il costo del servizio. Senza questi due, fondamentali passaggi, la Tari non potrà scendere.

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Nemi, colpo di scena sulla stele di via Nemorense: l’intervista al Consigliere comunale Carlo Cortuso

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NEMI (RM) – Discordanza sulla relazione tecnica allegata alla documentazione autorizzativa della stele di benvenuto e monumento ai paracadutisti di via Nemorense 14, realizzata alle porte di Nemi che verrà inaugurata ufficialmente domenica mattina.

A evidenziare questa discordanza dell’atto propedeutico all’ottenimento delle autorizzazioni da parte degli Enti sovracomunali per poter realizzare il monumento il Consigliere comunale Carlo Cortuso di “Ricomincio da Nemi”.

In pratica la relazione tecnica descrive esattamente quello che è il progetto – misure e fattezze del monumento – al fine della valutazione da parte dei tecnici della Città Metropolitana di Roma Capitale, dell’Ente Regionale Parco dei Castelli Romani e del Comune di Nemi per valutare se l’opera in questione rispetta tutti parametri dettati dai vari vincoli ai quali è sottoposta l’area, che nel caso in questione è di massima tutela.

Ebbene, il Consigliere comunale di “Ricomincio da Nemi”, documenti alla mano, ha evidenziato che la relazione tecnica agli atti presso l’Ufficio Tecnico del Comune di Nemi è diversa da quella agli atti presso l’Ente Parco dei Castelli Romani.

Quindi l’Ente Regionale avrebbe autorizzato un monumento secondo quanto descritto nella relazione tecnica in proprio possesso, fornitagli dal Comune di Nemi, che non corrisponderebbe a quanto effettivamente realizzato mentre la relazione tecnica agli atti del Comune di Nemi riporterebbe altre specifiche del Monumento che invece corrispondono a quanto realizzato.

Una discordanza su un atto pubblico sulla quale ora dovranno essere accertate le responsabilità su quanto accaduto.

Sulla vicenda abbiamo intervistato il Consigliere Carlo Cortuso

Consigliere Carlo Cortuso, per capire meglio cosa è successo ieri in Consiglio Comunale in merito alla stele di via Nemorense le vorrei rivolgere alcune domande.

Quale il quesito posto al Sindaco Alberto Bertucci?

Le racconto la vicenda per intero per poterle dare un quadro della situazione più preciso possibile. Parlo della Stele di “Benvenuto a Nemi” che il Nucleo Paracadutisti Colline Romane ha eretto sulla nemorense, all’altezza del “Faro”. È un manufatto che non passa inosservato, anzi la definirei una presenza molto “arrogante”. Insieme alla mia collega del Gruppo Consigliare “Ricomincio da Nemi”, Patrizia Corrieri, abbiamo presentato un accesso agli atti presso l’ufficio tecnico del comune di Nemi chiedendo informazioni e documentazione riguardo al “monumento”. Questo accadeva il 16 luglio scorso. Arriviamo al 9 settembre senza avere alcuna risposta dall’ufficio tecnico, ragione per la quale protocolliamo un sollecito all’attenzione dell’Ing. Massimo Salvatori, responsabile dell’area tecnica. Apro una parentesi: non rispondere a richieste ufficiali dell’opposizione è una prassi ormai consolidata da parte di questa amministrazione; ne sono la riprova i numerosi solleciti e messa in mora presentati da noi nel corso di questi anni di consigliatura. Il 28 settembre, non avendo nessun riscontro da parte dell’amministrazione comunale, presentiamo una diffida e messa in mora indirizzata al responsabile dell’ufficio tecnico intimando un termine ultimo pena un esposto alle autorità competenti. Nel frattempo decidiamo di rivolgerci anche agli altri enti coinvolti per le autorizzazioni della stele presentando, per ognuno, lo stesso accesso agli atti. Finalmente il 5 ottobre l’ufficio tecnico del comune di Nemi ci fa la grazia della consegna dei documenti richiesti. Troppa grazia per l’appunto. Tra i documenti manca la relazione tecnica illustrativa. Facciamo presente e l’impegno è che ci verrà fornita immediatamente. Così è. Dopo un paio di giorni finalmente l’otteniamo. Contemporaneamente ci arriva la documentazione anche dal Parco dei Castelli Romani, dimostrando una notevole efficienza. E qui viene fuori il colpo di scena. Nel confrontare i documenti viene fuori una evidente discordanza.

Quale la discordanza rilevata?

La relazione tecnica ricevuta dal comune di Nemi, in riferimento all’intervento di progetto, descrive che la stele avrà quattro lati scolpiti (posizionati a parallelepipedo equilatero) con alla sommità una piramide quadrangolare che è esattamente quello che è stato realizzato e che si può vedere passando dalla via Nemorense. Invece la relazione tecnica ricevuta dal Parco dei Castelli Romani descrive un altro progetto: la stele avrà tre lati scolpiti (posizionati a triangolo equilatero) e non parla di piramidi sulla punta. Anche le misure sono diverse: 3,80 m. di altezza della prima contro i 3,00 m. della seconda. Peraltro in nessuna delle due relazioni compare il pennone che è stato realizzato ed è visibile accanto alla stele. Stante la relazione tecnica fornitami dal Parco, l’opera realizzata non è conforme al progetto.

In qualità di Consigliere Comunale, visti i fatti appena narrati, cosa intendete fare?

Ieri, in Consiglio comunale, ho fatto una comunicazione in cui ho riportato i fatti che le ho appena raccontato facendo mettere a verbale le mie dichiarazioni e allegando le due relazioni discordanti. Oggi come gruppo consigliare abbiamo protocollato una richiesta urgente di chiarimento all’indirizzo del responsabile dell’ufficio tecnico Ing. Massimo Salvatori e, per conoscenza, al Segretario Comunale Dott. Fulli.

Ciò che ha appena esposto ha tutti i contorni di un possibile falso in atto pubblico. Perché secondo lei il Comune avrebbe dovuto esporsi in questa maniera per una mera realizzazione di una stele?

Mi sono limitato ad sottolineare una discrepanza evidente tra le due relazioni. Per il momento non giungo a conclusioni. Sono sicuro che sarà data una spiegazione a questo episodio increscioso. Se così non fosse, insieme al gruppo consigliare, denunceremo la circostanza. Mi faccia dire un’ultima cosa. Dopo la mia comunicazione al Consiglio comunale, il sindaco ha detto: “Evito di farvi fare brutta figura e non risponderò ora.” Vogliamo ricordare al Sindaco che il nostro compito di consiglieri di minoranza (uso il termine di proposito al posto di opposizione) è sempre stato propositivo, laddove possibile, considerandolo sempre come il sindaco di tutti i cittadini. Faccio questa precisazione per rimarcare il fatto che non si tratta di voler fare una bella o brutta figura, ma del sacrosanto diritto e dovere di poter svolgere il nostro lavoro come è giusto e nel rispetto delle regole democratiche. Anzi, io e la collega Corrieri, saremmo ben lieti di fare una “brutta figura” e di essere rassicurati sulla buona condotta del sindaco e dell’ufficio tecnico. Noi operiamo sempre per il bene comune e ci auguriamo di cuore che i nostri dirigenti e i nostri consiglieri di maggioranza facciano lo stesso.

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