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Ambiente

Anbi, consorzi di bonifica: “L’inchiesta di Foggia conferma le ingerenze di settori deviati della politica”

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“Non abbiamo mai difeso l’indifendibile, né mai lo faremo, ma quanto sta accadendo da tempo in Puglia ha dell’inverosimile. L’inchiesta della magistratura, che ha portato all’arresto di Angelo e Napoleone Cera, sta facendo emergere un diffuso sistema clientelare, di cui avrebbe dovuto essere vittima anche il Consorzio per la bonifica della Capitanata, un’eccellenza a livello internazionale ed i cui vertici, di fronte al ricatto della malapolitica, hanno saputo mantenere la schiena diritta: hanno detto no ad alcune assunzioni pilotate, nonostante il ricatto  di vedere trasferite le funzioni principali del Consorzio ad altro ente. Al Presidente, Giuseppe De Filippo, al Direttore Generale, Francesco Santoro ed al Dirigente, Luigi Nardella, va il grazie di un sistema, di cui sono, oggi ancora di più, un orgoglio nazionale.”

E’ stato questo il primo commento di Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, all’inchiesta della Procura di Foggia.

“L’azione della magistratura – ha proseguito  Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – conferma che avevamo visto giusto nel denunciare il tentativo di sostituire l’autogoverno dei Consorzi di bonifica con gli interessi di una società di capitali; va infatti sempre ricordato che, aldilà di qualsiasi facile congettura sull’efficienza del servizio, scopo di tali aziende è l’utile d’impresa per remunerare i soci; ben diverso è l’atteggiamento dei Consorzi di bonifica che, applicando il principio della sussidiarietà, privilegiano il servizio al territorio, il cui unico scopo, in un quadro di semplice equilibrio economico, è favorire lo sviluppo dell’agricoltura, salvaguardando il reddito delle imprese. E’ questa la cornice, nella quale collocare il Mezzogiorno, dove ambiente, agroalimentare, cultura devono essere asset di sviluppo economico ed occupazionale.”

“Cogliamo l’occasione – ha aggiunto il Presidente  ANBI – per ribadire la necessità di riportare, al più presto, all’ordinaria amministrazione democratica, i 4 Consorzi di bonifica commissariati da anni e la cui gestione economica venne definitivamente minata da una mal interpretata funzione della politica che, all’epoca della Giunta del Presidente, Fitto, volle sostituirsi all’autogoverno degli enti consortili, abolendo i contributi di bonifica; il mancato rispetto degli impegni assunti, addirittura aggravato da parziali provvedimenti riparatori assunti nelle legislature successive, ha condannato alcuni degli enti consortili al dissesto dei bilanci, cui bisogna ora dare soluzione in un’ottica di riforma e rilancio del settore nel rispetto dell’Accordo Stato-Regioni del 2008.”

“La trasparenza gestionale, di cui i Consorzi di bonifica sono esempio, ogni qual volta possono applicare  i principi di autogoverno e sussidiarietà – conclude Gargano – deve essere patrimonio di un Paese, che non vuole arrendersi e che deve avere, come perno economico centrale, la valorizzazione del territorio, delle sue eccellenze, del reddito delle imprese e dell’occupazione.”  

BONIFICA A PORTE APERTE: LA PIANA DEL SELE VISITATA DA GALLINELLA, PRESIDENTE COMAGRI CAMERA

“Il credito, che chiediamo alle Istituzioni  ed alla comunità, non è mai sulla semplice fiducia, ma sulla concretezza dei progetti realizzati e delle opere quotidianamente gestite. Per questo siamo orgogliosi quando autorità o cittadini organizzati ci onorano della loro visita.”
E’ con queste parole che Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, ha commentato  la visita del Presidente, Filippo Gallinella e di alcuni componenti  della Commissione Agricoltura  Camera  Deputati (Maglione, Gagnarli, Acunzo e Cioffi) alla realtà della Piana del Sele, trasformata dalla disponibilità irrigua, gestita da locale Consorzio di bonifica, nella “capitale” italiana della “quarta gamma ortofrutticola”, in particolare della rucola, collocando la provincia di Salerno al primo posto italiano per P.I.L. (Prodotto Interno Lordo) agricolo. La coltivazione di rucola della Piana del Sele, si estende su 3.600 ettari per una produzione di 400 milioni di chilogrammi, pari al 73% di quella nazionale per un valore complessivo di circa seicentottanta milioni di euro. L’areale di produzione interessa 7 comuni della provincia di Salerno (Eboli, Battaglia, Pontecagnano Faiano, Montecorvino Rovella, Monte! corvino Pugliano, Bellizzi, Capaccio-Paestum), dove operano 430 aziende agricole, per il 60% guidate da giovani e che danno lavoro a 5.000 addetti più altri 4.000 nell’indotto.
“Ringrazio il Presidente del Consorzio di bonifica Destra Sele, Vito Busillo ed i vertici ANBI per avermi fatto conoscere una realtà del Mezzogiorno molto efficiente – dichiara Filippo Gallinella, Presidente  Commissione Agricoltura Camera Deputati –  e che, non ho difficoltà a dirlo, dovrebbe essere presa come modello da tanti altri. Il solo fatto che agricoltori e Consorzio, collaborando sul “progetto della rucola”, abbiano raggiunto oltre seicento milioni di fatturato, denota il grande lavoro e gli straordinari risultati raggiunti.”

La visita della delegazione  parlamentare, accompagnata dai vertici ANBI,  ha interessato anche alcune opere idrauliche, tra cui la diga di Persano, bacino artificiale realizzato dal Consorzio di bonifica Destra Sele (con sede a Salerno) per scopi irrigui ed oggi anche oasi naturalistica.
“L’esempio della Piana del Sele – ha affermato  Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – dimostra la capacità di fare anche nelle regioni meridionali del Paese. Per riuscire, però, è necessario garantirne le condizioni; in questo caso, sono la disponibilità d’acqua e la sistemazione idrogeologica del territorio, assicurate dal locale Consorzio di bonifica.”
“Il nostro impegno – ha proseguito  Vito Busillo, Presidente dell’ente consortile ospite – è abbattere, anno dopo anno, i costi energetici della distribuzione irrigua attraverso l’autonoma produzione di energia rinnovabile, che già oggi ammonta a 8 milioni di kilowattora annui. La nostra rucola sarà sempre più un prodotto a piena sostenibilità ambientale.”

“L’agricoltura nella Piana del Sele –  ha concluso Vincenzi – è un esempio di compatibilità fra aspetti  produttivi ed ecosistema; è quel nuovo modello di sviluppo, sostenuto dai Consorzi di bonifica e per il quale hanno un parco progetti a disposizione del Paese.”
 

ANBI HA FIRMATO MANIFESTO SYMBOLA SU CRISI CLIMATICA

Anche il Presidente, Francesco Vincenzi ed il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano, hanno firmato il manifesto “Un’economia a misura d’uomo contro la crisi climatica”, redatto dalla Fondazione Symbola e cui si può aderire sul sito www.symbola.net .

Il preambolo del documento recita: “Affrontare con CORAGGIO la crisi climatica non è solo necessario ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo e per questo più capaci di FUTURO. È una sfida di enorme portata che richiede il contributo delle migliori energie tecnologiche, istituzionali, politiche, sociali, culturali. Il contributo di tutti i mondi economici e produttivi e soprattutto la PARTECIPAZIONE dei cittadini. Importante è stato ed è in questa direzione il ruolo dell’ENCICLICA LAUDATO SI’ di Papa Francesco”.
Il manifesto (primo firmatario: Ermete Realacci, presidente Fondazione Symbola) conclude: “ Noi, in ogni caso, nei limiti delle nostre possibilità, lavoreremo in questa direzione, senza lasciare indietro nessuno, senza lasciare solo nessuno. Un’Italia che fa l’Italia, a partire dalle nostre tradizioni migliori, è essenziale per questa sfida e può dare un importante contributo per provare a costruire un MONDO PIÙ SICURO, CIVILE, GENTILE”.
 

#GIORNATA MONDIALEALIMENTAZIONE

ANBI: NON C’E’ CIBO SENZA ACQUA DETERMINANTI LE SCELTE DELLA PROSSIMA PAC

La lotta alla fame nel mondo non può prescindere dalla disponibilità d’acqua, perché anche  le risorse idriche non sono distribuite in modo omogeneo sulla superficie terrestre; secondo i dati dell’ONU, su una popolazione mondiale di oltre sette miliardi e mezzo di persone, circa un miliardo non ha accesso all’acqua potabile e circa due miliardi e mezzo non ne dispone a sufficienza per le pratiche igieniche ed alimentari: a ricordarlo, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, è stata l’ANBI.
“L’agricoltura fuori suolo dimostra come si possa coltivare senza terra, ma mai senza acqua – ha evidenziato il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi – Se vogliamo che la terra continui ad essere un luogo ospitale per tutti, occorre agire, prevedendo soluzioni contro le precipitazioni eccessive, ma  contestualmente attuando piani per creare e tutelare le riserve idriche, fondamentali per ogni forma di vita.”
Per continuare ad agire sulla produttività, l’agricoltura deve continuare ad evolversi, puntando sullo sviluppo di sistemi che, a partire dall’irrigazione, consentano di ottenere risultati uguali o maggiori, utilizzando la medesima o una minore quantità di risorsa idrica. Questo può avvenire, solo implementando le tecnologie attualmente disponibili per ridurre le risorse utilizzate ed  aumentare le produzioni, continuando a garantire un reddito adeguato alle imprese: investire nell’innovazione e nella ricerca risulta quindi imprescindibile. L’irrigazione collettiva consente certezze alle filiere produttive, provvede alla ricarica delle falde sotterranee, assicura il mantenimento degli agrosistemi, riduce la subsidenza e l’intrusione salina nelle falde, assicurando il presidio del territorio. Per questo è  importante l’opportunità di riforma della Direttiva Quadro Acque, che costituisce l’o! ccasione per adeguarla anche alle necessità degli Stati mediterranei, dove l’irrigazione è fondamentale per le necessità dell’agricoltura e quindi dell’alimentazione.
E’ lo scopo che si è prefissata  ANBI, unitamente alle omologhe realtà di Spagna, Portogallo e Francia, costituendo l’associazione Irrigants d’Europe, punto di riferimento tecnico della Commissione Europea per  la complessa normativa, che riguarda, oltre alla Direttiva Acque, temi  fondamentali, nella prospettiva alimentare, come il riuso delle acque reflue depurate ed il cosiddetto “global gap”, che affronta la questione della qualità della risorsa idrica L’Italia è ricca d’acqua, in quanto l’afflusso medio annuo, costituito dalle precipitazioni meteoriche, corrisponde a  1.000 millimetri,  superiore alla media europea (circa seicentocinquanta millimetri) ed a quella delle terre emerse (mm. 730); il problema è che piove in modo diverso rispetto alle esigenze colturali con la paradossale alternanza di emergenze alluvionali nel periodo autunno/inverno e scarsità di precipitazioni in primavera/estate.
“E’ in un tale scenario – ha concluso Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – che riteniamo si debbano fare, nella prossima Politica Agricola Comune, scelte fondamentali per i territori più esposti alle conseguenze dei cambiamenti climatici perché, come cita un nostro affermato slogan,  il cibo è irriguo.”

MARCHE: LOTTA ALLE MICROPLASTICHE: PROGETTO EUROPEO  SUPERA PRIMO STEP AMMISSIBILITA’

Anche il Consorzio di bonifica Marche (con sede a Pesaro) è impegnato per ridurre le microplastiche nei fiumi e nei mari; grazie ad un progetto Life, di cui l’ente consortile è capofila e che coinvolge 7 Regioni italiane e 3 Stati europei , si intendono studiare soluzioni  innovative per catturare le microplastiche  presenti nelle acque: dall’utilizzo di alghe particolarmente efficaci  a sistemi meccanici di intercettazioni, cui si andranno a sommare altre strategie da implementare. Per questo, l’ente consorziale  ha coinvolto eccellenze locali: dall’Università di Camerino  alla Politecnica delle Marche fino all’Università di Urbino. 
Secondo uno studio della Fondazione Ellen MacArthur, ogni anno finiscono in mare 8 milioni di tonnellate di plastica, pari ad 1 camion al minuto e nel 2050 gli oceani potrebbero contenere più plastica che fauna ittica, in termini di peso. Il problema, che crea maggior allarme, è quello delle microplastiche, che non vengono intercettate dai depuratori, finiscono direttamente in mare ed attraverso i pesci entrano nella nostra catena alimentare. Il progetto Life guidato dall’ente consorziale ha già superato il primo step sull’ammissibilità in Commissione Europea; il budget complessivo  ammonta a 12 milioni di euro.

TOSCANA: CONTRO I RIFIUTI NEI FIUMI, VIA A PROGETTO DIDATTICO EDUCATIVO

Il Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno (con sede ad Arezzo) ha aderito al manifesto “Toscana Pulita”, annunciando l’impegno per combattere un fenomeno, che rischia di compromettere la qualità dell’habitat fluviale  e la sicurezza del territorio. Durante gli interventi di manutenzione idraulica, infatti, vengono recuperati quintali di rifiuti,  che poi devono essere correttamente conferiti negli appositi siti; queste operazioni sono costose e rallentano i lavori programmati per migliorare lo scorrimento delle acque.
Non solo: gli oggetti, che si accumulano lungo le sponde ed in alveo, in caso di eventi meteorologici estremi, possono trasformarsi in ostacoli improvvisi e contribuire al collasso del sistema idraulico. Per questo, l’ente consortile sarà nelle aule del comprensorio per dimostrare praticamente i pericoli creati da comportamenti irresponsabili, superficiali o scorretti. Il progetto AMICO CB2 darà agli studenti la possibilità di imparare, attraverso un percorso didattico esperienziale; negli incontri sono previsti anche laboratori per promuovere comportamenti ed iniziative “plastic free”.
Il progetto ha ottenuto un alto indice di gradimento e molte scuole si sono prenotate per aderire all’iniziativa.

LOMBARDIA: WATER ALLIANCE: TAVOLO DI LAVORO ACQUA E AGRICOLTURA

“Water Alliance”, una rete di imprese costituitasi tra 8 aziende pubbliche, che gestiscono il servizio idrico integrato in Lombardia, ha promosso a Lodi il tavolo di lavoro “Acqua e Agricoltura”; vi hanno preso parte stakeholders  del settore, rappresentanti istituzionali, amministratori locali e dei Consorzi di bonifica, che hanno messo in a fuoco le principali questioni riguardanti il rapporto tra acqua ed  agricoltura, lo studio dei consumi idrici, il riutilizzo dell’acqua per uso industriale, urbano ed agricolo in una logica di economia circolare.
ANBI Lombardia ha illustrato Centro Dati (CeDATeR), progetto  finanziato da Regione Lombardia e che sta attuando per la raccolta, l’elaborazione di dati finalizzati alla conoscenza, gestione, migliore efficienza del sistema irriguo. E’ stato inoltre  sottolineato il contributo che ANBI Lombardia sta dando alla programmazione del Piano Sviluppo Rurale 2021-2027 attraverso la partecipazione ai tavoli tematici “Agricoltura”, “Ambiente”, “Aree rurali”, con proposte concrete di interventi ed azioni mirate all’uso sostenibile della risorsa acqua ed alla tutela dell’ambiente.

LAZIO: INCONTRO CON ORGANIZZAZIONI AGRICOLE: NUOVI CONSORZI  DI BONIFICA  PRONTI AL RITORNO ALLE ELEZIONI

Nell’ambito del nuovo corso di ANBI Lazio si è tenuto un incontro con i rappresentanti  delle Organizzazioni Professionali  Agricole (O.P.A.). I temi affrontati  hanno permesso anche di illustrare lo stato dell’arte del riordino regionale del settore, che vede le strutture del Litorale Nord (Consorzio di bonifica Tevere e Agro Romano, con sede nella Capitale; Consorzio di bonifica Maremma Etrusca,  con sede a Tarquinia nel viterbese; Consorzio di bonifica Pratica di Mare, con sede ad Ardea,  in provincia di Roma), di Etruria Meridionale e Sabina (Consorzio di Bonifica Val di Paglia Superiore con sede ad Acquapendente, in provincia di Viterbo; Consorzio di bonifica Reatina! con sede a Rieti) verso la fine del commissariamento e con le elezioni consortili già programmate per il prossimo 9 febbraio 2020. Negli altri territori  sarà invece necessario attendere ancora qualche tempo per tornare all’amministrazione ordinaria.
La salvaguardia ambientale ed idrogeologica dei territori consortili, insieme alla garanzia dell’irrigazione per gli imprenditori agricoli rappresentano, oggi più che in passato, i punti chiave sui quali i Consorzi di bonifica laziali, insieme alle O.P.A., deve guardare per attività nuove e virtuose, tese al reperimento di risorse finanziarie ed umane al passo coi tempi. Le Organizzazioni Professionali Agricole regionali hanno sottolineato positivamente il nuovo corso di ANBI Lazio.

VENETO: NUOVA SEDE OPERATIVA

Il Consorzio di bonifica Veronese (con sede nel capoluogo scaligero) ha inaugurato la nuova sede operativa a San Pietro di Legnago; situata su un terreno di 11.500 metri quadri è composta da 2 edifici: uno più ampio destinato alla manutenzione ed allo stoccaggio dei mezzi di lavoro, l’altro posizionato accanto e adibito al personale della manutenzione, nonché  ad uno sportello dedicato all’utenza.
L’ente consortile può contare su circa cento mezzi tra trattori, escavatori, camion, macchine movimento terra, motobarche, gru, autoveicoli e bracci decespugliatori, la cui manutenzione potrà essere effettuata dal personale consorziale nella nuova officina di Legnago, oltre che a Palazzolo di Sona, nella zona nord del comprensorio.

EMILIA ROMAGNA: LAVORI TERMINATI

Terminati i lavori di regimazione idraulica del Rio Cavallo, a monte dell’abitato di Pianello Val Tidone, a cura del Consorzio di bonifica Piacenza (con sede nella città emiliana). Con gli intensi fenomeni atmosferici degli ultimi anni, il comprensorio montano è stato interessato da diffusi dissesti idrogeologici, a seguito dei quali sono stati registrati danni alla viabilità rurale ed allagamenti di centri abitati nella “fascia pedecollinare” come nel caso del comune di Pianello.
A segnalare la situazione di dissesto è stata l’Amministrazione Comunale, a seguito della cui nota, l’intervento è stato inserito nella programmazione annuale dell’ente consortile. Dal sopralluogo era emerso che in diversi tratti del rio era presente una fitta vegetazione, che ne comprometteva la funzionalità idraulica; con l’aiuto di una ditta specializzata, sono stati puliti e risezionati circa seicento metri del rio Cavallo, regimandolo  mediante la realizzazione di 14  piccole traverse in legname, poste in alveo.

VENETO: CHIUSA STAGIONE IRRIGUA

Si è conclusa la stagione irrigua del Consorzio di 2° grado L.E.B. – Lessinio Euganeo Berico (con sede a Cologna Veneta, nel veronese) iniziata lo scorso 15 Marzo. In questi mesi, il canale L.E.B. ha distribuito 360 milioni di metri cubi di acqua in un territorio di 83.000 ettari tra le province di Verona, Vicenza, Padova e Verona, servendo ben 102 comuni. Ora l’attività dell’ente sarà dedicata alla manutenzione ordinaria e straordinaria del canale, in preparazione della prossima stagione irrigua ed all’attività di mantenimento delle portate a salvaguardia dell’ambiente e della difesa del suolo.

TOSCANA: FORTEZZA D’ACQUA

Alla mostra “Fortezza d’acqua” di Pistoia si aggiungono una serie di proposte didattiche, promosse e finanziate dal Consorzio di bonifica Medio Valdarno (con sede a Firenze) e realizzate da “Artemisia” e “Eta Beta onlus”, facenti parte dell’offerta didattica comunale “Pistoia Ragazzi”: si tratta di un viaggio alla scoperta del territorio pistoiese,  di come l’azione dell’acqua e dell’uomo lo abbiano disegnato nel tempo.
Dalle visite dialogate alla mostra ai laboratori creativi con l’argilla, dalle simulazioni di scavo archeologico ai laboratori di esplorazione del paesaggio agrario, passando per la storia dell’invenzione della ruota: le scuole avranno a disposizione un’ampia scelta di percorsi ; sarà inoltre possibile mettersi alla prova con Flumina, uno speciale tavolo di simulazione fluviale, grazie al quale è possibile affrontare  le problematiche del dissesto idrogeologico, mostrandone l’origine in una cornice di gioco. Visite e laboratori sono gratuiti.
Le scuole, che si prenotano attraverso il Servizio Educazione e Istruzione del Comune di Pistoia entro il 31 ottobre p.v., potranno usufruire del servizio di trasporto gratuito (entro i limiti delle disponibilità del servizio). Il depliant con le proposte didattiche e tutte le informazioni utili sono reperibili sul sito www.fortezzadacqua.it .

VINCENZI A CREMONA

E’ annunciato il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, a conclusione della sessione di “Watec Italy”, dedicata al tema “Irrigazione: utilizzo dell’ agricoltura”; l’appuntamento, organizzato da ANBI Lombardia, si terrà venerdì 25 Ottobre p.v., a partire dalle ore 9.00 nell’Area Conferenze di Cremona Fiera.

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Ambiente

Abbandono incontrollato di mascherine e guanti dopo l’uso: Fare Verde lancia l’allarme

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Il Presidente Greco: “Ritrovate anche in mare. Rischiamo un disastro sanitario ed ambientale “usa e getta”. Attuare sistemi di sterilizzazione e riutilizzo delle mascherine”

L’associazione ambientalista Fare Verde lancia l’allarme sul malcostume in atto in questi giorni di emergenza “coronavirus”: l’abbandono incontrollato di mascherine protettive e guanti di plastica, evidenziando sia l’aspetto sanitario che quello ambientale della questione.

“Da ogni parte d’Italia i nostri volontari segnalano episodi del genere in tutta Italia – dichiara Francesco Greco, Presidente Nazionale di Fare Verde – addirittura mascherine sono state rinvenute in mare, ripercorrendo il triste fenomeno, già verificato con “Il Mare d’Inverno”, della plastica trasportata dalle città in mare aperto.”

Fare Verde invita i cittadini a non gettare a terra le protezioni personali e a conferire mascherine e guanti, secondo le indicazioni diffuse dagli enti preposti, nel sacco dell’indifferenziato.

Anche nei prossimi mesi, per affrontare l’emergenza covid-19, ci vorranno milioni di mascherine e guanti, una “montagna” di rifiuti “usa e getta” che dovrà essere gestita responsabilmente da cittadini ed amministrazioni”.

Inoltre, “Fare Verde chiede alle Autorità di intervenire per cercare di gestire e ridurre il rifiuto “usa e getta” connesso alla prevenzione del Covid-19, ad esempio mediante la sterilizzazione delle mascherine per riutilizzarle. A tal fine Fare Verde ha scritto al Ministro dell’Ambiente – conclude Greco – chiedendo, con particolare riferimento alle mascherine che saranno prodotte dallo Stato, come comunicato nei giorni scorsi dal Presidente del Consiglio, Conte, di studiare la possibilità di lavare e sterilizzare le mascherine usate, affinché siano riutilizzabili e, quindi, ridurre l’impatto ambientale della pandemia.”

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Osservatorio Anbi sullo stato delle risorse idriche: è allarme in Veneto

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Si aggrava la situazione nei campi veneti: dopo settimane climaticamente miti, le colture hanno anticipato il ciclo vegetativo, ma le loro necessità irrigue non possono essere adeguatamente soddisfatte a causa di concessioni per prelievi idrici, inadeguate alla condizione di siccità, che si sta registrando quest’anno, pregiudicando i raccolti.

“È necessario che la Regione del Veneto riveda sollecitamente la modulazione delle derivazioni irrigue per far fronte alle criticità in atto, conseguenza dei cambiamenti climatici – chiede Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – In questo periodo, infatti, c’è disponibilità d’acqua nei fiumi, grazie allo scioglimento delle nevi in alta quota ed i bacini montani del Veneto sono mediamente all’80% della loro capacità d’invaso. E’ un paradosso: i campi hanno sete ma, a causa di rigidità burocratiche, stiamo perdendo molta acqua dolce che, non potendo essere prelevata, dai fiumi va direttamente a mare.”

Il caso più eclatante è quello del canale L.E.B. – Lessinio Euganeo Berico, la principale asta irrigua veneta, che deriva acqua dal fiume Adige e la distribuisce su un territorio di oltre 350.000 ettari tra le province di Verona, Vicenza, Padova e Venezia.

“Il Consorzio irriguo L.E.B. – spiega Andrea Crestani, Direttore di ANBI Veneto – sta prelevando, in questi giorni, 21 metri cubi d’acqua al secondo e ad inizio Maggio potrà aumentare la derivazione fino a 25 metri cubi, ma è sempre troppo poco rispetto alle attuali necessità irrigue. In questo inizio di primavera, il bisogno d’acqua nelle campagne è pari a quello di Giugno-Luglio, quando la concessione di derivazione del Consorzio L.E.B. arriva a 34 metri cubi al secondo; stiamo dunque prelevando 13 metri cubi d’acqua in meno, rispetto a quanto previsto in un’analoga situazione, seppur in un periodo diverso dell’anno. L’acqua nell’Adige c’è, ma non possiamo prelevarne a sufficienza.”

Secondo i dati dell’Osservatorio ANBI sullo Stato delle Risorse Idriche, è lo scioglimento delle nevi a caratterizzare l’attuale situazione idrica nel Nord Italia; a beneficiarne sono soprattutto i grandi laghi: pur rimanendo sotto la media stagionale sono in ripresa il lago Maggiore (55,1% di riempimento) ed il lago di Como (36,5%), mentre il lago d’Iseo, dopo mesi di sofferenza idrica, è al 66,4% della capacità d’invaso, sopra la media stagionale così come il lago di Garda (82,9% di riempimento).

Di riflesso ne beneficia anche il fiume Po che, lasciato il Piemonte e dopo centinaia di chilometri in deficit rispetto allo scorso anno, torna in media al rilevamento di Pontelagoscuro verso il delta. Analogamente sono in ripresa idrica i fiumi piemontesi Dora Baltea, Tanaro e Stura di Lanzo.

“E’ una ricchezza però che, in assenza di bacini di stoccaggio, defluirà rapidamente verso il mare; sono risorse, che rischiamo di rimpiangere di fronte a mesi, che si preannunciano idricamente complicati – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – È auspicabile che i gestori idroelettrici dei laghi alpini invasino ora più acqua possibile da rilasciare, però, in caso di bisogno a valle.”

Cresce intanto la preoccupazione per la situazione dei fiumi in Emilia Romagna: sotto le medie mensili, ad eccezione di Panaro, nel modenese e Nure, nel piacentino; nelle stesse province, altresì, Secchia e Taro hanno raggiunto il minimo storico.

Sono, invece, le piogge ad aver lenito il grave deficit idrico, che si registra in Puglia e Basilicata, dove continuano a mancare rispettivamente 109 e 88 milioni di metri cubi negli invasi; a beneficiare delle precipitazioni sono stati soprattutto i bacini di Occhitto e Pertusillo (il suo livello è ora addirittura superiore all’anno scorso).

Resta largamente deficitaria la situazione idrica in Calabria e Sicilia (-62 milioni di metri cubi circa negli invasi dell’isola), mentre si conferma confortante l’accumulo idrico nei bacini della Sardegna, così come nell’Italia Centrale.

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ANBI, bollettino su risorse idriche: cresce preoccupazione per il Po e il sud paga il prezzo più alto

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Cresce la preoccupazione per la portata del fiume Po, dimezzata rispetto alla media storica ed inferiore del 20% sull’anno scorso, secondo un andamento indicativamente costante dal Piemonte al delta; gli fanno da corollario i corsi d’acqua dell’Emilia Romagna, tutti abbondantemente sotto i livelli dello scorso anno e della media stagionale (ad eccezione del Panaro).

A renderlo noto è il periodico bollettino dell’Osservatorio ANBI sulla Stato delle Risorse Idriche.

Il quadro è preoccupante anche in Veneto, la cui situazione idrica è classificata molto simile a quella registrata nella primavera del 2017, l’anno più siccitoso degli ultimi due secoli; la situazione più grave è quella del fiume Brenta, largamente al di sotto della media stagionale. Venerdì 24 Aprile prossimo, tornerà a riunirsi l’Osservatorio permanente per le emergenze idriche, istituito presso l’Autorità di Bacino delle Alpi Orientali, che potrebbe riconoscere ed attivare lo “scenario di severità idrica bassa”.

Sono in leggera ripresa, invece, le portate dei fiumi piemontesi (Dora Baltea, Tanaro, Stura di Lanzo) in conseguenza del progressivo sciogliersi delle nevi alpine.

Dello stesso fenomeno stanno beneficiando i grandi laghi alpini, i cui livelli sono in crescita ed il lago d’Iseo, dopo mesi di sofferenza, è tornato in media stagionale con un riempimento pari al 51,4%; restano, invece, sotto media: il lago Maggiore (riempimento: 54,1%) ed il lago di Como (riempimento: 30,6%). Sopra la media stagionale, seppur in rapida flessione, permane il lago di Garda (riempimento: 85%).

In Toscana, le piogge di Marzo (superiori alla media lungo l’Appennino, il monte Amiata e le Colline Metallifere) hanno permesso il rimpinguarsi delle riserve idriche, ben rappresentate dai 68,44 milioni di metri cubi trattenuti nell’invaso di Bilancino, a monte di Firenze.

Sostanzialmente in media con le annate scorse sono le riserve d’acqua, presenti nei bacini marchigiani ed umbri, mentre la diga di Penne, in Abruzzo, registra addirittura il record in anni recenti con 7,84 milioni di metri cubi presenti (capacità massima di invaso: 8,80 milioni di metri cubi). La confortante stagione idrica nell’Italia centrale è confermata anche dal livello idrometrico del lago di Bracciano nel Lazio, cresciuto di 32 centimetri rispetto allo scorso anno e dalle quantità d’acqua, trattenute nei bacini della Sardegna: circa 788 milioni di metri cubi, 17 in più del 2019.

Seppur in leggera ripresa nelle disponibilità idriche, appare irrimediabilmente pregiudicata la stagione irrigua 2020 in Puglia (-113 milioni di metri cubi d’acqua circa ), Basilicata (-121 milioni di metri cubi circa), Sicilia (-107milioni di metri cubi circa); resta problematica anche la situazione calabrese, dove le piogge invernali hanno registrato un calo del 40% ed è esemplare la condizione del bacino di Sant’Anna, sul fiume Tacina, alla quota minima degli anni più recenti: 7,59 milioni di metri cubi.

“Nella Giornata della Terra – chiosa Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue – mi corre l’obbligo di ricordare che su una popolazione mondiale di oltre 7 miliardi e mezzo, circa un miliardo di persone non ha accesso all’acqua potabile, mentre circa due miliardi e mezzo non dispongono di acqua a sufficienza per le pratiche igieniche ed alimentari.”

“La siccità – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – è la prima causa di carestie nel mondo che per effetto dei cambiamenti climatici e senza adeguate infrastrutture, rischia di diventare un fenomeno endemico anche nel Sud Europa. Per questo è necessario aumentare la capacità di stoccare l’acqua quando c’è, per utilizzarla nei momenti di bisogno. Occorre adottare politiche di controllo capaci di garantire la produzione di cibo, la coesione tra Regioni e Stati, la sicurezza alimentare per favorire il contenimento dei flussi migratori provocati dal fabbisogno idrico.”

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