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Cronaca

Ancona, morti in discoteca: indagini su sicurezza e spray urticante

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Una serata in discoteca come tante che è trasformata in tragedia per decine di giovani. Anzi, di giovanissimi che si erano radunati alla ‘Lanterna Azzurra Clubbing’ di Madonna del Piano nelle campagne di Corinaldo (Ancona): mentre ballano in attesa di un dj set del loro idolo, il trapper Sfera Ebbasta, dopo mezzanotte qualcuno spruzza spray al peperoncino, c’è un fuggi fuggi generale, i ragazzi si accalcano su uno scivolo all’uscita posteriore del locale, una balaustra laterale crolla e in tanti cadono in un piccolo fossato. 

L’indagine sulla tragedia

Si sta muovendo due due fronti, con diverse ipotesi di reato, l’indagine sulla tragedia. Da un lato si indaga su chi ha spruzzato lo spray al peperoncino; dall’altro sul sovraffollamento e sulle misure di sicurezza della discoteca. I reati al vaglio sono, nel caso della persona che ha usato lo spray – sembra una ragazza – quelle di morte come conseguenza di altro reato o l’omicidio preterintenzionale. Nel caso dei gestori della discoteca, l’omicidio colposo. “I biglietti venduti sono circa 1.400 a fronte di una capienza di 870 persone circa”, ha detto il procuratore capo della Repubblica di Ancona Monica Garulli.

L’attesa di Sfera, poi l’inferno nella discoteca

Un volo di pochi metri, qualcuno dice addirittura solo uno, ma sufficiente perché sei persone muoiano schiacciate o soffocate. Sono cinque adolescenti, di età compresa tra i 14 e i 16 anni, tre ragazze e due ragazzi – Asia Nasoni, Daniele Pongetti, Emma Fabini, di Senigallia, Benedetta Vitali, di Fano, Mattia Orlandi di Frontone -, ma anche una donna di 39 anni, sposata e madre di quattro figli: Eleonora Girolimini, venuta ad accompagnare la figlia, di appena 11 anni che ne uscirà con un ferita la ginocchio.

Chi è Sfera?

E’ l’idolo dei giovanissimi, molto seguito sui social, considerato uno dei fenomeni musicali del momento il trapper italiano Sfera Ebbasta, che si sarebbe dovuto esibire nel locale ‘La Lanterna’ di Corinaldo (Ancona), dove è avvenuta la tragedia.

Al secolo Gionata Boschetti, 26 anni, da Cinisello Balsamo è salito alla ribalta grazie alla pubblicazione dell’album XDVR. Ha oltre due milioni di follower solo su Instagram. L’ultimo album, ‘Rockstar’, per mesi è stato re delle classifiche e il tour sta avendo grande popolarità.

“Sono profondamente addolorato per quello che e’ successo. E’ difficile trovare le parole giuste per esprimere il rammarico e il dolore di queste tragedie”, ha commentato il trapper su Instagram. “Non voglio esprimere giudizi sui responsabili di tutto questo, vorrei solo che tutti quanti – ha aggiunto – vi fermaste a pensare a quanto può essere pericoloso e stupido usare lo spray al peperoncino in una discoteca”.

Anche perché non sarebbe la prima volta che lo spray urticante, diffuso tra la folla, provoca un fuggi fuggi anche ai concerti di Sfera Ebbasta: è accaduto nel 2017 a Ponte Alto (Modena) e a Ravenna; un’altra volta nella sua Cinisello Balsamo, il 6 luglio 2018; concerto interrotto per lo stesso motivo anche l’8 settembre scorso, a Mondovì (Cuneo).

Sfera Ebbasta, considerato stella incontrastata del genere di maggiore tendenza dell’hip-hop, alcuni mesi fa dichiarò in un’intervista: “Io mi definivo il ‘trap king’ quando ancora la trap era inesistente in Italia. Il rock si e’ andato a perdere, oggi le vere rockstar sono le trapstar, hanno lo stesso stile di vita”. I soldi sono tra gli argomenti privilegiati nelle sue canzoni: “La parte monetaria e’ importante: se in qualche modo posso essere considerato un esempio, è perche’ sono un ragazzo partito da un quartiere sfigato senza un soldo in tasca”. Sfera Ebbasta sostiene però di non aspirare al ruolo di modello per il suo pubblico, soprattutto giovane.

“Sono talmente ignorante di politica – disse alcuni mesi fa – che se mi esponessi sarei un pirla: il problema principale credo sia proprio l’ignoranza, prima di tutto della stessa classe politica. In ogni caso, se fai quello che ti dice un rapper, c’e’ qualcosa che non va”

Cronaca

Imperia, indagate 20 persone: percepivano reddito di cittadinanza e giocavano migliaia di euro ai giochi d’azzardo online

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IMPERIA – Venti imperiesi, che tra il 2019 e il 2020, simulando di essere in povertà hanno percepito il reddito di cittadinanza, sono risultati accaniti giocatori d’azzardo sulle piattaforme on-line arrivando a puntare complessivamente centinaia di migliaia di euro.

Sono tutti indagati nell’ambito di una inchiesta coordinata dalla procura di Imperia. Lo rende noto la Guardia di Finanza, che ipotizza l’uso di fonti di reddito occultate al fisco, visto che avevano dichirato nei moduli per ottenere il reddito di cittadinanza di non avere disponibilità economiche Le fiamme gialle sono arrivate ad individuarli attraverso una serie di controlli incrociati sulle banche dati. I venti indagati erano tutti titolari di conti gioco online che alimentavano con ricariche di denaro in contanti o bonifici e giroconti direttamente dai propri conti correnti personali o da carte di credito ricaricabili.

Nei confronti degli indagati il gip di Imperia ha emesso un decreto di sequestro preventivo delle somme indebitamente percepite, circa 160 mila euro complessivi. Quest’ultimi rischiano una pena da due a sei anni di reclusione, per aver reso dichiarazioni false e per aver attestato circostanze non veritiere per ottenere indebitamente il beneficio del reddito di cittadinanza.Tutte le posizioni illecite sono state inoltre state segnalate all’Inps per la revoca del beneficio economico. 

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Cronaca

Macerata, rapina al bar Roma: “Ninetto” va in carcere

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Questa mattina i Carabinieri della Stazione di Macerata hanno eseguito un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Ancona nei confronti di PAOLUCCI Angelo, 48enne di Macerata, il quale deve scontare 4 anni e 3 mesi di reclusione per il reato di rapina commessa a Macerata il 4 marzo 2018 in danno del bar Roma, meglio conosciuto
come “Ninetto”. Lo stesso è stato tradotto al carcere di Fermo come disposto dall’Autorità
Giudiziaria.

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Milano, arrestato cocainomane di 33 anni: maltrattava il padre anziano per soldi

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Nella serata di ieri, i militari della Stazione Carabinieri Milano Crescenzago hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Milano, nei confronti di un cuoco 33enne di Milano, gravato da precedenti di polizia per reati contro la persona, poiché, sulla scorta degli elementi emersi nel corso delle indagini, è stato ritenuto gravemente indiziato di aver, in stato di abituale intossicazione da cocaina, maltrattato il padre convivente con atteggiamento aggressivo ed intimidatorio, sottoponendolo, quotidianamente, a vessazioni fisiche e verbali, costringendolo in più occasioni ad erogargli somme di denaro al fine di procurarsi un ingiusto profitto e ingenerando nell’anziano uno stato costante di timore e sofferenza. L’ultimo episodio violento risale allo scorso 5 ottobre quando l’anziano, al culmine di un’accesa lite durante la quale il figlio, in evidente stato di alterazione psico-fisica, aveva danneggiato la sua autovettura, si era rivolto ai Carabinieri di via Padova in quanto minacciato di morte e inseguito in strada dal ragazzo.

Il prevenuto è stato rintracciato dagli operanti in un’abitazione di Busto Arsizio e associato alla locale casa circondariale.

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