Connect with us

Cronaca

Ancora tensioni a Ventimiglia, Gabrielli: "Via i migranti dal confine"

Clicca e condividi l'articolo

Arrivano le istituzioni, a provare a riportare la calma sul confine. Oggi è la volta del governatore ligure Giovanni Toti

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Paolino Canzoneri

GENOVA – La soluzione, per Gabrielli, è allontanare i migranti dalla città: "Dobbiamo decomprimere la situazione a Ventimiglia e c'è un solo modo per farlo, prendere queste persone e portarle da un'altra parte — dice — La situazione è grave ma non tragica, credo che lo sforzo durerà almeno fino alla fine dell'estate. Per quanto offriamo alternative di accoglienza loro vogliono passare la frontiera. Dall'altra parte la disponibilità non c'è e dobbiamo perciò gestire questa situazione di stallo". La tensione e la rabbia dei migranti intenzionati a varcare il confine a Ventimiglia resta ancora molto alta e fuori controllo. Lunedì è stata una giornata di "tregua", i migranti al loro centro, i No Borders continuano per ora silenti il loro campeggio alle porte della città. Intanto arrivano le istituzioni, a provare a riportare la calma sul confine. Oggi è la volta del governatore ligure Giovanni Toti, che visita per la prima volta il centro migranti di campo Roja. Ieri è stato Franco Gabrielli, il capo della polizia, a raggiungere la Liguria per rendere omaggio alla salma del collega e discutere con le questure di Genova e Imperia come affrontare la situazione Domenica pomeriggio erano previsti del cortei e manifestazioni dei No Borders al confine fra Italia e Francia ma sono stati annullati a seguito di tafferugli e dell'arresto in mattinata di una cinquantina di attivisti in un corteo spontaneo improvvisato in presidio sul ponte Doria. Tafferugli si sono registrati anche la sera prima durante una occupazione spontanea dei No Border in una caserma dei Vigili del fuoco dove il sovrintendente capo della Polizia di Stato di Genova Diego Turra di 52 anni, originario di Albenga in Calabria, è deceduto colto da infarto mentre scendeva da un mezzo della Polizia in un fase concitata di lancio di bottiglie da parte dei manifestati, accasciatosi inprovvisamente davanti gli altri colleghi in servizio. Le forze dell'ordine hanno bloccato l'accesso alla città e in poche ore il corteo si è sciolto e la tensione rientrata ma rimane tangibile il dolore e la rassegnazione per la disgrazia del tutto inaspettata. Il capo della Polizia Franco Gabrielli oggi visiterà il Reparto Mobile di Bolzaneto luogo di servizio dell'assistente capo Diego Turra per poi recarsi alla camera mortuaria allestita all'ospedale di Sanremo per rendere omaggio alla salma e incontrarne la famiglia. I No border hanno detto d'esser totalmente estranei alla disgrazia accorsa durante le fasi concitate dei tafferugli che hanno visto improvvisamente l'agente accasciarsi al suolo evidenziando da subito la gravità del malore improvviso. Sottoposti a fermo dalla Polizia una donna toscana e due parigini, uomo e donna, muniti di coltelli e mazze che si suppone volessero partecipare alla manifestazione dei migranti programmata oggi. Il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio hanno espresso il loro cordoglio per il decesso dell'agente di Polizia a cui si è unito il ministro Angelino Alfano, cordoglio anche espresso dal capo della Polizia Franco Gabrielli che ha sottolineato quanto l'agente Turra sia stato esempio di altissima virtù istituzionale. Il Presidente della regione Toti rivolgendosi al governo ha espressamente auspicato che i fatti accaduti e la tensione ancora alta al confine pongono serie riflessioni sull'importanza di mantenere il pugno duro in tutta l'area ligure e la necessità di interventi concreti senza inutili perdite di tempo.

Cronaca

Operazione “Mare Sicuro 2021”: il bilancio della Guardia Costiera nel Lazio

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Si è appena conclusa l’operazione “Mare Sicuro 2021”, la consueta campagna di prevenzione e sicurezza condotta dalla Guardia costiera.

Coordinata nel Lazio dalla Direzione marittima di Civitavecchia, l’operazione ha visto incessantemente impegnati gli uomini e gli assetti del Corpo lungo gli oltre 370 Km di costa e gli 11.500 metri quadrati di mare affinché milioni di bagnanti e migliaia di diportisti possano fruirne in modo sereno e sicuro.

Avviata il 19 giugno, l’operazione ha visto operare per l’intera estate pattuglie e mezzi navali dei Compartimenti Marittimi di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta e dei 17 Uffici Marittimi dislocati sul territorio regionale in uno scenario atipico, caratterizzato, per le note limitazioni agli spostamenti internazionali connesse all’emergenza pandemica in corso, da un significativo incremento del turismo di prossimità.

A fronte di più di 13.000 controlli, anche grazie ad una mirata attività di prevenzione, sono state 426, ovvero un numero decisamente minore rispetto agli anni precedenti, le sanzioni amministrative che è stato necessario comminare per violazioni delle leggi marittime e 16 le informative di reato inoltrate alle competenti Autorità Giudiziarie.

In tale ambito, le 1.429 verifiche condotte lungo il litorale hanno permesso di restituire alla libera fruizione ben 20.000 metri quadri di aree demaniali marittime e specchi acquei caratterizzati dal deprecabile fenomeno del preposizionamento di attrezzature balneari da parte di soggetti privi di autorizzazione.

55 infine sono stati gli interventi finalizzati alla salvaguardia della vita umana in mare con 188 persone soccorse. Tra queste le 7 persone tratte in salvo nel corso dell’operazione coordinata dal centro regionale di soccorso marittimo della Capitaneria di Civitavecchia allorquando, lo scorso 25 agosto, a largo di Montalto di Castro, prendeva fuoco un’imbarcazione da diporto di 23 metri e solo il rapido intervento degli uomini e dei mezzi nautici della Guardia Costiera di Civitavecchia e del locale distaccamento dei Vigili del Fuoco permise il salvataggio dei naufraghi e lo spegnimento delle fiamme sviluppatesi a bordo. O, ancora, i 5 occupanti di un’imbarcazione a vela entrata in collisione con un’altra unità tratti in salvo a seguito di una complessa attività di soccorso notturna a circa 45 miglia ad ovest dell’isola di Ponza.

I dati riportati, al di là di ogni considerazione, danno la misura dell’impegno profuso e dell’efficacia dell’azione condotta nel Lazio dalla Guardia Costiera. Un’azione che, nel suo insieme, restituisce la concreta sintesi dei compiti, delle attribuzioni e delle responsabilità del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, che, spaziando in tutti i settori che hanno a fattor comune gli usi civili e produttivi del mare, si sostanziano nella tutela dell’incolumità e della sicurezza di chi ama, lavora e vive sul mare, sulle coste e nei porti.

Continua a leggere

Costume e Società

Viterbo: tra canti, giocolerie, fuoco e mirabolanti alchimie si chiude la XXI edizione di Ludika 1243

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

L’appuntamento con il medioevo dalle 18 alle 21 in piazza San Lorenzo

VITERBO – Si chiude oggi a Viterbo la XXI edizione di Ludika 1243 il festival dedicato al periodo medievale, tornato quest’anno in presenza dopo l’edizione virtuale del 2020, che attraverso una serie di ricostruzioni storiche e iniziative ha animato il centro storico in quest’ultima settimana.

Alle 18 e alle 21 piazza San Lorenzo ospiterà lo spettacolo di giulleria medievale “C’era una volta il 1243” con protagonista Il Paggio Giullare, progenitore ed epigono dei CLerici Vagantes, in compagnia del fido Paggetto, in viaggio fin da allora per allietare i presenti con canti, giocolerie, fuoco e mirabolanti alchimie.

La manifestazione si chiuderà con “Luce” spettacolo di focoleria e mangiafuoco con le performer Elenifera per salutare questa edizione. Una performance ironica e sensuale: in una cornice musicale arabeggiante sarà la danza a svilupparsi con l’elemento del fuoco, alternando sulla scena bolas, ventagli e altri effetti pirotecnici.

Continua a leggere

Cronaca

Covid, in calo contagi e decessi: negli ospedali i ricoverati quasi esclusivamente i non vaccinati

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Dai decessi per Covid ai contagi, la settimana 8-14 settembre, rispetto alla precedente, ha visto tutti i numeri in calo: scendono -14,7% i nuovi casi (33.712 rispetto a 39.511), del -6,7% i decessi (389 rispetto 417), dell’-8,8% le persone in isolamento domiciliare (117.621 rispetto a 128.917), del -3,3% i ricoveri con sintomi (4.165 rispetto a 4.307) e del -1,6% le terapie intensive (554 rispetto a 563). Lo rileva il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, che sottolinea come in ospedale ci siano “quasi esclusivamente persone non vaccinate”.

“E’ inaccettabile la presa di posizione di personaggi pubblici, tra cui medici e politici, che, sovvertendo la metodologia della ricerca scientifica, alimentano la disinformazione mettendo a rischio la salute delle persone. Soprattutto di quelle indecise, che rifiutano vaccini efficaci e sicuri confidando in protocolli di terapia domiciliare non autorizzati o addirittura in farmaci dannosi e controindicati”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe nel nuovo report settimanale, interviene nel dibattito scatenato dal convegno promosso dalla Lega e ospitato pochi giorni fa in Senato, in cui si è parlato di terapie alternative contro il Covid, tra cui l’antiparassitario ivermectina e l’idrossiclorochina, entrambi sconsigliati dalle autorità sanitarie. Un comportamento per Cartabellotta tanto più rischioso considerando il particolare contesto in cui ci troviamo. “Il progressivo aumento delle coperture vaccinali e l’adesione ai comportamenti individuali – spiega – hanno permesso di contenere la quarta ondata e i nuovi casi e i ricoveri hanno finalmente iniziato a scendere. Tuttavia con l’autunno alle porte, la riapertura delle scuole e i 9,4 milioni di persone, oltre agli under 12, che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino, si rischia una ripresa della circolazione del virus e un aumento delle ospedalizzazioni con conseguenti limitazioni nell’assistenza ai pazienti non Covid-19”.

“Non ci libereremo facilmente del coronavirus Sarscov2, ma in futuro dovremo essere pronti ad affrontare nuove pandemie dovute ad agenti patogeni sconosciuti. La prossima pandemia potrebbe essere dovuta ad un virus influenzale, ma anche ad un agente diverso”. A dirlo Gianni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute, al Congresso Amit (Argomenti di Malattie Infettive e Tropicali) in corso a Milano. “Bisognerà essere pronti con piani pandemici sia contro i virus influenzali che altri a più ampio spettro, facendo tesoro di quanto appreso con la pandemia da Covid-19 .

Continua a leggere

I più letti