Connect with us

Metropoli

Anguillara a 5 stelle, parcheggi a pagamento: il servizio non torna al Comune. Rinnovata stessa società di tre anni fa

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

ANGUILLARA SABAZIA (RM) – Nessuna nuova gara per la gestione dei parcheggi a pagamento ad Anguillara Sabazia che non torna nelle mani del Comune ma rimane un servizio esternalizzato.

Nessuna rottura rispetto al passato, sotto questo aspetto almeno, da parte dell’amministrazione Comunale a guida Cinque Stelle ad Anguillara Sabazia che ha appena rinnovato per 24 mesi il contratto di gestione dei parcheggi pubblici a pagamento alla ditta Etruria Parking s.r.l. (deliberazione di Giunta comunale n. 146 del 13.10.2017) mantenendo ferme le condizioni economiche e normative contenute nel capitolato speciale d’appalto già in essere al prezzo pattuito in sede di aggiudicazione per un importo di 180 mila euro. Un sintomo che la gestione dei parcheggi a pagamento è stata finora virtuosa e conveniente per le casse comunali.

Concretamente,  le somme effettivamente spettanti al concessionario saranno impegnate di volta in volta solo a seguito della verifica degli effettivi incassi . Degli incassi effettivi però, non c’è traccia sull’albo pretorio. Si tratta di un rinnovo perché di fatto la gara è stata indetta  circa tre anni fa con determinazione dirigenziale n. 822 del 11/8/2014, quando si è provveduto ad aggiudicare  alla ditta Etruria Servizi s.r.l. di Grosseto mandataria dell’ ATI tra la stessa e la Società Abaco S.p.a. il servizio di gestione dei parcheggi pubblici a pagamento senza obbligo di custodia nel territorio del Comune di Anguillara Sabazia per il periodo da ottobre 2014 a ottobre 2017, per un valore della concessione per 36 mesi di Euro 270.000,00. Parcheggi blu dunque ancora gestiti all’esterno.

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere
Commenti

Metropoli

Anguillara Sabazia, in vigore la variante al Prgc del 2006: il Consiglio di Stato condanna il Comune

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

ANGUILLARA SABAZIA (RM) – E’ valida a tutti gli effetti la variante al Prgc del 2006 di Anguillara Sabazia. Non c’e’ stato verso per la giunta Anselmo di far approvare l’ennesima variante che, secondo loro, avrebbe scongiurato un ritorno indietro nel tempo.

Dal Comune di Anguillara Sabazia, a giugno del 2017 era stato deliberato di adottare un nuovo progetto di Variante Urbanistica predisposto dall’Ufficio Tecnico Comunale. Una sorta di variante della variante quella approvata dal governo locale, che per le opposizioni consiliari presupponeva illegittimità in quanto priva di VAS (Valutazione Ambientale Strategica) che andava obbligatoriamente richiesta prima dell’approvazione. Una delibera approvata “in tutta fretta” senza una consultazione popolare o delle associazioni di categoria.

Un vero flop stellare la notizia appena pubblicata dal Consiglio di Stato che vede ancora una volta una condanna – l’ennesima – per il Comune di Anguillara Sabazia dell’era Anselmo

E così l’amministrazione comunale dopo aver speso soldi per avvocati che hanno rappresentato l’Ente prima al Tar e poi al Consiglio di Stato assiste oggi ad una sentenza che rappresenta l’ultimo grado di giudizio amministrativo che condanna il Comune a rifondere alla Regione Lazio le spese sostenute dall’Ente sovracomunale – la Regione – per il doppio grado di giudizio. Il CdS ha inoltre condannato il Comune di Anguillara Sabazia a rifondere ai signori Guido De Battistis e Paola De Battistis, Rosa Lancellotti, Filippo Francocci, Pierfrancesco Catarci, Marco Catarci, Angela Parrucci, Francesca Catarci e Paola Catarci in solido fra loro, le spese sostenute per il grado di giudizio.

Manciuria (A.S.): “Incapacità seriale degli atti assunti dall’amministrazione giallo sbiadito diretta da un sindaco delegittimato”

“Le sentenze si rispettano – commenta Sergio Manciuria presidente di AnguillaraSvolta – e confermano la regolarità amministrativa della Delibera 48 del 2006. Un altra dimostrazione – prosegue Manciuria – dell’incapacità seriale degli atti assunti dall’amministrazione giallo sbiadito diretta da un sindaco delegittimato anche dalla recente vicenda della scuola Container di via Duca degli Abruzzi”. Dopotutto per i pentastellati sbiaditi che non sono stati all’altezza di assemblare la scuola tipo lego o Ikea, era impensabile ottenete un risultato positivo al Consiglio di Stato che “senza se e senza ma” ha ribaltato una sentenza pilatesca e al limite della farsa”. La variante al Prgc è ora definitiva e grazie alla quale si può procedere al recupero di Vigna di Valle creandone un’area turistica e sportiva di rilevanza internazionale, è figlia di un epoca diversa che necessariamente la prossima Amministrazione dovrà renderla armoniosa sia sotto il profilo del consumo del territorio che ambientale con piani attuativi ecosostenibili. Ora – conclude il Presidente di Anguillara Svolta – questa maggioranza strampalata si autotassi e paghi con i propri stipendi tutte le risorse dei contribuenti investiti in atti amministrativi e ricorsi farlocchi”

Fatto e Diritto

La complessa vicenda oggetto di causa può essere sintetizzata come segue

Nel 2006, con delibera consiliare n. 48 del 23 dicembre, il Comune di Anguillara Sabazia ha adottato la variante generale all’allora vigente PRG, risalente al 1978.

Con la successiva delibera consiliare n. 13 del 7 maggio 2013, è stata, quindi, adottata la variante normativa.

Gli atti sono stati trasmessi alla Regione per il seguito di competenza.

Con il voto n. 238/1, deliberato alla seduta del 28 aprile 2016, il comitato regionale per il territorio, istituito con l.r. n. 38 del 1999, ha espresso parere favorevole all’approvazione della variante, sia pure con “modifiche e raccomandazioni” da introdurre d’ufficio, invitando il Comune a formulare, in merito, le proprie eventuali contro-deduzioni ai sensi dell’art. 3 l. n. 765 del 1967.

Il Comune ha dapprima chiesto una proroga del termine fissato dal comitato, quindi, con delibera consiliare n. 6 del 2 febbraio 2017, ha svolto le proprie contro-deduzioni.

Il comitato, tuttavia, con il voto n. 248/2 deliberato alla seduta del 9 marzo 2017, ha espresso in proposito un parere non favorevole, confermando i rilievi già formulati nel pregresso parere n. 238/1: il comitato, in particolare, ha ritenuto che le contro-deduzioni comunali fossero in parte inconferenti, in parte incomplete e sostanzialmente irricevibili in quanto prive della necessaria documentazione di supporto.

In seguito, con delibera consiliare n. 28 del 10 giugno 2017, il Comune ha dichiarato di adottare il nuovo progetto della variante urbanistica, mentre la Regione, con delibera giuntale n. 313 del 13 giugno 2017, ha approvato “la Variante Generale al Piano Regolatore Generale vigente adottata con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 48 del 23.12.2006 e la successiva Variante alle Norme Tecniche di Attuazione adottata con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 13 del 07.05.2013 secondo i motivi, con le modifiche e le raccomandazioni contenuti nei pareri del Comitato Regionale per il Territorio resi con voto n. 238/1 del 28.04.2016 e n. 248/2 del 09.03.2017”.

2. A questo punto sono stati radicati contrapposti ricorsi giurisdizionali

Il Comune ha impugnato la citata delibera regionale n. 313 nonché il presupposto parere del comitato regionale del territorio n. 248/2 del 9 marzo 2017, mentre quattro distinti gruppi di soggetti (persone fisiche e giuridiche) proprietari di cespiti nel territorio del Comune di Anguillara Sabazia hanno impugnato la delibera comunale n. 28 del 2017, che in vario modo incideva negativamente sulle loro facoltà giuridiche di proprietari rispetto alle previsioni recate dalla variante approvata dalla Regione.

3. Con la sentenza indicata in epigrafe, il T.a.r., previa riunione, ha accolto tutti i ricorsi, annullando sia la delibera regionale n. 313 del 13 giugno 2017 insieme con il pregresso parere del comitato regionale del territorio n. 248/2 del 9 marzo 2017, sia la delibera comunale n. 28 del 10 giugno 2017.

In particolare, quanto al ricorso svolto dal Comune, il T.a.r. ha affermato che le delibere del consiglio comunale n. 6 del 2 febbraio 2017 e n. 28 del 10 giugno 2017, pur non recando un’espressa e formale revoca delle pregresse delibere n. 48 del 2006 e n. 7 del 2013 e pur difettando dei requisiti necessari per adottare legittimamente una nuova variante, avessero cionondimeno reso palese la non perdurante attualità della volontà pianificatoria manifestata con tali originarie delibere: la Regione, pertanto, non avrebbe potuto approvare una variante i cui contenuti il Comune aveva implicitamente ma inequivocabilmente dimostrato di non condividere più.

Quanto ai quattro ricorsi svolti da distinti gruppi di soggetti privati, il T.a.r. ha ritenuto che la delibera comunale n. 28 fosse priva dei requisiti richiesti dalla legge per il legittimo esercizio del potere di adozione di atti di pianificazione urbanistica e, pertanto, ne ha disposto l’annullamento.

4. La Regione ha interposto appello, sostenendo che il diritto amministrativo, specialmente nella materia urbanistica, sia retto da regole formali e che, conseguentemente, la revoca della precedente adozione della variante al PRG possa conseguire esclusivamente ad una formale ed espressa manifestazione di volontà consiliare in tal senso, ovvero alla nuova adozione di una ulteriore variante per mezzo di una delibera del Consiglio dotata di tutti i requisiti di legge e, in particolare, corredata di tutta la documentazione normativamente necessaria.

Si è costituito in resistenza il Comune, che ha, altresì, svolto ricorso incidentale avverso la statuizione con cui il T.a.r. ha annullato in toto la delibera n. 28 del 10 giugno 2017: ad avviso del Comune, infatti, le stesse argomentazioni svolte dal Tribunale a sostegno della pronuncia di accoglimento del ricorso formulato dall’Ente locale avverso la delibera regionale n. 313 avrebbero dovuto condurre a circoscrivere lo speculare annullamento della delibera comunale n. 28 alla sola parte in cui questa reca l’adozione della nuova variante al PRG, lasciando viceversa salva l’ulteriore “portata dispositiva” implicita di revoca delle precedenti delibere consiliari del 2006 e 2013.

Si sono, inoltre, costituiti a ministero di distinti difensori i signori Guido e Paola De Battistis ed i signori Rosa Lancellotti, Filippo Francocci, Pierfrancesco Catarci, Marco Catarci, Angela Parrucci, Francesca Catarci e Paola Catarci; i signori De Battistis hanno svolto appello incidentale, contestando la sentenza del T.a.r sia per l’accoglimento del ricorso del Comune, sia per la scelta di annullare la delibera del consiglio comunale n. 28, anziché dichiararla radicalmente nulla per difetto degli elementi essenziali.

Il giudizio è stato trattato alla pubblica udienza del 3 ottobre 2019 e, all’esito della discussione, è stato trattenuto in decisione.

5. Ritiene la Sezione che il ricorso svolto dalla Regione ed il parallelo motivo di appello incidentale formulato dai signori De Battistis sono fondati e vanno accolti nel merito.

Possono, quindi, non essere esaminate le eccezioni di rito svolte sia dagli stessi signori de Battistis (sulla violazione del principio di corrispondenza fra chiesto e pronunciato), sia dai signori Rosa Lancellotti, Filippo Francocci, Pierfrancesco Catarci, Marco Catarci, Angela Parrucci, Francesca Catarci e Paola Catarci (sulla violazione del principio di corrispondenza fra chiesto e pronunciato e sulla improcedibilità – questione peraltro, quest’ultima, espressamente affrontata dal T.a.r. e, dunque, da sollevare con appello incidentale).

5.1. Va premesso che, in linea di principio, il consiglio comunale con una successiva delibera può implicitamente revocare una sua precedente delibera, quando il contenuto dispositivo e motivazionale del secondo provvedimento contrasti con il contenuto dell’atto precedente.

In passato, alcune disposizioni dei testi unici sugli enti locali affermavano il principio opposto.

L’art. 303 del testo unico sugli enti locali approvato col regio decreto del 4 febbraio 1915, n. 148 (riproduttivo dell’art. 291 del testo unico approvato col regio del 21 febbraio 1908, n. 269) disponeva infatti che “le deliberazioni dei consigli, importanti modificazioni o revoca di deliberazioni esecutorie, si hanno come non avvenute, ove esse non facciano espressa e chiara menzione della revoca e della modificazione”.

Tale disposizione (a sua volta trasfusa con modifiche lessicali nell’art. 282 del testo unico approvato con il regio decreto 3 marzo 1934, n. 383) è stata più volte interpretata da questo Consiglio nel senso che la revoca poteva essere disposta anche in assenza di ‘formule sacramentali’ e senza menzionare la parola ‘revoca’ nella delibera successiva, purché risultasse del tutto chiara la determinazione del Comune ‘di sostituire l’una all’altra deliberazione’ (Sez. IV, 27 maggio 1977, n. 533, riguardante la modifica di uno strumento urbanistico; Sez. V, 28 settembre 1973, n. 656).

Entrambe tali disposizioni, poi, sono state abrogate dall’art. 64 della legge n. 142 del 1990, con la conseguente affermazione della regola generale per la quale una delibera comunale può essere revocata implicitamente da una successiva delibera avente un contenuto incompatibile.

5.2. Pur se la revoca può essere disposta con un successivo provvedimento incompatibile, in materia urbanistica continuano, comunque, ad avere un rilievo centrale le esigenze di certezza e di chiarezza, già sottolineate da questo Consiglio.

Invero, la materia urbanistica, strutturalmente connotata dalla contestuale compresenza di plurimi interessi, pubblici e privati, spesso in conflitto tra loro, si caratterizza, tra l’altro, per due tratti fondamentali: l’ampia discrezionalità riconosciuta all’Autorità titolare del potere di pianificazione (specie con riferimento alle scelte di massima) ed il vincolo procedimentale e, più in generale, formale che avvince l’operato dell’Amministrazione, per evidenti ragioni di certezza.

In particolare, lo strumento più importante della pianificazione urbanistica a livello comunale, ossia il PRG (o il diverso atto previsto dalla legislazione regionale), è l’esito di una serie rigidamente procedimentalizzata di atti, in cui intervengono, a vario titolo ed in momenti diversi, i singoli cittadini, gli uffici comunali, le Amministrazioni competenti a dare i pareri e gli assensi eventualmente necessari nonché, in sede di approvazione finale, la Regione.

E’ certamente vero, come sostiene il T.a.r, che il Comune riveste “centralità sostanziale” nel procedimento che conduce alla formulazione del PRG e delle relative varianti, posto che al Comune sono riservate l’iniziativa e la formulazione delle scelte di merito.

E’, inoltre, altrettanto vero che il potere pianificatorio può essere esercitato anche incidendo negativamente sull’affidamento dei privati al mantenimento delle pregresse previsioni urbanistiche.

Ciononostante, tale “centralità sostanziale” e tale prevalenza sui contrapposti affidamenti dei privati si svolgono e si esprimono esclusivamente nell’ambito delle forme previste dalla legge: la tipicità del potere, del resto, si manifesta anche e soprattutto con la tipicità delle forme di esteriorizzazione del potere e, a monte, dei propedeutici procedimenti.

La rigida procedimentalizzazione vigente in subiecta materia – la cui rilevanza e la cui specialità sono evidenziate dall’esclusione dell’applicazione degli istituti apprestati dalla legge generale sul procedimento amministrativo – e le esigenze di certezza e stabilità che la pervadono impongono di ascrivere rilievo giuridico alle sole manifestazioni del potere svolte secondo le forme, i tempi ed i modi previsti dalla legge.

Ne consegue, per quanto qui di interesse, che dall’atto con cui il Comune dichiari di adottare il nuovo progetto di variante urbanistica senza, tuttavia, né rispettare le previsioni della legge da un punto di vista sia procedimentale sia contenutistico (questione, questa, passata in giudicato, stante l’assenza di impugnazione comunale sul punto), né in alcun modo manifestare espressamente l’intenzione di revocare precedenti decisioni, non può trarsi l’implicita volontà di privare di efficacia pregresse deliberazioni formalmente assunte.

Invero, la revoca della deliberazione di adozione della variante generale consegue esclusivamente:

– o alla legittima adozione di una nuova variante generale, giacché la disciplina della stessa materia (la pianificazione del territorio comunale) non può che trovare un’unica sedes materiae;

– o all’espressa e formale manifestazione della volontà consiliare, esternata con una apposita deliberazione, emanata prima dell’esercizio del potere della Regione ed a questa tempestivamente comunicata, di voler privare di efficacia la precedente deliberazione di adozione della variante generale.

Si osserva, in proposito, che mentre con la prima evenienza il Comune sostanzialmente determina l’inizio di un nuovo procedimento pianificatorio, nella seconda, al contrario, il Comune chiude il procedimento a suo tempo iniziato con la deliberazione revocata.

Orbene, nel caso di specie non si è verificata né l’una, né l’altra ipotesi: la deliberazione n. 28, infatti, da un lato non presenta i requisiti per poter essere qualificata quale atto di adozione di una variante urbanistica, dall’altro non manifesta espressamente l’intenzione di privare d’efficacia le pregresse deliberazioni consiliari del 2006 e 2013.

In sostanza, la volontà pianificatoria del Comune, per avere rilievo giuridico anche solo puramente “negativo-soprassessorio” (così il T.a.r.), si sarebbe dovuta manifestare nelle forme di legge: la materia urbanistica, invero, non ammette né può ammettere, per le imprescindibili esigenze di certezza, formalità e stabilità che la connotano, manifestazioni implicite del potere, né può comportare opinabili e complesse attività di interpretazione sul se una delibera sia o meno ancora efficace.

In materia urbanistica, in definitiva, la volontà amministrativa rileva solo e nei limiti in cui è esplicitamente dichiarata nelle forme all’uopo previste dalla legge.

Di converso, l’Amministrazione regionale non poteva che procedere come è avvenuto: il dovere di concludere il procedimento e l’inconferenza e, comunque, l’incompletezza delle contro-deduzioni comunali, invero, evidenziano la legittimità dei contestati atti regionali.

6. Le argomentazioni che precedono comportano che va respinto l’appello incidentale del Comune: la delibera n. 28, infatti, non aveva né poteva avere alcuna “portata dispositiva” implicita di revoca delle precedenti delibere consiliari del 2006 e 2013.

7. Quanto, infine, al motivo di appello incidentale con cui i signori De Battistis hanno contestato la sentenza del T.a.r per la scelta di annullare la delibera del consiglio comunale n. 28 anziché dichiararla radicalmente nulla per difetto degli elementi essenziali, il Collegio rileva – in disparte ogni considerazione in rito – che l’istituto della nullità dell’atto amministrativo è riferito alle situazioni abnormi previste dall’art. 21 septies della legge n. 241 del 1990, in cui difetta ab imis il contenuto minimo che deve necessariamente connotare la spendita del potere: nel caso di specie, invece, si è in presenza di una deliberazione che, seppur in maniera per più profili (gravemente) irrispettosa delle previsioni legislative, si iscrive comunque nell’alveo dei provvedimenti di esercizio della potestà urbanistica.

8. Per le ragioni che precedono, vanno accolti l’appello della Regione Lazio e, in parte, l’appello incidentale dei signori Guido De Battistis e Paola De Battistis, mentre va respinto l’appello incidentale del Comune di Anguillara Sabazia: per l’effetto, in parziale riforma dell’impugnata sentenza, va respinto il ricorso di primo grado del Comune.

Il regolamento delle spese di lite, liquidate come in dispositivo, segue la soccombenza.

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

Costume e Società

Guidonia, si festeggia l’istituzione del Comune e si omaggia il generale Alessandro Guidoni: chi era?

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Due giorni, 20 e 21 ottobre, per omaggiare il generale Alessandro Guidoni nella ricorrenza della data di istituzione. Sfilata delle bande musicali e la fanfara, premiazione dei ragazzi del
Volta, corsi disostruzione della CRI, screening sanitari gratuiti, la Ferrari Black Jack campione del mondo, Street Food e auto d’epoca.
Il 21 Ottobre ricorre la data di istituzione del Comune di Guidonia Montecelio di cui quest’anno cade 82° dal 1937.

Sono pochi gli Uomini che al mondo hanno avuto l’onore di
essere ricordati per aver dato il proprio nome alla Città. Il generale Alessandro Guidoni fu un uomo geniale, soldato, scienziato e pioniere dell’Aeronautica che amava conoscere direttamente per meglio apprendere ed insegnare. Quel fatale salto con il paracadute il 27 Aprile del 1928, da nessuno ordinato, fu la dimostrazione di quanto fosse vicino agli aviatori.
“ Il generale Guidoni pur essendo l’eponimo della seconda città d’Italia non capoluogo di provincia fors’anche per la vertiginosa crescita della Città non ha avuto a sufficienza il merito dovuto – conferma Giovanna Ammaturo– E’ utile considerare e comprendere a chi non la conosce, ai giovani a chi forse va troppo di fretta od a coloro cui la memoria inizia ad ingiallire quale sia stato il ruolo, la capacità, la versatilità ed il dinamismo di questo scienziato
che gettò le basi di attività che fino al termine del conflitto mondiale fece dell’aeroporto di Guidonia la capitale mondiale dell’aeronautica. Fu il pilota che per primo in Italia nel 1913 portò in volo un aereo o l’ingegnere che inventò il treno Littorina o gli hangar, le eliche coassiali. Ho tenacemente pensato di omaggiare il generale Guidoni con un programma di due giorni che è stato condiviso dal Sindaco Barbet e dall’amministrazione oltre che da alcuni amici come il Guidonia Shopping District, il Centro di Valorizzazione del Travertino, la CRI, l’angiologo Roberto Gagnoni, il manager Lino Ventriglia ma ancora di più i maestri d’orchestra e le bande musicali , cinque, e la fanfara dei bersaglieri del territorio oltre a Rinaldo Team auto d’epoca. Il prologo è iniziato un mese fa con l’incontro con l’avvocato
Avv. Maria Cristina Berardini Dirigente dell’istituto tecnico tecnologico di stato “ Alessandro Volta” con cui abbiamo condiviso il progetto didattico, con cui si è anche stabilito di premiare con sei borse di studio i ragazzi delle tre prime classi con un elaborato dal titolo : “Il Generale Alessandro Guidoni – L’uomo , Lo Scienziato, Il Soldato”. Con la supervisione del
fiduciario prof Stefano Grassi ed l’opera di tre docenti di lettere, Alessandra Moriconi, Catia Palone e Chiara Dionisi, 65 ragazzi si sono cimentati e gli insegnanti hanno deciso i sei più meritevoli che saranno premiati insieme ai ragazzi della scuola domenica 20 ottobre alle 12,30 nella pinetina di Guidonia intitolata ai martiri di Nassirya. Una domenica di festa e di
sorprese che inizierà alle 8,30 quando con l’ausilio dei volontari della Croce Rossa locale guidati da Franco Caponera si terranno corsi di disostruzione e coadiuveranno il prof angiologo Roberto Gagnoni che effettuerà uno screening medico con ecoclodoppler ed ECG ad un numero limitato di utenti che si vorranno prenotare.

Nel frattempo oltre alla presenza del Team Black Jack con la Ferrari campione mondiale del Challenge, raduno Moto Ducati e auto d’epoca nelle strade di Guidonia centro suoneranno e sfileranno, come indicato sulle locandina, le cinque bande musicali della Città e la fanfara dei bersaglieri locale. Un evento unico considerato che l’opera del cittadino oltre che consigliere Giovanna Ammaturo ha saputo riunire per la prima volta queste realtà del territorio indice di valori e capacità professionali ed artistiche. Una festa per tutti i gusti considerato anche la presenza di alcuni
street food. Gli esercizi commerciali staranno aperti e alcuni attività omaggeranno i musicisti, i professori d’orchestra e i bersaglieri. Al termine della premiazione dei ragazzi del Volta le bande nel piazzale antistante l’ingresso dell’aeroporto suoneranno insieme dei brani.
Lunedì 21 ottobre alla presenza dell’Autorità civili e militari ci sarà alle 11.00 officiata da Don Michele una SS Messa in suffragio nella Parrocchia del Sacro Cuore dove sono custodite le spoglie, traslate dal saccello antistante nel 2009, del Generale e della consorte Turbina figlia dell’ammiraglio che a Castellamare ideò la prima turbina per una nave. Un programma per non dimenticare l’istituzione della Città di Guidonia Montecelio e ricordare un po’ di più l’esimio eponimo.
Giovanna Ammaturo
Cell 338 6567336
ammagio@libero.it

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

Metropoli

Guidonia, caos a Cinque Stelle: doppio incarico per il vice sindaco Davide Russo

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Il vice sindaco e assessore di Guidonia Montecelio è anche consigliere a Bronte. Pochi erano al corrente, monta la protesta nel M5S con scissione e due le mozioni dell’opposizione. A denunciare il caso è il consigliere di Fratelli d’Italia Giovanna Ammaturo.

“Davide Russo, M5S – scrive Ammaturo – nonché vice sindaco di Guidonia Montecelio nella seconda città non capoluogo di provincia in Italia, è assessore con diverse deleghe rilasciate dal Sindaco Michel Barbet: Sviluppo e Rilancio Economico, nelle materie di Attività Produttive e Commercio (SUAP), PMI e Industria, Agricoltura e Artigianato, Lavoro, Formazione Professionale, Centro
Competenza Rilancio Economico (Ufficio Europa, Lavoro, Sviluppo Locale sostenibile), Legalità Sociale e Servizi Socio-Sanitari ed integrazione. Un bel pò da fare in una Città tanto grande, eppure dal 3 giugno ha trovato il tempo di essere consigliere, sempre con il M5S a Bronte in Sicilia, a 800 km di distanza oltre allo Stretto.
Nel 2015 Russo si candidò a Sindaco con la lista di Beppe Grillo nella capitale mondiale del pistacchio e riuscì a spuntare 1.220 voti con 195 preferenze. Il 10,37% al M5S, sufficiente per un solo seggio che in appannaggio alla candidata più votata ( 254), Franco Valeria. Bronte
conta 19.117 abitanti e gli elettori furono 19.004 a cui si aggiungono i Brontesi residenti all’estero 3717 e i 117 residenti comunitari che chiesero di poter votare. In totale furono 12 liste e 240 candidati.
Nel luglio 2017 Davide Russo è stato nominato assessore a Guidonia Montecelio . Il 4 aprile 2019 il consigliere di Bronte, Valeria Franco, prima eletta nel M5S ha dato le dimissioni con una accorata lettera per motivi personali . Il 9 aprile in Consiglio Comunale di Bronte prese atto della surroga a Russo Davide che era il primo degli eletti. Dopo un vivace dibattito in Aula anche per la mancanza del surrogato e la incompatibilità in quanto si evidenziava che Russo era assessore a Guidonia. Dal verbale di consiglio dopo l’intervento del Segretario comunale Giuseppe Bartorilla si evidenziò l’incompatibilità e furono assegnati a Russo dieci giorni dalla notifica dell’atto ai fini della presentazione di eventuali osservazioni. Russo è stato ufficialmente nominato Consigliere di Bronte il 3 Giugno 2019. Il suo nome è stato inserito nella commissione Bilancio e Tributi ed ha frequentato. Il neo consigliere ed assessore nel Lazio si è dato da fare a Bronte lanciando l’idea di uno sportello antiracket o forti interventi sul cimitero come risulta da articoli di stampa. È evidente che il Sindaco Barbet
non poteva non sapere quanto alcuni fedelissimi tra i consiglieri. Gli altri consiglieri del M5S come l’opposizione e l’intera Città ne erano all’oscuro. La scorsa settimana il doppio incarico è diventato di dominio con roventi incontri nel Gruppo M5S che avrebbero portato alla scissione di almeno due consiglieri: il presidente del Consiglio Mortellaro e il consigliere Laura Santoni. Un doppio incarico che, come è descritto nella mozione di sfiducia firmata da tutta l’opposizione comunale : “ Evidenzia la carenza di interesse in generale nei confronti della Città di Guidonia Montecelio, dei Cittadini residenti e dell’aspirazione completa all’alto incarico riconosciutogli anche per effetto del livello di autonomia di spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate, oltre a gravi e diverse omissioni anche dello Statuto della Città e sulla trasparenza”.

Parola tanto abusata dal M5S alla prova dei fatti. Il senatore De Vecchis su indicazione del Consigliere Cacioni (Lega) ha presentato una interrogazione parlamentare. Inoltre al protocollo è stata presentata dalle consiglieri Ammaturo ( Fratelli d’Italia ) e Cacioni una seconda mozione “ Presa d’atto cessazione sopravvenuta dei requisiti
per la carica di assessore del sig. Davide Russo – decadenza.” Con cui dopo diverse puntualizzazioni giuridico legali si conferma il parere del Ministero degli Interno Class.
15900/TU/00/63 Roma, 3 giugno 2008 che riporta un caso analogo e la successiva decadenza dall’incarico di vice sindaco. Nella nota si invita il Sindaco a prendere atto della decadenza dell’assessore e revocare l’incarico ed inviare la nota per le opportune chiarificazioni al Prefetto e l’Autorità Anticorruzione perché sono cessati i requisiti per continuare ad essere vice sindaco ed assessore. Russo ed alcuni pezzi del M5S ribattono che la incompatibilità non esiste e ricordano che anche il PD locale aveva la consigliera Salomone che era stata per un breve periodo assessore a Fonte Nuova. Resta l’amaro confermano le due Consigliere di
Centro Destra che la Città non meritava tanto silenzio e omissioni e che in Italia con oltre 60 mln di cittadini non è il caso di sedere su due poltrone politiche contemporaneamente evocando sentenze che riguardano Comuni sotto i 15.000 abitanti. Non è solo una questione di fioretto giuridico è mancato il rispetto verso due Comunità, i Brontesi ed i Guidoniani, che si
attendono dagli eletti e dalle figure istituzionali la completa dedizione ed applicazione a tempo pieno e più di un dipendente devoto.

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

Traduci/Translate/Traducir

Il calendario delle notizie

Ottobre: 2019
L M M G V S D
« Set    
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  

L’Osservatore su Facebook

I tweet de L’Osservatore

Le più lette di oggi

Copyright © 2017 L'Osservatore d'Italia Aut. Tribunale di Velletri (RM) 2/2012 del 16/01/2012 / Iscrizione Registro ROC 24189 DEL 07/02/2014 Editore: L'osservatore d'Italia Srls - Tel. 345-7934445 oppure 340-6878120 - PEC osservatoreitalia@pec.it Direttore responsabile: Chiara Rai - Cell. 345-7934445 (email: direzione@osservatoreitalia.it