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Roma

ANGUILLARA, ACQUA ALL’ARSENICO È SEMPRE EMERGENZA

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ABC: "l’ass.re regionale Mattei nel 2011, all’avvio della campagna elettorale ad Anguillara, aveva promesso i finanziamenti entro la fine dello stesso anno"

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"L’attuale amministrazione ha inviato una lettera di sollecito al finanziamento regionale  l’8 maggio del 2012. La risposta del garante del servizio idrico è arrivata dopo un mese chiedendo al Comune di far parte dell’ATO 2 e quindi di passare il servizio idrico ad ACEA (in contrasto con i risultati del referendum: ACEA dovrebbe cambiare statuto mentre invece continua ad essere una SPA di diritto privato e a non realizzare i piani di investimento previsti)."

 

Redazione

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Anguillara Bene Comune in merito all'emergenza arsenico.

Ecco la nota:

"Come è a conoscenza di tutti, Anguillara vive uno stato di emergenza acqua strutturale: migliaia di cittadini non hanno accesso all’acqua potabile nelle loro case. E sono costretti ad acquistarla nei supermercati o a recarsi alle casette dell’acqua, che funzionano anche male.
Nell’ultima assemblea pubblica sono state date alcune informazioni di grande interesse. Problemi di arsenico vi sono nelle zone Montano (dove vivono 900 persone), Ponton dell’Elce (2500) e Biadaro (800). Secondo l’amministrazione alle problematiche del Montano è possibile sopperire con miscelazione in vasche da attuare nei prossimi mesi. Per la zona del Biadaro la situazione è più seria, è necessario un impianto di depurazione-dearsificazione, per cui è stata avviata una progettazione preliminare con un costo previsto di 450 mila euro, mentre a lungo termine sarà necessario un collegamento con il condotto Acea. A Ponton dell’Elce è necessario un impianto di depurazione (costo 350 mila euro) ed il prolungamento del condotto Acea. Fino a qui niente di nuovo, già l’amministrazione precedente aveva informato su questa situazione.

L’attuale amministrazione ha inviato una lettera di sollecito al finanziamento regionale  l’8 maggio del 2012. La risposta del garante del servizio idrico è arrivata dopo un mese chiedendo al Comune di far parte dell’ATO 2 e quindi di passare il servizio idrico ad ACEA (in contrasto con i risultati del referendum: ACEA dovrebbe cambiare statuto mentre invece continua ad essere una SPA di diritto privato e a non realizzare i piani di investimento previsti). Comunque, verbalmente la Regione assicura che con l’assestamento di bilancio si troveranno i finanziamenti per gli impianti di depurazione-dearsinificazione (ricordiamo che già l’ass.re regionale Mattei nel 2011, all’avvio della campagna elettorale ad Anguillara, aveva promesso i finanziamenti entro la fine dello stesso anno). Occorrerà prevedere dei finanziamenti dal bilancio comunale ed entro la fine del 2012 avere almeno la progettazione degli impianti di depurazione per evitare sanzioni. Ricordiamo peraltro che Anguillara non può giovarsi di alcune deroga, perché non richiesta dalle amministrazioni precedenti.

Alcuni spunti di riflessione:
•    Le casette dell’acqua dovevano essere un intervento emergenziale, ormai è da un anno che sono l’unica soluzione con diversi problemi operativi come segnalano diversi cittadini. ABC già nel luglio scorso aveva subito denunciato come le casette fossero solo un palliativo.
•    Il sollecito per il finanziamento è stato inviato solo nel maggio del 2012, quando si sapeva già da un anno del problema, e che non ci si poteva accontentare di sole parole (nel consiglio comunale di Febbraio 2012 l’amministrazione aveva già informato su promesse verbali della Regione).
•    L’ordinanza di non potabilità per mezzo di manifestini giallini e scritto in piccolo, affissi a metà maggio, evidenzia l’ipocrisia dell’amministrazione che non comunica chiaramente l’impossibilità a soddisfare un diritto fondamentale dei cittadini.
•    L’opposizione chiede la riduzione delle bollette del 50%, ma potrebbe attivarsi presso i suoi referenti politici in Regione per ottenere i finanziamenti promessi (così come concesso ad altri comuni laziali). Anche se questo non dovrebbe dipendere da favori e buone relazioni partitiche ma dal rispetto del diritto dei cittadini.
•    La Regione gioca sporco ricattando il comune affinché passi il servizio idrico ad Acea per ottenere i finanziamenti, quando invece il risultato del referendum deve essere rispettato.

Se si vogliono cambiare effettivamente le cose non resta che una protesta dei cittadini forte e senza sconti verso eletti che non fanno valere il diritto. Potrebbero essere fatte denuncie, il comune sarebbe costretto a fare venire autobotti e forse solo allora i cittadini capirebbero che per ottenere un diritto è indispensabile l’impegno di tutti senza delegare ad altri la lotta per diritti essenziali. "

tabella PRECEDENTI:


 

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Litorale

Pomezia, preso spacciatore con la droga sotto felpa

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POMEZIA – Nella serata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Pomezia hanno arrestato un uomo di 49 anni originario di Roma in flagranza di reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

I militari dell’Aliquota Radiomobile, nel corso di uno dei quotidiani servizi di pattuglia finalizzati alla prevenzione dei reati nel centro abitato di Pomezia, hanno notato il 49enne mentre si aggirava nervosamente in una nota “piazza di spaccio” ubicata nei pressi di via Catullo.

Alla vista dei Carabinieri, l’uomo ha manifestato un eccessivo nervosismo, tale da indurli ad effettuare accertamenti più approfonditi: sottoposto alla perquisizione personale, nascosto sotto la felpa che stava indossando, i Carabinieri hanno recuperato un pacchetto contenente 108 grammi di marjiuana.

Il pusher è stato ammanettato e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, posto agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo.

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Metropoli

Canale Monterano, raggiunto l’accordo per le risorse forestali

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CANALE MONTERANO – È stato recentemente sottoscritto un importante accordo tra Comune di
Canale Monterano (quale Ente gestore della Riserva Naturale Regionale Monterano) ed Università
Agraria di Canale Monterano per la soluzione delle problematiche legate alla cronologia (in funzione
dell’estensione) delle particelle forestali destinate al taglio nell’ambito del Piano Generale di
Assestamento forestale dell’Università Agraria di Canale Monterano, agevolando l’attuale fase di
approvazione.
L’Università Agraria di Canale Monterano intende garantire la duratura gestione ed
utilizzazione del patrimonio boschivo dell’Ente, al fine di trarre il maggior beneficio economico da
detta utilizzazione e garantire l’operatività gestionale dell’Ente stesso. La Riserva Naturale Regionale
Monterano persegue finalità, congiuntamente alla duratura e razionale utilizzazione del patrimonio
boschivo, volte alla tutela della biodiversità propria della Riserva Naturale Regionale Monterano, con
tagli orientati per quanto possibile ad una selvicoltura di tipo “naturalistico”.
Congiuntamente le parti hanno dichiarato ed affermato il comune interesse alla tutela del
paesaggio e dei diritti di uso civico, finalità e compiti istituzionali assegnati ad entrambi dal quadro
normativo vigente. “L’accordo – dichiara il Vicesindaco Stefano Ciferri del Comune di Canale
Monterano con delega al Bilancio, Ambiente e Riserva – rappresenta la soluzione ad un’annosa
problematica riguardante l’utilizzo delle risorse forestali dentro la nostra Area Protetta, che in
passato ha visto contrapposti appunto la Riserva e l’Università Agraria. Sono sempre stato convinto e
lo sono a maggior ragione adesso che il dialogo e la mediazione siano la strada maestra per trovare la
soluzione a gran parte dei problemi. Questo approccio ha consentito di ottenere un risultato
importantissimo in una materia quale quella della pianificazione forestale. Questo accordo è il
secondo in ordine di tempo che mi vede testimone di adesione a buone pratiche. Lo scorso anno
infatti l’U.A. ha rinunciato al taglio di alcune particelle forestali con alto valore paesaggistico in
cambio dei cosiddetti crediti di carbonio (una sorta di indennizzo) che la Riserva è riuscita a veicolare
sul nostro territorio. Ringrazio per il risultato raggiunto il Presidente della U.A. Maurizio D’Aiuto, il
suo Vicepresidente Fabrizio Lavini, il nuovo Direttore della Riserva Naturale Monterano Fernando
Cappelli ed il Tecnico forestale naturalista della Riserva Fabio Scarfò”.
“Come Università Agraria – prosegue il Presidente Maurizio D’Aiuto – siamo sempre stati
convinti che, in una piccola realtà quale è il nostro Comune, il confronto, il dialogo ed infine la
collaborazione tra le parti interessate, possano portare solo vantaggi che vanno a beneficio di tutta la
comunità. In questo caso in particolare, grazie alla disponibilità del Vicesindaco Stefano Ciferri e del
nuovo Direttore della Riserva Naturale Fernando Cappelli, si è riusciti a sbloccare una situazione che
si protraeva da anni, un ringraziamento particolare al nostro Vicepresidente Fabrizio Lavini che ha la
delega al patrimonio boschivo e che ha avuto un ruolo determinante per il raggiungimento del buon
esito dell’incontro. Concludo con l’augurio che si possa proseguire su questo percorso di
collaborazione fattiva, con la speranza che, Comune, Riserva Naturale ed Università Agraria, insieme,
possano continuare ad ottenere ulteriori risultati positivi che vadano a vantaggio del paesaggio e di
tutta la comunità di Canale Monterano”.

“Sono veramente soddisfatto del risultato ottenuto con il lavoro congiuntamente svolto con
l’Università Agraria di Canale Monterano – aggiunge il nuovo Direttore della Riserva Naturale
Regionale Monterano Fernando Cappelli – Questo approccio, di cui sono convinto sostenitore,
avvicina le problematiche che quotidianamente affronta l’Ente Agrario nella conduzione dei diritti
d’uso civico, con le esigenze e le potenzialità di una tutela attiva del territorio interessato. Ed in
questo nuovo approccio auspichiamo congiuntamente un risvolto percettivo della Comunità locale in
discontinuità con il passato. La Riserva Naturale come opportunità di sviluppo compatibile condivisa
con la popolazione. Non vincolo ma risorsa. Ma è solo l’inizio. Occorre consolidare tale metodologia
di lavoro. Per questo ho previsto la destinazione di parte delle risorse del bilancio annuale della
Riserva in favore dell’Università Agraria per attività di manutenzione da effettuare sul territorio, a
vantaggio degli Utenti e della Collettività. Abbiamo inoltre programmato altri incontri per concordare
interventi congiunti sui quali attivare richieste di finanziamento e sviluppare sinergie. La struttura da
me diretta sarà a disposizione, con il personale altamente qualificato che vanta e che qui ringrazio
per l’impegno quotidianamente profuso, per assistere e supportare iniziative dei portatori
d’interesse coinvolti, cercando di contribuire al processo gestionale del territorio per uno sviluppo
socio economico che condivida al contempo, con gli stessi “attori sociali”, l’importanza di continuare
a conservare un territorio di altissimo pregio ambientale riconosciuto da ricorrenti attestazioni e
dalla stessa Comunità Europea.”

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Castelli Romani

Nemi, il lago custode di scienza ed enogastronomia

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Frascati Scienza si fa collettore di realtà e promotore di questo viaggio alla scoperta delle tecniche più antiche e tradizionali di conservazione dei cibi e del gusto enogastronomico locale

NEMI (RM) – Il cuore del Lago di Nemi, dopo aver custodito per secoli le maestose opere di ingegneria navale fatte costruire da Caligola in onore della dea Diana, accudirà anche prodotti tipici dell’enogastronomia locale. Il fondo del lago infatti, grazie alla sua temperatura costante, la scarsità di luce e ossigeno, si pone come cantina perfetta per la conservazione di cibi e vini. L’idea nasce nel 2019 da Josè Amici, proprietario de “Il Borgo Ariccia” e istruttore di sub presso l’Underwater Team, il quale aveva già sperimentato l’affinamento di 500 bottiglie del suo vino Roma DOC Bio.

Insieme al nuovo partner Castelli Romani Food and Wine e grazie alla preziosa collaborazione di Simone Bozzato ed Ernesto Di Rienzo, docenti presso il Dipartimento di storia, patrimonio culturale, formazione e società dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Frascati Scienza si fa collettore di realtà e promotore di questo viaggio alla scoperta delle tecniche più antiche e tradizionali di conservazione dei cibi e del gusto enogastronomico locale.

Lo chef Alain Rosica del Ristorante Belvedere di Frascati ha realizzato artigianalmente anfore in terracotta, smaltate sia all’esterno che all’interno per evitare proliferazione batterica e chiuse con tappi di sughero sigillati da ceralacca, utilizzate per conservare i prodotti. I cibi sono stati, inoltre, impagliati e ricoperti di sale così da provvedere all’assorbimento dell’umidità. All’interno delle anfore, oltre ai vini e all’olio di produzione delle aziende Merumalia, Casale Mattia, Azienda Biologica De Sanctis e Gabriele Magno sono state poste forme di formaggio dell’Azienda Agricola Depau di Grottaferrata, i prodotti de Il Norcino Bernabei di Marino, il miele prodotto dall’Agriturismo Monte Due Torri di Genzano, la marmellata realizzata dal Bar Spartaco Il Grottino con le fragoline di Nemi e del “garum” la salsa tipica della Roma Antica a base di interiora di pesce, utilizzata per condire i cibi.

La cassa contenente le anfore in cui sono stati riposti questi cibi, grazie all’ausilio di sub esperti dell’Underwater Team, è stata depositata sul fondo del lago a circa una decina di metri di profondità.

Tra sei mesi o più – sarà fatta una valutazione in relazione alla temperatura esterna che influenza quella del lago, per evitare la eventuale compromissione dei prodotti – verranno fatti riemergere.

Non resta quindi che lasciarli riposare e attendere. E l’appuntamento è fissato per la cerimonia di fine affinamento, per assaggiare insieme tutto il gusto della tradizione del territorio dei Castelli Romani.

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