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Roma

ANGUILLARA, ARSENICO A PONTON DELL’ELCE: TRA VALORI SCHIZOFRENICI E INTERVENTI LUMACA RISPOSTE CHE “FANNO ACQUA”

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Tempo di lettura 3 minuti Il primo allarme risale al mese di febbraio scorso, ma i cittadini ne sono venuti a conoscenza solo il primo agosto

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di Silvio Rossi

Anguillara / Ponton dell'Elce (RM) – La comunicazione ai cittadini è un servizio di primaria importanza nella società moderna. Questa affermazione sembra non sia compresa, o comunque condivisa da parte degli amministratori del Comune di Anguillara Sabazia. Questo implica problemi notevoli quando l’argomento trattato è un servizio primario come l’erogazione idrica. Non fornire i dati aggiornati, non riferirsi a fonti attendibili, e soprattutto fornire affermazioni frettolose e non complete, su un tema come questo è grave. Dire ai cittadini “l’acqua è potabile”, quando le analisi degli enti certificati non confermano quanto affermato, è una leggerezza che non è possibile tollerare.

LA STORIA
Stiamo parlando dell’acquedotto di Ponton dell’Elce, quartiere periferico di Anguillara Sabazia. A parte le ripetute assenze del prezioso liquido ai rubinetti, che sono conseguenza della mancata manutenzione pluridecennale dell’acquedotto, e alla quale l’amministrazione comunale sta cercando di risolvere (sono stati individuati alcuni allacci abusivi e numerose perdite sotto il manto stradale che compromettevano il funzionamento di tutto il sistema), ciò che sta facendo imbufalire in questi giorni i residenti è il ripresentarsi di valori degli inquinanti che eccedono il limite prefissato, e soprattutto la mancata informazione ufficiale di questi sforamenti.

Il primo allarme risale al mese di febbraio scorso, ma i cittadini ne sono venuti a conoscenza solo il primo agosto, dopo il messaggio mandato da un residente su un gruppo di un social network che si occupa delle tematiche del quartiere. Alle richieste di chiarimento l’assessore Enrico Stronati, sugli stessi mezzi, ha riferito che il problema batterico è stato immediatamente risolto con un intervento sull’impianto di clorazione. Più complesso il caso della presenza di arsenico. Il primo dato che confermava uno sforamento dei limiti risale al 19 giugno, ma che è giunto al Comune di Anguillara il 10 luglio. L’Asl ha chiesto (c’è testualmente scritto “è necessario”) di emettere l’ordinanza di non potabilità. Dal 10 luglio, il Comune ha cercato di risolvere il problema, ignorando peraltro l’invito a emettere ordinanza di non potabilità dell’ente sanitario, con una taratura adeguata del sistema di filtraggio che, a detta dell’assessore, è andato in crisi per il maggior consumo d’acqua dei mesi estivi, fenomeno comunque ampiamente prevedibile.

L’intervento di taratura non è stato in ogni caso immediato, poiché le analisi fuori dai parametri si sono ripetute il 15 luglio (analisi Asl, valori arsenico 22 microgrammi/litro) e il 25 luglio (analisi commissionate alla LabService dal Comune, valori arsenico 16,9 microgrammi/litro).

Solo quando la seconda analisi Asl, quella del 15 luglio è giunta in Comune, il 6 agosto (alle ore 13:14 al protocollo), l’intervento è stato risolutivo. Nuove analisi dal Comune sono state commissionate lo stesso 6 agosto a un laboratorio di Calcata (in provincia di Viterbo), non convenzionato con Accredia, che ha misurato una concentrazione di Arsenico di 1,8 microgrammi. In questo caso chi ha commissionato le analisi ad un privato è lo stesso Comune che ha effettuato peraltro lo stesso campionamento dell’acqua.

La domanda fatta da diversi cittadini e del consigliere di opposizione Stefano Paolessi è: perché affidarsi ad un laboratorio sconosciuto, non accreditato, e non al solito laboratorio analisi, che è accreditato e sicuramente più comodo perché presente nel territorio comunale? La risposta, da parte dell’assessore Stronati, è stata che la Scae di Calcata era l’unico laboratorio aperto il Sabato. Non riusciamo però a comprendere questa risposta, considerato che il 6 agosto era un mercoledì! Perché l’assessore ha fornito una spiegazione palesemente errata? Perché successivamente lo stesso ha pubblicato ulteriori analisi dell’Asl, effettuate il 31 luglio e giunte in comune il 14 agosto, dichiarandole come “analisi certificate ASL che conferma la potabilità e regolarità delle acque distribuite”, quando queste ultime riguardano solo i fluoruri, e non l’arsenico?

Come fanno i cittadini a fidarsi ulteriormente della gestione comunale dell’acquedotto? Non vogliamo in questo contesto dire che il sindaco di Anguillara e l’assessore Stronati non stiano cercando di risolvere il problema. Certamente però ci sono da fare due richiami. In primis, bisogna adottare una maggiore coerenza quando si trattano temi delicati come la salute. Inoltre, non basta lavorare per risolvere il problema. Nella società odierna informare adeguatamente i cittadini non è un favore che l’amministrazione fa agli stessi, ma un preciso obbligo stabilito dalla legge. La comunicazione non può essere affidata a un assessore volenteroso peraltro non esperto della materia. Il responsabile alla comunicazione di un ente come un Comune di quasi ventimila persone non è una figura cui si può rinunciare. Omettere questo servizio significa fare un danno ai cittadini, e le incongruenze di questa vicenda ne sono la dimostrazione.
 

Castelli Romani

Nemi, cemento sulle sponde del lago. Cortuso: “Aggressione e disprezzo di un ecosistema fragile”

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Dopo la manifestazione dello scorso sabato e l’interrogazione regionale arriva il commento del candidato sindaco per la “Lista Civica Nemi”

NEMI (RM) – “Cemento. È questo quello che è accaduto nel Centro Canoa in riva al Lago di Nemi: una enorme colata di cemento.” Questo un primo commento del candidato sindaco di Nemi Carlo Cortuso riguardo la piattaforma in cemento armato realizzata sulle sponde del lago di Nemi su un’area, vincolata e protetta, situata in pieno Parco Regionale dei Castelli. “Betoniere – prosegue Cortuso – che si sono alternate, per giorni e giorni, per riempire le casseformi dei terrazzamenti e delle strutture previste da un progetto che nessuno conosce. È possibile che oggi possa ancora accadere questo? È possibile che un’opportunità come la rinascita del Centro Canoa, che doveva essere un esempio di buone pratiche e sostenibilità ambientale a partire dalla sua realizzazione, si trasformi in un incubo di aggressione e disprezzo di un ecosistema fragile come quello del Lago di Nemi? Quanta ignoranza, quanta incompetenza sono necessarie per realizzare questo scempio. Noi sognavamo il Centro Canoa come una risorsa per la collettività, un centro di promozione degli sport acquatici, di educazione ambientale e di monitoraggio dell’ecosistema lacustre e del suo delicato equilibrio. Sognavamo un centro di aggregazione all’interno di una struttura rispettosa dell’ambiente, conforme alle più moderne pratiche di ingegneria ambientale. E invece ci ritroviamo di fronte all’ennesimo disastro da parte di chi sta cercando disperatamente bandierine da appuntare nella prossima campagna elettorale. Non è questa la Nemi che vogliamo.”

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Roma

Roma, accoltella il padre e aggredisce la madre perchè non gli consegnano i soldi: arrestato 38enne

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Le anziane vittime sono state soccorse dal personale del 118 e trasportate presso il pronto soccorso dell’ospedale “Sant’Eugenio”

ROMA – Maltrattamenti contro i suoi familiari, lesioni personali aggravate e estorsione. Queste le accuse per un 38enne arrestato dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma.

Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma

I militari sono intervenuti in via Colle di Mezzo, nel quartiere della Cecchignola, in seguito alla richiesta di soccorso pervenuta al 112, presso l’abitazione dove l’uomo vive con gli anziani genitori. E proprio i genitori, entrambi 76enni, hanno riferito ai Carabinieri di aver subito un’aggressione da parte del figlio per non avergli consegnato i soldi che pretendeva. Al loro diniego, infatti, il 38enne li avrebbe prima minacciati con un coltello da cucina e poi, nel corso di una colluttazione avrebbe colpito il padre con un fendente all’addome che, tuttavia, non è riuscito a penetrare.

Le immediate ricerche hanno consentito ai militari di rintracciare il 38enne presso uno sportello bancomat poco distante dall’abitazione, dove aveva appena prelevato dei contanti utilizzando la carta bancomat portata via ai propri genitori, appena dopo l’aggressione; nel corso della perquisizione personale, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma lo hanno trovato in possesso di un coltello da cucina, immediatamente sequestrato.

Le anziane vittime sono state soccorse dal personale del 118 e trasportate – l’uomo in codice rosso ma non in pericolo di vita e la donna in codice giallo – presso il pronto soccorso dell’ospedale “Sant’Eugenio” dove sono state ricoverate per essere medicate e per eseguire ulteriori accertamenti.

L’indagato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato portato presso il Reparto Psichiatria del carcere di “Regina Coeli”. L’arresto è stato convalidato e, in attesa del processo, nei confronti del 38enne è stato disposto l’obbligo di presentazione alla P.G.

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Castelli Romani

Nemi, una piattaforma in cemento sul lago: si scatenano i residenti. C’è anche una interrogazione in Regione

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“L’area si trova nella fascia di rispetto delle coste lacuali ed è sottoposta a vincolo ambientale e paesaggistico”

NEMI (RM) – Una piattaforma in cemento realizzata nel centro canoe, lungo le sponde del lago di Nemi, scatena manifestazioni e una interrogazione a firma del Consigliere regionale di Europa Verde Marco Cacciatore.

La vicenda ha scosso non solo i verdi ma anche diversi residenti di Nemi e Genzano che sabato scorso hanno dato vita a una manifestazione abbastanza animata.

Difficile immaginare che tale costruzione non goda delle dovute autorizzazioni. Ma è proprio questo il punto di domanda collettivo: ci sono le autorizzazioni? E quale ente avrebbe rilasciato un nulla osta per realizzare una struttura in cemento sul lago di Nemi?

Adesso i residenti dell’area vogliono vederci chiaro, soprattutto perché l’intervento insiste su un’area, vincolata e protetta, in pieno Parco Regionale dei Castelli.

Cacciatore nell’interrogazione ha chiesto: “Se i lavori di realizzazione del centro canoe potevano essere autorizzati, tenuto conto del fatto che l’area si trova nella fascia di rispetto delle coste lacuali ed è sottoposta a vincolo ambientale e paesaggistico e se sia stata rilasciata l’autorizzazione paesaggistica come previsto dall’art. 146 del D.lgs. 42/2004; se l’Ente di Gestione del Parco dei Castelli Romani abbia rilasciato il nulla osta all’esecuzione dei lavori, ai sensi dell’articolo 28 della LR 29/1997 alla luce del fatto che, all’interno dell’area protetta, in vigenza delle misure di salvaguardia, come indicato dall’articolo 44 comma 11 della LR 29/1997, sono vietati interventi di nuova costruzione nelle aree individuate dal PTPR come Paesaggio Naturale di Continuità; se in caso di difformità nei permessi rilasciati, o tra permessi ed effettiva realizzazione del progetto, sia il caso di procedere alla verifica e alla quantificazione dell’eventuale danno ambientale, avviando le procedure per il ripristino dello stato dei luoghi.”

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