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Roma

Anguillara, Bracciano e Trevignano: scuole inutilmente chiuse?

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La sindrome da terremoto ha fatto adottare provvedimenti apparsi incomprensibili

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di Silvio Rossi


ANGUILLARA (RM), – La prudenza non è mai troppa, recita un vecchio adagio. Ma esagerare in precauzioni quando questa decisione va a influire nell’organizzazione di altre persone, può non essere una decisione definibile come “saggia”. Non mettendo in discussione la giusta preoccupazione riguardo la tutela degli alunni, prima di prendere un provvedimento di chiusura, specialmente se “all’ultimo momento”, bisogna saper valutare bene se esiste un pericolo reale, o perlomeno plausibile, oppure se la nostra azione ha la stessa credibilità del grido “al lupo al lupo” della famosa favola di Esopo.


Mercoledì sera, in una zona compresa tra i comuni di Visso e Camerino, nelle Marche, a oltre 120 chilometri di distanza dal lago di Bracciano, alcune scosse sismiche, probabilmente legate al terremoto del 24 agosto scorso avvenuto al confine tra le regioni di Marche, Umbria e Lazio, sono state avvertite in un’ampia zona che ha compreso tutta l’Italia centrale, capitale e suo hinterland compresi.A Roma, e nei paesi limitrofi, il terremoto si è limitato alla percezione della scossa, avvenuta a macchia di leopardo nelle varie zone. Un evento che può aver fatto spaventare le persone al momento, ma che non ha certo messo in crisi la stabilità degli edifici esistenti. Non avrebbe potuto farlo. Quelle di mercoledì sono state scosse di media potenza, certamente preoccupanti nelle immediate vicinanze dell’epicentro, ma che non possono giustificare un allarmismo esagerato alla distanza di oltre cento chilometri in una direzione che è perpendicolare rispetto al verso della faglia. In fondo nessuno, a Roma, ha passato la notte in strada. Né la prefettura ha dato indicazioni relativamente alla sicurezza degli edifici, o alla chiusura delle scuole. Infatti, il giorno dopo, 27 ottobre, le scuole di ogni ordine e grado della città di Roma, e di molti comuni della Città Metropolitana sono state regolarmente aperte, non c’era infatti motivo di tenerle chiuse.


Stupisce però il fatto che tutti e tre i comuni del lago di Bracciano, – Anguillara, Bracciano, Trevignano – espressioni di diversi schieramenti politici, hanno emesso delle ordinanze di chiusura delle scuole, neanche fossimo nei pressi dell’epicentro. Una decisione, o meglio tre, che hanno rappresentato la sconfitta delle amministrazioni, è stato come se i sindaci dei tre comuni avessero detto ai genitori: “le nostre scuole sono un pericolo, per cui è meglio che i figli ve li teniate in casa vostra”. Seguendo questo esempio, le scuole del lago dovrebbero quindi essere chiuse anche quando nella penisola ci sarà la prossima alluvione, indipendentemente da quale sia la città colpita. Oppure sarebbe bene che gli alunni non si rechino in classe neanche quando soffia la Bora, per pericolo che il vento possa far scoperchiare il tetto della scuola, anche se questo fenomeno avviene in genere nei dintorni di Trieste.


Tralasciando i paradossi che abbiamo utilizzato per stigmatizzare le decisioni adottate, un provvedimento inutile, in questo caso, non aumenta la sicurezza dei nostri figli, ma è qualcosa di molto simile a un “procurato allarme”.
Oltretutto, in tutti e tre i casi, la decisione è stata presa la notte, per cui molte persone non hanno avuto conoscenza delle ordinanze, e hanno mandato regolarmente i figli a scuola, essendo poi costretti a tornare indietro (dovendo usufruire di un giorno di ferie dal lavoro), per andare a recuperarli. Ordinanze prese senza un’attenta valutazione, senza una adeguata comunicazione, senza che ci sia stata una ragione reale.

Roma

Roma, Quarticciolo: spaccia in strada come se nulla fosse

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ROMA – Al termine di un servizio di osservazione, i Carabinieri della Stazione Roma Tor Tre Teste hanno arrestato un 43enne romano ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

I Carabinieri hanno notato il l’uomo mentre si aggirava con fare sospetto tra i lotti di via Cerignola, al Quarticciolo, e si sono avvicinati per una verifica.

Nelle sue tasche, i militari hanno rinvenuto 7 involucri contenenti tra eroina e cocaina, nonché la somma in contanti di 80 euro, ritenuto il provento dell’illecita attività di spaccio.

Droga e denaro sono stati sequestrati mentre l’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, in attesa dell’udienza di convalida.

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Roma

Roma, soso dehors: sono 4 mila i ristoranti senza spazi all’esterno

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Daniele De Vito: “La Raggi intervenga subito!”

Un ristorante su due dovrà restare chiuso perché privo degli spazi all’aperto. Questo provocherà una grande disparità di trattamento tra un esercente e l’altro. Nella Capitale sono ben 4.000 i ristoranti sprovvisti di dehors o impossibilitati a chiedere una occupazione di suolo pubblico per motivi legati a mancanza di spazi o a ubicazione del locale. E dovranno aspettare almeno il primo giugno, stando alle indicazioni del governo Draghi, e un nuovo decreto. Il primo giugno, poi, per riaprire soltanto a pranzo perché a cena dovranno comunque restare ancora chiusi fino a non si sa ancora quando. Quindi, a gioire delle riaperture dal prossimo 26 settembre almeno nelle zone gialle, e il Lazio almeno stando ai dati del momento lo sarebbe, non sono certo tutti gli esercenti.

A Roma ci sono tantissimi locali che purtroppo non sono dotati di tavolini fuori e che saranno quindi molto danneggiati. Ma anche chi potrà usufruire di questi spazi sarà penalizzato dalla stagionalità perché maggio non è certo ancora estate e quindi il rischio è che la sera possa fare ancora freddo o addirittura piovere. Decidere senza associazioni di categoria è un errore che potrebbe danneggiare la filiera e l’economia italiana fatta di tante pmi che contribuiscono al tessuto produttivo del Paese.

Per migliaia di esercizi il lockdown continua perché per ragioni logistiche e spesso anche burocratiche non hanno la disponibilità di spazi esterni.

La proposta delle Regioni di riaprire anche all’interno, seppure con misure di sicurezza rafforzata, sarebbe stata più equa perché consentiva a tutti di riaprire.

La nostra richiesta, afferma Daniele De Vito Vice Segretario Nazionale Sanità e Assistenza Sociale, visto il rinnovato provvedimento che consente di ampliare l’occupazione di suolo pubblico almeno fino al prossimo dicembre, è alla sindaca Raggi di essere ancora più flessibile. Che tradotto significherebbe chiudere più di un occhio di fronte a possibili irregolarità.

La Democrazia Cristiana continuerà a monitorare i 15 Municipi da un’amministrazione sorda e distante dalle esigenze dei commercianti!

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Castelli Romani

Nemi, gestione rifiuti in via della Radiosa. I cittadini dicono no. Nasce il Comitato spontaneo

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L’amministrazione Bertucci ci riprova cambiando il nome da “Isola Ecologica” a “Centro di Raccolta dei Rifiuti differenziati comunali-isola ecologica” ma la legge parla chiaro: in presenza di pozzi di acqua potabile è vietata la gestione rifiuti

NEMI (RM) – Sono oltre 200 le persone residenti dellaparte alta di Nemi denominata “I Corsi” che dicono no a un sito di gestione rifiuti in via della Radiosa: una zona residenziale, vincolata in pieno Parco Regionale dei Castelli.

Il neo costituito Comitato di cittadini “I Corsi – via della Radiosa, Nemi” ha raccolto in pochi giorni oltre 200 firme di residenti contrari a qualsiasi forma di gestione di rifiuti in un sito protetto quale è quello del Parco Regionale dei Castelli Romani, in una zona residenziale dove alcune case si trovano anche a 10/20 metri dal sito di raccolta dei rifiuti e dove a soli 60 metri c’è un pozzo che fornisce acqua potabile alla cittadinanza. Inoltre la zona residenziale “I Corsi” a Nemi non ha strade idonee a sostenere il continuo transito di mezzi pesanti e auto oltre ad avere oggettivi problemi di viabilità e sicurezza stradale.

La presenza di un sito di raccolta e stoccaggio rifiuti causerebbe grossi problemi ai residenti

Inquinamento ambientale e acustico, traffico di auto e mezzi nonché problemi di abbandono rifiuti e quindi di assenza di decoro urbano dovuti al fatto che via della Radiosa si trova anche a pochi passi dai Comuni di Rocca di Papa e di Velletri.

Inoltre il sito dei rifiuti dovrebbe nascere proprio attaccato allo stadio Comunale di Nemi, una struttura dedicata allo sport dei ragazzi che già oggi è destinata a ricovero mezzi della società di raccolta rifiuti Minerva.

Attualmente sono assenti i controlli e l’abbandono indiscriminato dei rifiuti è un fenomkeno diffuso, figurarsi con la presenza di un sito di raccolta in mezzo al patrimonio naturale e boschivo di Nemi: sarebbe a tutti gli effetti una discarica.

I membri del Comitato manifestano la loro più totale contrarietà e si rivolgeranno presso tutte le sedi competenti per denunciare quello che è un vero e proprio golpe all’Ambiente con grosse ripercussioni sulla quotidianità dei residenti: “Non è possibile – dichiarano i portavoce del Comitato Riccardo Amici e Maria Teresa Gianfagna – prevedere alcun tipo di gestione dei rifiuti in via della Radiosa a Nemi: il sito non è idoneo e ci aspettiamo che anche il Parco Regionale dei Castelli esprima pubblicamente la contrarietà a una gestione dei rifiuti in un’area protetta e vincolata. La Regione è già informata, sono pronte azioni e una interrogazione regionale che presto pubblicheremo sui nostri siti d’informazione”. Ieri (sabato 17 Aprile) ha effettuato un sopralluogo il Garante regionale del Servizio Idrico Avvocato Paola Perisi, sollecitata dal Comitato cittadino, la quale preparerà una dettagliata relazione sullo stato dei luoghi che presenterà ai referenti competenti regionali prima del Consiglio comunale di Nemi convocato per questo giovedì che tratterà anche il tema dei rifiuti alla Radiosa. La Garante ha assicurato pieno sostegno ai cittadini.

I FATTI

Il Comune di Nemi intende realizzare un “Centro di raccolta dei rifiuti differenziati comunali – isola ecologica Loc. “I Corsi” in via della Radiosa.

Il Comune di Nemi ha convocato il Consiglio comunale in prima convocazione per giovedì 22 aprile ore 17 e in seconda convocazione per il giorno dopo mettendo tra gli ordini del giorno l’approvazione del progetto definitivo e della variante urbanistica al PRG per la realizzazione di un CENTRO DI RACCOLTA DEI RIFIUTI DIFFERENZIATI COMUNALI – ISOLA ECOLOGICA Loc. “I Corsi”

CLICCARE QUI PER LEGGERE LA CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE

Nessuno dei residenti di via dei Corsi e dintorni di via della Radiosa era al corrente delle intenzioni del sindaco Bertucci.

Il Gestore idrico ACEA ha già detto NO nel 2016

Nel 2016 il Comune di Nemi ha effettuato il primo tentativo di realizzare l’isola ecologica in via della Radiosa (sempre lo stesso sito) ma in sede di conferenza dei servizi l’Ato2 Acea espresse parere sfavorevole (negativo) a causa della vicinanza del pozzo di acqua che serve acqua potabile alla popolazione che si trova a circa 60 metri da dove si intende realizzare l’isola ecologica.

CLICCARE QUI PER LEGGERE IL PARERE SFAVOREVOLE DI ACEA

Dopo 5 anni il Comune di Nemi presenta un nuovo progetto e intende approvare, al prossimo Consiglio Comunale (fissato in prima convocazione il 22 aprile e in seconda convocazione il 23 aprile) la variante al PRG da verde pubblico a servizi pubblici.

La variante al PRG è necessaria per poter realizzare il centro raccolta comunale – isola ecologica (il Comune non chiarisce neppure se vuole realizzare un’isola ecologica o centro di raccolta comunale e nella confusione scrive entrambe le cose negli atti).

Ciononostante, allo stato attuale esiste il parere sfavorevole di Acea Ato2 che dice chiaramente che la legge (D.lgs 3 aprile 2006 n°152 art. 94 comma 4) non consente la gestione rifiuti in presenza di pozzi d’acqua potabile e che comunque esiste una fascia di rispetto determinata in 200 metri.

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