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Anguillara, casette dell’acqua: dopo due anni dalla scadenza della precedente convenzione approvato il bando per la concessione dei nuovi impianti

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ANGUILLARA (RM) – Ad Anguillara è stato approvato ieri lo schema integrale di bando e relativa istanza di partecipazione per la ricerca delle soluzioni progettuali per l’assegnazione in concessione di n. 5 aree Comunali relative l’installazione e la gestione di cinque nuovi impianti di filtrazione e distribuzione di acqua microfiltrata refrigerata naturale o leggermente gassata – case dell’acqua – prelevata dagli acquedotti pubblici tramite il sistema di dearsenificazione e/o depurazione microfiltrata.

Questo quanto deciso dagli amministratori comunali dopo che a luglio del 2016 era scaduta la convenzione, precedentemente sottoscritta nel 2011 tra il Comune e la società Logica s.r.l. di Roma per la gestione dei punti di approvvigionamento di acqua potabile nel comune di Anguillara Sabazia.

Sono quindi state identificate le cinque zone del territorio che ospiteranno le “case dell’acqua”

Area sita in Via Carlo Marx incrocio con Via Tolstoj;
Area sita in Via Aldo Moro incrocio con Via Wiston Churchill; –
Area sita in Via Della Sorgente Claudia incrocio con Via della Mainella; –
Area sita in località Ponton dell’Elce ed in particolare Via dei Larici presso il campo pozzi; Area sita in Lungolago Reginaldo Belloni all’interno del “Parcheggio Papi”

A quasi due anni dalla scadenza della precedente convenzione i cittadini dovranno ora attendere l’espletamento della gara prima di potersi dissetare con le nuove casette.

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Roma, rapinava e violentava prostitute. Incastrato dalle foto fatte di nascosto dalle vittime: portato in carcere un 42enne

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ROMA – I Carabinieri della Stazione di Campagnano di Roma hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di N.D., 42enne italiano, responsabile di violenza sessuale e rapina nei confronti di tre donne che si prostituivano.

Al momento, i casi accertati sono tre, tutti avvenuti tra il 2016 e il 2019

Il modus operandi era sempre lo stesso. L’uomo si muoveva con la sua autovettura per le vie di Roma, principalmente note per la presenza di donne che si prostituiscono (Salaria, Trigoria e Cristoforo Colombo), ove individuava le vittime. Subito dopo, le invitava a salire sull’auto, le portava in aree isolate distanti dalla Capitale e lì le costringeva con violenza ad avere rapporti sessuali non protetti (nonostante la ferma resistenza delle donne), per poi rapinarle ed abbandonarle in aperta compagna.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura di Tivoli, è stata avviata nei primi giorni del 2019, quando una pattuglia dei Carabinieri ha soccorso una donna, di cittadinanza rumena, trovata in stato di shock in un’area rurale del comune di Campagnano di Roma. Gli operanti, adeguatamente preparati per detto tipo di intervento in osservanza delle direttive diramate da questa Procura, una volta ricoverata la persona offesa hanno attivato il c.d. “protocollo rosa” presso l’Ospedale San Filippo Neri. Ciò ha permesso di individuare e prelevare rapidamente le tracce biologiche che l’ignoto violentatore aveva lasciato sugli abiti della ragazza.

La vittima ha riferito che dopo essere salita sull’auto dell’uomo, che l’aveva condotta in una via isolata, aveva immediatamente percepito di correre un grave pericolo tanto da avere cercato di chiamare aiuto con lo smart phone; ma l’uomo glielo aveva strappato costringendola, con violenza e minaccia, ad avere un rapporto sessuale, senza preservativo, prestazione diversa da quanto concordato. Alla fine della violenza l’aveva rapinata di tutti i magri guadagni della serata e del telefonino, abbandonandola in aperta campagna.

Successivamente la vittima della sopra descritta violenza si era confidata con un’amica, che svolgeva identica attività prostituiva, ed era venuta a conoscenza del fatto che la stessa aveva subìto analoga sorte a Capena (RM) nel febbraio del 2018, convincendola a denunciare.

Infatti, anche la seconda donna ha dichiarato che dopo avere concordato con un cliente la prestazione sessuale era stata condotta in una strada buia dopo 40 minuti di viaggio. Una volta arrivati a destinazione era stata bloccata dall’uomo mentre tentava di scappare, poi era stata picchiata e violentata senza preservativo, subendo la rapina di € 300,00, guadagno della serata, infine era stata scaraventata fuori dall’auto e abbandonata in una campagna isolata.

Sono così proseguite le indagini anche in relazione a detta seconda violenza con l’invito alle vittime di segnalare ogni eventuale elemento utile per l’identificazione del violentatore e rapinatore. Dopo pochi giorni, la seconda donna consegnava ai Carabinieri alcune foto scattate con lo smartphone di nascosto che ritraevano colui che era stato riconosciuto come l’aggressore mentre si aggirava con la medesima autovettura, nella zona in cui diverse donne straniere si prostituivano.

Grazie a dette immagini e ad altre indagini tecniche svolte dai Carabinieri sotto la direzione della magistrata assegnataria del procedimento, oltre che ai preziosi elementi forniti dalle due vittime, si identificava l’indagato ed emergeva una terza analoga violenza, subìta da altra donna rumena che si prostituiva nei medesimi luoghi.

Infatti, l’analisi del DNA dell’indagato, effettuata dal Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Roma, oltre a confermare l’individuazione dell’uomo, permetteva di rilevare una totale corrispondenza con un ignoto profilo genetico raccolto sulla scena di un altro identico crimine, occorso a Monterosi (VT) nel 2016 e rimasto ancora irrisolto. Anche in questo caso, una giovane donna romena che si prostituiva era stata violentata in autovettura, rapinata ed abbandonata in un’area disabitata. La denuncia, opportunamente presentata dalla donna, aveva consentito di acquisire il DNA del violentatore lasciato sui suoi abiti.

L’ordinanza che ha disposto l’applicazione del carcere nei confronti dell’indagato:

  • ha ritenuto pienamente credibili le vittime e inverosimile la difesa dell’uomo che sosteneva di avere avuto con loro un rapporto sessuale consenziente e di averle abbandonate in campagna perché avrebbero preteso una maggiorazione rispetto al prezzo iniziale pattuito;
  • ha sottolineato “la serialità delle condotte accertate nonché l’indole violenta ed aggressiva” dell’indagato che “rendono allarmante e concreto il pericolo di recidiva”.
    Sono tuttora in corso indagini, al fine di addivenire ad eventuali ed ulteriori delitti analoghi commessi dall’uomo.

Grazie all’impegno dei Carabinieri della Stazione di Campagnano di Roma e delle Compagnia di Bracciano (dipendenti dal Gruppo Carabinieri di Ostia) e alla determinazione e professionalità della collega della Procura coordinatrice delle indagini, che non hanno mai dubitato della credibilità delle denuncianti, è stato possibile dare fiducia a donne, che proprio per l’attività prostituiva che svolgono non solo sono vittime di numerosi reati (violenze sessuali, sfruttamento della prostituzione, estorsioni, rapine, ecc.) ma proprio per la loro condizione di vulnerabilità e per lo stigma sociale che viene loro assegnato non credono nelle istituzioni, non denunciano e sono certe di non essere credute.

La loro condizione di silenzio, imposta dal contesto sociale e culturale in cui vivono, da un lato rende certi dell’impunità gli autori dei reati commessi ai loro danni e dall’altro rende proprio queste donne più volte vittime: perché si prostituiscono quasi sempre dietro l’ imposizione violenta e il controllo di uomini e crudeli organizzazioni che le sfruttano; perché subiscono violenza sessuale, rapine e altri reati proprio nel corso della loro attività prostituiva.
In questo caso l’azione congiunta delle istituzioni, la costante attenzione ad una seria formazione delle Forze dell’ordine unita alla professionalità dei magistrati della Procura di Tivoli rispetto ai reati di violenza contro le donne, con una particolare cura nei confronti delle vittime più vulnerabili, oltre che il coraggio e la scelta delle vittime di denunciare e di rivolgersi alle istituzioni, ha consentito di acquisire elementi per interrompere l’attività criminosa dell’indagato attraverso l’applicazione della misura cautelare.
Ci si augura che l’esempio costituito dalle donne che hanno denunciato venga seguito da altre che hanno subìto analoghe violenze.

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Trevignano Romano (RM) – Aggredisce autista “Cotral” per costringerlo a farsi consegnare denaro

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TREVIGNANO ROMANO (RM) – I Carabinieri della Stazione di Trevignano Romano hanno arrestato un 38enne romano, con precedenti, con le accuse di interruzione di pubblico servizio, tentata estorsione e percosse.

L’uomo, in evidente stato di alterazione dovuto all’assunzione di sostanze stupefacenti, si trovava a bordo di un bus COTRAL diretto a Bracciano. Appena iniziata la corsa da Trevignano, il 38enne ha dapprima infastidito, poi minacciato e picchiato il conducente dell’autobus, mentre il veicolo era in movimento, pretendendo da lui il denaro necessario all’acquisto di un biglietto ferroviario per tornare a casa.

L’autista, per non mettere a repentaglio l’incolumità degli altri passeggeri presenti, ha fermato la marcia del bus e l’uomo è fuggito in strada. Fortunatamente, lungo la strada, era presente un posto di controllo dei Carabinieri che, allertati a voce dalla vittima, hanno subito rintracciato e fermato il responsabile della violenta azione.

L’arrestato è stato rinchiuso nel carcere di Civitavecchia.

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Bracciano, il Sindaco Tondinelli: “No al 5G, sì alla tutela della salute e del verde”

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BRACCIANO (RM) – “Proprio per evitare inutili strumentalizzazioni porteremo in Consiglio Comunale la nostra delibera di indirizzo politico che esprime totale contrarietà contro la tecnologia 5G (rete di nuova generazione che andrà a superare l’attuale 4G LTE). Intendiamo unirci con posizione chiara alle preoccupazioni di parte del mondo scientifico e sanitario relativamente all’introduzione della tecnologia 5G ed ai verosimili rischi connessi per la salute. In qualità di Sindaco e insieme alla giunta monitoreremo, nel rispetto del principio di precauzione, lo sviluppo del dibattito, gli approfondimenti sul tema e gli esiti del recente posizionamento esercitato dal Governo Nazionale, con l’applicato Golden Power, prima di assumere decisioni che ricadono sul nostro territorio”.

Questa la comunicazione del Sindaco di Bracciano Armando Tondinelli il quale prende una netta posizione a tutela della salute dei cittadini di Bracciano. Altrettanto netta e precisa la posizione del Comune nella tutela del verde e dell’ambiente: “Nonostante qualche strumentale polemica sulla messa in sicurezza e taglio degli alberi che dopo anni di incuria stiamo effettuando per garantire la doverosa tutela e l’incolumità dei cittadini e garantire contemporaneamente la salute degli arbusti (molti sono malati per plurimi interventi passati con tecniche invasive e mancata gestione) – prosegue Tondinelli – ribadiamo che i lavori di abbattimento e potatura procedono su precisa indicazione della relazione del Dottor Gian Pietro Cantiani, un grande professionista, Dottore Forestale e Coordinatore del gruppo di lavoro nazionale “Stabilità degli alberi”, costituito in seno alla Società Italiana Arboricoltori, la società scientifica che rappresenta in Italia la International Society for Arboricolture. Ci impegniamo alla piantumazione di nuovi alberi laddove sono estirpati gli alberi malati e giudicati inguaribili. Ci siamo rivolti ad un grande professionista proprio perché ci teniamo alla conservazione del nostro verde e di fatti la linea intrapresa è prettamente di carattere conservativo. Presto sul tema ambiente ci saranno altre importanti novità, ci dispiace per chi polemizza ma noi tiriamo dritto nell’interesse della cittadinanza e per dimostrare che Bracciano è differente dal passato”

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