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ANGUILLARA: CELEBRAZIONI DELLE FORZE ARMATE

di Simonetta D'Onofrio

Anguillara (RM) – Dopo la celebrazione della Santa Messa presso la Chiesa di S. Francesco, rappresentanti delle Forze Armate locali, Sindaco e componenti della Giunta anguillarina, insieme al Gruppo Folcloristico locale e ai cittadini, si sono incontrati davanti al Monumento ai Caduti per ricordare la commemorazione della Giornata dell'Unità Nazionale e della Festa delle Forze Armate, resa ancor più significativa per la ricorrenza del centenario dello scoppio della I Guerra Mondiale.
Il sindaco Pizzorno, dopo aver ringraziato le autorità militari e civili per il loro impegno quotidiano nel nostro Paese, ha ricordato i caduti di Guerra e ha detto: “Quanti hanno dato la vita e che hanno creato i presupposti per un’Italia, autorevole, democratica e libera. Solo il nostro continuo impegno per conservare la libertà, mantenere la pace e l’unità potrà riconoscere e riscattare il loro immane sacrificio”.
Per il Primo Cittadino è fondamentale il ruolo della cultura e della scuola, due leve su cui fare forza per far capire alle giovani generazioni come sia importante educare alla pace. La scuola è l’ambiente che più di tanti altri può far esprimere, con lo stimolo necessario, i valori civici importanti nella Costituzione italiana: “La scuola – ha proseguito Pizzorno – concorre a rendere cittadini migliori: sensibilizza ai temi della legalità, ai valori della carta costituzionale, al rispetto dell’ambiente e del territorio; educa alla correttezza, alla non violenza, al dialogo, all’apertura nei confronti di chi è diverso; insegna a vivere in società e ad aprirsi al mondo; la cultura fa bene alla democrazia e ci rende più sensibili ai valori di solidarietà, la cultura ci rende liberi”.
L’augurio, ha affermato il sindaco Pizzorno, è ricordare a tutti che la strada maestra è quella dell’incontro, della condivisione e del dialogo. In conclusione dell’incontro ha ricordato il Sindaco, che solo così si può onorare la memoria di chi ha dato la vita per la Patria, così si da senso compiuto alla Patria come fulcro della nostra coscienza civile e democratica.
Anche alcuni ragazzi della scuola primaria di I grado dell’Istituto Comprensivo di San Francesco hanno contribuito a ricordare alcuni momenti principali del conflitto armato che coinvolse le principali potenze mondiali. Fu la fine di un lungo periodo di pace e sviluppo economico della storia europea.
Un ragazzo racconta: “La Grande Guerra fu diversa da tutte le guerre precedenti. L’aggettivo che la contraddistingue ha, infatti, una valenza duplice: indica l’estensione geografica del conflitto, ma anche il fatto che fu una guerra di massa. Gli eserciti mobilitarono decine di milioni di uomini, per la maggior parte contadini e operai. Il numero delle vittime fu altissimo: i principali Paesi belligeranti ebbero nel complessivo circa 8.750.000 morti e oltre 20 milioni di feriti gravi e mutilati. Tra il 1914 e il 1918 portarono la divisa circa 60 milioni di uomini, e quel terzo di “fortunati” che si salvò ebbe l’animo segnato in modo indelebile”.
Un’altra alunna ha proposto come testimonianza della guerra di trincea la lettera scritta da Ernst Jünger, filosofo e scrittore tedesco, che partecipò a entrambe le guerre mondiali. Jünger scrisse “Quanti corpi di camerati si sono decomposti là dove erano caduti, senza croce e senza tomba, sotto la pioggia, il sole e il vento. Un nugolo d mosche fruscianti sulla loro solitudine, emanazioni soffocanti si trascinano nell’aria L’odore dei corpi che si decompongono è insopportabile, pesante, dolciastro, ributtante, penetrante come una pasta viscida. E galleggia così intensamente sul terreno dopo le grandi battaglie che gli uomini, anche più affamati, rinunciano a nutrirsi.”

Al termine sono stati interpretati dal Gruppo Folcloristico di Anguillara “La Leggenda del Piave”, celebre canzone patriottica che ricorda la Prima Guerra mondiale e l’Inno d’Italia, per rappresentare l’identità della Repubblica italiana.