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Roma

Anguillara: dopo due inaugurazioni e quasi un decennio la palestra è ancora chiusa

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Inaugurata nel 2008, dall’allora sindaco Emiliano Minnucci venne realizzata con fondi provinciali.

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di Simonetta D'Onofrio


ANGUILLARA (RM)
– Sarebbe dovuto essere il fiore all’occhiello di Ponton dell’Elce, quartiere periferico del Comune di Anguillara Sabazia, il luogo deputato alla pratica dello sport, un vero punto d’aggregazione per la comunità che doveva diventare operativo subito dopo l’inaugurazione, avvenuta il 13 settembre 2015, con tanto di taglio dei nastri, rinfresco e consegna di targhe di riconoscimento da parte dei responsabili del centro gestito dall’associazione “Asd Boxe & Sons”, dall’allora sindaco Pizzorno, dall’ex assessore allo sport Flenghi e da altri esponenti politici. Dopo una lunga attesa e una serie di gare andate deserte, la struttura sportiva del quartiere di Anguillara è stata assegnata all’associazione, che ha presentato un progetto con una forte attenzione al sociale, grazie alla possibilità di svolgere gratuitamente gli sport da combattimento.


Ma a tutt’oggi, il centro pubblico è ancora chiuso e non usufruibile. Eppure il contratto con cui il Comune di Anguillara affidava la gestione dell’immobile alla società venne firmato il 21 aprile 2015, per una durata di sei anni rinnovabili per altri sei e l'apertura avrebbe potuto determinare quella soluzione “magica” alle varie disavventure, se così le possiamo definire, alle quali la struttura è andata incontro in questi anni.


Inaugurata nel 2008, dall’allora sindaco Emiliano Minnucci, realizzata con fondi provinciali, venne utilizzata solo sporadicamente. Un primo affidamento venne fatto nel 2010 alla società Blue In, ma l’associazione non riuscì a far decollare la struttura, principalmente per carenze organizzative, che portarono in pochi mesi alla cessazione delle attività e a una lunga trattativa condotta poi dal sindaco Pizzorno per riuscire a rientrare in possesso del plesso. Una volta libero, però, il centro non è stato disponibile perché i lavori da effettuare per mettere a norma la palestra e la dislocazione periferica, scoraggiarono le società sportive nell’investire in questa realtà. E si attese quasi tre anni per giungere a un contratto, con soddisfazione da parte del direttore sportivo dell’associazione, Giuseppe Simiele. Superate le difficoltà per arrivare al contratto che rispettasse sia le esigenze dell’Ente comunale, sia degli affidatari, sembrava che l’apertura al pubblico fosse imminente. I membri dell’associazione affidataria hanno quindi iniziato con grande entusiasmo a eseguire i lavori necessari per la messa a norma della struttura, che da previsioni degli stessi avrebbe dovuto aprire al pubblico dal mese di settembre 2015. E proprio nel mese di settembre, esattamente un anno fa, con l’inaugurazione ufficiale, la speranza che la palestra potesse finalmente aprire.

La mancanza dell'agibilità
Pochi giorni dopo, però, quando i titolari hanno chiesto le certificazioni al Comune, si è scoperto che la struttura comunale che si trova nel complesso sportivo, costruita quasi venti anni fa dal Comune di Anguillara non ha l’agibilità. Una pratica che avrebbe dovuto essere effettuata dall’Ente locale molti anni prima e che tecnicamente si poteva risolvere in poche settimane e che tiene bloccata da un anno l’associazione in una situazione che definire kafkiana è riduttivo.Inizialmente, a causa di questo imprevisto, venne riferito che l’inizio delle attività sarebbe slittato di quindici giorni. Ma a fine settembre 2015, un nuovo rinvio, a cui ne è seguito un terzo, un quarto e così via.

Lo scorso 31 gennaio, all’assemblea del Comitato di Quartiere di Ponton dell'Elce, l’argomento è stato affrontato dall'allora giunta comunale presente quasi al completo, col vicesindaco Bianchini che garantì all’associazione e ai cittadini in merito la soluzione della vicenda che avrebbe dovuto concludersi al massimo entro venti giorni.

E così, arrivati a giugno 2016, conclusa ormai la stagione sportiva e anche l’esperienza della giunta a guida Pizzorno, la palla è passata sulla nuova giunta stellonauta targata Anselmo. Il presidente dell’Associazione, Egeo Ancillai, ci ha dichiarato che lo scorso mese di luglio l’allora vicesindaco e assessore con la delega alle aree periferiche, Giovanni Chiriatti si era impegnato per la soluzione della vicenda, promettendo di adoperarsi al fine di ottenere l’agibilità entro i primi giorni di settembre 2016. Però la stranota vicenda che ha visto la sua sostituzione coatta ha lasciato ora i gestori senza un interlocutore. Neanche l’ufficio tecnico del Comune ha saputo dare risposte soddisfacenti a causa della mancanza del capo area, dopo la bocciatura dei quindici professionisti che hanno partecipato al concorso comunale.

Non sembra a questo punto di rapida soluzione la questione, che dovrà attendere il nuovo capo area, che, immaginiamo, non avrà certo come priorità l’agibilità della struttura sportiva di Ponton dell’Elce, come immaginiamo che la politica locale non sembra aver preso a cuore le richieste dell’associazione e dei cittadini del quartiere che aspettano il centro ormai da quasi un decennio.

Roma

Roma, accerchiano un anziano per rubargli il portafoglio: arrestate due persone

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ROMA – I Carabinieri della Stazione Madonna del Riposo hanno arrestato due persone per il reato di rapina. Si tratta di un cittadino del Senegal di 48 anni e uno del Mali di 39.

I militari, in transito in via Boccea, arrivati all’altezza di via de Camillis, hanno notato i due, entrambi già noti alle forze dell’ordine, mentre accerchiavano un anziano.

Intervenuti nell’immediato, i militari hanno appurato che il 48enne impediva la vittima, un 77enne romano, di continuare la sua passeggiata a piedi ostruendogli la strada, mentre il complice tentava di asportargli il portafogli, che custodiva all’interno della tasca destra del cappotto.

Per i due sono scattate le manette e sono stati accompagnati in caserma, dove saranno trattenuti in attesa del rito direttissimo.

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Castelli Romani

Lanuvio, morti in casa di riposo. Burattini (Anchise): “Più trasparenza nella gestione di queste strutture. Ora basta!”

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Critica la nota che arriva da Antonio Burattini, presidente di “Anchise” – Comitato Nazionale Famiglie Rsa Rsd Sanità sulla tragedia successa a Lanuvio in una casa di riposo dove cinque ospiti sono deceduti e altri sette sono gravi per un’intossicazione da monossido di carbonio. Ospiti e operatori, inoltre erano risultati positivi al Covid e stavano per essere trasferiti.

“Ancora una volta – dice Antonio Burattini – ci troviamo a mettere in evidenza l’ennesimo tragico evento accaduto in una struttura per anziani, con persone in difficoltà, che siano disabili, non autosufficienti o
soltanto anziani.
Altri 5 anziani morti ingiustamente! Si parla di fuga di monossido di carbonio che ha ucciso
anziani, quindi forse poco meritevoli di attenzione! Altre 7 persone ( 5 anziani e 2
operatori) sono stati ricoverati in vari ospedali.
Molti familiari hanno addirittura appreso la notizia soltanto dal telegiornale. La Procura
della Repubblica deve indagare e a noi il dovere di pretendere subito risposte! Adesso
basta!
A quante stragi ancora dobbiamo assistere perché qualcuno si interessi veramente della
questione? Sia nella gestione della pandemia da Covid 19, sia in altre situazioni come
quella accaduta a Lanuvio, c’è la dimostrazione di una grave carenza e poca trasparenza
sulla gestione, a tutto tondo, di queste strutture.
Per ogni struttura deve essere evidenziato in modo chiaro e reso pubblico il numero di
Medici, Infermieri, Operatori Socio Sanitario, ecc. che devono esser e presenti nei vari
turni di lavoro, con riferimento al numero di ospiti, pianificazione dei rischi all’interno, dei
piani di sicurezza aggiornati, della formazione continua del personale certificata da enti
terzi e non ultimo della sicurezza strutturale e manutentiva!
Chiediamo alle ASL queste verifiche, in quanto ci risultano essere di loro competenza e di
rendere pubblica e trasparente la gestione delle stesse
Questo ci riporta sempre alla constatazione che le strutture adibite a ricovero di persone
non autosufficienti in generale, necessitano di una profonda riforma, sul sistema oggi in
essere dei controlli da parte delle Istituzioni preposte.
Sia nella gestione della pandemia da Covid 19, sia in altre situazioni come quella accaduta
a Lunuvio, c’è la dimostrazione di una carenza e a volte superficialità nei controlli sulla
sicurezza.
Chiediamo al Presidente della Regione Lazio On. Zingaretti e all’Ass. alla Sanità On.
D’Amato, un incontro urgente per aprire un confronto sulle tematiche delle RSA e delle
RSD, dalla riapertura alle visite dei familiari, alla gestione delle stesse in questo momento
di pandemia, alla futura revisione normativa, anche riguardo al personale Socio Sanitario
che opera allinterno delle stesse. Il Presidente”.

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Cronaca

Roma, via Marsala: clochard aggrediscono il titolare di una bancarella

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La scorsa notte, tre cittadini tunisini di età compresa tra i 23 e i 26 anni, tutti nella Capitale senza fissa dimora e già conosciuti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati dai Carabinieri della Compagnia Roma Centro – coadiuvati dai militari della Compagnia Roma Parioli – con l’accusa di rapina in concorso.

Il gruppo, camminando lungo via Marsala, ha pensato bene di avventarsi su una bancarella di generi alimentari, in quel momento chiusa, posizionata all’angolo con via Marghera, aggredendo e minacciando il titolare – un cittadino del Bangladesh di 42 anni – a cui hanno portato via cibo e bottiglie di birra.

Dopo essersi allontanati, non contenti, sono tornati sui loro passi, ed hanno nuovamente colpito il 42enne del Bangladesh, facendolo cadere a terra, questa volta per portargli via il denaro in suo possesso, circa 200 euro.

Una pattuglia di Carabinieri in transito in quell’istante ha sentito le urla della vittima e visto i tre malviventi darsela a gambe levate col bottino.

Grazie al coordinamento della Centrale Operativa del Gruppo di Roma, che ricevuta la nota dell’episodio ha fatto convergere nella zona anche una pattuglia della Compagnia Roma Parioli, i Carabinieri sono riusciti a rintracciare i fuggitivi e ad arrestarli.

La refurtiva è stata recuperata e restituita alla vittima, che fortunatamente non ha subito lesioni, mentre i tre rapinatori sono stati ammanettati e portati in caserma in attesa del rito direttissimo.

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