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Roma

Anguillara: Enrico Stronati e le "telenovelas"

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"Certi concetti possono risultare duri da digerire a chi appartiene ad una certa compagine politica abituata a non rispondere nel merito ma cercando di dirottare l'attenzione su altre questioni"

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di Ivan Galea

ANGUILLARA (RM) – Enrico Stronati, ex assessore all'ambiente di Anguillara durante la giunta Pd guidata da Francesco Pizzorno cerca di entrare nel merito di un'inchiesta giornalistica, condotta da Emanuel Galea su questo quotidiano, relativa la gestione della cultura ad Anguillara negli ultimi anni, soprattutto per quello che riguarda la Biblioteca comunale.


Scriviamo cerca di "entrare nel merito" perché in effetti l'ex assessore forse prova ad avvicinarsi ma poi non riesce ad entrare nel merito. Stronati, dopo aver ricordato che l'autore dell'inchiesta è il suocero del direttore responsabile di questo quotidiano e papà dell'attuale vice sindaco pentastellato di Anguillara, dimenticando, tra l'altro,  di citare il sottoscritto quale figlio dell'autore dell'inchiesta e dimenticando soprattutto di dire che in casa de "L'Osservatore d'Italia" non circolano soldi pubblici a differenza invece del tema trattato nell'inchiesta di Emanuel Galea che racconta di uno stato di abbandono e incuria in cui versa il sito di Anguillara per il quale sono stati spesi, durante l'amministrazione Pd, ben 137 mila euro oltre a tutti i soldi, sempre pubblici, pagati alle varie associazioni per organizzare i più disparati eventi in nome della "cultura" anche presso una sala definita "polifunzionale", dove qualcuno ha pure pensato di metterla a disposizione di un mercato di prodotti ortofrutticoli.


L'ex assessore figlio d'arte
Prima di entrare però nel merito della nota di Enrico Stronati, lui sì che fa inchieste a differenza di noi infatti è sempre occupato a ricordare in ogni situazione le parentele che ci sono tra Galea vicesindaco e Galea giornalista, anche L'Osservatore d'Italia desidera ricordare qualche "parentela" all'ex assessore figlio d'arte. Si tratta di Carlo Stronati che fu condannato dalla Corte dei Conti Sezione Giurisdizionale per il Lazio a risarcire il Comune di Anguillara Sabazia, sentenza successivamente riformata in appello, riguardo l'omessa adozione di ogni precauzione idonea ad evitare un incidente che ha riguardato una cittadina e di non aver provveduto a far costituire in giudizio il Comune di Anguillara Sabazia. [QUI LA SENTENZA]


L'arringa di Stronati Detto ciò, torniamo ora nel merito dell'arringa difensiva dell'ex assessore di Anguillara al quale sembra scottare molto il fatto che su queste colonne si faccia informazione differente rispetto a quella al soldo di qualche padrone.
Stronati, dopo aver elencato i materiali acquistati dal Comune e la loro utilizzazione, conclude la sua arringa difensiva ricordando che dal 20 giugno 2016 "ad amministrare il Comune di Anguillara Sabazia non c’è più l’Avv. Francesco Pizzorno e la sua Amministrazione, bensì sua figlia Sara Galea, Vice della Sindaco Sabrina Anselmo. Quindi, al limite, qualora avesse adottato prudenza e avesse accertato i fatti “in famiglia”, avrebbe potuto scrivere “Pizzorno dovrebbe rammaricarsi per lo stato in cui versa oggi la Stazione del Cinema” rivolgendo la raccomandazione a “vergognarsi” a qualcun altro, non certo a chi ha realizzato l’opera e l’ha utilizzata per lo scopo cui fu progettata sino al Giugno/Luglio 2016."

Premettendo che qui non si fanno sconti a nessuno né agli ex amministratori né a quelli attuali, compreso il parentame e questo è sotto gli occhi di tutti, tranne di quelli che ce li hanno foderati col prociutto, ricordiamo noi, ora, all'ex assessore Stronati, che la mala gestio dell'ex Consorzio agrario di Anguillara trasformato poi in "Stazione del Cinema" alias sala polifunzionale con 137 mila euro di soldi pubblici è sempre stata denunciata da questo quotidiano sin dal 19 gennaio del 2012  quando evidenziavamo come un gioiello della cultura preistorica "La Piroga" risalente a 6000-4000 a. C., dopo essere stata restaurata ad Anguillara sotto la supervisione della soprintendente Maria Antonietta Fugazzola Delpino del Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” per il suo valore archeologico forse avrebbe meritato ben altro spazio espositivo anzichè l’ex consorzio agrario languendo nella solitudine e con il passare del tempo nell’incuria e nel disinteresse comune. All'epoca (2012) evidenziavamo come dai registri del museo non risultassero visite organizzate di scolaresche dei complessi scolastici del luogo e tanto meno da altri comuni e come  le istituzioni locali, fino ad allora, non avessero saputo apprezzare il valore archeologico che il Ministero aveva dato in custodia oltre al fatto di non essere stati capaci di promuoverlo adeguatamente. Oppure nell'articolo del 25 marzo del 2013 quando sempre Emanuel Galea ricordava che il 23 ottobre del 2006 il Ministero inviò al Comune di Anguillara il “Verbale di consegna” dei materiali destinati ad arricchire lo spazio espositivo: non solo la piroga monossile, ma anche due macine di età neolitica e alcune riproduzioni. E che dal giorno dell’inaugurazione a marzo 2013 quel Museo non era mai stato aperto al pubblico, se non in una o due occasioni. “Il comune di Anguillara – si leggeva in una relazione del consigliere con delega alla Cultura e al centro storico Vanessa Roghi –  desiderava conservare e nello stesso tempo esporre il manufatto preistorico così prezioso e di richiamo per il Pubblico”.  Fino ad allora il desiderio era venuto meno a quanto pare per difficoltà economiche, come dichiarato dalla stessa consigliera. Questa motivazione non aveva convinto molti cittadini che si chiedevano come mai per altri scopi le risorse si erano sempre cercate e trovate. A supporto di quanto lamentato dai cittadini si citava ad esempio la determinazione dirigenziale nr. 1259 del 21dicembre 2012 dove si evince che i contributi per programmi di iniziativa culturale si trovano, solamente per altri scopi, per ben altra cultura,  ad eccezione del Museo Neolitico. 

L'ex assessore quindi cerca di buttarla sul "politico"
cercando di insinuare un appartenenza filo stellonauta di questo quotidiano in virtù del fatto che la figlia dell'autore dell'inchiesta, cognata della direttrice responsabile del giornale e sorella del sottoscritto sia diventata vice sindaco nella giunta pentastellata di Anguillara a giugno del 2016, non considerando nemmeno lontanamente l'ipotesi che, nonostante le parentele, ognuno dei soggetti richiamati da Stronati hanno una propria idea politica che non necessariamente potrebbe coincidere con quella del vice sindaco di Anguillara e che nonostante i legami famigliari, il giornale sta sollevando anche questioni relative alla nuova amministrazione pentastellata, proseguendo il cammino di coerenza e indipendenza iniziato anni fa.


Ma capiamo che certi concetti possono risultare duri da digerire a chi appartiene ad una certa compagine politica abituata a non rispondere nel merito ma cercando di dirottare l'attenzione su altre questioni che nulla centrano con le critiche che gli vengono poste. Così come la questione del raddoppio della tariffa relativa la manutenzione ordinaria e straordinaria dell'impianto di potabilizzazione dell'acqua di Ponton dell'Elce ad Anguillara dove lo scorso 10 luglio su queste colonne abbiamo evidenziato il fatto che la tariffa iniziale concordata contrattualmente a novembre del 2014  tra l'allora amministrazione comunale a guida del sindaco Francesco Pizzorno e la società Gruppo Zilio SpA  era di euro 0,083 per ogni metro cubo di acqua potabilizzata per poi diventare addirittura il doppio pari a euro 0,165 a dicembre del 2015. Questione che anche in questo caso l'ex assessore "buttò in caciara" cercando di distogliere l'attenzione dal quesito che veniva posto nell'articolo: perché la tariffa è raddoppiata?


Ognuno ha parenti, ognuno è il figlio di e cognato di, suocero di, padre di…non è inscenando ridicole televonevas stile Dinasty che si affrontano le questioni. Stronati, così come altri amministratori, sia di centrodestra che di centrosinistra ed ora pentastellati hanno delle responsabilità e devono rendere conto a chi li ha votati di come vengono utilizzati i soldi pubblici. Non bastano le buone intenzioni e le giornate intere passate a cercare di screditare le famiglie altrui su Facebook e blog approssimativamente scadenti. Non basta cercare di ledere la professionalità altrui: bisogna rispondere nel merito sui come siano stati utilizzati i soldi dei cittadini che dovrebbero ricevere servizi tangigibili e usufruirne.

Non è elencando quattro eventi che si dimostra un operato di un buon politico e buon amministratore. Non è di buon esempio un ex amministratore che si affanna in ogni sede a ricordare le parentele altrui per coprire chissà cosa. Basta essere trasparenti e passa la paura.

 

Roma

Roma, accerchiano un anziano per rubargli il portafoglio: arrestate due persone

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ROMA – I Carabinieri della Stazione Madonna del Riposo hanno arrestato due persone per il reato di rapina. Si tratta di un cittadino del Senegal di 48 anni e uno del Mali di 39.

I militari, in transito in via Boccea, arrivati all’altezza di via de Camillis, hanno notato i due, entrambi già noti alle forze dell’ordine, mentre accerchiavano un anziano.

Intervenuti nell’immediato, i militari hanno appurato che il 48enne impediva la vittima, un 77enne romano, di continuare la sua passeggiata a piedi ostruendogli la strada, mentre il complice tentava di asportargli il portafogli, che custodiva all’interno della tasca destra del cappotto.

Per i due sono scattate le manette e sono stati accompagnati in caserma, dove saranno trattenuti in attesa del rito direttissimo.

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Castelli Romani

Lanuvio, morti in casa di riposo. Burattini (Anchise): “Più trasparenza nella gestione di queste strutture. Ora basta!”

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Critica la nota che arriva da Antonio Burattini, presidente di “Anchise” – Comitato Nazionale Famiglie Rsa Rsd Sanità sulla tragedia successa a Lanuvio in una casa di riposo dove cinque ospiti sono deceduti e altri sette sono gravi per un’intossicazione da monossido di carbonio. Ospiti e operatori, inoltre erano risultati positivi al Covid e stavano per essere trasferiti.

“Ancora una volta – dice Antonio Burattini – ci troviamo a mettere in evidenza l’ennesimo tragico evento accaduto in una struttura per anziani, con persone in difficoltà, che siano disabili, non autosufficienti o
soltanto anziani.
Altri 5 anziani morti ingiustamente! Si parla di fuga di monossido di carbonio che ha ucciso
anziani, quindi forse poco meritevoli di attenzione! Altre 7 persone ( 5 anziani e 2
operatori) sono stati ricoverati in vari ospedali.
Molti familiari hanno addirittura appreso la notizia soltanto dal telegiornale. La Procura
della Repubblica deve indagare e a noi il dovere di pretendere subito risposte! Adesso
basta!
A quante stragi ancora dobbiamo assistere perché qualcuno si interessi veramente della
questione? Sia nella gestione della pandemia da Covid 19, sia in altre situazioni come
quella accaduta a Lanuvio, c’è la dimostrazione di una grave carenza e poca trasparenza
sulla gestione, a tutto tondo, di queste strutture.
Per ogni struttura deve essere evidenziato in modo chiaro e reso pubblico il numero di
Medici, Infermieri, Operatori Socio Sanitario, ecc. che devono esser e presenti nei vari
turni di lavoro, con riferimento al numero di ospiti, pianificazione dei rischi all’interno, dei
piani di sicurezza aggiornati, della formazione continua del personale certificata da enti
terzi e non ultimo della sicurezza strutturale e manutentiva!
Chiediamo alle ASL queste verifiche, in quanto ci risultano essere di loro competenza e di
rendere pubblica e trasparente la gestione delle stesse
Questo ci riporta sempre alla constatazione che le strutture adibite a ricovero di persone
non autosufficienti in generale, necessitano di una profonda riforma, sul sistema oggi in
essere dei controlli da parte delle Istituzioni preposte.
Sia nella gestione della pandemia da Covid 19, sia in altre situazioni come quella accaduta
a Lunuvio, c’è la dimostrazione di una carenza e a volte superficialità nei controlli sulla
sicurezza.
Chiediamo al Presidente della Regione Lazio On. Zingaretti e all’Ass. alla Sanità On.
D’Amato, un incontro urgente per aprire un confronto sulle tematiche delle RSA e delle
RSD, dalla riapertura alle visite dei familiari, alla gestione delle stesse in questo momento
di pandemia, alla futura revisione normativa, anche riguardo al personale Socio Sanitario
che opera allinterno delle stesse. Il Presidente”.

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Cronaca

Roma, via Marsala: clochard aggrediscono il titolare di una bancarella

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La scorsa notte, tre cittadini tunisini di età compresa tra i 23 e i 26 anni, tutti nella Capitale senza fissa dimora e già conosciuti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati dai Carabinieri della Compagnia Roma Centro – coadiuvati dai militari della Compagnia Roma Parioli – con l’accusa di rapina in concorso.

Il gruppo, camminando lungo via Marsala, ha pensato bene di avventarsi su una bancarella di generi alimentari, in quel momento chiusa, posizionata all’angolo con via Marghera, aggredendo e minacciando il titolare – un cittadino del Bangladesh di 42 anni – a cui hanno portato via cibo e bottiglie di birra.

Dopo essersi allontanati, non contenti, sono tornati sui loro passi, ed hanno nuovamente colpito il 42enne del Bangladesh, facendolo cadere a terra, questa volta per portargli via il denaro in suo possesso, circa 200 euro.

Una pattuglia di Carabinieri in transito in quell’istante ha sentito le urla della vittima e visto i tre malviventi darsela a gambe levate col bottino.

Grazie al coordinamento della Centrale Operativa del Gruppo di Roma, che ricevuta la nota dell’episodio ha fatto convergere nella zona anche una pattuglia della Compagnia Roma Parioli, i Carabinieri sono riusciti a rintracciare i fuggitivi e ad arrestarli.

La refurtiva è stata recuperata e restituita alla vittima, che fortunatamente non ha subito lesioni, mentre i tre rapinatori sono stati ammanettati e portati in caserma in attesa del rito direttissimo.

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