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Roma

ANGUILLARA, FEDERICA MANGIAPELO: IL 12 FEBBRAIO SI DECIDE SUL FIDANZATO

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Tempo di lettura 5 minuti Di Muro continua a difendersi dicendo che non era con Federica al momento della morte.

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di Chiara Rai

Anguillara (RM) – Il 12 febbraio del prossimo anno si svolgerà l'udienza che dovrà decidere sull'eventuale rinvio a giudizio di Marco di Muro il ragazzo di Federica Mangiapelo, la sedicenne  trovata morta il primo novembre del 2012 sulla riva del lago di Bracciano a Vigna di Valle nel Comune di Anguillara Sabazia. Di Muro continua a difendersi dicendo che non era con Federica al momento della morte. ''L'auspicio – dice l'avvocato Massimiliano Sciortino, legale di Di Muro – è che a febbraio si riesca a chiudere definitivamente, una volta per tutte, questa vicenda''. Ma così non la pensa Luigi Mangiapelo, il padre della ragazza che insieme alla ex moglie Rossella, al fratellino dodicenne e a tutta la famiglia di Federica cercano ancora la verità: “sono stati trascurati molti punti nella ricostruzione dei fatti – dice papà Luigi – ci sono ancora degli interrogativi irrisolti, a cominciare dal mancato ritrovamento della borsetta e del cellulare di Federica”. Un rinvio con la sola omissione di soccorso a carico di Marco di Muro potrebbe non essere abbastanza anche per Massimo Mangiapelo, zio della piccola Federica. Un capo d’imputazione forse troppo blando per la famiglia, considerati gli elementi raccolti durante le indagini, la ricostruzione seppur lacunosa dei fatti. Restano delle lacune. Troppo buio e troppo mistero avvolge questa storia. Non si è più parlato di che fine abbiano fatto gli effetti personali di Federica che non sono stati trovati accanto al suo corpo, all’indomani della notte di Halloween. Non si è saputo nulla del suo cellulare nero e la borsetta marrone con intarsi bianchi che Federica aveva con se quella notte piovosa, la notte delle streghe, quando intorno alle 22:30 esce con il  con il suo ragazzo e un amico per andare a festeggiare. Federica esce da casa del papà Luigi, un uomo conosciuto ad Anguillara perché ha un banco di biancheria al mercato. I sommozzatori del nucleo dei carabinieri di Roma, diretti dal maresciallo Renato Solustri, si sono immersi per due volte alla ricerca degli oggetti personali della sedicenne la cui morte rimane ancora avvolta nel mistero. Quando la ragazza è morta, intorno alle 4 e le 5 del mattino, era da sola? Se telefono e borsetta non sono stati finora trovati, l’ipotesi che Federica sia morta in solitudine non regge. Chi ha occultato la sua borsetta e il suo telefono? Finora ciò che è certo è che Federica non ha subito violenze, la causa della morte è stata una crisi cardiaca conseguente ad un improvviso malore. Dunque i due oggetti diventano essenziali per ricostruire un vuoto temporale finora pieno di lacune: Cosa ha fatto Federica dopo che il ragazzo, il ventitreenne Marco Di Muro, l’avrebbe lasciata sotto la pioggia presumibilmente in mezzo alla via Anguillarese a circa cinque chilometri da dove è stata ritrovata morta? E’ strano il fatto che Di Muro non l’abbia cercata perché se è vero che quando ha lasciato la ragazza in mezzo alla strada sarebbe tornato indietro dopo qualche minuto e non l’avrebbe più trovata, significa che Marco non era più arrabbiato con Federica.

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Metropoli

Canale Monterano, salvo il fico del Marchese del Grillo

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La pianta secolare dopo essere parzialmente crollata era rimasta gravemente danneggiata

CANALE MONTERANO (RM) – Salvo il fico centenario, rimasto danneggiato per cause naturali la scorsa settimana, meglio conosciuto come fico “di Don Bastiano”, presso il Convento di San Bonaventura a Monterano. Una vera e propria “icona” monteranese celebre, anche, grazie al film ‘Il marchese del Grillo’.

La pianta, situata all’interno del convento di San Bonaventura a Monterano nei giorni scorsi è crollata. Il grosso fico durante la notte tra il 25 e il 26 giugno ha subito il distaccamento di parte del tronco e dei rami ad esso collegati.

L’amministrazione comunale di Canale Monterano insieme alla Riserva si sono attivati immediatamente facendo rimuovere le parti schiantate o spezzate e facendo operare una potatura specifica delle parti sopravvissute. Così, grazie alle cure operate secondo le indicazioni prescritte dal tecnico forestale della Riserva Naturale, Dott. Fabio Scarfò, la pianta è stata salvata e ora gode nuovamente di un aspetto sano e bello.

“Vogliamo ringraziare la competente Soprintendenza per il supporto fornito dall’Assistente di zona Sig. Luigi Vittorini – commenta il Direttore della Riserva Naturale Regionale Monterano, Fernando Cappelli – e l’Azienda Agricola Camilletti Cesare, affidataria del servizio, per l’attenzione e la cura nei dettagli dimostrata nell’attuazione dell’intervento.”

“Incrociamo le dita – aggiungono il Sindaco di Canale Monterano, Alessandro Bettarelli e il Consigliere delegato alla Riserva Giovanni D’Aiuto – ma sembra che il peggio sia passato. L’augurio è di vedere il fico di San Bonaventura presidiare con la sua maestosa vecchiaia la navata di San Bonaventura per almeno altri cent’anni”.

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Metropoli

Anguillara, si ribalta betoniera: un ferito

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Traffico in tilt sulla Braccianese all’altezza di Anguillara Sabazia a causa di autobetoniera che si è rivaltata al km 12. Sul posto è intervenuta la squadra VVF di Bracciamo con l’ausilio dell’ autogru. Nessun altro mezzo è stato coinvolto, le cause dell’accaduto al momento restano imprecisate; è stato necessario l’intervento dei soccorritori VVf affinchè la persona venisse estratta viva ed ancora cosciente dalla cabine del mezzo industriale .La stessa è stata affidato al personale del 118 e trasportata al pronto soccorso.

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Roma

Roma, piazza Venezia: non si fermano all’alt dei Carabinieri e vanno a sbattere

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ROMA – Due ragazzi 19enni romani, a bordo di una moto, non si sono fermati all’alt di una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Roma San Lorenzo in Lucina, questa notte, in piazza Venezia e si sono dati alla fuga, fino a raggiungere il Lungotevere Tor di Nona, dove hanno perso il controllo scivolando a terra, per fortuna senza farsi male.

Il conducente del veicolo è stato sottoposto a test con etilometro dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma, poiché in evidente stato di ubriachezza, risultando positivo all’esame, con tasso superiore al limite di legge per cui la patente gli è stata ritirata. Entrambi dovranno rispondere anche dell’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

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