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Roma

ANGUILLARA, IL VERDE E I RICORDI LASCIANO IL POSTO AL “FINTO” PROGRESSO

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Guidi: "l'abbattimento di questi alberi non richiede autorizzazioni della Forestale"

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Emanuel Galea / Angelo Parca

Pare che finalmente sia scoccata l’ora di inizio dei tanto agognati lavori di messa in sicurezza sulla via Anguillarese. Un inizio triste, quantomeno per un vecchio albero di pino,  che senza possibilità di appello è stato abbattuto. Il pino faceva da guardiano all’incrocio tra la via Anguillarese e via Ponte Valle Trave ed era conosciuto  dalla maggior parte dei residenti come “il pignetto”. Uno degli ultimi testimoni dell’Anguillara “di una volta”, quella per intenderci che per molti residenti del luogo fa ormai parte dei ricordi dell’infanzia. Così come, volendo fare un analogismo, gli abitanti del quartiere capitolino conosciuto come l’Alberone  riconoscevano l’identità del proprio rione nella quercia plurisecolare situata sulla via Appia Nuova tra Ponte Lungo e l’Appio Latino. Era un qualcosa di grande e poderoso, la sua ombra d'estate, gli uccellini che a frotte cinguettando davano il benvenuto ai viandanti sulla via Appia Nuova. Anche quest’albero fu abbattuto, ma a differenza del “pignetto” era malato. E a differenza dell’attuale amministrazione di Anguillara, si pensò bene di piantarne immediatamente uno più giovane, affidandogli il compito di continuare a rappresentare il rione romano, così come aveva fatto per tanto tempo l’antica quercia. Il “pignetto” di Anguillara non risulta che fosse malato, eppure gli è stato imposto di soccombere per fare posto a che cosa? “Esiste una cosa chiamata zollatrice ad esempio, la suddetta macchina non taglia l'albero ma lo preleva con la sua zolla di terreno in maniera tale che possa essere ricollocato nello stesso luogo od altrove, questo avrebbe permesso di salvare il pino – scrive F.F., un residente del luogo, sulla pagina FB del gruppo Anguillara. Il cittadino prosegue poi affermando il concetto di perdita di identità legato all’abbattimento del povero albero – una volta eravamo un paese che poteva dire andiamo alla Mandola….  oggi diciamo andiamo a fare una passeggiata dietro a dove stava la paninoteca. Fino a ieri dicevamo ‘si trova lì…  al Pignetto’ da domani diremo ‘si trova lì… alla prima rotatoria’. La strada per essere borgata mi sembra oramai spianata”.   Ora all’incrocio è rimasto solo soletto l’unico semaforo esistente in tutto il comprensorio cittadino e sembra funzionare pure bene, tanto che non risultano incidenti automobilistici di particolare rilievo per questo incrocio. Tale circostanza viene confermata telefonicamente  dal Comandante della Polizia Municipale Francesco Guidi il quale conferma che l’incrocio in questione non rientra tra i punti in cui statisticamente avvengono la maggior parte degli incidenti automobilistici, ma che esistono due progetti esecutivi già in atto che prevedono la predisposizione di una rotatoria che andrà a sostituire il semaforo. E riguardo l’abbattimento del “Pignetto” dichiara che sono stati abbattuti, anche nel recente passato, altri alberi di pino e che l’abbattimento di questa specie non richiede autorizzazioni da parte della Forestale o di altro Ente, in quanto non appartenente a specie autoctone. Peccato, per chi ha deciso questo scempio di alberi, che il problema posto non sia quello relativo a questioni di autorizzazioni o a questioni riconducibili alla mera propaganda politica. Bensì a questioni legate all’amore per valori come il rispetto dell’ambiente, l’identità e il mantenimento della memoria storica legata alle proprie origini e ad altri sani valori che la società moderna ha ormai dimenticato. Quindi, stabilito che allo stato attuale dei fatti non esiste e non è mai esistita una pericolosità rilevante per questo incrocio, non si comprende il bisogno di dover smantellare un semaforo abbattendo pure un albero icona di un intero quartiere, per fare posto ad una rotatoria che dovrebbe migliorare una situazione. Manca un presupposto: la situazione da migliorare. Una seconda rotatoria, secondo i piani illustrati dal Consigliere Di Gioia, andrà poi piazzata al posto di un’edicola che attualmente si trova davanti ad un supermercato in Via Pizzo Moronto, sempre lungo l’Anguillarese. E a suo tempo, per fare posto a quest’edicola, tanto per cambiare, furono abbattuti altri alberi. Ora l’edicola sfrattata sarà trasferita nel piazzale dove ogni Lunedì si tiene il mercato e più precisamente al posto di due bagni chimici che saranno arretrati dentro la macchia verde (vedi foto).  A questo punto molti cittadini si augurano che non venga disboscata pure questa macchia verde per far posto ai due bagni.  

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Bracciano, seduta di Consiglio Comunale trasmessa in videoconferenza: per la Prefettura la scelta del Sindaco Tondinelli è corretta. “Siamo ancora in stato di emergenza”

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BRACCIANO (RM) – La Prefettura di Roma entra nel merito dell’ultima seduta di Consiglio comunale del 15 settembre a Bracciano convocata in videoconferenza dall’Amministrazione Tondinelli: oltre alla proroga dello stato di emergenza al 15 ottobre sono state prorogate anche le disposizioni relative alle riunioni degli organi collegiali contenute nell’art. 73 del precedente Decreto 17 marzo 2020, n.18, convertito, con modificazioni dalla Legge 24 aprile 2020, n.27 per cui è data facoltà agli Enti Locali di procedere alle sedute collegiali anche in videoconferenza. Lo mette nero su bianco l’Ufficio Territoriale del Governo in risposta a una lettera del Sindaco in cui chiedeva se fosse stata giusta o meno la scelta di convocare il Consiglio Comunale in videoconferenza.

Ciononostante, la decisione di non riunirsi alla presenza di tutti i Consiglieri, Assessori, Segretario Comunale e Forze dell’Ordine è stata fortemente criticata dai cinque consiglieri di minoranza che per protesta non hanno partecipato all’ultimo Consiglio comunale trasmesso in videoconferenza.

Il Sindaco di Bracciano Armando Tondinelli ha motivato la decisione di non aver convocato la seduta di Consiglio Comunale in presenza: “Ho semplicemente rispettato le regole e la legge e la Prefettura mi ha dato ragione – dice Tondinelli – sarei stato un irresponsabile a riunire circa 25 persone nell’Aula Consiliare quando sul Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) redatto dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) è consigliato che nell’Aula del Consiglio non siano presenti più di 15 persone contemporaneamente. Convocare la seduta in presenza sarebbe quindi significato esporre tutti a rischio assembramento e contagio in un periodo delicato come questo dove l’emergenza Covid-19 è ancora in corso ed è presente sul nostro territorio. Che piaccia o no ai consiglieri di minoranza, dobbiamo tutelare la salute pubblica e rispettare la legge oltre che seguire le indicazioni della Asl Rm4 che invita a non facilitare gli assembramenti. Quando i contagi saranno in diminuzione e vi saranno le condizioni torneremo tutti presenza. Ce lo auguriamo perché vorrà dire che questo momento difficile è stato superato ma dobbiamo essere responsabili più che mai e non cercare sempre di colpevolizzare l’Amministrazione che da marzo è in prima linea a fronteggiare insieme alla Asl, la Protezione Civile, le Forze dell’Ordine e le Associazioni una pandemia che ha messo in ginocchio il mondo. Anche in pieno lockdown abbiamo visto strumentalizzare la situazione da parte dei consiglieri di minoranza. Capisco che si avvicinano le elezioni ma abbiamo il dovere di anteporre alla competizione politica la tutela e salvaguardia della salute della collettività”.

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Bracciano, scuola: bimba positiva al test coronavirus. Isolati 18 bambini e tre operatori scolastici

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BRACCIANO (RM) – Diciotto piccoli studenti della scuola elementare Tittoni di Bracciano messi in isolamento dopo che una bambina è risultata positiva al test del Covid. In quarantena anche tre operatori scolastici.

“Dato l’aumento di casi di Covid sul nostro territorio, – ha detto il sindaco di Bracciano Armando Tondinelli – abbiamo ritenuto di dover necessariamente seguire alla lettera le indicazioni della Asl Rm4, secondo cui è altamente sconsigliata qualsiasi forma di potenziale assembramento e sospendere qualsiasi evento pubblico fino a nuova comunicazione. Siamo vicini alle famiglie, ai bambini e al personale scolastico che devono affrontare l’isolamento con l’auspicio che questo momento di pandemia finisca presto”.

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Canale Monterano e Oriolo, un gestore unico per la raccolta rifiuti: in primavera la gara “condivisa”

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CANALE MONTERANO (RM) – – Una gara unica per il servizio di raccolta rifiuti nei Comuni di Oriolo Romano e Canale Monterano. È questa l’idea delle due amministrazioni della Tuscia Romana che ha mosso i primo passi con la doppia approvazione della Convenzione nei Consigli Comunali di ieri sera.

Una certezza, quella che i due Comuni limitrofi a cavallo delle provincie di Viterbo e Roma hanno messo sul tavolo nella giornata in cui annunciano la convenzione che disciplina l’esperimento della gara, che a partire dalla Primavera prossima dovrebbe portare ad individuare un gestore unico per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, sfruttando economie di scala e organizzative.


“Da anni il nostro Comune ha raggiunto risultati davvero importanti nella gestione del servizio di raccolta rifiuti porta a porta, – commentano il Sindaco e l’Assessore di Oriolo, Comune capo convenzione, Emanuele Rallo e Laura Bruzzechesse – tuttavia le crescenti incertezze relative al mercato dei rifiuti ci impongono di provare a alzare le nostre ambizioni. Ecco il perché della nuova relazione con Canale, un Comune che come noi ha ottenuto standard operativi di elevata qualità. Ora lavorando insieme possiamo immaginare di offrire alla cittadinanza un servizio ancora migliore cercando al contempo di calmierare i costi, come anche l’Autorità impone ai Comuni. Inoltre, questa esperienza potrà avere impatti complessivamente positivi sulle politiche di sviluppo territoriale che i nostri due Comuni potranno ulteriormente sperimentare”.

“La Convenzione era il primo step dal quale partire – aggiunge il Sindaco di Canale, Alessandro Bettarelli – parte di un processo sul quale stiamo lavorando da circa un anno, convinti che non solo migliorerà il servizio di raccolta rifiuti (sarà affidato per i prossimi cinque anni), ma che ne beneficeranno anche i cittadini con economie di scala e organizzative, che porteranno ad avere un gestore unico per una popolazione complessiva di circa 8.000 abitanti. Rimarranno, ovviamente, le peculiarità dei due servizi e dei due territori, ma saranno sfruttate al meglio le potenzialità di una gara importante come quella che andremo a indire probabilmente nella Primavera prossima. Un grande lavoro di sinergia tra Comuni, tra i primi di questo tipo nel nostro territorio, che darà alle due Comunità, che già partono da situazioni eccellenti, un servizio ancora migliore.”
“Con il Comune di Oriolo – conclude il Consigliere delegato al Ciclo dei Rifiuti, Cesare Gizzi, che per il Comune di Canale ha seguito fin dal principio l’iter che ha portato alla firma di ieri – la collaborazione, il confronto, lo scambio di idee sui rifiuti, oltre che la condivisione di soluzioni a problemi comuni, è iniziato a Giugno 2016, subito dopo l’insediamento dei rispettivi Consigli e questo passaggio, più formale, è la naturale continuazione di tale collaborazione. Una grande opportunità per mettere a fattor comune il meglio di due realtà “virtuose”, dove la ricerca di un continuo miglioramento è il fine ultimo di questa iniziativa”

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