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Metropoli

Anguillara, lago di Bracciano. Anselmo: “L’emergenza idrica è tutt’altro che risolta”

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ANGUILLARA (RM) – Durante l’assemblea dei sindaci Ato 2 in Città Metropolitana il sindaco di Anguillara Sabrina Anselmo nel suo intervento ha sottolineato la non tempestività a convocare un assemblea sull emergenza idrica che ha colpito la nostra regione e la conseguente carenza idrica dei territori “A questo punto ci domandiamo – ha detto Anselmo –  se facciamo parte di questa Città Metropolitana o siamo solo una manina da alzare in questo contesto. Oltre tutto noi sindaci del lago – ha proseguito il sindaco di Anguillara – abbiamo fatto richiesta di una assemblea straordinaria sull’emergenza idrica, ma ci e’ stato risposto di aspettare questa data. Ora siamo ad ottobre e il danno sul lago c’ è stato, ora saranno le indagini della magistratura a stabilire se sia stata l’evaporazione o le captazioni a provocare l abbassamento e conseguente danno ambientale.”

La prima cittadina di Anguillara Sabazia prendendo come riferimento la relazione fornita ai sindaci in conferenza, ha poi letto un passaggio dove Acea dichiara che informalmente è stato comunicato ai sindaci che non si preleverà più dal lago di Bracciano se non come riserva strategica.

“Ad oggi non e’ arrivata nessuna comunicazione che dichiari che non verranno più effettuate captazioni, – ha detto Sabrina Anselmo – e sinceramente non crediamo a queste affermazioni perché ormai siamo abituati a promesse di Acea che vengono successivamente disattese. Oggi il lago – ha proseguito Anselmo – è a quasi due metri sotto lo 0 idrometrico e non sta piovendo. Se non ve ne siete accorti l’emergenza idrica è tutt’altro che risolta. Siamo ad ottobre e abbiamo lo stesso fenomeno dello scorso anno dove avevamo previsto questa situazione e cercato delle soluzione che potessero salvare il nostro lago. Ora cosa facciamo? Ci ripresentiamo a Maggio con una nuova emergenza idrica? O lavoriamo da subito per risolvere il problema, o ci rivediamo direttamente a ottobre del prossimo anno.” Queste le domande poste dal sindaco di Anguillara Sindaco Sabrina Anselmo alla conferenza dei sindaci Ato 2, sottolineando che questa stagione il territorio ha subito gravi danni e ancora stenta a riprendersi.

Castelli Romani

Storia d’Italia, i Vigili del Fuoco e l’operazione “Shingle”: l’ANVM propone una medaglia alla bandiera del Corpo

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“I vigili del fuoco salvarono la popolazione di Sermoneta e Colleferro dalle violenze dei coloniali francesi.”

Ricorre oggi, 22 gennaio, l’anniversario dello sbarco degli Alleati nel tratto di costa tra Anzio e Nettuno, avvenuto nel 1944 e conosciuto come Operazione “Shingle”.

Molto si è scritto su questo sbarco e sulle conseguenti operazioni militari, ma nessuno ha messo in rilievo il comportamento dei Vigili del Fuoco italiani e che una “colonna mobile” sbarcò al seguito delle truppe Alleate mentre i Vigili del Fuoco sfollati da Littoria – Latina a Sermoneta salvarono la popolazione civile dalle violenze delle truppe coloniali francesi.

1944 -Vigili del Fuoco a Latina (ex Littoria)

La storia è da raccontare. In prossimità dello sbarco, le autorità del Governo Militare Alleato ebbero la falsa notizia che i servizi antincendio nei territori controllati dai tedeschi fossero inefficienti e inattivi. Fu per questo motivo che il personale del 54° Corpo Vigili del Fuoco “Napoli” costituì un reparto speciale da impiegare al seguito delle armate angloamericane. Aggregati a reparti secondari della Quinta Armata, i pompieri italiani, al comando dell’Ingegner Sinigaglia, furono imbarcati su una tipica nave da carico classe “Liberty” e, in vista dell’avanzata verso Roma, sbarcati nel Maggio del 1944 dietro le linee di combattimento.

Giunti nella Capitale scoprirono che, malgrado le difficoltà e gli automezzi requisiti dai tedeschi in ritirata, il Corpo dei Vigili del Fuoco di Roma era perfettamente in grado di soccorrere la popolazione. Fu forse per questo motivo che la colonna mobile non si fermò a Roma ma proseguì, insieme ai reparti antincendio del Genio del Corpo Italiano di Liberazione, al seguito dei reparti inglesi ed americani fino a Bologna, nel corso della “Campagna d’Italia”.

Nel frattempo, i Vigili del Fuoco della RSI, il 30 gennaio 1944 ricevettero l’ordine di evacuare Littoria, oggi Latina. Il comando provinciale si trasferì nel comune di Sermoneta.  Gli alloggi dei vigili del fuoco erano situati nei sotterranei del Castello dei Caetani. Per le condizioni poco igieniche il vigile del fuoco De Angelis Nicola contrasse una malattia e a luglio dello stesso anno morì. Un altro vigile del fuoco, Femiano Antonio mentre si recava a Sermoneta fu fatto prigioniero dai tedeschi, che stazionavano presso l’abbazia di Valvisciolo, e mandato a Cassino. Dopo 15 giorni rientrò al Reparto.

La presenza dei Vigili del Fuoco a Sermoneta e Colleferro, fece da deterrente alle violenze dei coloniali francesi. Infatti, queste truppe si abbandonarono a centinaia di stupri e saccheggi nei comuni dei Lepini come Prossedi, Maenza, Roccagorga, Sezze, Bassiano, Norma e Cori. Un solo caso accertato di stupro fu registrato a Sermoneta, grazie alla presenza del Comando Provinciale dei Vigili del fuoco che stazionò a Sermoneta dal 30 gennaio 1944 alla fine di giugno 1944. Anche nel paese di Colleferro, la presenza dei Vigili del Fuoco salvò la popolazione.

L’Associazione Nazionale Vittime delle MarocchinateANVM, che da anni effettua ricerche storiche sulle violenze perpetrate dai magrebini inquadrati nell’Esercito Francese, lancia un appello affinché alla Bandiera del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco sia concessa una onorificenza per l’attività svolta in guerra dal suo personale.

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Metropoli

Magliano Romano, discarica a servizio di Roma: “Da Calenda proposte sconclusionate”

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“Proposte sconclusionate, quelle di Calenda, che umiliano un territorio e le persone che vi risiedono. Non lo ricordiamo come un efficace ministro nelle vertenze che hanno caratterizzato la sua permanenza al dicastero dello Sviluppo Economico, nè come un illuminato europarlamentare del Partito Democratico, ma questa mattina si é superato indicando il sito di Magliano Romano come discarica di servizio di Roma per togliere Zingaretti e Gualtieri dall’imbarazzo. Al leader di Azione, già in soccorso di Gualtieri dopo il primo fallimento della Pulizia straordinaria della Capitale, non sono bastati 29 professionisti – un uomo e una donna per ciascun settore di competenza – per evitare le scriteriate dichiarazioni sulla discarica di Magliano Romano, che non tengono conto della criticità del sito, né della lunga istruttoria in cui sono stati raccolti i pareri negativi della ASL, del Parco di Veio, dei comuni limitrofi, di quello di Magliano Romano e della Cittá metropolitana. Per questo invieremo allo smemorato di Viale Parioli una ricca documentazione perché possa farsi un’idea sulla necessità della tutela ambientale, sul rispetto del principio di legalità e quale impatto negativo avrebbe su un’area incontaminata come quella del Parco di Veio, dopo sette censure del Tribunale amministrativo del Lazio nei confronti delle autorizzazioni concesse dalla Regione Lazio e le reiterate violazioni riscontrate dall’Arpa Lazio sull’attuale impianto”.
É quanto dichiarano in una nota Antonio Giammusso e Luca Quintavalle, rispettivamente consigliere della Cittá metropolitana e segretario politico della Lega Roma nord, a margine della presentazione della giunta ombra di Azione per Roma Capitale.

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Rignano Flaminio, beccati a rubare gomme da masticare: in manette giovane coppia

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RIGNANO FLAMINIO (RM) – Ieri pomeriggio, i Carabinieri della Stazione di Rignano Flaminio hanno arrestato una coppia di cittadini stranieri, lui 25 anni e lei di 19, per furto aggravato in concorso.

Avvertiti dal personale di un supermercato del posto che avevano visto passare la coppia in zona casse senza pagare nulla, ma trasportando una borsa piuttosto voluminosa, i militari hanno fermato i due mentre tentavano di allontanarsi frettolosamente. A seguito della perquisizione personale e veicolare, i Carabinieri hanno rinvenuto circa un migliaio di pacchetti di gomme da masticare, di varie marche, oltre ad alcuni generi alimentari, per un valore complessivo di circa 600 euro.

Al termine delle operazioni i due giovani sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni, in attesa del giudizio direttissimo, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

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