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Roma

Anguillara: l'assessore pentastellato tiene famiglia e si dimette

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Consiglieri lista Pizzigallo: "Il nuovo Sindaco tace: omette di comunicare al Consiglio comunale le dimissioni del suo assessore, come invece previsto dal regolamento e dallo statuto comunale"

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Red. Politica

ANGUILLARA (RM) – Ad Anguillara il neo assessore pentastellato Franco Bernardini, con deleghe al Centro storico, Biblioteca, Associazionismo e Piroga, a nemmeno un mese dalla nomina annuncia le dimissioni. E lo fa attraverso il social Fb. "Mi preme informarVi che dal 29 luglio 2016 non sono più Assessore. – scrive Bernardini – Ho dovuto lasciare l’incarico per evidenti ragioni di tempo. Il mio lavoro, – prosegue – quello che mi consente di pagare il mutuo, mantenere la famiglia, pagare le bollette e magari, ogni tanto, mangiarmi una pizza… massima aspirazione possibile, non posso assolutamente lasciarlo e quindi dedicarmi all’impegno assessorile che richiede una dedizione totale". L'ex assessore spiega poi che ha compreso, durante il periodo in cui è stato in carica, dal 5 luglio al 29 luglio, quanto sia importante e decisivo sia il lavoro di Assessore e soprattutto che deve necessariamente esser svolto a tempo pieno. "Continuerò ad occuparmi di attività culturali come ho sempre fatto negli ultimi trent’anni". Ha dichiarato ancora Bernardini che si è scusato con "tutti gli amici che mi hanno dato fiducia, mi hanno sostenuto e incoraggiato".


Immediate le reazioni politiche. Dal Partito Democratico hanno dichiarato che Bernardini rappresenta il primo pezzo che salta della giunta M5s guidata dal sindaco Sabrina Anselmo. "Una decisione che, leggendo le motivazioni offerte dallo stesso Bernardini, – si legge nella nota del Pd di Anguillara – lascia molti dubbi e perplessità. Tempo, dedizione, lavoro e famiglia: sono questi i termini utilizzati per spiegare e giustificare una decisione che deride e umilia gli elettori e un’intera comunità. Cosa immaginava Bernardini? – prosegue la nota del Pd – Che amministrare un Comune di quasi 20mila abitanti fosse una sana passeggiata di salute? Che accogliere e proporre risposte serie ed adeguate alle vere esigenze dei cittadini fosse come fare proselitismo in campagna elettorale? Che svolgere il ruolo di amministratore locale fosse come pubblicare post di protesta o propagandistici su Facebook o Twitter? Bernardini cosa immaginava? È possibile che dietro queste dimissioni ci siano esclusivamente queste motivazioni figlie di un comportamento irresponsabile da parte dello stesso Bernardini? O queste motivazioni sono un classico specchietto per le allodole al fine di mascherare i già palesi problemi interni all’attuale maggioranza di Governo? Il Partito Democratico – conclude la nota – si augura che il Sindaco Anselmo faccia chiarezza, rompendo finalmente il silenzio dell’amministrazione su diversi temi politici, almeno su questa vicenda dai contorni gravi e per certi versi grotteschi che getta nel ridicolo la nostra cittadina che merita, altresì, di essere governata con serietà e senso del dovere”.

 

Commenti anche da parte dei Consiglieri della lista civica Pizzigallo Sindaco: "Apprendiamo, con stupore e sorpresa, da Facebook delle dimissioni dell’assessore Bernardini. Non ci convincono le giustificazioni che lo hanno portato a restituire la delega assessorile dopo appena un mese dall’insediamento della nuova amministrazione. Alla faccia della trasparenza e della tanto sbandierata legalità, il nuovo Sindaco tace: omette di comunicare al Consiglio comunale le dimissioni del suo assessore, come invece previsto dal regolamento e dallo statuto comunale, risponde (o meglio non risponde) irritata alle sollecitazioni dell’opposizione che chiedeva giustamente spiegazioni. Con il suo nervosismo e d il suo silenzio il Sindaco avvalora l’ipotesi che si fa strada nell’opinione pubblica: Bernardini è il sacrificato di turno per liberare un posto richiesto dagli amici della sinistra che le hanno consentito di vincere le elezioni. A breve si chiariranno, alla faccia della trasparenza e della legalità, gli “inciuci” che i pentastellati hanno dovuto sottoscrivere per essere vincitori. Sembra di stare a “striscia la notizia” e di avere a che fare con dilettanti allo sbaraglio!!!"
 

Roma

Roma, arrestata l’emula di “Madame furto”: deve scontare 18 anni di carcere

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ROMA – Deve scontare 18 anni e 9 mesi di reclusione per furti, rapine ed evasione commessi a Roma tra il 2001 e il 2019, la nomade di origini bosniache di 34 anni, domiciliata nel “Villaggio della Solidarietà” di Castel Romano, arrestata dai Carabinieri della Stazione Roma Tor De Cenci.

La donna, emula della celeberrima “Madame furto”, ha ricevuto nella mattinata di ieri l’inaspettata visita dei Carabinieri che hanno bussato alla porta del suo box all’interno dell’insediamento di via Pontina per dare esecuzione ad un ordine per la carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Roma che la condanna alla lunga reclusione, risultato di 18 anni di scorribande commesse lungo le strade della Capitale.

Dopo la notifica del provvedimento, la donna è stata trasferita nel carcere di Rebibbia.

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Roma

Roma, accerchiano un anziano per rubargli il portafoglio: arrestate due persone

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ROMA – I Carabinieri della Stazione Madonna del Riposo hanno arrestato due persone per il reato di rapina. Si tratta di un cittadino del Senegal di 48 anni e uno del Mali di 39.

I militari, in transito in via Boccea, arrivati all’altezza di via de Camillis, hanno notato i due, entrambi già noti alle forze dell’ordine, mentre accerchiavano un anziano.

Intervenuti nell’immediato, i militari hanno appurato che il 48enne impediva la vittima, un 77enne romano, di continuare la sua passeggiata a piedi ostruendogli la strada, mentre il complice tentava di asportargli il portafogli, che custodiva all’interno della tasca destra del cappotto.

Per i due sono scattate le manette e sono stati accompagnati in caserma, dove saranno trattenuti in attesa del rito direttissimo.

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Castelli Romani

Lanuvio, morti in casa di riposo. Burattini (Anchise): “Più trasparenza nella gestione di queste strutture. Ora basta!”

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Critica la nota che arriva da Antonio Burattini, presidente di “Anchise” – Comitato Nazionale Famiglie Rsa Rsd Sanità sulla tragedia successa a Lanuvio in una casa di riposo dove cinque ospiti sono deceduti e altri sette sono gravi per un’intossicazione da monossido di carbonio. Ospiti e operatori, inoltre erano risultati positivi al Covid e stavano per essere trasferiti.

“Ancora una volta – dice Antonio Burattini – ci troviamo a mettere in evidenza l’ennesimo tragico evento accaduto in una struttura per anziani, con persone in difficoltà, che siano disabili, non autosufficienti o
soltanto anziani.
Altri 5 anziani morti ingiustamente! Si parla di fuga di monossido di carbonio che ha ucciso
anziani, quindi forse poco meritevoli di attenzione! Altre 7 persone ( 5 anziani e 2
operatori) sono stati ricoverati in vari ospedali.
Molti familiari hanno addirittura appreso la notizia soltanto dal telegiornale. La Procura
della Repubblica deve indagare e a noi il dovere di pretendere subito risposte! Adesso
basta!
A quante stragi ancora dobbiamo assistere perché qualcuno si interessi veramente della
questione? Sia nella gestione della pandemia da Covid 19, sia in altre situazioni come
quella accaduta a Lanuvio, c’è la dimostrazione di una grave carenza e poca trasparenza
sulla gestione, a tutto tondo, di queste strutture.
Per ogni struttura deve essere evidenziato in modo chiaro e reso pubblico il numero di
Medici, Infermieri, Operatori Socio Sanitario, ecc. che devono esser e presenti nei vari
turni di lavoro, con riferimento al numero di ospiti, pianificazione dei rischi all’interno, dei
piani di sicurezza aggiornati, della formazione continua del personale certificata da enti
terzi e non ultimo della sicurezza strutturale e manutentiva!
Chiediamo alle ASL queste verifiche, in quanto ci risultano essere di loro competenza e di
rendere pubblica e trasparente la gestione delle stesse
Questo ci riporta sempre alla constatazione che le strutture adibite a ricovero di persone
non autosufficienti in generale, necessitano di una profonda riforma, sul sistema oggi in
essere dei controlli da parte delle Istituzioni preposte.
Sia nella gestione della pandemia da Covid 19, sia in altre situazioni come quella accaduta
a Lunuvio, c’è la dimostrazione di una carenza e a volte superficialità nei controlli sulla
sicurezza.
Chiediamo al Presidente della Regione Lazio On. Zingaretti e all’Ass. alla Sanità On.
D’Amato, un incontro urgente per aprire un confronto sulle tematiche delle RSA e delle
RSD, dalla riapertura alle visite dei familiari, alla gestione delle stesse in questo momento
di pandemia, alla futura revisione normativa, anche riguardo al personale Socio Sanitario
che opera allinterno delle stesse. Il Presidente”.

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