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Roma

ANGUILLARA, MORTE DI FEDERICA MANGIAPELO: TANTI GLI INTERROGATIVI E POCHE LE PROVE CERTE. IL GIALLO SI INFITTISCE

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Tempo di lettura 4 minuti Per ora di nuovo c’è la segnalazione di “Chi l’ha visto?” che ha scoperto un’altra telecamera di un bar sulla via Romana.

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Chiara Rai
Anguillara (RM) – Un giallo che s’infittisce sempre di più quello della morte di Federica Mangiapelo la sedicenne trovata priva di vita il primo novembre, giorno seguente la notte di Halloween, a Vigna di Valle, in riva al lago di Bracciano. Un caso torbido e pieno di lacune, reso giallo da elementi che indubbiamente creano sospetto: dove sono spariti gli oggetti personali di Federica, in questo caso borsetta e cellulare? Purtroppo oggi, si brancola nelle incertezze nelle fonti non certe, ipotesi e congetture, dinamiche costruite sulla base di dichiarazioni . Ma le prove certe che si hanno in mano, non restituiscono una dinamica trasparente. Siamo di fronte ad una cittadina o meglio una comunità che si è trovata impreparata di fronte ad un evento di questa portata, in molti casi ho definito Anguillara come cittadina "blindata". Sicuramente questo atteggiamento di protezione dei cittadini nei confronti di questa grande e misteriosa perdita, da una parte è positivo perché tenta di arginare una eccessiva spettacolarizzazione mediatica, ma dall’altra non apporta neppure elementi utili a conoscere meglio Federica e quindi a contribuire a sciogliere alcuni interrogativi.

Dall'1:30 di notte del 1 novembre nessun amico, conoscente, ha saputo più niente della ragazza, a parte due testimonianze finora acquisite di cui si è già parlato. Sono continui gli appelli dei genitori che "hanno bisogno di sapere" che cosa è successo alla figlia e quindi tentano di rompere questo silenzio. Perché se continuano ad appellarsi, vuol dire che non possono credere che nessuno abbia visto o sentito nulla. Addirittura la madre di Federica, in televisione, ha chiesto un pentimento o meglio una confessione da parte del presunto colpevole dell’abbandono e conseguente morte della figlia. Così come la nascita del comitato, che si è riunito tre giorni fa all'oratorio della parrocchia Regina Pacis, probabilmente è un primo grande tentativo di aggregazione, una aggregazione che germoglia dal rimorso, come ha specificato Don Luigi (parroco della Chiesa alla stazione) il rimorso di non aver ascoltato Federica, di non aver seguito la sua naturale e spontanea vivacità adolescenziale. E a questo proposito, ci rimette tutti un po' in discussione, si prova un po' tutti insieme a cercare di capire quanti, al giorno d'oggi, riescano, nonostante le difficoltà, a rimanere nel ruolo di genitore che non reprime il proprio figlio ma neppure gli concede quella libertà troppo "adulta" per un minore. Allora il fatto di creare un comitato rappresenta un momento dove le persone, in questo caso i cittadini di Anguillara, hanno comunque deciso di mettersi in discussione, di aprirsi e di parlare, cercando di creare quella rete di rapporti umani, finora probabilmente più fittizia e adesso, senza dubbio, più concreta.

E restano in piedi tanti interrogativi:  Perché il fidanzato non ha risposto alle continue telefonate del padre di Federica, quella notte? Perché ha lavato la macchina la mattina del primo novembre sotto la pioggia? Perché Marco Di Muro, non lascia Federica sotto casa del padre in via San Sebastiano, ma sulla via Anguillarese?

Inoltre, Anguillara si spacca anche di fronte l'iniziativa della fiaccoltata, c'è chi la definisce una spettacolarizzazione mediatica e chi invece un gesto di solidarietà e cordoglio nei confronti della famiglia. I tracciati telefonici potrebbero rispondere a tanti interrogativi. Per ora di nuovo c’è la segnalazione di “Chi l’ha visto?” che ha scoperto un’altra telecamera di un bar sulla via Romana. Telecamera non acquisita dagli investigatori fino al momento della segnalazione della trasmissione d’inchiesta Rai.

tabella PRECEDENTI:

13/11/2012 ANGUILLARA, NASCE UN COMITATO PER FEDERICA MANGIAPELO: DOMENICA FIACCOLATA

11/11/2012 ANGUILLARA, CASO FEDERICA MANGIAPELO: SI COMPLICA LA POSIZIONE DEL FIDANZATO

09/11/2012 ANGUILLARA, CASO FEDERICA MANGIAPELO: LE IMMAGINI DELLE TELECAMERE PUNTATE SULLA STRADA QUELLA NOTTE AL VAGLIO DEL RIS

08/11/2012 ANGUILLARA, INDAGINI CASO FEDERICA MANGIAPELO: INDAGATO IL FIDANZATO

07/11/2012 ANGUILLARA CASO FEDERICA MANGIAPELO: PROSEGUONO GLI INTERROGATORI. ANCORA NESSUN INDAGATO

07/11/2012 ANGUILLARA, L'ADDIO AL "PICCOLO ANGELO"

05/11/2012 ANGUILLARA CASO FEDERICA MANGIAPELO, INTERROGATIVI E ACCUSE AL RAGAZZO DI FEDERICA: INTANTO UN BAGNO DI FOLLA IN PIAZZA

04/11/2012 ANGUILLARA CASO FEDERICA MANGIAPELO: DA LUNEDI' POMERIGGIO LA SALMA IN CHIESA PER L'ULTIMO ADDIO

03/11/2012 ANGUILLARA, MORTE DI FEDERICA MANGIAPELO: PARLANO LO ZIO MASSIMO E IL SINDACO PIZZORNO

03/11/2012 ANGUILLARA CASO FEDERICA MANGIAPELO, CITTADINANZA ANCORA PIU' STRETTA ATTORNO AL PICCOLO ANGELO BIONDO

02/11/2012 ANGUILLARA CASO FEDERICA MANGIAPELO, MAMMA ROSSELLA E PAPA' GIGI: "LOTTEREMO PER AVERE GIUSTIZIA"

 
 

 


 

Roma

Roma, Santori (Lega): “Valorizzare sampietrini. Cantieri infiniti!”

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“I sampietrini romani sono un patrimonio unico che la città non riesce a valorizzare e custodire come dovrebbe. I cantieri sono infiniti, le strade restano chiuse per mesi e quando riaprono sono già piene di toppe, il commercio è ridotto al lumicino. Disabili bloccati, passi carrabili ostruiti da ruspe e camion, negozi chiusi”. Lo dichiara in una nota il consigliere della Lega e segretario in aula Giulio Cesare Fabrizio Santori, a margine della riunione odierna della commissione capitolina Lavori Pubblici di cui è componente. “Vogliamo saperne di più sul destino dei sampietrini rimossi dalle strade romane, faremo un sopralluogo per controllare i depositi nei quali sono custoditi. Chi conta gli storici blocchetti romani, chi li custodisce e chi li cataloga, soprattutto quando restano ammucchiati agli angoli delle strade. Sono una ricchezza”, afferma Santori, che annuncia sull’argomento una mozione in Assemblea capitolina. “Incuria e abbandono la fanno da padroni, basta guardare via Nazionale, dove dopo gli interventi il fondo stradale è di nuovo pieno di rattoppi, e via Baccina, ridotta a una discarica a cielo aperto, mentre degli operai che avrebbero dovuto completare i lavori non c’è più traccia. Via dei Cerchi e viale Aventino sono ormai ostaggio dei cantieri, le ciclabili un miraggio, la viabilità un incubo, e in questa triste danza di incompetenza e faciloneria Roma sprofonda quotidianamente nel caos”, conclude Santori.

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Metropoli

Colleferro, 18enne sorpreso con 80 dosi di hashish

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I Carabinieri della Stazione di Colleferro, al termine di un mirato servizio di controllo del territorio, hanno arrestato un 18enne del luogo, indagato per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.Il giovane, già noto alle forze dell’ordine, è stato fermato dai Carabinieri e sottoposto a perquisizione personale, ad esito della quale è stato trovato in possesso di 65 g di hashish, suddiviso in 80 involucri, già confezionati e pronti per la cessione.Il 18enne, al termine dell’udienza di convalida dell’arresto, è stato sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione in caserma, in attesa del processo.  

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Castelli Romani

Storia d’Italia, i Vigili del Fuoco e l’operazione “Shingle”: l’ANVM propone una medaglia alla bandiera del Corpo

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“I vigili del fuoco salvarono la popolazione di Sermoneta e Colleferro dalle violenze dei coloniali francesi.”

Ricorre oggi, 22 gennaio, l’anniversario dello sbarco degli Alleati nel tratto di costa tra Anzio e Nettuno, avvenuto nel 1944 e conosciuto come Operazione “Shingle”.

Molto si è scritto su questo sbarco e sulle conseguenti operazioni militari, ma nessuno ha messo in rilievo il comportamento dei Vigili del Fuoco italiani e che una “colonna mobile” sbarcò al seguito delle truppe Alleate mentre i Vigili del Fuoco sfollati da Littoria – Latina a Sermoneta salvarono la popolazione civile dalle violenze delle truppe coloniali francesi.

1944 -Vigili del Fuoco a Latina (ex Littoria)

La storia è da raccontare. In prossimità dello sbarco, le autorità del Governo Militare Alleato ebbero la falsa notizia che i servizi antincendio nei territori controllati dai tedeschi fossero inefficienti e inattivi. Fu per questo motivo che il personale del 54° Corpo Vigili del Fuoco “Napoli” costituì un reparto speciale da impiegare al seguito delle armate angloamericane. Aggregati a reparti secondari della Quinta Armata, i pompieri italiani, al comando dell’Ingegner Sinigaglia, furono imbarcati su una tipica nave da carico classe “Liberty” e, in vista dell’avanzata verso Roma, sbarcati nel Maggio del 1944 dietro le linee di combattimento.

Giunti nella Capitale scoprirono che, malgrado le difficoltà e gli automezzi requisiti dai tedeschi in ritirata, il Corpo dei Vigili del Fuoco di Roma era perfettamente in grado di soccorrere la popolazione. Fu forse per questo motivo che la colonna mobile non si fermò a Roma ma proseguì, insieme ai reparti antincendio del Genio del Corpo Italiano di Liberazione, al seguito dei reparti inglesi ed americani fino a Bologna, nel corso della “Campagna d’Italia”.

Nel frattempo, i Vigili del Fuoco della RSI, il 30 gennaio 1944 ricevettero l’ordine di evacuare Littoria, oggi Latina. Il comando provinciale si trasferì nel comune di Sermoneta.  Gli alloggi dei vigili del fuoco erano situati nei sotterranei del Castello dei Caetani. Per le condizioni poco igieniche il vigile del fuoco De Angelis Nicola contrasse una malattia e a luglio dello stesso anno morì. Un altro vigile del fuoco, Femiano Antonio mentre si recava a Sermoneta fu fatto prigioniero dai tedeschi, che stazionavano presso l’abbazia di Valvisciolo, e mandato a Cassino. Dopo 15 giorni rientrò al Reparto.

La presenza dei Vigili del Fuoco a Sermoneta e Colleferro, fece da deterrente alle violenze dei coloniali francesi. Infatti, queste truppe si abbandonarono a centinaia di stupri e saccheggi nei comuni dei Lepini come Prossedi, Maenza, Roccagorga, Sezze, Bassiano, Norma e Cori. Un solo caso accertato di stupro fu registrato a Sermoneta, grazie alla presenza del Comando Provinciale dei Vigili del fuoco che stazionò a Sermoneta dal 30 gennaio 1944 alla fine di giugno 1944. Anche nel paese di Colleferro, la presenza dei Vigili del Fuoco salvò la popolazione.

L’Associazione Nazionale Vittime delle MarocchinateANVM, che da anni effettua ricerche storiche sulle violenze perpetrate dai magrebini inquadrati nell’Esercito Francese, lancia un appello affinché alla Bandiera del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco sia concessa una onorificenza per l’attività svolta in guerra dal suo personale.

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