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Roma

Anguillara, referendum: Anna Finocchiaro spiega le ragioni del Si

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L'intervista in esclusiva de L'Osservatore d'Italia alla senatrice

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di Silvio Rossi

 

ANGUILLARA (RM) – Se la riforma costituzionale che sarà sottoposta a referendum il 4 dicembre, è stata presentata dal duo Renzi-Boschi, chi ha tessuto il filo del dialogo parlamentare nei mesi passati è certamente stata la senatrice Anna Finocchiaro.

Siciliana, una lunga carriera politica alle spalle, già ministro delle Pari Opportunità nel secondo governo Prodi, la Finocchiaro è la presidente della Commissione affari costituzionali del Senato della Repubblica, suo quindi il compito di mediare la proposta del governo con gli emendamenti presentati nella camera che, proprio a causa della riforma, vivrà una trasformazione radicale.


Ha partecipato ieri a un’iniziativa organizzata dal deputato Emiliano Minnucci, presso l'hotel ristorante "Massimino" di Anguillara Sabazia. Notevole la partecipazione, tanto è vero che la sala riservata all’iniziativa si è dimostrata subito insufficiente ad accogliere gli intervenuti, che hanno seguito numerosi nel vicino salone, accontentandosi di seguire da lontano.


Abbiamo intervistato in esclusiva la senatrice al termine dell’incontro.

Ai tempi dell’ascesa di Renzi alle primarie lei era uno dei nomi invocati per la rottamazione. In seguito però ha collaborato con la Boschi. È stato per dovere di partito, oppure il gruppo di governo è valido?

Io ho sempre creduto nella riforma costituzionale, devo dire che sono stata anche critica con quella che hanno presentato col disegno di legge Renzi.Boschi, infatti il lavoro di commissione l’ha profondamente modificata, sempre in rapporto costante, ovviamente, con il governo. Dopodiché, i rapporti tra me e il Premier sono cominciati male, però come si suol dire, non gliel’ho mandate a dire, e questo ha portato un rapporto franco, e anche di rispetto.

 

Un aspetto positivo della campagna referendaria, è stato aver riportato, anche se a volte con toni alti, la discussione su argomenti politici. Lei ha avuto l’impressione di trovare gente motivata, invogliata a comprendere?

Io ho trovato molta gente motivata a comprendere, perché il dibattito più superficiale, quello che si vede nei talk show televisivi, o nelle battute che si fanno alle agenzie, non aiutava a capire di cosa stiamo parlando. Il contenuto della riforma, che non è difficile e attendiamo appunto da moltissimi anni, ha bisogno però di essere riflettuto, di essere approfondito, di vedere soddisfatte le curiosità, per cui credo siano questi gli incontri in cui il senso della partecipazione al voto

Questo tipo di impegno lo trova anche in persone che portano avanti convintamente le posizioni del no?

Io credo che in generale il dibattito pubblico sia stato avvelenato da strumentalismi, anche volgarità. Ovviamente sarei una stupida, e anche falsa, se dicessi che non avverto che ci possano essere posizioni convinte, con motivazioni nobili, che a mio avviso sbagliano, perché sono questioni che mi sono posta anch’io mentre stavo lavorando alla riforma, e che credo siano state risolte. Certamente non mi permetterei mai di disprezzare chi con proprie ragioni, giuste o sbagliate, difende le proprie scelte.

 

Vorrei ora una previsione. Lei cosa farà il 5 dicembre?

Il 5 dicembre rifletto sui risultati del referendum, che francamente non so dire quali possono essere. Mi auguro ovviamente che vinca il Sì.

 

Avremo comunque un’Italia divisa in due

Questo è uno dei temi sui quali io mi danno. Deve sapere che Meuccio Ruini, quando si pose la questione se la forma Repubblica o Monarchia dovesse essere decisa dalla Costituente o dovesse essere affidata al referendum, disse una frase che è rimasta famosa: “Sono contento che si faccia il referendum, perché questo unirà il Paese”. Ora a me sembra paradossale che un referendum, che segna una svolta sicuramente meno storica di quanto fu il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica, continui a restare un elemento di divisione, e rischi di segnare anche il dopo referendum.

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Castelli Romani

Velletri, allarme carcere: mancano almeno 30 agenti di polizia penitenziaria

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Lega e Sippe in visita al carcere di Velletri

Velletri – Nella mattinata di oggi l’Europarlamentare della Lega Matteo Adinolfi, accogliendo l’invito del SIPPE (Sindacato Polizia Penitenziaria), ha visitato il carcere di Velletri. La delegazione sindacale, costituita dal Presidente Nazionale Alessandro De Pasquale, dal Segretario Generale Carmine Olanda e dal Dirigente Nazionale Ciro Borrelli, in occasione della visita ha illustrato le criticità del carcere, in particolare dell’area sanitaria dove non sembrano ancora chiare alcune scelte organizzative duramente criticate dal sindacato ed esposte anche qualche giorno fa al Provveditore dell’amministrazione penitenziaria del Lazio. “Ho chiesto all’On. Adinolfi, afferma Carmine Olanda, un intervento concreto affinché il Parlamento Europeo possa conoscere le condizioni disumane in cui operano le donne e gli uomini della polizia penitenziaria, costretti a lavorare 8 ore al giorno in un ambiente poco salubre e sottopagati rispetto agli stipendi medi degli altri paesi europei”. Il carcere di Velletri, aggiunge Borrelli, registra una carenza di personale di circa del 22% rispetto all’organico previsto. Il Dipartimento dovrà inviare almeno 30 unità di polizia penitenziaria in modo da poter attuare seriamente i cambiamenti che starebbe adottando il nuovo comandante del reparto; cambiamenti a quanto pare inattuabili per la nota carenza di organico e il sovraffollamento dei detenuti . Adinolfi ha accolto le istanze del Sindacato al quale ha assicurato un suo intervento avendo a cuore le problematiche delle forze di polizia e lui stesso, come ipotizzato anche da Salvini, ritiene che la polizia penitenziaria debba essere trasferita alle dipendenze del Ministero dell’interno difendendo quindi una specializzazione della polizia di stato con funzioni di polizia dell’esecuzione penale.

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Cronaca

Droga e spaccio a Roma: 36 arresti

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ROMA – Proseguono i servizi di controllo straordinario ad “Alto Impatto” nella Capitale da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, nel corso del piano di intervento approvato nell’ambito del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica del 15 novembre scorso, nei quartieri dove maggiore è presente lo spaccio di stupefacenti. Nel corso della settimana appena trascorsa 36 persone sono state arrestate dai Carabinieri. I militari hanno intercettato centinaia di dosi di droga, soprattutto cocaina e hashish, pronte per essere smerciate nelle varie piazze di spaccio della Capitale.

Tutti gli arresti sono stati eseguiti nel corso dei controlli straordinari, a cui hanno preso parte centinaia di Carabinieri, scattati al Quarticciolo, a Centocelle, alla Magliana, a Corviale, a Primavalle, a Tor Bella Monaca e a Ostia.

Nel fine settimana, inoltre, sono proseguiti anche i servizi di controllo nei luoghi della “movida”, in particolare nelle zone di San Lorenzo, Trastevere e Ponte Milvio, attività che i militari svolgono per garantire un sano divertimento ai frequentatori e tranquillità ai cittadini residenti.

Il bilancio conta 3360 persone e 2546 veicoli controllati, 6 persone denunciate a piede libero e altre 7 persone segnalate all’Ufficio Territoriale del Governo in qualità di assuntori di droghe, sorprese in possesso di modiche quantità di stupefacenti dichiarate per uso personale.

Non sono mancati i controlli agli esercizi commerciali: sono state 7 le attività ispezionate, in due di queste sono scattate le sanzioni per la violazione dell’ordinanza comunale per il mancato rispetto degli orari di accensione delle slot machine.

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In evidenza

Anguillara Sabazia, Amministrazione Anselmo: cambiamento o trasformismo?

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ANGUILLARA SABAZIA (RM) – Il video integrale del convegno organizzato da L’Osservatore d’Italia lo scorso sabato presso l’agriturismo Zugarelli dove sono intervenuti diversi rappresentanti della politica locale e regionale oltre a diversi cittadini e rappresentanti delle associazioni del territorio. I relatori hanno affrontato diverse tematiche che oggi rappresentano delle criticità che pesano come macigni sulla giunta guidata dalla sindaca Sabrina Anselmo.

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