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Roma

ANGUILLARA, RICORSO AL TAR CONTRO NUOVE CAVE DI BASALTO: IL SINDACO VUOLE ANCORA VALUTARE…

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Manciuria: "Certo eravamo a due passi dall'obiettivo e Pizzorno ha preferito prendere tempo e continuare ad essere ondivago."

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di Simonetta D'Onofrio

Anguillara (RM) – L'anno che si sta per chiudere ha registrato, per l’amministrazione comunale di Anguillara guidata da una giunta di centrosinistra con al vertice il sindaco Francesco Pizzorno (Partito Democratico), un interesse crescente per le cave di basalto.

Un tema delicato che potrebbe portare: da un lato delle conseguenze disastrose e irreversibili oltre ad un possibile danno ambientale che andrebbe a discapito dei cittadini interessati che risiedono nei dintorni. E da un altro lato porterebbe denaro nelle casse comunali.
 

Come potrebbe accadere tutto ciò e così in fretta? Arriviamo allo snodo più importante della vicenda. Lo scorso 9 dicembre, presso il TAR del Lazio, si è svolta la prima udienza del procedimento attivato dal ricorso contro l’apertura di nuove cave promosso dal Comune di Anguillara e da alcuni cittadini.

Il sindaco di Anguillara in questa sede ha sorpreso tutti, chiedendo un rinvio per poter vagliare una proposta arrivata in extremis dalle società estrattive. Una valutazione, quindi, se le contropartite economiche offerte potrebbero sacrificare l’integrità del territorio. Una scelta che appare inconcepibile da parte di chi, contro l’apertura delle cave di basalto nel territorio di Anguillara, è disposto a lottare senza esclusione di colpi, e che non vede altrettanta determinazione da parte del primo cittadino. Il tentennio di Francesco Pizzorno per molti è sembrato ricalcare un detto romano “A ma’, Peppe me tocca… Toccheme Peppe, che mamma nun c’è”.

Sulla vicenda abbiamo intervistato il consigliere comunale di opposizione Sergio Manciuria, del gruppo “ScegliAmo Italia”, che da sempre è in prima linea contro l’apertura delle cave.


Pochi giorni fa c’è stata l’udienza presso il TAR sul ricorso contro l’apertura di nuove cave in località Quarticillo. Può riassumerci la vicenda?

E' il caso di definirla una vicenda paradossale: lo scorso 9 Dicembre 2015, tra l'altro unico rappresentante dell'assemblea consiliare presente al TAR Lazio, ho assistito all'ennesima farsa messa in piedi dalla Disamministrazione Pizzorno. In pratica il Primo Cittadino senza informare preventivamente il Consiglio Comunale e in completa autonomia dal divieto solenne di non concedere nuove aperture di cave, ha chiesto il rinvio della sentenza di merito che avrebbe contribuito a dirimere la vicenda dei ricorsi proposti sia dalla Città di Anguillara tanto da noi con il comitato dei cittadini confinanti. Visto lo stato dell'arte cui eravamo giunti e considerato i precedenti della mancata discussione della sospensiva e la stipula delle convenzioni a prescindere dall'esito legale, sembra ancora più chiara la volontà di questo Sindaco di rimangiarsi la parola data. L'augurio rimane quello di sbagliarsi ma come diceva un illustre del passato sembra appalesarsi il concetto “a pensar male si fa peccato però alcune volte ci si azzecca”. Ora l'udienza di merito è stata spostata al prossimo 2 Febbraio 2016 .

Dalle informazioni che ci sono giunte, il Comune di Anguillara sta trattando con le società estrattive per ottenere condizioni migliori rispetto alla convenzione stipulata. Può confermarci queste voci?

Siete sicuramente ben informati e dalle note trasmesse dalla controparte (le società titolari delle concessioni delle cave di basalto N.d.R.) alla Disamministrazione Pizzorno appare evidente la volontà di trovare una soluzione di convenienza a dispetto dell'ambiente e dei cittadini delle località interessate dalla speculazione di questi siti minerari. In pratica, la lettera di Pizzorno rivolta al tribunale del Tar contempla la necessità di prendere tempo per valutare le proposte transattive che possiamo ricapitolare nel modo che segue: “La Mc Cubo” e la “Inerti Nazionali” sono disponibili per il ritiro dei ricorsi da parte della Giunta Dem ad effettuare opere di urbanizzazione non meglio specificandone le aree d'intervento e in alcuni casi realizzandole durante la campagna elettorale cioè marzo-aprile 2016. L'importo complessivo ammonterebbe ad € 240.000 circa che rappresenta una miseria se lo rapportiamo col valore commerciale della vendita del materiale basaltico e soprattutto con i disagi di ogni natura (traffico, esplosioni, polveri e altro) oltre la devastazione ambientale imposta a quei territori almeno per i prossimi dieci anni.

 

Nelle vicinanze delle nuove cave ci sono alcuni insediamenti abitativi, con diverse migliaia di persone. Com’è possibile che gli interessi delle società siano più tutelati dei diritti dei residenti? Si tratta di sensibilità politiche e interessi diversi da conciliare con coloro che risiedono in queste parti del territorio comunale e non vedo in Pizzorno, cacciato malamente dal suo stesso partito e che non sarà ricandidato, un garante per la tutela di interessi generali. La visione personale è quella di vedere Anguillara proiettata in un contesto turistico ed eno-gastronomico di qualità, mentre questa Giunta oramai al capolinea della sua pessima esperienza disamministrativa pensa a sfruttare questa occasione di transazione per piccole operazioni elettorali, senza porsi i danni di immagine rispetto alla vocazione naturale della Città. Vede se avessero proposto di convertire queste aree in strutture ricettive, parchi tematici per giochi dei bambini oppure sportive e di benessere sarei stato il primo ad alzare la mano in consiglio comunale. Quindi ribadisco solennemente la mia contrarietà alla proposta di transazione e come ricorrenti resisteremo sino alla conclusione dei gradi di giudizio relativi al Tar ed eventualmente al Consiglio di Stato indipendentemente dall'esito della verifica in corso da parte del Sindaco e della sua maggioranza.

 

In una precedente intervista lei si rivolse al Comitato di Quartiere locale, cercando collaborazione su questa battaglia. Sembra però che da parte del comitato l’interesse per questa vicenda sia praticamente nullo. Come può spiegare questo comportamento?

Finora sull'argomento che riguarda da vicino i propri residenti e nonostante siano stati stimolati dallo scrivente a convocare un direttivo in tal senso, questo Comitato di Quartiere (per la precisione il comitato di quartiere 9, aree interessate Ponton dell’Elce – Colle Sabazio – La Riccia – Albucceto) ha mantenuto un silenzio assordante e un profilo molto basso, anzi inesistente. Dopotutto l'atteggiamento supino verso la Disamministrazione Pizzorno si è già conclamato con la vicenda ridicola del Palazzetto di Ponton Elce: presente con tanto di ovazione e riconoscimento verso taluni politici di maggioranza all'ennesima inaugurazione per lavorazioni, questa volta effettuate dall'associazione sportiva “Boxe and Sons”, risulta tutt'ora acritico e incapace di agire per la mancata apertura che doveva effettuarsi lo scorso 13 Settembre. Eppure è di dominio pubblico che il Sindaco abbia fatto stipulare una convenzione per l'uso dei locali in assenza di agibilità e idoneità statica (trasmetteremo gli atti alla corte dei conti e procura) di tutti gli ambienti e che la disamministrazione stia cercando soluzioni più disparate per porre rimedio. Per il momento unici danneggiati i ragazzi dell'associazione che hanno investito soldi e tempo e conseguentemente tutti gli abitanti del quartiere che sono stati illusi di poter usufruire delle attività sportive nel breve termine . C’è solo una spiegazione per non esporsi su argomenti così importanti : la volontà di qualcuno di candidarsi alle prossime elezioni con il partito democratico. Ovviamente non è lo spirito per cui sono nati i comitati di quartiere che da portavoce di interessi generali non si devono trasformare in complici di questa o quella componente politica.

 

La prossima udienza ci sarà in piena campagna elettorale. Potrebbe diventare la vetrina perché chi fino a oggi non si è interessato dell’ambiente, si faccia avanti solo per mettersi in mostra? La prossima udienza pubblica è prevista per martedì 2 Febbraio 2016 alle ore 12 e sinceramente non sono “invidioso” se altri movimenti o cittadini possano interessarsi concretamente alla vicenda, piuttosto ben vengano se effettivamente sta loro a Cuore il futuro di Anguillara. A questo punto chi vuole solo mettersi in mostra per la campagna elettorale è facilmente additabile e non ritengo che l'elettorato sia così sprovveduto dal riconoscerli.

 

Quante possibilità reali ci sono che il tribunale blocchi la costruzione della cava, e quali danni si creerebbero in caso di autorizzazione definitiva?

Non è certo compito mio stabilire le possibilità per conseguire una sentenza di merito a favore della nostra tesi. Certo eravamo a due passi dall'obiettivo e Pizzorno ha preferito prendere tempo e continuare ad essere ondivago. Gli avvocati ed io siamo fiduciosi di vedere riconosciute le illegittimità contenute nell'iter autorizzativo regionale molto lacunoso e contraddittorio e poi fa ben sperare la ricerca spasmodica delle due società di transare del loro diritto ad esercitare lo sfruttamento minerario visto che hanno le concessioni in mano. Lo dico chiaramente, avendo già inoltrato degli esposti alla Procura che mi auguro agisca presto per la verifica di eventuali responsabilità e che sollecito da questa testata, non resteremo passivi di fronte a cambiamenti repentini della volontà espressa più volte in consiglio comunale. Va bene camminare da soli, ma non sono ammessi tradimenti del mandato consiliare con piroette o giravolte finalizzate a tornaconti elettorali. Per quanto riguarda l'ipotesi dell'autorizzazione definitiva è facile individuare i danni per i prossimi dieci e più anni: devastazione dell'ambiente con la speranza che venga ripristinato e non faccia la fine della cava ex Miri-Pennacchi che tutt'ora risulta una buca desolata, incremento notevole del traffico veicolare pesante su tracciati stradali non idonei, dispersione nell'atmosfera di polveri con potenziali conseguenze sulla salute e da ultimo le continue scosse sismiche, ancorché di bassa intensità, provocate dalle esplosioni delle mine per estrarre il materiale basaltico. Oltre il forte disagio c’è da considerare il naturale deprezzamento degli immobili con danno patrimoniale per i proprietari residenti del quartiere. Chi ha una coscienza non può esimersi dal continuare in questa battaglia.

Ambiente

Nemi, l’ombra della dirigente regionale arrestata e la gestione rifiuti in via della Radiosa

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Flaminia Tosini arrestata per corruzione, concussione, turbata libertà di procedimento di scelta del contraente

NEMI (RM) – Era complesso arrivare a capire come mai, dopo il 2016, e dopo un “no” chiaro di Acea alla realizzazione dell’isola ecologica in via della Radiosa a circa 50 metri da un pozzo che fornisce acqua potabile alla cittadinanza, a 10 metri dalle abitazioni, in pieno Parco Regionale dei Castelli Romani in una zona con destinazione “verde pubblico”,  ci fosse un nuovo tentativo da parte dell’Amministrazione Bertucci di tentare di nuovo l’impresa di gestione rifiuti proprio in quel sito.

Chi ha dato l’assist al sindaco Alberto Bertucci e al Consigliere comunale e metropolitano Giovanni Libanori per riprovarci?

Le carte girate dall’Ingegnere Claudia Ceci di Acea su esplicita richiesta di questo giornale non lasciano spazio a dubbi. Il 23 aprile del 2021 veniamo a sapere, a seguito di una richiesta esplicita “urgente informativa sulla corrispondenza in essere in merito al progetto del centro di raccolta nel comune di Nemi”, che il Gestore Acea informa di essersi espresso anche l’11/07/2018 e, in base al parere espresso dalla Regione Lazio – Direzione Politiche Ambientali Ciclo dei Rifiuti – Area Rifiuti e Bonifiche prot. n. U0145826 del 22/02/2019, ha provveduto a far effettuare lo studio per la valutazione della vulnerabilità della falda rispetto al sito del centro di raccolta.

Dunque questo giornale viene a sapere che dopo il NO di Acea del 2016 alla realizzazione dell’isola ecologica vicino al pozzo, perché in netto contrasto con la legge 152/2006 art 94 sulla disciplina delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano, il Comune ha richiesto di nuovo un parere all’Acea. Ma in virtù di cosa? Perché tanta insistenza?

L’entrata in scena dell’ex dirigente regionale Flaminia Tosini arrestata per corruzione, concussione, turbata libertà di procedimento di scelta del contraente

La risposta consiste in una corrispondenza avvenuta tra il Comune e la Regione, il famoso “parere espresso dalla Regione, che ha spinto Acea a far effettuare lo studio per la valutazione della vulnerabilità della falda rispetto al sito del centro di raccolta. Studio il cui esito, ci fa sapere Acea nella nota del 23 aprile scorso, renderà noto soltanto se verrà interpellato in sede di tavolo tecnico e “valuterà puntualmente le proposte progettuali che verranno presentate. Si evidenzia comunque che il Gestore, nell’ambito dei procedimenti propedeutici all’approvazione progettuale comunicherà il proprio parere sulla base dell’analisi dei progetti che verranno presentati”.

A generare questo spiraglio di effimera e inconsistente “apertura” e convinzione da parte del Comune di “riprovarci col progetto” è niente meno che l’ex dirigente della Regione Lazio, Flaminia Tosini, vicesindaco del Comune di Vetralla (provincia di Viterbo) arrestata a marzo con l’accusa di corruzione, concussione, turbata libertà di procedimento di scelta del contraente.

Flaminia Tosini tenta in maniera più che opinabile e arrangiata una sorta di interpretazione della famosa legge 152/2006 art 94 facendo leva sui famosi casi di straordinarietà che prevedono la gestione di rifiuti in prossimità di un pozzo.

Peccato che non vi rientri assolutamente la fattispecie di via della Radiosa e non è possibile alcuna deroga di tale legge se non principalmente in caso di mareggiate (non c’è mare in quella strada ne ad esempio alghe che possano ostruire il pozzo a tal punto da prevedere la rimozione dei rifiuti e quindi una sorta di “gestione” finalizzata alla sola pulizia dello stesso).

Flaminia Tosini che secondo quanto emerso dalle indagini effettuate dalla Procura di Roma sulle modalità di gestione del ciclo dei rifiuti nel Lazio ha accettato regali di ingente valore – borse di Prada e bracciali di Cartier, viaggi di piacere come descritti nella imputazione – che corrispondono alle utilità immediate e dirette percepite dall’indagata a fronte di “illecite azioni amministrative“, ha lasciato uno spiraglio di speranza al Comune di Nemi di poter realizzare un sito contro legge vicino a un pozzo dell’acqua.

Il Gip di Roma Annalisa Marzano nell’ordinanza di custodia cautelare destinata all’ex dirigente regionale parla di un meccanismo criminoso, ben collaudato, estremamente pericoloso e pregiudizievole sia per la corretta e trasparente individuazione di un sito idoneo alla destinazione dei rifiuti solidi urbani della Capitale, che nella complessiva gestione degli interessi inerenti la gestione delle attività dedite allo smaltimento dei rifiuti e alla gestione delle discariche.

La corrispondenza tra Flaminia Tosini e Comune di Nemi

Il 22 febbraio del 2019 Flaminia Tosini scrive al Comune di Nemi (in riscontro alla nota prot. 9649 del 4110/2018) che la presenza del centro di raccolta potrebbe essere compatibile con delle prescrizioni come l’accortezza di non far disperdere le acque nel suolo e quindi chiede la valutazione di vulnerabilità della falda per dimostrare la “non influenza” del sito rispetto al pozzo.

In pratica fa passare il messaggio che sì, la legge esiste, ma va valutato il progetto! Nella nota, l’ex dirigente, la “butta in caciara” e si lancia in interpretazioni imbarazzanti della legge come emerso essere del resto un modus agendi della signora anche dalle intercettazioni dell’inchiesta romana.

Ecco il clamoroso esempio su Nemi per cui verrebbe da dire “fatta la legge trovato l’inganno”

Il passaggio clamoroso che fa alzare la testa al Comune di Nemi e ritentare di realizzare l’opera in un sito impossibile è questo: “A parere della scrivente – scrive la Tosini che si trova attualmente in stato di arresto – mentre la gestione di un centro di raccolta può essere considerata attività di gestione dei rifiuti, tanto che viene anche prevista una precisa categoria di gestione nell’albo Gestori dei rifiuti, è anche vero che le attività che sono svolte all’interno del centro di raccolta non costituiscono alcun tipo di lavorazione, recupero, smaltimento dei rifiuti e pertanto potrebbero non costituire “centro di pericolo” per la falda”.

Peccato che per definizione nell’isola ecologica avviene proprio lo smaltimento dei rifiuti che vengono raccolti a domicilio. Tosini ha dimenticato che il sito mal individuato dall’amministrazione Bertucci si trova a 50 metri da un pozzo d’acqua e la legge non ammette ignoranza.

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Castelli Romani

Castel Gandolfo, immersioni nel lago ed educazione ambientale: da qui il tuffo in un percorso virtuoso

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CASTEL GANDOLFO (RM) – Immersione nel Lago Albano di Castel Gandolfo per il nucleo sommozzatori della Protezione Civile locale coordinata da Fausto D’Angelo.

I sub hanno perlustrato i fondali e si sono esercitati alla vigilia di un fine settimana che si è presentato ricco di sole e di visitatori che rispettosi delle regole di sicurezza hanno visitato il suggestivo lago alle pendici del Monte Cavo, incastonato nel verde della rinomata località dei Castelli Romani. 

Ad immergersi tutti e quattro gli istruttori del gruppo sub della Protezione Civile in capo al Sindaco di Castel Gandolfo Milvia Monachesi. Gli istruttori sono: Roberto Sciarra, Mauro Tentoni, Lionello Sclavo e Luca Norscia

Prossimamente, il Comune, insieme all’Associazione Lago di Castel Gandolfo parlerà delle iniziative che verranno messe in campo per la valorizzazione del lago e per la promozione di una linea di educazione alla tutela ambientale e rispetto del territorio. 

Di recente il Sindaco Milvia Monachesi, in occasione della settimana civica ha ospitato in Municipio gli alunni delle medie dell’istituto Comprensivo di Castel Gandolfo e nei prossimi giorni incontrerà le classi medie del plesso di Pavona e tra i temi affrontati ha dedicato particolare attenzione al rispetto dell’Ambiente.

Grazie a questi incontri l’amministrazione ha la possibilità di avere un confronto virtuoso con i ragazzi e di operare una azione di sensibilizzazione rispetto al tema “green”.  “Importante è che i ragazzi conoscano la storia del territorio che li circonda e imparino a conoscere le bellezze del “lacus Albanus”, dominato dal Monte Cavo. Un ecomuseo a cielo aperto. 

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Primo piano

Roma, da metà giugno riaprono circa 400 alberghi. Il Governo: “Presto una data per la ripresa dei matrimoni”

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“Moltissimi futuri sposi e operatori del wedding mi hanno scritto e io li rassicuro: il Governo ci sta lavorando e sulla base dell’andamento dei contagi presto daremo una data” per la ripresa “perchè i matrimoni vanno programmati per tempo. E lo stesso vale per lo sport. Già in settimana ci saranno cabine di regia con il Cts per dare date a questi settori”.

Così il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini, a ‘Domenica in’ su Rai 1.

“C’è l’emergenza sanitaria – ha aggiunto – ma anche quella economica e presto arriverà il decreto Sostegni 2 con 40 miliardi a supporto delle categorie colpite”.

Ma nella Capitale quadruplicherà a partire da metà giugno il numero degli alberghi aperti fa sapere Il Messaggero: saranno 400 in più rispetto a oggi. Intanto la Regione accelera sul progetto “Isole Covid free”, con Ponza e Ventotene sul modello già lanciato a Procida. Spiega Lorenzo Necci, presidente del centro studi della Federalberghi capitolina: «A quanto ci stanno risulta, avremo entro giugno 400 hotel che riapriranno i battenti, oltre ai 120 già in attività». Ma non c’è un boom di richieste. «Se finora abbiamo avuto 5 camere su 100 prenotate – segnala Necci – potremmo salire a 25. Sempre un quarto del totale è». Si muove poi per invertire il trend la Regione.

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