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Anguillara Sabazia, altro ricorso al Tar contro l’amministrazione Anselmo: sul caso requisizione loculi dov’è l’opposizione?

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ANGUILLARA SABAZIA (RM) – L’enigmatico abbandono dei lavori di ampliamento del cimitero comunale e “l’ambigua emergenza” dei loculi dichiarata dall’amministrazione comunale di Anguillara Sabazia guidata dalla sindaca Sabrina Anselmo vede coinvolte diverse persone che stanno assistendo alla requisizione – dichiarata temporanea fino a fine emergenza – dei propri loculi. Un fine emergenza però di cui non si riesce a intravedere uno spiraglio di luce. Una scelta, quella degli amministratori comunali che sta suscitando non pochi malumori sui vari concessionari dei loculi che si sentono offesi a seguito dell’atto d’imperio da parte dell’Ente locale.

Dopo l’uscita del nostro articolo – Anguillara, “Nerona”: occupate le tombe private dei cittadini. E’ così che si risolve l’emergenza – pubblicato su questo quotidiano lo scorso 4 ottobre abbiamo raccolto delle testimonianze commoventi e tristi da raccontare. E rispettando la riservatezza dei protagonisti, serbiamo rispettoso silenzio.

Un’iniziativa, quella messa in campo dall’amministrazione comunale dell’era Anselmo, che fino ad oggi non ha visto una fattiva volontà di adottare tutti gli strumenti ed i meccanismi utili per far cessare l’emergenza camposanto, quindi poter tornare alla normalità.

Un’iniziativa che presenta due aspetti: uno legale e l’altro umano che a sua volta avrà dei risvolti politici

Per quanto riguarda l’aspetto legale del provvedimento è pendente a Tribunale Regionale del Lazio un ricorso per chiedere l’annullamento della Deliberazione n. 30 del 22/02/2018 Giunta comunale comune di Anguillara Sabazia con la quale è stata disposta la requisizione temporanea di loculi cimiteriali assegnati ma non ancora utilizzati e dell’Ordinanza Dirigenziale n. 117/2018 con cui è stata predisposta la requisizione di una prima tranche di loculi nonché dell’Ordinanza Dirigenziale di requisizione temporanea dei loculi cimiteriali ad integrazione e sostituzione dell’Ordinanza n. 117/2018 del 31/10/2018 (Registro Generale n.136).
Il Giudice amministrativo ha fissato l’udienza per la trattazione dell’argomento al prossimo 22 novembre e qualora dovesse annullare il provvedimento comunale ci si troverebbe di fronte all’ennesimo flop da parte di questa Giunta.

Per quanto riguarda l’aspetto umano non si può non trascurare l’impatto devastante prodotto da questo provvedimento nei concessionari dei loculi che per la maggior parte sono persone di una certa età.
Racconta una signora, di cui non faremo il nome, che ha avuto la disgrazia di perdere un suo carissimo parente e che per mancanza di loculi il caro estinto si è visto parcheggiare in deposito. Un primo impatto negativo per i parenti. Risulta infatti triste e straziante pensare a un proprio caro che non trova la sua dimora definitiva per il riposo eterno. E immaginare che dopo un certo periodo di tempo il caro estinto “viene traslocato” in un loculo di un concessionario privato, fino a quel momento inutilizzato. A questo punto si riapre la ferita per i parenti che devono assistere nuovamente al macabro rito del caro estinto portato in giro per il cimitero.

“Secondo l’amministrazione comunale, – ci dice la signora – se il legittimo concessionario domani avesse bisogno di occupare quel loculo, il mio caro verrebbe nuovamente disturbato nel sonno eterno e trasferito in un altro loculo di qualche altro concessionario privato che non intende utilizzarlo per il momento. Ma per assurdo, prosegue commossa la signora, se quest’ultimo privato concessionario dovesse cambiare idea passando a miglior vita, il mio carissimo dovrebbe nuovamente raccogliere le sue ossa e trasferirsi altrove e poi ancora e ancora il caro defunto a spasso per il giardino degli alberi pizzuti. Vergogna! E si vergognino tutti quelli che non si vergognano!”

Non è una barzelletta, questo è il progetto studiato ad arte dall’amministrazione Anselmo

Gridare al fuoco, al fuoco e nessuno si muove, non si attiva per spegnerlo!
Il progetto per l’ampliamento del cimitero c’è, approvato con la delibera di giunta n. 114 del 04.08.2017 approvazione di fattibilità tecnica ed economica per realizzare i lavori d’ampliamento del cimitero comunale e annesso parcheggio. Le somme sono a disposizione dell’amministrazione! Manca solo la buona volontà. Chiedere rispetto per i vivi all’amministrazione Anselmo è lesa maestà? Chiedere rispetto per i morti è “atto osceno”? Vergogna, lesa maestà e atto osceno non bastano per fare uscire l’opposizione dal letargo su questo argomento?

Torneremo presto sull’argomento, confidando che nel frattempo qualcuno si sia svegliato dal torpore.
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Editoriali

19 luglio 1992: un maledetto pomeriggio

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Lo ricordo come allora quel tragico 19 luglio 1992.
Un caldo improponibile, come quello di questi giorni.
Ma era sabato e con gli storici amici del paese l’appuntamento era fisso: “… ci vediamo più tardi al chiosco, verso le 5, e poi decidiamo dove passare pomeriggio e serata …“.
E cosi facemmo!
Arrivammo un po’ alla spicciolata (cellulari, WhatsApp ed altro sarebbero arrivati anni dopo).
Per ultimo, ma non per questo meno importante, uno dei nostri amici, all’epoca cadetto alla scuola sottufficiali dei Carabinieri.
Lo sguardo basso, ferito oserei dire.
Il passo lento, non era il suo solito passo.
Gli occhi lucidi che facevano presagire che qualcosa di grave era successo.
“Hanno ammazzato pure Paolo”, furono le sue uniche indimenticabili parole.
In un momento i nostri sorrisi, la nostra voglia di festeggiare quel sabato si ruppe.
Non erano passati neanche due mesi dell’attentato di Capaci in cui Giovanni Falcone, sua moglie e gli uomini della scorta erano stati ammazzati per ordine della Mafia ed ora anche Paolo Borsellino e la sua scorta erano lì dilaniati dall’ennesimo atto vigliacco di Cosa Nostra.
Giovanni e Paolo incarnavano i sogni di quella nostra generazione pronta a scendere in piazza per dire “NO ALLA MAFIA”.
Una generazione che aveva fatto dell’impegno politico e sociale la propria stella polare.
Quei due uomini seppero farci capire quanto l’impegno dovesse essere sempre animato da uno spirito di sacrificio personale.
Ci fecero capire che per cambiare il mondo il primo impegno era mettersi in gioco.
Quel pomeriggio i nostri sogni di ragazzi che volevano un mondo migliore saltarono in aria come quella maledetta bomba in via d’Amelio.
Ma capimmo, anni dopo, che dalla loro morte sarebbe germogliato quel seme che avrebbe fatto crescere la pianta rigogliosa della legalità.
Oggi a più di 30 anni dalla loro morte tengo in mente due loro pensieri:

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

L’ importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio ma incoscienza (Giovanni Falcone)
La paura è umana, ma combattetela con il coraggio (Paolo Borsellino)


Ecco paura e coraggio … le loro vite, il loro impegno, il loro sacrificio ci hanno insegnato che possono convivere e farci essere grandi uomini.

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Roma, aggressioni e borseggi in metro. Riccardi (UdC): “Linea più dura per garantire la sicurezza pubblica”

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“Ci troviamo ad affrontare un problema che il Governo non può più ignorare: i borseggiatori operano impuniti nelle metropolitane di Roma. Questa situazione è inaccettabile e richiede un intervento deciso e immediato. Ritengo che la sicurezza dei cittadini debba essere una priorità assoluta e che la moderazione non significhi inazione”.
È assai dura la reazione del commissario cittadino di Roma Capitale dell’UdC, il dottor Roberto Riccardi, circa le continue, ripetute aggressioni e borseggi nella Capitale.

Dottor Riccardi secondo Lei dove bisogna intervenire in fretta nella legislazione italiana in tale materia?
I recenti episodi di furto nei mezzi pubblici mettono in luce una legislazione troppo permissiva. La normativa attuale, che prevede l’intervento delle Forze dell’Ordine solo su querela dei borseggiati, è del tutto inefficace. Questo non solo rallenta l’intervento delle autorità, ma spesso disincentiva le vittime a denunciare, sapendo che le conseguenze per i borseggiatori saranno minime o inesistenti.
Le leggi attuali non sono sufficienti per contrastare efficacemente questo fenomeno. È necessario un cambio di rotta deciso.

il commissario cittadino UdC di Roma Capitale, dottor Roberto Riccardi

E cosa può fare in più, in questo frangente, l’organo giudiziario?
Bisogna smettere di essere troppo indulgenti con i delinquenti. Va adottata una linea più dura per garantire la sicurezza pubblica.
Lei rappresenta uno dei partiti di governo nazionale. Esiste una vostra “ricetta” in merito?
Ecco le misure che proponiamo; arresto obbligatorio per i borseggiatori con l’introduzione dell’arresto obbligatorio per chiunque venga colto in flagrante a commettere furti nei mezzi pubblici. Questo deterrente è essenziale per scoraggiare i delinquenti e proteggere i cittadini.
Modifica della normativa vigente; bisogna consentire l’intervento delle Forze dell’Ordine anche in assenza di querela da parte della vittima, permettendo un’azione tempestiva e decisa contro i borseggiatori.
Inasprimento delle pene ed introduzione di sanzioni più severe per i reati di furto, specialmente quando commessi in luoghi pubblici e affollati come le metropolitane.
Campagne di sensibilizzazione informando i cittadini sui loro diritti e sull’importanza di denunciare ogni atto di borseggio, contribuendo così a creare una comunità più sicura e coesa.
Ma Lei crede che con tali misure si possa mettere un argine alla questione che preoccupa non solo i romani ma le decine di migliaia di turisti che ogni giorno arrivano nella capitale?
Non possiamo più permetterci di essere indulgenti. Dobbiamo agire con fermezza per garantire la sicurezza di tutti i nostri cittadini.
Le Forze dell’Ordine devono essere messe nelle condizioni di poter agire senza ritardi e senza ostacoli burocratici.
Dobbiamo essere determinati nello spuntare le armi dei buonisti ed a ripristinare la legalità nelle nostre strade e nelle nostre metropolitane. Solo con un intervento deciso e risoluto potremo garantire una Roma più sicura e vivibile per tutti.

Risposte chiare e concrete quelle del commissario cittadino UdC di Roma Capitale Roberto Riccardi.
Ci auguriamo che questa volta la politica affronti davvero con tale determinazione questa assenza di sicurezza per i romani e per le migliaia di turisti che si apprestano a giungere nella Capitale per l’imminente apertura, il 24 dicembre 2024, dell’Anno Giubilare.

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Cronaca

Roma, aggressione e borseggi: intervista allo youtuber Simone Cicalone aggredito nella metro

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Dopo i fatti accaduti venerdì presso la metropolitana di Roma fermata piazza di Spagna abbiamo telefonato a Simone Cicalone, noto youtuber, aggredito insieme alla sua compagna da una banda di borseggiatori.
Una situazione che ha rischiato di degenerare in quanto i protagonisti di questo pomeriggio potevano essere armati e sia Simone Cicalone che Evelina, sua videomaker hanno rischiato di avere conseguenze ben più gravi di quelle riscontrate (una prognosi di 7 giorni per i danni inferti loro dagli aggressori).

il vescovo derubato durante i fatti (immagini tratte dal video realizzato da Simone Cicalone)

Una vera e propria azione criminale è stata quella in cui i due sono stati coinvolti.
Un’organizzazione che ha fatto “squadriglia” e si è scagliata senza alcuna paura verso Cicalone e la sua videomaker.
Comunque sia Simone che Evelina ora stanno meglio, di certo spaventati, ma pronti di nuovo a riprendere senza sosta questo fenomeno di borseggio che sta diventando una vera e propria “bolgia degli impuniti”.

Di seguito l’intervista telefonica integrale con Simone Cicalone

L’INTERVISTA ESCLUSIVA A SIMONE CICALONE – CLICCA PER ASCOLTARE

Ringraziamo Simone ed Evelina della loro disponibilità

Nel momento in cui completiamo l’articolo apprendiamo la notizia che la ragazza coinvolta in questa aggressione ai danni di Simone Cicalone ed Evelina è già in circolazione e mostra in rete le immagini del suo ingresso in ospedale

foto dal web

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