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Anguillara Sabazia, gestione associata servizi sociali: è scontro con Bracciano. Prima firmo e poi contesto

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ANGUILLARA SABAZIA (RM) – E’ scontro tra il Comune di Bracciano e quello di Anguillara Sabazia sulla convenzione per la gestione associata dei servizi sociali nell’ambito territoriale del distretto sanitario Roma 4.3 (ex F3). Una convenzione sottoscritta nel giugno del 2015 dai Comuni di Anguillara Sabazia, Bracciano, Canale Monterano, Manziana e Trevignano Romano, con durata triennale, che individua Bracciano quale Comune capofila.

I fatti:

A marzo del 2018 viene approvato all’unanimità dal Comitato Istituzionale (Rappresentanti dei Comuni di Bracciano, Anguillara Sabazia, Canale Monterano, Manziana e Trevignano Romano) il regolamento dell’Ufficio di Piano, anche dal rappresentante del Comune di Anguillara Sabazia nella persona del vice sindaco Sara Galea.

Lo scorso mese di maggio, prima della scadenza naturale della convenzione, è stata approvata in Comitato Istituzionale, all’unanimità, e quindi anche dal rappresentante del Comune di Anguillara Sabazia – sempre il vice sindaco Sara Galea – la nuova Convenzione per la gestione associata dei servizi sociali in ambito territoriale del distretto Roma 4.3 (ex F3).

“La nuova Convenzione validata dal Comitato Istituzionale – fa sapere Armando Tondinelli sindaco di Bracciano – avrebbe dovuto essere approvata tempestivamente per garantire la prosecuzione del rapporto associativo tra tutti i Comuni interessati, tant’è che ad oggi, l’unica amministrazione inadempiente risulta essere quella del Comune di Anguillara
Sabazia, con evidenti ripercussioni sull’intera gestione associata, in quanto risulta impossibile sottoscrivere e far vivere la nuova convenzione per la quale, oltretutto, il Comune di Anguillara Sabazia ha presentato in data 29 ottobre 2018 delle proposte di modifica (art. 7 ed art. 8) che, ad oggi, risultano quanto mai tardive, posto che il Comitato Istituzionale ha già approvato il testo di Convenzione lo scorso 15 maggio senza rilievi. Ed è la stessa Convenzione (art. 30 D. Dlgs. 267/2000 e s.m.i.) a disciplinare i rapporti finanziari tra Enti che, in fase di approvazione del testo e di apposito piano finanziario della gestione associata, stanziano le necessarie somme in bilancio di previsione. La previsione annua fatte salve modifiche sostanziali nella gestione del servizio, si presume rimanga invariata anche per l’anno in corso.”

La diffida del sindaco di Bracciano

Anguillara Sabazia, servizi sociali: arriva la diffida del sindaco di Bracciano. Rischio danno erariale

E così dopo che il sindaco di Bracciano, lo scorso 24 ottobre, ha diffidato quello di Anguillara Sabazia a porre in essere tutte le procedure necessarie per l’approvazione della convenzione per la gestione associata dei servizi sociali nell’ambito del distretto Roma 4.3 l’amministrazione comunale di Anguillara Sabazia, guidata dal sindaco Sabrina Anselmo ha fatto sapere che la convenzione stipulata e controfirmata dal rappresentante del Comune – vice sindaco Sara Galea – in sede di Comitato istituzionale è “fuori da ogni logica procedurale”.

 

Stando ai fatti sembrerebbe che oltre allo scontro tra l’amministrazione comunale di Bracciano e quella di Anguillara Sabazia ci sia quantomeno della confusione di intenti tra gli amministratori sabatini: prima firmo una convenzione e poi la contesto. Una vicenda che ora è al vaglio della Regione Lazio che dovrà pronunciarsi per cercare di rimettere ordine ad una situazione che rischia di provocare gravi disservizi agli utenti del servizio dell’intero distretto.

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Monterotondo: nonostante le proteste dei cittadini, prosegue l’abbattimento dei grandi tigli di via XX settembre

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Italia Nostra invia una segnalazione ai carabinieri forestali e si riserva azioni legali 

MONTEROTONDO (RM) – Italia Nostra, l’Associazione Centro Storico in Movimento, e numerosi cittadini, si sono  mobilitati sui social per esprimere il loro sgomento innanzi ai massicci abbattimenti di alberi rigogliosi, nel pieno della loro efficienza eco-sistemica, oltre che della loro funzione ornamentale e paesaggistica.

“Da tempo – Dichiarano da Italia Nostra – l’amministrazione comunale di Monterotondo si impegna nella distruzione delle alberature cittadine. All’inizio dell’anno gli abbattimenti sono iniziati nell’ area di Viale Bruno Buozzi e della cosiddetta Passeggiata (uno dei maggiori polmoni verdi della cittadina),  e sono proseguiti nonostante le proteste dei cittadini e delle sottoscritte associazioni, che hanno inviato appelli accompagnati da rapporti di tecnici che confutavano le generiche motivazioni  che gli alberi fossero “malati” e “pericolosi”. 

Ora – proseguono – si abbattono i grandi tigli in ottima salute di via XX Settembre. Abbandonando le pretese di “sicurezza”, l’amministrazione ha replicato alle proteste sui social sostenendo la necessità di allargare i marciapiedi per evitare che i cittadini inciampino (sic), e favorire il passaggio di disabili, oltre a quella di procurare nuovo spazio per i parcheggi.  Argomenti tra loro contraddittori, che, in considerazione della piccola area recuperata dall’eliminazione dei tronchi, non giustificano gli abbattimenti.  Ora l’amministrazione afferma che sostituirà i tigli abbattuti con una varietà di  Pyrus Calleryana, piccoli peri da fiore, di cui si dice che sono particolarmente adatti a catturare gli inquinanti chimici dell’aria. Ma è del tutto evidente, e si può quantificare con i dati misurati, che per l’assorbimento degli inquinanti più dannosi per la salute, 03, NO2, SO2 e i PM10, i piccoli peri, che comunque impiegheranno alcuni anni per crescere, sono assai meno efficienti dei grandi tigli.  

L’accanimento dell’amministrazione di Monterotondo è in totale contrasto con le indicazioni nazionali ed europee in relazione ai benefici delle grandi alberature per aspetti essenziali quali il miglioramento degli estremi climatici, con mitigazione delle isole di calore, e lo stoccaggio e sequestro di carbonio, fattore fondamentale del riscaldamento globale (un tiglio adulto può stoccare in media più di 3000 kg di CO2, otto volte di più dei peri proposti). Inoltre le grandi alberature riducono l’inquinamento acustico, migliorano della qualità dell’aria, valorizzano gli aspetti architettonici degli edifici, aumentando il valore delle proprietà, e in generale contribuiscono alla salute umana migliorando la vivibilità e la qualità della vita.  

 A completare il quadro, il comune di Monterotondo  risulta inadempiente rispetto alle prescrizioni di legge per la gestione del verde pubblico:  non ha un Censimento e Catasto del Verde, né un censimento   degli alberi di pregio e monumentali,  non applica la legge del Bilancio Arboreo,  (n. 10 del 14 gennaio 2013, art. 2), e manca del Piano Comunale del Verde, cioè dell’elaborato gestionale integrativo del PRG per il sistema verde, avente funzione di pianificazione, tutela e controllo per le reti del verde urbano ed agricolo. 

Quanto sopra – concludono da Italia Nostra – è stato segnalato ai carabinieri forestali e si intende proseguire l’azione, anche per vie legali, affinché venga affermato concretamente il principio, sancito dalla legislatura, che le alberature cittadine sono un importante bene pubblico. Un bene, che se ha degli aspetti paesaggistici, di bellezza e di decoro, non quantificabili, ma non per questo irrilevanti, ha anche aspetti quantificabili: si possono infatti stimare la quantità di CO2 immagazzinata nell’albero, la quantità di ossigeno prodotta e la quantità di inquinamento atmosferico eliminata.  

Il danneggiamento e l’eliminazione delle alberature urbane costituisce quindi distruzione di beni pubblici, che, se non adeguatamente giustificata, deve essere sanzionata.” 

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Valmontone, tenta una truffa in banca ma gli va male: arrestato 63enne pregiudicato

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VALMONTONE (RM) – Un pregiudicato di 63 anni, originario della provincia di Napoli, è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Valmontone per una tentata truffa ai danni di una filiale di un istituto di credito. 

L’uomo è entrato in banca ed ha chiesto di poter prelevare 2.000 euro dal proprio conto corrente, presentando un documento sul quale erano riportate le generalità di un cittadino piemontese. La foto apposta sul documento, però, era diversa da quella presente nella banca dati dell’Istituto, perciò la cassiera, insospettita, ha avvertito il direttore che, a sua volta, ha segnalato tutto ai Carabinieri.

L’intervento immediato della pattuglia ha permesso di bloccare l’uomo che nel frattempo stava tentando di allontanarsi. È stato portato in caserma, identificato e arrestato con l’accusa di tentata truffa, ma dovrà rispondere anche di possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi e falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie.

Grazie alla successiva attività d’indagine effettuata dai Carabinieri è emerso che la scorsa settimana il 63enne si era presentato presso una banca di Colleferro e, con la medesima tecnica, ha tentato di prelevare 2.000 euro. In quella circostanza, aveva fornito i documenti di un uomo nato nella provincia di Alessandria, attualmente residente a Genova. L’impiegata addetta allo sportello, attenta nello svolgere l’operazione, ha confrontato i documenti con i dati presenti nel sistema ed ha scoperto che c’era un alert. Mentre stava avvisando il direttore, quello strano cliente ha lasciato i documenti ed è andato via.

La sua “fuga” è durata poco, perchè i Carabinieri della Compagnia di Colleferro erano già sulle sue tracce e, ricevuta la segnalazione dalla banca di Valmontone, sono intervenuti e lo hanno bloccato, accompagnandolo in caserma.

Di fronte ai militari, il 63enne ha dovuto declinare le sue vere generalità. I documenti erano stati, ovviamente, contraffatti e cristallizzata l’intera vicenda, raccolta la denuncia di entrambi i direttori delle banche, per il 63enne sono scattate le manette ai polsi.

Il G.I.P. del Tribunale di Velletri ha convalidato l’arresto, rimettendolo in libertà con l’applicazione della misura cautelare personale del divieto di dimora nel Comune di Valmontone, in attesa dell’udienza fissata a metà novembre.

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Guidonia Montecelio, preferisce il carcere alla convivenza con la moglie

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GUIDONIA MONTECELIO (RM) – Il militare di servizio alla Caserma della Tenenza Carabinieri di Guidonia Montecelio, nella serata di ieri, ha creduto, per un attimo, di essere vittima di uno scherzo, quando un cittadino albanese di 30 anni, già conosciuto poiché agli arresti domiciliari per pregressi reati, si era appena presentato in caserma chiedendo di poter essere accompagnato in carcere.

Il 30enne ha spiegato ai militari di non essere più in grado di reggere la convivenza forzata con la moglie e, quindi, esasperato dalla situazione, ha preferito evadere presentandosi spontaneamente dai Carabinieri per chiedere di scontare la sua pena dietro alle sbarre.

I militari hanno “esaudito” il suo desiderio, arrestandolo con l’accusa di evasione, e l’Autorità Giudiziaria, informata sulla situazione, ha disposto il trasferimento in carcere.

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