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Anguillara Sabazia, il consigliere M5s Pierdomenico multato dal Comune per i suoi abusi edilizi

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ANGUILLARA SABAZIA (RM) – 10 mila euro di sanzione amministrativa per il consigliere di maggioranza di Anguillara Sabazia Massimo Pierdomenico per non aver ottemperato all’ordinanza di demolizione relativa alcune opere abusivamente realizzate senza alcun titolo abilitativo in un’area soggetta a vincoli.

QUI L’ORDINANZA DIRIGENZIALE

A settembre del 2018 un cittadino aveva denunciato, attraverso un esposto, il disboscamento della strada di accesso al fabbricato del consigliere M5s segnalando anche la presenza di opere in cemento e muratura, realizzate nella stessa proprietà. Esposto che ha poi trovato riscontro con il sopralluogo effettuato dall’ufficio tecnico comunale dove sono state rilevate e contestate:

Un magazzino in blocchetti con copertura in bandoni di dimensioni totali mt 4,00 x 16,00 circa, per una superficie pari a mq. 64,00 circa, con altezza media rispettivamente di mt 3,30 circa il primo e mt 2,50 circa il secondo; altra tettoia chiusa su tutti i lati di mt 4,10 x 6,20 = mq 25,42 circa, con altezza media m.2,80 ca.

Il Consigliere di maggioranza M5s quando questo giornale rese nota la notizia commentò: “Giornale di Merda” e ancora “Mi godo la palma alla faccia di quei dementi che inviano falsità ad un giornale di merda schierato politicamente”.

Il consigliere è stato poi querelato da questo giornale per diffamazione, ma il magistrato ha ritenuto che le frasi fossero di lieve tenuità e quindi non ha inteso arrivare al processo. Ovviamente questo giornale ha presentato opposizione alla decisione e ad oggi si attende il responso. Cosa sarebbe successo se al contrario in un post del giornale si fosse scritto “Consigliere di merda?”

Intanto desideriamo respingere al mittente le becere affermazioni perché di falsità non ne ha dette assolutamente questo giornale ma qualcun altro che adesso si troverà a pagare 10 mila euro non per una vacanza ma per abusi edilizi. Tant’è!

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Anguillara Sabazia, Manciuria: “Ufficio Condono e Autorizzazione Paesistica torni a funzionare. Ecco l’en plein dell’inettitudine grillina”

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ANGUILLARA SABAZIA (RM) – “Le cartelle pazze come regalo natalizio, l’incremento dei costi per l’appalto rifiuti e verde e il fumo negli occhi con il  nuovo plesso scolastico Duca degli Abruzzi, per il quale è stato necessario ripubblicare la delibera, sono gli schiaffi rifilati dalla sindaca Anselmo ai cittadini nell’ultimo mese. Ma lei e la sgangherata giunta che la sostiene raggiunge l’en plein con il disservizio e l’inefficienza nel quale ha ridotto l’ufficio condono e autorizzazioni paesistiche”. Commenta così il Presidente di AnguillaraSvolta Sergio Manciuria, le continue lamentele dei cittadini e tecnici delegati sulla pessima gestione di un ufficio strategico per la gestione delle pratiche edilizie della città.

“Non più tardi di una anno fa – ricorda Manciuria – consigliammo all’assessore all’urbanistica di individuare un progetto tanto pratico quanto trasparente per procedere al rilascio delle concessioni in sanatoria dopo il contenzioso con la Sogeea SPA, il cui esito dell’arbitrato è previsto per le idi di marzo. Cosa ci ha confezionato invece il delegato sindacale pentastellato? L’ennesima emergenziale inettitudine grillina: per pagare lo scandalo dei containers voluti dal delegato scuola, ha affidato ad unico soggetto solo 200 pratiche per 30.000 euro a spese dei contribuenti, la cui produttività in questo semestre, è stata pari a zero “.

“Inoltre, da settembre e dopo aver silurato inspiegabilmente l’Arch. Silvaroli – ribadisce il referente sabatino -, l’assessore giallo-sbiadito non soddisfatto dei pessimi risultati del condono,  ha completamente lasciata sguarnita la figura e nomina del paesaggista le cui funzioni sono subdelegate dalla Regione Lazio. Risultato raggiunto? Paralizzato un settore vitale in zona vincolata per la gestione del territorio”.

“La missione da parte della sindaca Anselmo di lasciare nel caos e degrado la nostra città  sembra ad un passo dalla realizzazione – conferma il Presidente – ma noi ci ribelliamo e diciamo basta a queste politiche di profanazione delle più elementari norme di civiltà e senso civico.

Se la priorità della ‘diversamente amministrazione’ è aumentare del 50% la retribuzione di godimento posizione del segretario comunale piuttosto che destinare queste somme ai servizi sociali, vuol dire che non c’è rispetto per i deboli e chi è in difficoltà economica.

Anguillara Sabazia e i suoi cittadini, indipendentemente dal credo associativo o politico, ad un anno dalle elezioni amministrative non possono più rimanere inermi  e devono uscire allo scoperto per il bene della comunità. Dopotutto – conclude Manciuria – chi non lotta ha già perso “.

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Guidonia Montecelio, M5s addio: Zarro, Terzulli, Cacioni e Ammaturo fanno il punto sulla gestione Barbet

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GUIDONIA MONTECELIO (RM) – Sono passati quasi tre anni dall’11 giugno del 2017 quando i cittadini di Guidonia Montecelio sono stati chiamati alle urne per le elezioni comunali che hanno visto poi eleggere, al secondo turno, il sindaco Michel Barbet con il Movimento 5 Stelle.

Una campagna elettorale, quella del 2017, svolta soprattutto sui social network che ha visto poca partecipazione di piazza e che al primo turno ha registrato un 52 percento di assenteismo, sintomo quest’ultimo di una città che con tutta evidenza si è sentita delusa e fortemente demotivata dalle precedenti amministrazioni.

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Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 16/01/2020

E oggi, arrivati a metà mandato, di quella che doveva rappresentare la legislatura della speranza e del rinnovamento, sono parecchi i mal di pancia che si sono registrati tra quei cittadini che avevano riposto le proprie speranze nella gestione del sindaco Barbet che invece ha portato ad un vero e proprio terremoto politico soprattutto con la recentissima uscita dalla maggioranza consiliare dei consiglieri Loredana Terzulli e Claudio Zarro.

Uscita arrivata dopo i tanti malumori rappresentati più volte al sindaco e ai suoi più stretti collaboratori ai quali era stato chiesto di invertire la rotta.

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L’intervista ai consiglieri comunali Arianna Cacioni (Lega), Giovanna Ammaturo (FDI), Claudio Zarro (Gruppo Misto) e Loredana Terzulli (Gruppo Misto) a Officina Stampa del 16/01/2020

Un cambiamento nelle scelte amministrative, quello richiesto,  per andare incontro ai veri bisogni dei cittadini, soprattutto per quei servizi essenziali che fino ad oggi non hanno offerto interventi concreti in una città in cui l’ordinario è diventato emergenza. Appello rimasto inascoltato e che dopo mesi di tensioni ha portato alla fuoriuscita di Terzulli e Zarro dalla maggioranza consiliare pentastellata.

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Ferrovie concesse, guerra aperta tra Atac e Pendolari. Mozione per la Roma-Giardinetti

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È guerra aperta tra Atac e le Associazione consumatori – il Codacons in testa – e, direttamente o indirettamente, coi pendolari

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È guerra aperta tra Atac e le Associazioni consumatori – con il Codacons in testa – e, direttamente o indirettamente, con i pendolari.

Al centro i disservizi che ogni giorno affliggono le ferrovie regionali ex-concesse Roma-Lido e Roma-Viterbo, immortalati da Pendolaria, il consueto rapporto di Legambiente sulla qualità dei servizi ferroviari italiani. E la Roma-Giardinetti? Ce n’è anche per questa linea, la settimana appena iniziata potrebbe infatti riservare spiacevoli sorprese.

La Viterbo attenzionata dal Garante. Irrompe il Codacons con il comunicato di tre giorni fa dove evidenzia che l’ART – Autorità di Regolazione dei Trasporti ha deciso di far luce sul servizio ferroviario della Roma-Viterbo in affidamento all’Azienda Capitolina, “annunciando”, recita la nota, “specifiche azioni di verifica a riscontro delle criticità oggetto di segnalazione”. Nelle settimane scorse infatti il Codacons, a seguito delle numerose proteste ricevute dal cittadini, aveva presentato un esposto all’ Autorità in cui si chiedeva di intervenire a tutela dei pendolari e degli utenti. “La ferrovia è il mezzo di trasporto più problematico vista la lunghissima durata dei viaggi e i frequenti ritardi dovuti alla presenza del binario unico”, scriveva l’associazione consumatori nell’esposto, “presenta tutt’ oggi gravi carenze, sia nello stato di salute dei mezzi, che continuano ad avere guasti e a presentare infiltrazioni d’ acqua, sia nella frequenza delle corse, che obbligano spesso gli studenti e i lavoratori ad arrivare a scuola o a lavoro in ritardo oppure a uscire anticipatamente per poter raggiungere le fermate, obbligandoli ad aspettare per ore dopo l’ uscita o impedendogli in molti casi di frequentare corsi pomeridiani a causa della mancanza di corse nel secondo pomeriggio per il rientro nei paesi di residenza”. Situazione “che potrebbe finire con l’incidere anche sul diritto allo studio o sulle prestazioni lavorative di ciascun utente fruitore. Duole notare la situazione di incuria e mala gestio di una delle tratte che dovrebbe essere un fiore all’occhiello della città e dell’intera Regione: un concentrato di degrado quasi irreale, che non risparmia nulla e infetta ogni singolo elemento della vita civile: strade, ponti, cavalcavia, gallerie”. Nell’esposto il Codacons chiedeva l’intervento della Procura e dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, “affinché si ponesse fine all’ odissea quotidiana dei pendolari”.

Botta e risposta al vetriolo. L’annuncio del Codacons, intenzionata ad avviare una “class-action” al riguardo, acuisce l’ormai atavica diaspora che vede protagonisti Atac stessa e il Comitato Pendolari RomaNord. “Finalmente un’associazione di consumatori si accorge della nostra situazione e denuncia”, attacca il portavoce Fabrizio Bonanni, “ma d’altra parte basta leggere quello che pubblichiamo quotidianamente attraverso i nostri canali sociali facebook e twitter per farsi una idea di come stiamo messi”. E non solo. Nei giorni antecedenti il Comitato aveva aggiornato la lunga lista delle soppressioni, salite a 1200 in 190 giorni, “al netto” delle cancellazioni “fantasma”, precisano, ovvero di quei treni che sarebbero stati “annunciati e poi scomparsi dopo la partenza e non segnalati ufficialmente ma ricavati dalle segnalazioni utente in stazione, senza che siano effettivamente state effettuate le rispettive corse”.  Piccata la risposta dell’Azienda: “non risponde al vero che Atac eviti di comunicare le eventuali cancellazione di corse”, si legge nel comunicato di ieri pomeriggio, 12 gennaio.  “Lo stato del servizio della ferrovia Roma-Viterbo è pubblicato in tempo reale sul sito atac.roma.it e sugli altri canali aziendali (ad esempio i social), distribuito open data ai principali altri canali e distribuito dalle principali app”, tuonano da via Prenestina. E rispetto alle soppressioni precisano che sabato “sono state cancellate 20 corse, ed esclusivamente nella tratta urbana, e non ‘una trentina’, come riportato. Nessuna cancellazione ha riguardato la tratta extraurbana. Si fa notare in particolare che sulla tratta urbana, in alcuni momenti delle ore di punta la frequenza dei treni tra Montebello e Flaminio scende sino a 5 minuti. Riportare dati”, aggiungono, “aggregati su base plurimensile senza rapportarli al totale delle corse programmate è gravemente distorsivo della realtà, dalla metà di settembre alla fine di dicembre del 2019 è stato effettuato il 96,2% delle corse previste.  Le 1.200 corse cancellate, riportate, inoltre si riferiscono a oltre 190 giorni di esercizio. Ciò significa che parliamo di circa 6 corse in media cancellate al giorno, quando nei giorni feriali ne sono previste 226”.

Nemmeno 12 ore dopo…A stretto giro di posta la replica del Comitato, seguito dallo scossone tellurico di questa mattina. “Ieri sera [domenica 12 gennaio, ndr] abbiamo ribattuto punto su punto al comunicato Atac che ci accusava sostanzialmente di dire bugie sul servizio erogato sulla nostra ferrovia”, annota Bonanni, “ecco che nemmeno 12 ore dopo succede quello che diciamo da tempo: Atac non comunica in tempo i disagi e non attiva per tempo i servizi sostitutivi. Stamattina infatti, dalle ore 7.30 si sono susseguite informazioni tra i pendolari circa un ipotetico guasto a un treno extraurbano. Tale guasto, poi purtroppo confermato da chi era a bordo, ha di fatto bloccato la linea per oltre un’ora. Ebbene, in questo frangente Atac ha sempre valutato come regolare il servizio, mentre accadeva il pandemonio tra Sacrofano e Riano: treno guasto, tentativo di rimorchio fallito da parte di altro treno, passeggeri messi a rischio e ritardi mostruosi sull’intera tratta. Tutto regolare, appunto, secondo Atac almeno fino alle 8.24”.  A corredo di quest’ultima nota, la foto del sito aziendale, dove, effettivamente, nella parte che riguardava la Viterbo non compariva alcuna annotazione sul guasto.

L’annotazione pubblicata dal Comitato Pendolari

Arriva l’esposto sulla Roma-Lido? Sulla ferrovia litoranea, anch’essa segnala dai disservizi, rendicontati soprattutto da Odissea Quotidiana, è, invece, l’associazione Assotutela a minacciare un’azione legale, similare a quella del Codacons. A dirlo il presidente nazionale, Michel Emi Maritato:“Come associazione che difende i diritti dei consumatori, vogliamo esprimere la nostra forte vicinanza ai pendolari della Roma-Lido, che nella giornata di ieri [9 gennaio, ndr] hanno dovuto sopportare ennesimi disagi sulla linea. Una odissea quotidiana, una triste abitudine che Assotutela denuncia da anni e sulla quale non possiamo più rimanere inermi. Le istituzioni preposte continuano a essere lacunose, lasciando al proprio destino una delle linee dei trasporti laziali più importanti del nostro territorio. Anche e soprattutto alla luce dei disservizi tecnici di ieri, Assotutela ha intenzione di presentare un esposto alla Procura della Repubblica al fine di comprendere le dinamiche specifiche che conducono ai continui disagi sulla Roma-Lido”.

E la Roma-Giardinetti? La linea sulla Casilina, per metà ferrovia e per l’altra metà tranvia (o viceversa), sta vivendo un periodo di stagnazione. Da un lato c’è il progetto di ammodernamento e prolungamento formulato dall’ingegner Andrea Spinosa, e inserito da Roma Capitale nel PUMS, dall’altro il servizio attuale che si trascina a stento. “La linea si trova a un bivio, devono sbrigarsi”, sottolineano dall’associazione TrasportiAmo che ha lanciato una petizione popolare sostenuta tra gli altri da ORT – Osservatorio Regionale sui Trasporti, Legambiente Lazio e dal Comitato di Quartiere Tor Pignattara, presieduto da Luciana Angelini.

“L’idea Spinosa è l’unica praticabile”, riprende l’associazione, “in quanto consente la valorizzazione dell’infrastruttura esistente a costi contenuti”. E sulla pagina proprio del Comitato Andrea Tortorelli de Sferragliamenti sulla Casilina rimarca: “Sebbene il sentire comune vorrebbe l’adeguamento allo scartamento ordinario ‘perché è così che deve essere’, tale scelta porta con sé notevoli complicazioni progettuali ed extracosti. Il mantenimento dello scartamento ridotto, aggiornato con le tecnologie ed i confort della modernità, consentirebbe la creazione di una vera e propria rete metrotramviaria ad est della città, alla stregua della Docklands Light Railway londinese. La presa di posizione del Ministero – prosegue – mi sembra sia caduta in questo peccato ‘di convinzione’. Per tale ragione, fermo restando che il Riparto 2019 rappresenta un’occasione unica ed irripetibile per la salvezza della linea, ritengo che l’Amministrazione Comunale debba sfruttare il rimando al 30 aprile 2020 per rafforzare le tesi che a suo tempo condussero saggiamente verso la scelta dei 950 mm”.

La mozione. Le osservazioni delle associazioni trovano un punto di forza nella mozione (n. 319/2019) a firma della consigliera capitolina Svetlana Celli (capogruppo RomaTornaRoma), che impegna la “Sindaca e la Giunta a porre in essere ogni iniziativa utile a definire il trasferimento della linea ferroviaria Roma-Giardinetti dalla Regione Lazio a Roma Capitale, e a provvedere alla riapertura della tratta Centocelle-Giardinetti o al prolungamento della linea fino al Parco di Centocelle”. La mozione impegna altresì a sollecitare “il MIT affinché assegni le risorse necessarie per l’ammodernamento e il prolungamento, ad avviare gli interventi di revisione generale agli elettrotreni” e, infine, a “istituire un Osservatorio presso Roma Capitale, aperto ai Municipi, alle Associazioni/Comitati utenti/cittadini del territorio e alle Organizzazioni Sindacali, finalizzato a monitorare l’avanzamento dei lavori”. Argomenti rispetto ai quali la compagine pentastellata difficilmente potrà sottrarsi. “Un intero quadrante aspetta la riqualificazione della ferrotranvia Roma-Giardinetti, promessa dal M5S in campagna elettorale quattro anni fa”, attacca la consigliera Celli. “La maggioranza aveva prospettato la riapertura fino alla stazione Giardinetti e la presa in carico della linea. Ma nulla di fatto ed oggi tutto è fermo. Dallo snodo con la Metro C, all’altezza del Parco di Centocelle, al rilancio della Roma-Giardinetti come metropolitana di superficie, proprio come avviene nelle grandi capitali europee. Tutti progetti possibili, dei quali si avvantaggerebbero i cittadini e l’ambiente, oltre che l’intero sistema Tpl. Questa settimana in Aula andrà al voto la mozione preparata come gruppo RTR che auspica proprio questi scenari futuri. Ci auguriamo sia l’occasione per la maggioranza per rilanciare un progetto strategico per Roma”.

Dello stesso avviso il capogruppo Pd al Municipio VI, il consigliere Fabrizio Compagnone: “I cittadini dei quartieri interessati dalla non sono più disposti a tollerare l’immobilismo dell’Amministrazione Capitolina e il silenzio assordante del Presidente del Municipio VI Romanella e della sua Giunta, le zone commerciali insistenti sul percorso sono allo stremo. Rispetto a questo tema, infatti, in campagna elettorale avevano promesso la riapertura fino alla stazione Giardinetti e la presa in carico della linea. Allo stato attuale, invece, constatiamo che nulla di quanto paventato è stato realizzato. È necessario, a questo punto, un’azione rapida e concreta al fine di individuare quelle soluzioni esaustive in modo da sboccare l’intera situazione e dare un presente e un futuro alla Giardinetti, così tanto importante per un quadrante della Capitale. Ci associamo alle preoccupazioni espresse dalle associazioni e dei comitati di quartieri e speriamo che l’anno appena iniziato risvegli dal torpore l’Amministrazione, votando, in primis la mozione della consigliera Celli”.

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