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Anguillara Sabazia, quella tomba imbarazzante per l’amministrazione Anselmo: un fatto che dovrebbe indignare tutti… Consiglieri compresi!

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ANGUILLARA SABAZIA (RM) – Come nella vita di ogni essere anche in quella dell’amministrazione comunale, soprattutto quando il baratro è imminente, si cominciano ad avvertire dei segnali che indicano che ormai la carriera del sindaco è arrivata al capolinea. E questo stato terminale dell’amministratore pubblico lo si può tranquillamente definire come il rantolo di fine carriera politica.

Ai più attenti non sarà certamente sfuggito l’operato ansante, sempre più frequentemente affannoso della sindaca di Anguillara Sabazia. E nel caso specifico, che si tratta in questo articolo, irrispettoso dei sentimenti altrui ed insensibile agli affetti ed ai cari ricordi di chi ha avuto la sfortuna di piangere un suo caro. Tanti sarebbero i fatti da narrare sulle gesta di questa sindaca, ma quello di oggi dovrebbe indignare l’intera cittadinanza di Anguillara Sabazia, consiglieri di maggioranza inclusi.

I fatti:

Dopo la delibera di Giunta comunale n.30 del 22/02/2018 e dopo la conseguente Ordinanza Dirigenziale n.117/2018 con cui è stata predisposta la requisizione di una prima tranche di loculi presso il cimitero cittadino, il 27 settembre di quest’anno veniva recapitata ad un residente, concessionario del loculo cimiteriale n.20, 3° fila, blocco B5, una lettera raccomandata, protocollo 30705.

Con la lettera il Comune avvisava il residente concessionario, che il suo loculo veniva “provvisoriamente occupato da altra salma.”

Nella lettera del Comune si specificava anche: “Non appena il Comune sarà nelle condizioni di traslare il feretro in altra sepoltura libera da concessione, il suddetto loculo sarà liberato”. Firmato: Il responsabile di Area/Dott.Maria Eugenio De Rose.

Ebbene lo scorso 27 settembre il loculo del residente è stato occupato dalla salma del signor GB.P ed effettuata muratura e rifinitura con stuccatura a calce. E il 1 novembre, dopo appena un mese, l’apertura del loculo è stata rivestita con una lapide di marmo, personalizzata con l’incisione di nome e cognome, data di nascita e del decesso, corredata con lampada votiva accesa e tanto di foto del de cuius impressa nel marmo.

Il residente, concessionario legittimo del loculo, trovandosi di fronte a quello che tutto gli è sembrato tranne che una occupazione provvisoria del proprio loculo ha fatto intervenire al cimitero la Polizia Locale che il 5 novembre scorso ha redatto un verbale fotografando la situazione come a loro rappresentata.

A questo punto sono tante le domande e qualcuno dovrebbe rispondere perché i dubbi si infittiscono ed i sospetti pure, perché come usava dire Andreotti “A pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si indovina”
“……il feretro in altra sepoltura libera da concessione, ……”.

L’agenzia funebre che pubblicizza la compra vendita di tombe

Al Capo Area che probabilmente ancora crede che le sepolture libere piovano dal cielo consigliamo di fare una visitina all’agenzia funebre che pubblicizza la compra vendita di loculi, tombe e annessi e si convinca che disponibilità libere da concessioni si trovano sul mercato.

Come mai? Al Comune, solerte ed implacabile, questo dettaglio non può essere sfuggito. Basta indagare chi sono i concessionari che stanno vendendo; non dovrebbe essere difficile per l’ufficio cimiteriale.

La seconda domanda, importante quanto la precedente, tratta materia molto delicata. Ci si chiede, quale ufficio del Comune ha autorizzato la copertura e la rifinitura in marmo del loculo n.20, 3° fila, blocco B5, requisito ed occupato provvisoriamente da altra salma? E quali operai hanno murato il marmo? Quali sono i documenti per cui questi operai cimiteriali hanno potuto procedere nella privatizzazione e personalizzazione del loculo requisito “provvisoriamente?”

Ci sarebbe poi da sapere quale ufficio del Comune ha firmato il contratto con gli eredi del defunto sig. GB.P. per la fornitura di corrente per la luce votiva.

Se per l’amministrazione guidata dalla sindaca Anselmo tutto questo è considerato come “normale amministrazione” allora le cose sono più gravi di quanto si possa immaginare.,

A chiusura si citano le brevi parole proferite da Don Giorgio Trotta rivolte agli esponenti dell’Amministrazione Comunale e della Sovrintendenza ai beni artistici e culturali della Puglia in occasione della benedizione dei lavori di recupero delle necropoli viestani: “Il rispetto della città dei morti sia il preambolo perché venga rispettata la città dei vivi”. Chi ha orecchi per intendere, intenda!

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Castelli Romani

Albano Laziale, Marco Mattei: intervista a tutto campo

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Marco Mattei è stato per 10 anni Sindaco di Albano Laziale in rappresentanza di una coalizione di Centrodestra dal 2000 al 2010. Ora, da oltre 5 anni, vive ai margini della politica riservando il suo impegno alle attività che svolge presso la ASL Roma 6 come Direttore del Dipartimento del Territorio e Direttore del Distretto di Frascati. In quest’ultimo periodo è raro trovarlo negli incontri politici e preelettorali, eccezion fatta per la presentazione del Candidato Sindaco del Centrodestra e amico di sempre Matteo Orciuoli. Iniziamo con i ricordi del governo Mattei.

Cosa la rende orgoglioso di aver fatto il Sindaco di Albano Laziale?
 Per la verità tante cose ma ad alcune sono particolarmente legato.
In primis essere riuscito dopo tanti e tanti anni a far riconoscere dal Capo dello Stato, il tributo di vittime che la nostra Città ha pagato durante la seconda guerra mondiale con il bombardamento di Propaganda Fide. Proprio nel ricordo dei nostri concittadini, vittime del bombardamento del 10 febbraio del 1944, con Decreto del Presidente della Repubblica dell’11 dicembre 2009, Albano è “medaglia d’argento al merito civile”.
Il secondo ricordo che mi rende orgoglioso è l’essere riusciti a far riconoscere ad Albano il titolo di Città.
Per ottenere questo importantissimo riconoscimento abbiamo dovuto produrre una corposa documentazione storica, raccolta durante i miei anni di governo, che è stata valutata dall’Araldica dello Stato come meritevole per il conferimento del titolo di Città. L’iter si è concluso con il Decreto del Presidente della Repubblica del 15 novembre 2006. Da allora è stato modificato anche il glorioso gonfalone per la seconda volta nella storia con l’inserimento del motto Mater Urbis.

 

Due punti che sembrerebbero lontani dalle attività tipiche degli amministratori comunali?
Sono certamente due cose che possono rendere orgoglioso ogni cittadino di Albano, a prescindere dal credo politico, e che purtroppo sembrano quasi passate in secondo piano rispetto alle polemiche su buche, strade sconnesse Etc. Le nostre radici sono conservate nella storia della nostra Città e parlano di noi al mondo intero. Nel riconoscerci il titolo di città, l’Araldica dello Stato ha riconosciuto anche il motto di “Mater Urbis”, madre di Roma, riconoscendo ad Albano la discendenza dalla mitica Alba Longa.
 

Insomma, l’aver realizzato di fatto l’intero tratto di tangenziale Appia bis esistente, l’aver aperto dopo anni il Tribunale a Via Donizetti, l’aver completato il depuratore di Pavona e i quasi 10 km di fognature e le tante altre opere che rivendicano i componenti del centrodestra non la inorgoglisce?
 Certamente, anche queste cose mi rendono fiero di quel periodo, ma lascio le rivendicazioni a chi ora è nella competizione politica in prima persona. Certamente tutti i candidati del centrodestra, insieme a me, portano il merito di tante e tante cose realizzate in quegli anni.

Cosa dice a chi rivendica per la Giunta Marini la riapertura dell’Anfiteatro Romano Non voglio entrare nella polemica che sta montando in queste ore. Dico soltanto che non si può negare che la mia Amministrazione ha riaperto al pubblico e alle manifestazioni ludiche l’anfiteatro Romano, per la prima volta dopo secoli, nel 2001/2002 con la Rievocazione Storica dei giochi Gladiatori, manifestazione che è stata poi ripetuta per molte edizioni a seguire. Non nego neanche che da allora l’Anfiteatro è stato utilizzato sia dalla mia amministrazione che da quella del Sindaco Marini con tante belle manifestazioni. L’importante è non dimenticare quando sono terminati i lavori di restauro (2001) e quando è stato inaugurato (2002). Un po come per il teatro Alba Radians che è stato da noi riaperto e poi utilizzato sa negli anni del mio governo sia negli ultimi 10 anni. Non c’è nessuna polemica ad essere chiari.

Non pensa di tornare in campo, magari già in queste elezioni comunali?
 Se intende con una candidatura le rispondo che da 5 anni ho deciso di rimanere fuori dalle competizioni elettorali a qualsiasi livello. Se intende invece con l’azione di supporto a Matteo (Orciuoli ndr) e alla coalizione che lo sostiene, certamente. Mi lega a Matteo un’amicizia ultraquarentennale, abbiamo vissuto insieme tutte le stagioni della vita e della politica, sono al suo fianco da sempre e continuerò ad esserlo anche dopo che diventerà il nostro primo cittadino. Io sono ottimista, Matteo è una persona per bene, un uomo di cultura, laureato con un lavoro che svolge con capacità ed impegno. E’ un amministratore nato, scrupoloso, ragionevole attento ai bisogni dei cittadini, socialmente impegnato. Ha tutte le carte in regola per essere un ottimo Sindaco e io continuerò strenuamente a sostenerlo, perché sono convinto che i cittadini di Albano vogliano cambiare pagina e lui è la persona giusta per farlo.
 

Stavolta sembra che il centrodestra sia unito come ai suoi tempi. Unito e compatto sulla figura di Orciuoli lei cosa pensa?
 Penso che oltre alle qualità del candidato Sindaco il Centrodestra abbia una squadra compatta che ha riunito tutti gli amici che ci hanno permesso di ben governare Albano per 10 anni.
 

Qualcuno dice che lei però mantiene rapporti con il centrosinistra per motivi di carriera?
 Essere stato in passato un politico militante mi ha insegnato che le menzogne, le calunnie e la malafede, fanno parte di questo mondo. Avere amici tra gli esponenti del Centrosinistra non presuppone certo connivenza politica. Io sono stato il primo e unico sindaco che ad oggi ha portato al governo il Centrodestra ad Albano. Non sono più un attivista ma sono di Centrodestra e lo rimarrà nel prosieguo della mia vita. Capisco che a qualcuno possa far comodo ingenerare dubbi sulla mia posizione, ma io sono e resterà al fianco di Orciuoli e della coalizione che lo ha espresso.
Per la mia carriera invito chi vuole a leggere il mio curriculum ed in ogni caso sto svolgendo soltanto il mio lavoro. Non mi spingo oltre perché ritengo che ci siano limiti istituzionali che non vanno mai superati.
 

Qualche suo amico però dice che è stato lei a dirgli di candidarsi nel centrosinistra.
 
Qualche mio amico, che sbaglia, si è voluto collocare a sinistra prima che il Centrodestra si riunisse intorno ad Orciuoli. Lo avevo avvisato che la coalizione si sarebbe Unita per la Vittoria, ma non ha voluto ascoltarmi ed è caduto nell’inganno delle Sirene a sinistra. Immagino che ora faccia fatica a spiegare a molti amici comuni perché si è collocato in maniera innaturale e capisco anche che per giustificare la scelta, debba usare una versione romanzata dei fatti. Forse vuole far intendere che se tornasse di qua lo aspetteremmo a braccia aperte, ed è vero, ma prima della chiusura delle candidature.

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Editoriali

Polizia di Stato, sindacato LeS: “Stipendi da fame e situazione insostenibile”

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Grido d’allarme del Segretario Generale di Roma Luca Andrieri del Sindacato della Polizia di Stato LeS. “Lo avevamo già scritto, lo avevamo già gridato nelle piazze, lo avevamo sbandierato ad una classe politica che pur facendo passare il messaggio dicendo di rappresentare la nostra categoria, è stata invece sempre assente non facendo mai nulla a riguardo. Siamo servitori dello Stato, siamo ogni giorno in strada per difendere il Paese da chi delinque, dalla criminalità organizzata, dalle Emergenze Epidemiologiche, per garantire e fare rispettare le Leggi e per questo, negli anni, ci saremmo aspettati un’attenzione in più da parte del Governo e da parte delle componenti politiche per la nostra particolare e delicata professione, eppure ci ritroviamo a fine mese con un compenso che, a conti fatti, vale meno del compenso di una colf”.

Un disagio e un’umiliazione espressa chiaramente da Luca Andrieri e dal vicario Pino Pastore, rispettivamente Segretario Generale Provinciale di Roma del Les (Sindacato di Polizia di Libertà e Sicurezza) ed il segretario vicario.

Luca Andrieri_Segretario Generale Provinciale di Roma del Les (Sindacato di Polizia di Libertà e Sicurezza)

Il LeS chiede a gran voce di ricordare a chi siede ai piani alti del Ministero dell’Interno, che sia referente di un comparto che si sente umiliato e frustrato di fronte a questi gravi episodi e di abbracciare una richiesta che grida vendetta e grida vergogna nei confronti di tanti uomini e donne in divisa che rischiano giorno per giorno la loro vita.

“Siamo orgogliosi del nostro lavoro e della divisa che indossiamo con la quale difendiamo la società civile con gran fatica, ma non ci chiamate Eroi nello svolgimento del nostro servizio perché questo è il nostro mestiere, ma chiamateci Eroi, perché sappiamo che ogni giorno siamo chiamati a rischiare la vita e di non ritornare a casa per solo pochi euro al mese. Non vogliamo essere dimenticati. Dobbiamo fare i conti con uno stipendio che non solo, non ci dà quella che riteniamo essere una meritata soddisfazione, ma che non ci basta per sostenere le nostre famiglie, diamo la nostra vita per la “Famiglia Italia” e non possiamo mettere a repentaglio il bene dei nostri cari… questo proprio non lo meritiamo. Le nostre retribuzioni sono le più basse, e per quanto possa sembrare assurdo e privo di ogni logica, i nostri straordinari prevedono un compenso più basso rispetto a quello delle “collaboratrici domestiche”, con tutto il rispetto per questa categoria di lavoratori; perché il lavoro ha sempre dignità e l’impegno di ogni lavoratore va sempre ammirato. Un Poliziotto è retribuito circa 6 Euro l’ora invece una collaboratrice domestica 8 Euro l’ora, ai quali si aggiungono i “buoni lavoro” per un totale stimato di circa 10 Euro l’Ora. Lungi da noi prendercela con altre categorie di lavoratori, lo precisiamo, ci chiediamo tuttavia come un Corpo dello Stato possa permettere una tale disparità, in barba alla Costituzione della Repubblica italiana art. 36 Cost. “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. Dove sia finita la nostra proporzione di qualità ce lo chiediamo da tempo, vorremmo chiederlo adesso anche al Sig. Ministro dell’Interno. Da più parti dello Stivale, la nostra Organizzazione Sindacale, registra questa profonda amarezza da parte dei colleghi. La serenità delle nostre vite personali non è slegata dal nostro lavoro, siamo individui ed ognuno ha la sua storia. Lo Stato può permettersi di non valutare la “salute” dei suoi? Come risponde ai tanti colleghi che quasi ogni giorno tentano e molte volte si suicidano???? La Polizia di Stato sta fallendo, e come sindacato abbiamo il dovere di tutelare i diritti dei colleghi che rappresentiamo e pretendiamo cio’ che è a noi dovuto. Quello che chiediamo, oggi più di ieri, è di porre fine ad una situazione insostenibile ormai al collasso, con una riforma delle Forze Armate, per il bene nostro e del Paese prima che sia troppo tardi”.

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Editoriali

Anguillara Sabazia, disamina politica tra Genoveffo, Anastasio e… Cenerello

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Da fine maggio sono iniziati i tavoli del centrodestra, tavoli difficili, animati da personalismi e da tanti protagonisti non disposti a fare il famoso passo indietro per il bene del Paese e dopo due mesi tondi tondi di riflessioni e pensieri, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno deciso di convergere sulla candidatura dell’avvocato Angelo Pizzigallo, figlio del pediatra Antonio Pizzigallo che dal ’95 è sulla scena politica di Anguillara. Una persona stimata da tanti senza dubbio ma certamente non un volto nuovo della politica.

Chi alla scorsa tornata elettorale aveva fatto l’ennesimo passo indietro “per il bene di Anguillara”, parliamo di Sergio Manciuria, a questo giro si è sfilato senza se e senza ma

La ragione predominante, secondo chi scrive s’intende, è stata che Pizzigallo quando nel 2016 chiese a Manciuria di sostenerlo promise altrettanto “per la prossima tornata elettorale” con una stretta di mano e di amicizia come si fa tra persone legate da una reciproca stima personale che tutt’ora rimane in piedi, non abbiamo dubbi, nonostante lo strappo. Le parole hanno un peso e Manciuria, nonostante non fosse entrato in consiglio comunale ha fatto una strenua opposizione ai pentastellati, ha messo la faccia su tante questioni senza risparmiarsi e come abbiamo sempre sostenuto anche pubblicamente, insieme a Silvio Bianchini sono stati le voci strenue e solitarie di opposizione e presenza costante ad Anguillara. Bianchini e Manciuria, senza se e senza ma.

La politica delle vecchie logiche di partito che decide dall’alto cosa deve avvenire in un campo già martoriato dai danni dei Cinque Stelle

Ma torniamo alla disanima politica. Pizzigallo (senior) che promise pieno sostegno a Sergio Manciuria ha probabilmente perso la memoria o attuato il principio molto in auge in alcuni ambienti per cui in amore e in politica tutto è concesso e il “tradimento” è una delle varianti più presenti.

Dunque Pizzigallo Junior è il candidato ufficiale del centrodestra mentre “Cenerentola Manciuria” è stato lasciato fuori da qualsiasi analisi ma, come insegna la celebre novella, potrebbe essere proprio lui a finire dritto al gran ballo del principe anche se non è il figlio legittimo della politica ma un civico che ha scelto di correre con la sua AnguillaraSvolta e lasciare da parte quelli che definisce i “riciclati”, la “politica delle vecchie logiche di partito che decide dall’alto cosa deve avvenire in un campo già martoriato dai danni dei Cinque Stelle”.

Manciuria a Falconi: “Ci vediamo al ballottaggio”

Immediate le reazioni, anche inaspettate da parte di persone che avrebbero dovuto obbedire come soldati per spirito di politica e di appartenenza. Parliamo del giovane e valente Antonio Fioroni, colui che in tempi non sospetti, per pura coerenza e onestà intellettuale, ha lasciato la maggioranza pentastellata e si è seduto all’opposizione non condividendo più le azioni dell’amministrazione Anselmo perché totalmente opposte al programma elettorale con cui i pentastellati erano arrivati al governo della città. Fioroni, tempo dopo, si è avvicinato a Fratelli d’Italia, il suo ingresso (non sappiamo se poi veramente effettivo) era stato festeggiato alla Pisana dai vertici regionali del partito della Meloni. Ebbene Fioroni, dopo pochi minuti dall’ufficializzazione di Pizzigallo Junior è uscito con un post inequivocabile su Facebook, condividendo la candidatura a sindaco di Sergio Manciuria: “Per me è una questione di rispetto della parola d’onore che cercherò di affrontare con cuore, competenza e coraggio, rimettendomi alle decisioni degli elettori e non sottostare alle vecchie logiche politiche – impostate solo per stare insieme per vincere e non per fare squadra – di coloro che i problemi di Anguillara li hanno letti sui giornali lasciando ad altri l’onere di provare a risolverli”.

Altri fermenti, altri auguri sono arrivati a Manciuria ma probabilmente per spirito di cordialità politica e stima: Giovanni Chiriatti (purgato dai Cinque Stelle nonostante abbia contribuito in maniera determinante alla vittoria della Anselmo) anche lui coerente con le idee e distante dai pseudo pentastellati che hanno malgovernato Anguillara.

E gli auguri a Manciuria sono arrivati anche da Francesco Falconi, l’avvocato che ha ufficializzato qualche giorno fa la sua scesa in campo con una lista civica. Emblematico il riscontro agli auguri di Falconi da parte del presidente di Anguillara Svolta: “Ci vediamo al ballottaggio”.

I Cinque Stelle è assai probabile che non riusciranno a fare una lista e non si presenteranno alla imminente tornata elettorale. Ed è anche probabile che, anche se rimasti una manciata disallineata e disorganizzata, riservino colpi di scena mettendosi a stampella di candidati insospettabili.

Nel centrosinistra forse aspettavano le mosse del centrodestra

Anche da quelle parti si nota paralisi e confusione. Ci sarebbero le persone valide da candidare e con ottime possibilità di vincere ma per strani influssi astrali le carte jolly non vengono ancora calate e probabilmente non verranno calate. Ancora non c’è alcuna ufficializzazione ma soltanto un gran parlare.

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