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Anguillara Sabazia, Sagra del Pesce. Flenghi: “Un fallimento”

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ANGUILLARA SABAZIA (RM) – Non ha risparmiato pesanti critiche il consigliere comunale Pd Matteo Flenghi il quale, tra l’altro, fa anche presente che l’attuale giunta ex pentastellata non ha una progettualità e anche per questa estate come le altre due passate, non ha pubblicato un calendario di eventi come invece hanno fatto gli altri Comuni limitrofi: “La Sagra del Pesce appena conclusa – ha detto – è stata un fallimento. È un dato di fatto”. Il consigliere affida le sue parole ad una nota che inizia con l’auspicio, da parte sua, che la collettività prenda atto che
“non tutto ciò che è stato fatto in passato sia il male assoluto e tutto ciò che non provenga dalle menti degli amministratori sia indegno di essere ascoltato”.
“Sono un consigliere comunale eletto dai cittadini che oggi voi siete chiamati ad amministrare – ha proseguito Flenghi – tra di essi ce ne sono decine forse centinaia che in queste ore stanno esprimendo, con educazione, critiche ed osservazioni. È un loro diritto e va rispettato.
L’idea per cui qualsiasi suggerimento e/o contributo che tentano di dare i consiglieri comunali, presenti e passati, le associazioni del posto, i Rioni, qualsiasi altro nostro concittadino sia sbagliata a prescindere è semplicemente una follia. 
Non succede solo per questa situazione ma è un modus operandi ormai consolidato. Questo fine settimana è stato lo specchio della gestione fallimentare di questa compagine di governo.
Lo avevamo gridato a gran voce qualche settimana fa: “Vediamoci, confrontiamoci, tentiamo di elaborare, ognuno dalla sua posizione e con diverse responsabilità, qualcosa di utile per la Sagra.”
Queste feste, già scritto e detto, devono unire il paese, è avvenuto il contrario. Questi eventi devono far emergere ciò che di bello il nostro paese ha da offrire, è avvenuto il contrario.

Faccio e, invito tutti a fare, un’altra riflessione. Esiste un calendario di eventi per la stagione estiva?
Sto vedendo che tutti i comuni limitrofi già da diverse settimane lo stanno pubblicizzando.
Quello di Anguillara esiste?
No. Non esiste. Sono già due anni che non esiste!!

Il prossimo importante evento sarà la Festa di settembre. Una festa sempre utile a far scoprire il nostro centro storico. Riuscirete mai ad organizzare un comitato festeggiamenti con i commercianti, i ristoratori, le associazioni e i rioni che vogliono partecipare? Riuscirete ad aprire le porte del Comune?

Io proverò sempre a dare il mio contributo, cercando di agevolare possibili sinergie e creare aggregazione verso ciò che di utile viene fatto per il nostro paese. Perché peggio di un’amministrazione che non vuole ascoltare c’è il paese che va alla deriva e chi a questo paese vuole bene deve sempre provarle tutte per rimediare, per cambiare, per migliorare.

Al netto di questi tentativi, la speranza e l’attenzione è rivolta al futuro. Serviranno proposte all’altezza di Anguillara, servirà umiltà nel fare tutti dei singoli passi indietro per intraprendere un cammino comune che guardi avanti, servirà coraggio per affrontare le complicatissime sfide amministrative, servirà sacrificio e voglia di mettersi a disposizione per affrontare una crisi culturale ormai affermata, serviranno persone in gamba e idee, servirà voltare pagina da questo modo di fare e servirà del tempo, nulla si risolve dall’oggi al domani“.

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Eccellenze sotto scatto

La Stazione a Campoleone: un locale di luci e di bontà

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A dire il vero mancava una bisteccheria così nella provincia romana. Tutta illuminata si trova all’entrata di via Nettunense incrocio con via Tufello, nella frazione di Campoleone ad Aprilia. E’ tutta illuminata, mangiare all’aperto poi è piacevole perché non è buio, c’è musica di sottofondo e il personale è molto attento alle esigenze delle persone.

La carne è di ottima qualità e poi viene servita cotta alla brace con il forno a legna. Tante le varietà da scegliere nella vetrina vicino la braceria. Così la pizza, eccellente. Da provare sicuramente i primi piatti e il pesce.

Il cibo è di ottima qualità e il prezzo è buono e questo fa della Stazione un locale vincente.

C’è anche l’animazione per i bambini e se si prenota online con The fork si ha almeno il 50 per cento di sconto.

L’umanità e il calore sono poi la ciliegina sulla torta. Il proprietario Hamir è persona attenta che ci tiene molto alla cura del locale e cerca sempre di migliorare il suo locale. Davvero una persona di cuore che, tra l’altro, ha messo a lavorare al bar un ragazzo splendido, Edoardo.

Lo chef del locale si chiama Simone Buzzi, molto conosciuto e apprezzato, collabora con molteplici programmi televisivi e si fa apprezzare per tutti i piatti che sapientemente rielabora non dimenticando mai i sapori della tradizione.

La Stazione è senz’altro un locale dove tornare. Il locale da frequentare tra luci e bontà.

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Bracciano, spese elettorali fantasma per i candidati M5S: il consigliere Tellaroli segnalato in Corte di Appello

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BRACCIANO (RM) – Il consigliere comunale di Bracciano per il Movimento Cinque Stelle Marco Tellaroli è stato segnalato alla Corte d’Appello per aver presentato all’ufficio elettorale del Comune e della stessa Corte alcuni moduli con le dichiarazioni di presunte spese elettorali sostenute da almeno quattro candidati consiglieri M5S alle comunali 2016 senza che siano state sottoscritte dagli stessi.

In sostanza il consigliere pentastellato ha dichiarato delle spese che non solo non sarebbero state effettivamente sostenute dai candidati consiglieri M5s ma per giunta all’insaputa di quest’ultimi.

I candidati consiglieri, infatti, hanno autonomamente inviato i rendiconti dichiarando di non aver sostenuto alcuna spesa

Il consigliere Marco Tellaroli ha dichiarato cifre che non superano il tetto di 2.500 euro, oltre il quale è previsto l’obbligo di un mandatario.

Di fatti sia l’articolo 13 della Legge 10/12/1993 n.515 e la Legge n.43/1995 dicono chiaramente che “sono esclusi dall’obbligo delle designazioni di un mandatario elettorale, i candidati che spendono meno di 2.580 euro avvalendosi unicamente di denaro proprio, fermo restando l’obbligo di redigere il rendiconto delle spese sostenute”.

Venerina Marziano candidata consigliere M5S alle elezioni amministrative 2016 di Bracciano ha richiesto (con una lettera al Comune di Bracciano datata 13 settembre 2018) spiegazioni su chi avesse compilato la dichiarazione relativa alle spese elettorali, in quanto la stessa ha dichiarato di non aver sottoscritto nulla.

La Marziano ha anche chiesto accesso agli atti per visionare la documentazione inerente le consultazioni elettorali presentate dall’allora candidato sindaco M5S Marco Tellaroli.

Venerina Marziano ha infatti presentato presso il Collegio regionale di Garanzia Elettorale presso la Corte di Appello di Roma una dichiarazione dove palesava di non aver corrisposto alcun importo di denaro ne a titolo di contributo elettorale ne a titolo di spesa per la propria candidatura.

Marziano ha altresì scritto una dura lettera a Marco Tellaroli dove gli fa presente che è al corrente che al Comune di Bracciano è stata depositata una dichiarazione non sottoscritta riferita alla sua persona dove addirittura lei stessa avrebbe dichiarato di aver sborsato euro 106,63 per la campagna elettorale.

A tal proposito Marziano chiede esplicitamente a Tellaroli di dirgli chi avrebbe depositato quella dichiarazione non sottoscritta riferita alla sua persona.

In Comune ci sono tutte le dichiarazioni

Che succede? Che avviene subito una verifica. E agli atti in Comune ci sono tutte le dichiarazioni dei candidati M5S inerenti le spese elettorali ma l’unica firmata è quella di Marco Tellaroli, diverse altre non sono state sottoscritte dai singoli candidati.

Ad inviarle è stato proprio Marco Tellaroli

Tellaroli ha firmato la sua dichiarazione, sottoscrivendo di aver speso 790 euro per la campagna elettorale. L’unico a firmare è stato lui. Ma Marziano non è la sola. Facciamo un altro esempio. La candidata consigliera M5S Onori Egle ha dichiarato il 23 agosto 2016 di non aver sostenuto spese elettorali e neppure ricevuto alcun contributo. E ha firmato di suo pugno tale dichiarazione. Che succede però? Nel modello di rendiconto inviato al collegio regionale di garanzia elettorale ci sono i dati di Egle Onori e alla voce delle spese dichiarate dalla stessa c’è l’importo di 103,63 euro.

Ovviamente la questione è finita alla Corte di Appello di Roma, collegio regionale elettorale di Garanzia.

Alcuni “ex amici” del consigliere Tellaroli vogliono vederci chiaro. Certamente il Consigliere, che tra l’altro rappresenta a Bracciano un MoVimento che fa della trasparenza e dell’onestà una bandiera distintiva saprà dare spiegazioni.

Intanto qualcuno ha già palesemente preso le distanze. E sembrerebbe che aleggino altre questioni.

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Cronaca

Pensionati, conti bancari e… quelle tariffe dei gestori telefonici per inviare gli O-Key-sms ai correntisti: la brutta avventura di un anziano di Anguillara Sabazia alla filiale Intesa-San Paolo

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Difficile immaginare cosa avrebbe raccontato Emilio Gadda se al posto dell’anziano pensionato si fosse trovato egli stesso, quella mattina nella filiale di quella banca a via Santo Stefano ad Anguillara Sabazia. Forse un racconto della vergogna, una storia che non sarebbe dovuta mai capitare, in un paese – l’Italia – normale.

Il malcapitato è un comune anziano pensionato. E’ uno dei tanti. L’autore di quel brutto pasticcio è la filiale di una banca che si vanta di essere il primo gruppo bancario in Italia per numero di sportelli.

L’obbligo di legge per riscuotere la pensione in banca

Bene è conoscere che a seguito delle vigenti leggi si fa obbligo al pubblico dipendente e al pensionato di diventare, loro malgrado, titolari di un conto corrente bancario. Questo lo spiega il seguente commento alle disposizioni in materia di legge: “Un dipendente di una società privata, che sino ad oggi ha percepito uno stipendio inferiore a 3.000 euro con accredito direttamente in banca potrà, a partire dal 1° gennaio 2016 (data di entrata in vigore della Legge di Stabilità 2016, continuare a chiedere la consegna del denaro contante. Non lo potrà fare invece il pubblico dipendente o il pensionato. Questo perché la legge di Stabilità 2016 modifica solo l’art. 49, comma 1-bis, del decreto legislativo del 21.11.2007 n. 231 che ha ad oggetto le “limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore”.
1) -Il c/c del nostro anziano presso la banca in questione assolve a questo obbligo impostogli.
2) -Per sua comodità, al momento dell’accensione del conto gli fu fornito oltre al bancomat anche il servizio internet con relativo codice
o-key, con il quale avrebbe potuto visionare la situazione del suo conto corrente con rinuncia però di operare online.

I fatti

Lo scorso 31 maggio, da parte del Consigliere delegato e Ceo – Filiale N. 40113 della banca Intesa San Paolo ad Anguillara Sabazia, arrivato il seguente messaggio all’anziano cliente: “La sua carta di pagamento è prossima alla scadenza. La nuova carta sostitutiva è già stata prodotta e sarà disponibile in filiale”. L’anziano prendendo tempo, verso la fine di giugno si è recato in filiale per farsi “sostituire la carta di pagamento”

Quello strano ed equivoco comportamento allo sportello

“Firmi qua, una firma qui-qui e anche qui, la vecchia carta non serve più, la strappiamo, ecco la nuova carta, il numero del cellulare è sempre quello? Conferma? Va bene! Abbiamo fatto! Buona giornata! La chiavetta
O-key non serve più, al suo posto riceverà un messaggio dalla banca. Di nuovo, buona giornata.”

La inaspettata scoperta dell’anziano

Arrivato a casa, il nostro anziano, cercava di connettersi al suo conto online e gli arrivava un messaggio sms con un codice della banca sul suo cellulare Brondi, quindi immetteva il codice nello spazio richiesto e il conto si apriva. Una volta, due volte e poi NON PIU’. “Errore, chiedere al proprio provider”. L’anziano facendo una veloce ricerca su internet scopre infine l’arcano.
I messaggi della banca stavano esaurendo la sua carica telefonica. Volendo saperne di più scopre questa strana pubblicità sul web: “O-Key SMS ha un canone annuo di 10 euro. In più, ti sarà addebitato il costo di ogni SMS ricevuto in base al gestore telefonico sull’utenza del cellulare certificato. In particolare, i costi sono: TIM 0,075 euro, Vodafone 0,08 euro, Wind 0,08 euro, H3G 0,16 euro, Iliad 0,08 euro, PostePay 0,16 euro, Fastweb 0,08 euro, Kena Mobile 0,16 euro, Tiscali 0,08 euro, Coop Voce 0,16 euro, Welcome Mobile 0,16 euro.”

Alla faccia della direttiva UE!

L’anziano svegliandosi s’accorge che allo sportello gli avevano fatto firmare un servizio che non avrebbe mai firmato se glielo avessero spiegato.
Il 28 giugno ha inviato una immediata disdetta per il servizio che gli avevano fatto sottoscrivere a sua insaputa con il pretesto di sostituire la carta scaduta.

Immediata la risposta della banca : “Buongiorno, potete recarvi in filiale per firmare la revoca del servizio. Cordiali saluti”
L’anziano recandosi in banca, firma la revoca del servizio e torna a casa. A questo punto la banca non avrebbe dovuto più interessarsi se l’anziano avesse o no il cellulare oppure se fosse ancora collegato ad internet. Per la banca da questo momento in poi l’anziano avrebbe dovuto figurare come cliente che intrattiene semplici rapporti di conto corrente. Chiaro il concetto, no? Per la banca, vedremo più avanti, sembra di no.

Allo sportello scoppia il fattaccio

Lo scorso 7 ottobre, alle ore 11.00 l’anziano si è presentato allo sportello per fare un bonifico. Il cassiere, molto imbarazzato, per tre quarti d’ora maneggia con il computer. Alla fine assumendo uno sguardo compassionevole dice all’anziano: “Non si può fare niente.”
Perché, chiede l’anziano, manca la corrente? No, risponde il cassiere, il suo conto è bloccato. Sta scherzando? I soldi ci sono, insiste l’anziano.
“I soldi non c’entrano. – dice il cassiere – Il suo conto è bloccato perché lei aveva disdetto il servizio codice O-Key sms.”

A questo punto, l’anziano abbastanza contrariato sbotta: Che c’entra mai il servizio o-key sms. Stiamo parlando di conto corrente e pertanto, prego, mi faccia il bonifico.
Il cassiere insiste con la sua tesi allora l’anziano chiede quali siano le disposizioni e da chi provenissero. Chiede che gli venga consegnata copia di queste direttive. A questo punto il cassiere stampa un foglietto dove si vede scritto: “ATTENZIONE: il cliente non ha ancora sottoscritto il contratto di dematerializzazione”
L’anziano pensionato ci tiene a precisare che a lui non è stato mai presentato questo tipo di contratto. L’unico presentato che poi lo aveva disdetto, era quello per il servizio codice O-Key sms, fra l’altro con abbonamento e addebiti dei messaggi inviati dalla banca.

Quando è troppo è troppo!

Come ultimo stratagemma l’anziano prova: Allora vado a fare un prelievo bancomat così mi potrà fare il bonifico contro contanti. “Va benissimo, risponde il cassiere, ma le costerà 9 euro.”

La chiamata ai carabinieri e l’intervento della direttrice

A questo punto l’anziano esaurito, si alza, chiede alla sua signora il cellulare ed inizia a formare il numero per chiamare i carabinieri.
Intanto da quando era entrato in banca già era già trascorsa quasi un’ora e mezza. I clienti in sala assistevano a questa scena movimentata tanto è che finalmente intervenendo la direttrice, invita l’anziano ad accomodarsi nel suo ufficio. L’anziano, su preghiera della stessa direttrice interrompe la telefonata con i carabinieri e si accomoda presso l’ufficio della direttrice. Senza dilungarsi ulteriormente è trascorsa un’altra ora dopo di che la signora direttrice ha fatto il bonifico al malcapitato anziano. Roba da non raccontare. Due ore e oltre per fare un bonifico con una folle pretesa che non sta ne in cielo e ne in terra. Ovvio, chiede qualcuno, ma l’anziano non ha presentato alcun reclamo alla sede della banca? Certo che lo ha fatto e sta aspettando risposta, dopo di che valuterà se intraprendere altre vie per fare conoscere il fattaccio cosi altri anziani non dovranno vivere simili esperienze.

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