Connect with us

Cronaca

Anguillara Veneta, poliziotto fuori servizio muore per tentare di salvare un anziano finito nelle acque del fiume

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 2 minuti
image_pdfimage_print

Ci sono volute ore per ritrovare i corpi dei due uomini

Il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza , Prefetto Lamberto Giannini e le donne e gli uomini della Polizia di Stato si stringono intorno alla famiglia del poliziotto eroe Assistente Capo Coordinatore Domenico Zorzino, in servizio presso il Reparto Prevenzione Crimine Veneto che ha sacrificato la propria vita nel prestare soccorso ad un anziano automobilista.

Il poliziotto, esempio di eccezionale altruismo, libero dal servizio, nella serata di ieri ha notato un’auto che si stava inabissando nel canale Gorzone ad Anguillara Veneta, e dopo aver chiamato i soccorsi, non ha esitato a gettarsi in acqua per salvare il conducente. Purtroppo nella mattinata odierna il fiume ha restituito i loro corpi. Il poliziotto lascia la moglie ed un figlio diciassettenne. Il Capo della Polizia Giannini esprime il proprio cordoglio per la grave perdita che addolora tutti i poliziotti che quotidianamente operano per la sicurezza dei cittadini.

Lo stava ancora abbracciando nell’ultimo, disperato tentativo, di salvargli la vita. Domenico Zorzino, poliziotto di 50 anni, si era gettato nelle acque del canale Gorzone per tentare di salvare il suo compaesano Valerio Buoso, 75enne finito con l’auto nel corso d’acqua, ma alla fine nessuno dei due è riemerso. E ci sono volute ore per ritrovare i corpi dei due uomini, riemersi solo oggi, intorno alle 12 quando l’incidente era avvenuto ieri pomeriggio, intorno alle 16.

I fatti sono ormai piuttosto chiari: Zorzino era nel giorno di riposo dal lavoro e stava passeggiando lungo la strada arginale che costeggia il canale Gorzone ad Anguillara Veneta con i suoi due cani. Ha assistito all’incidente, a una Ford Fusion che usciva di strada e finiva in acqua inabissandosi nel canale artificiale. Ha così deciso di gettarsi in acqua per salvare la persona a bordo del mezzo ed è anche riuscito a estrarlo dal veicolo. Poi però qualcosa è andato storto e i due non sono riemersi dall’acqua trascinati dalla corrente.

Le ragioni dell’incidente non sono ancora chiare anche se il pensionato Buoso soffriva di problemi cardiaci e potrebbe essere stato vittima di un malore che gli ha fatto perdere il controllo dell’auto. Poi sul posto sono arrivati i soccorsi, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, il personale sanitario nella speranza di poter recuperare i due uomini ancora vivi, i sommozzatori. Ma nulla è stato possibile fare. E’ passata la notte e dei due uomini non vi era più nessuna traccia. Oggi, in tarda mattinata, i corpi delle due vittime sono stati ritrovati. Erano a qualche decina di metri di distanza dal luogo dell’incidente, sul fondale ancora abbracciati.

”Il poliziotto è stato trovato dai Vigili del Fuoco con accanto il corpo dell’anziano, Valerio Buoso, che evidentemente era riuscito a strappare dalle lamiere in un gesto di straordinaria generosità – ha commentato il presidente della regione Veneto Luca Zaia -. Poco prima di entrare in acqua l’agente, fuori servizio in quel momento, aveva dato l’allarme con il cellulare. Il mio messaggio di cordoglio e vicinanza ai familiari, agli amici, ai colleghi”.

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Cronaca

Incendio nel Materano, morti due vigili del fuoco, “Volevano salvare una famiglia”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura < 1 minuto
image_pdfimage_print

 “Volevano salvare una famiglia, la cui abitazione era messa in pericolo dalle fiamme.

Ma sono caduti in un dirupo e sono stati avvolti dalle fiamme”.

Sono le parole del sindaco di Nova Siri (Matera), Antonello Mele, riferendosi alla morte di due vigili del fuoco in contrada Cozzuolo.

Secondo quanto si è appreso, entrambi avevano 45 anni ed erano in Matera.

Continua a leggere

Castelli Romani

Ciampino, episodio di bullismo: la denuncia di una madre su Facebook scatena polemiche

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 2 minuti
image_pdfimage_print

Un episodio di bullismo avvenuto a Ciampino ha suscitato forti reazioni e polemiche dopo che una madre ha condiviso la sua drammatica testimonianza su Facebook. La signora, madre di un ragazzo di 13 anni, ha raccontato l’incubo vissuto da suo figlio, vittima di un gruppo di coetanei.

Il post, che ha rapidamente raccolto molte reazioni e condivisioni, ha portato alla luce una realtà inquietante e ha acceso un acceso dibattito tra i residenti.

Secondo quanto riportato dalla madre del ragazzo, l’episodio è avvenuto nel parco comunale di Ciampino, dove suo figlio Alessandro stava giocando con alcuni amici. Improvvisamente, un gruppo di ragazzi più grandi si è avvicinato e ha iniziato a insultarlo e a deriderlo. La situazione è degenerata quando uno dei bulli ha spinto Alessandro a terra, facendogli perdere l’equilibrio e ferendolo al ginocchio. Il ragazzo, visibilmente scosso, è tornato a casa in lacrime e con un grande spavento.

Nel suo post, la madre ha scritto: “Mio figlio è tornato a casa oggi con il cuore spezzato e il corpo ferito. Non posso tollerare che i bambini debbano subire tali atrocità. Questo bullismo deve finire!”. Il suo appello ha ricevuto immediato sostegno da parte di molti residenti, che hanno espresso la loro solidarietà nei commenti.

Giovanna, una residente di Ciampino, ha commentato: “È inaccettabile che i nostri ragazzi non possano sentirsi al sicuro nemmeno nei parchi pubblici. Le autorità devono intervenire e prendere provvedimenti immediati”. Un altro commento, di Marco De Santis, aggiunge: “Questi atti di violenza sono vergognosi. I bulli devono essere identificati e puniti, e le scuole devono fare di più per educare i ragazzi al rispetto reciproco”.

Tuttavia, il post ha anche suscitato polemiche e divisioni. Alcuni hanno criticato i genitori dei ragazzi coinvolti, accusandoli di non educare adeguatamente i propri figli. “Dove sono i genitori di questi bulli? Perché non insegnano loro il rispetto e la compassione?”, ha scritto Francesca.

Le autorità locali non hanno tardato a intervenire condannando il gesto.

L’episodio, sebbene doloroso, ha anche sollevato un’importante consapevolezza sulla necessità di promuovere la cultura del rispetto e della solidarietà tra i giovani.

Continua a leggere

Cronaca

Roma, metro Barberini: una rissa provoca la chiusura della stazione

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura < 1 minuto
image_pdfimage_print

Tragiche le notizie che arrivano in un torrido sabato sera romano.
La stazione metro Barberini viene chiusa per questioni di sicurezza.
All’origine del fatto, avvenuto tra le 19 e le 19,30 una rissa tra nord africani e sudamericani con almeno 15 persone coinvolte. Molti passeggeri spaventati dalla situazione si sono rifugiati nella cabina del conducente fino all’arrivo delle forze di polizia allertate dalla centrale di sicurezza di Atac Metro.
Per ora sono ancora tutti da decifrare i motivi che hanno portato a ciò.

Un’estate romana che sta diventando ogni giorno più bollente.

Continua a leggere

SEGUI SU Facebook

I più letti